GOLDMAN SACHS, IL COLLEGAMENTO TRA MARIO DRAGHI, MARIO MONTI E LUCAS PAPADEMOS

Così scrive un quotidiano non certo di sinistra…

DI MARC ROCHE

DI MARC ROCHE

traduz. art. Le Monde, 14 novembre 2011

Che cosa hanno in comune Mario Draghi, Mario Monti e Lucas Papademos? Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, il presidente designato del Consiglio italiano e il nuovo Primo Ministro greco appartengono a livelli diversi del “governo Sachs” europeo. La banca di affari americana ha tessuto in Europa una rete di influenza che si è sedimentata da molto tempo grazie a una stretta tessitura, sconosciuta al grande pubblico.

Per avere una collaborazione completa, ci vuole una gerarchia. Il primo della lista è sicuramente Mario Draghi, vicepresidente di Goldman Sachs per l’Europa tra il 2002 e il 2005. diventato associato, venne incaricato delle “imprese e dei paesi sovrani.” A questo titolo, una delle sue missioni fu quella di vendere i prodotti finanziari “swap“, consentendo di dissimulare parte del debito sovrano che permise di truccare i conti greci. Poi viene Mario Monti, consigliere internazionale dal 2005. In terza posizione troviamo Lucas Papademos, che è appena stato nominato Primo Ministro della Grecia e fu governatore della Banca Centrale ellenica tra il 1994 e il 2002, dove partecipò all’operazione di falsificazione dei conti perpetrata da GS. Il gestore del debito greco è un certo Petros Christodoulos, un ex trader della compagnia.

Due altri pesi massimi hanno le carte in regola per la defenestrazione dell’euro, Otmar Issing, ex presidente di Bundesbank, e Jim O’Neill, l’inventore del concetto dei BRICS, l’acronimo che designa i mercati emergenti a forte potenziale di crescita (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Ex presidente di Goldman Sachs International di cui è rimasto uno degli amministratori, l’irlandese Peter Sutherland ha giocato un ruolo chiave nel salvataggio dell’Irlanda. Infine, Paul Deighton che ha trascorso ventidue anni da Goldman Sachs, è direttore generale del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra nel 2012. È il fanalino di coda, perché tutti sanno che lo sport, come l’amicizia, è fuori concorso.

Ma, al di là delle apparenze, la rete di influenza che aveva ben costruito il suo potere ha perso efficacia durante la tormenta politica finanziaria del 2008. Infatti, le vecchie complicità, scambiate dagli esperti banchieri centrali che tenevano le fila, si sono rivelate meno utili quando i politici sono diventati coscienti dell’impopolarità goduta dai professionisti della finanza, ritenuti responsabili della crisi. Mentre prima Goldman Sachs poteva facilmente esercitare il proprio tornaconto, una serie di accadimenti – la Grecia, la speculazione contro l’euro, lo scandalo Abacus nel quale è stato coinvolto il goldmaniano francese Fabrizio Tourre – gli hanno messo contro l’opinione pubblica.

La rubrica telefonica è utile, ma non è più sufficiente in un pianeta finanziario complesso e tecnico, di fronte a una nuova generazione di industriali meno plasmati dal rispetto per l’establishment. I padroni europei partiti alla conquista dal mondo si sono emancipati dai crociati dell’alta finanza stile Goldman Sachs. Le richieste di valorizzazione delle azioni, le esigenze di trasparenza dei conti e l’obbligo dell’espansione all’estero hanno smussato l’”effetto rete”. Infine, diventati più esigenti sulla qualità e l’indipendenza del mestiere di consulente, i clienti europei, ma non solo, pretendono ora il rispetto di un minimo di etica.

E qui arrivano i problemi per Goldman Sachs. Perché la banca ama posizionare i propri uomini senza mai lasciar cadere la propria maschera. Questo perché i suoi incaricati, sempre ligi, nascondono questa affiliazione quando concedono un’intervista o sono in missione ufficiale (come fu il caso di Monti, che nel 2010 si vide incaricare di uno studio sul mercato unico europeo dal presidente della Commissione, José Manuel Barroso).

Mario Draghi ha dichiarato che, essendo entrato in funzione nel 2002, non ha avuto niente a che fare col trucco dei conti greci orchestrato due anni prima dalla banca. Aveva dato le dimissioni nel 2005, l’anno precedente alla vendita degli swap di Goldman Sachs alla Banca Nazionale della Grecia, la prima banca commerciale del paese, diretta da un vecchio goldmaniano, Petros Christodoulos, oggi responsabile dell’organismo che gestisce il debito greco.

MARIO MONTI CHI E’? E FRANCESCO PROFUMO?…

Mario Monti

da Wikipedia: dal 2010 è inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller[5] e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[6].

 

Dal 2005 è international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute[7][8], presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen. È advisor della Coca Cola Company[8].

 

*per chi non sapesse cosa sono Commissione Trilaterale e Gruppo Bilderberg, o per chi non sapesse chi è David Rockefeller, si informi e scoprirà che è il caso di avere paura.. è ovvio che questo tizio ha i numeri, l’hanno mandato qui per dissanguarci nel modo giusto.. è ora di sfatare la leggenda metropolitana che la politica e l’economia stiano ancora facendo gli interessi del popolo, e Mario Monti la sfaterà molto presto.. anzichè avere gente che sperpera letteralmente a destra e a sinistra, avremo Mario Monti, sostenitore della rigorosità dei conti pubblici, ovvero uno che ci farà pagare il debito pubblico in ogni modo possibile, uno che svenderà le istituzioni del nostro paese senza tante remore, dato che le svenderà ai propri capi della commissione trilaterale, del FMI, della Goldman.. sì, la situazione è peggiorata secondo me.. prima c’era un pagliaccio al governo, ora c’è un impassibile economista che ci farà pagare 1) tutte le negligenze della precedente classe politica 2) tutte le fraudolenze intrinseche del sistema monetario

sento di condividere con me stesso e con tanti altri che la pensano come me è: ORGANIZZARCI ed INSORGERE, smettere di ACCETTARE..ora purtroppo dobbiamo solo pagare, siamo arrivati a questo punto e non possiamo fare niente, ora ci tocca Monti e basta, ciò che io condivido e di cui sono certo è la fraudolenza di questo sistema politico-economico che abbiamo permesso venisse creato e alimentato..ci sono informazioni attestate sulla figura di Mario Monti, che gia da sole dovrebbero, avrebbero dovuto, far nascere qualche pensiero e qualche tremore.. insomma, DAVVERO non è abbastanza che questo tizio sia il pupillo europeo dei rockefeller e membro esecutivo del CLUB Bilderberg? nonché International Advisor della stessa banca che ha innescato e rinvigorito questa enorme crisi globale (e questa cosa ha senso, dato che basta una sola TRANSAZIONE ECONOMICA VIRTUALE per innescare una crisi!) ? non è abbastanza che ANCHE IN GRECIA sta regnando un TECNOCRATE DELLA GOLDMAN SACHS? nel senso, ma che siamo ciechi? O_ò

sono enormemente preoccupato, perché so cos’è la Commissione Trilaterale, so chi sono i Rockefeller, e vedo semplicemente a rigor di logica che gli stessi fautori della crisi ora stanno mandando i loro attendenti a governare i paesi che hanno soggiogato! e avete visto i nuovi ministri? un manipolo perlopiù di economisti e un ammiraglio presidente del comitato militare della Nato..

come giustamente dice Crozza, “voi non sentite odore di cetriolo? un bel cetriolone che arriva..”

 

Francesco Profumo

da Retedellaconoscenza.it

Mario Monti ha presentato la lista dei ministri per il nuovo Governo, il nuovo ministero dell’Istruzione e dell’università che prenderà il posto dell’ex ministro Maria Stella Gelmini sarà Francesco Profumo.

Ma chi è Francesco Profumo? Un professore di ingegneria, rettore del Politecnico di Torino e recentemente diventato presidente del CNR (centro nazionale delle ricerche) per volontà dello stesso Ministro Gelmini.

Profumo è senza dubbio un uomo dei poteri forti, negli ultimi anni ha indirizzato il Politecnico di Torino verso una gestione sempre più aziendalistica tanto che le grandi multinazionali: General Motors, Fiat… oggi la fanno da padroni nell’ateneo di Torino.

 

Senza dubbio si tratta di una persona di uno spessore ben differente dal ministro Gelmini, che con le sue gaffes e la sua ignoranza aveva costantemente offeso il suo dicastero e tutti noi che costantemente viviamo dentro scuole e università. In una recente intervista a Famiglia Cristiana Profumo aveva dichiarato “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”. Si, ma progressi per chi? Per le banche e le imprese? Per la ricerca pubblica?

Le prime dichiarazioni del ministro Profumo sono distensive “investiremo nel sapere e nella conoscenza” “ascolteremo studenti e ricercatori”. Noi giudicheremo l’operato del nuovo ministro dell’istruzione dai fatti e dalle azioni che metterà in campo dalle prossime settimane, ma già da oggi non abbiamo intenzione di fidarci e di fare sconti.

Non ci fidiamo di un governo fatto di baroni universitari, non ci fidiamo di un ministro che ha aperto l’università ai privati ben prima della definitiva attuazione della legge Gelmini, e che è membro dei Cda di alcune aziende private, tra cui Telecom Italia e Pirelli.

Profumo inoltre è stato membro del Cda di Unicredit private banking, per noi studenti parte di quel 99% che si rifiuta di pagare una crisi che non abbiamo creato e che lottiamo tutti i giorni contro la privatizzazione delle università e il nuovo ministro ci appare troppo compresso con gli stessi istituti di credito che sono responsabili della crisi.

Monti ha costruito un Governo di tecnici, ma questi tecnici sono in realtà docenti baroni di università pubbliche e private, membri o direttori dei Cda delle grandi banche italiane, avvocati e altri professionisti in grado di rappresentare perfettamente gli interessi dell’1% della popolazione mondiale non di certo quel 99% di cui noi studenti facciamo parte.

Inoltre il neo ministro Profumo è stato l’organizzatore del G8 delle università di Torino, contro la sua idea di università schiacciata sui privati e contro quel summit da lui convocato con oltre 20 università auto nominatesi le migliori al mondo eravamo scesi in piazza. Non ci dimentichiamo di quella giornata e della volontà dello stesso Profumo di rinchiudersi dentro all’università blindata dalla polizia rifiutando qualsiasi confronto con gli studenti in una città militarizzata e presa in ostaggio da questi rettori venuti a discutere di alta formazione e impresa mentre noi studenti che avevano dato vita quell’autunno alle oceaniche manifestazioni dell’onda manifestavamo contro di loro e lottavano contro i tagli a scuola e università.

Sappiamo chi è Profumo: uno uomo delle banche, che apprezza molto i prestiti d’onore, uno che ha rilasciato tante dichiarazioni contro il ministro Gelmini ma che è stato uno dei primi ad adottare le misure da lei imposte all’università al Politecnico di Torino. Profumo ha, infatti, approvato un nuovo statuto dell’università votato in maniera favorevole dal 70% dei docenti ma su cui oltre il 70% dei tecnici amministrativi ha votato no.

Noi studenti di scuole e università che ci siamo mobilitati in questi anni contro le politiche di Gelmini e Tremonti che miravano a privatizzare e dequalificare scuole e università abbiamo un’altra idea di scuole e università, e ci mobiliteremo perchè sappiamo che anni di tagli non si cancellano con la sola caduta di Berlusconi.

Porteremo avanti l’AltraRiforma (www.altrariforma.it) costruita in decine di assemblee in tutt’Italia con studenti, precari, ricercatori. Ci aspettiamo dal nuovo ministro la cancellazione della legge Gelmini, il blocco dei decreti attuativi ancora in fase di approvazione, il rifinanziamento del FFO e del Fondo per il diritto allo studio universitario.

Crediamo che debba immediatamente essere rifinanziata l’edilizia scolastica, dato che il 40% delle scuole italiane sono prive di certificati di idoneità statica. Serve con urgenza una legge quadro sul diritto allo studio, prendendo atto della frammentazione italiana del sistemo di servizi e borse di studio, alle volte inesistenti. Bisogna inoltre con urgenza ridefinire la programmazione didattica, le metodologie e aprire una nuova fase di ampliamento di diritti e partecipazione nelle scuole. Va seriamente ridiscusso tutto l’impianto dei cicli scolastici. Per fare tutto questo però occorre necessariamente aprire un processo nuovo dove gli studenti possano essere reali protagonisti del cambiamento delle scuole. Non accetteremo in nessun modo altri processi dall’alto che dicono di cambiare tutto per non cambiare niente.

Ministro Profumo noi studenti e studentesse domani saremo in piazza per un’AltraScuola e un’AltraUniversità perchè ci aspettiamo un’immediata e radicale inversione di tendenza rispetto alle politiche della Gelmini.

resoconto degli scontri a roma…

SCONTRI ROMA Chiusura indagini e richiesta di rinvio a giudizio per 26 persone coinvolte negli scontri avvenuti a Roma il 14 dicembre 2010 in occasione del voto di fiducia alle Camere. I reati vanno dalla resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento seguito da incendio, al travisamento in occasioni di manifestazioni in luogo pubblico, a manifestazione non preavvisata. Tra gli indagati ci sono anche 8 persone provenienti da province diverse, tra cui anche la nostra città, Brescia. Poi Verona, Messina, Padova e Udine. I provvedimenti sono in corso di notifica da parte della Digos.

TAV E BREBEMI #0: La governance opaca dei territori‏

da http://bgreport.org/?p=4059

TAV E BREBEMI #0: La governance opaca dei territori

Con questo primo contributo prende avvio l’inchiesta sulla nuova 
autostrada BreBeMi, in fase di realizzazione, e la tratta ferroviaria ad 
alta velocità tra Treviglio e Brescia. Ogni domenica alle ore 20, per 
due mesi, BgReport pubblicherà una nuova puntata dell’inchiesta, nel 
tentativo di colmare il vuoto d’informazione che avvolge la 
realizzazione delle due infrastrutture. Mentre si moltiplicano proclami 
e dichiarazioni d’intenti di amministrazioni locali e regionali e le 
voci entusiastiche dei mezzi d’informazione, gran poco si è detto circa 
gli attori politici ed economici in gioco e gli interessi che si 
affollano intorno ai due progetti. Non è forse il momento di affrontare 
l’argomento?

La tratta ferroviaria al alta velocità tra Treviglio e Brescia è ormai 
ai nastri di partenza. Già dalla scorsa primavera si susseguono gli 
annunci a mezzo stampa dell’imminente apertura dei tre cantieri 
logistici di Caravaggio, Calcio e Fara Olivana, anche se ad oggi nulla 
sembra muoversi. E’ notizia delle ultime settimane l’avvio dell’iter 
burocratico per l’apertura del cantiere di via Brignano a Caravaggio. 
Sarà un cantiere di proporzioni importanti, circa 26.000 metri quadri, 
degno di un’opera che definire impattante è un eufemismo. A maggior 
ragione perché la nuova linea ferroviaria dovrebbe correre parallela 
all’autostrada BreBeMi, anch’essa in fase di realizzazione.

Stiamo parlando di migliaia di metri quadrati di terreno agricolo 
divorati dal cemento, espropriati o ancora da espropriare. Stiamo 
parlando di un territorio dove la mobilità è divenuta da tempo 
insostenibile e i livelli di inquinamento dell’aria sono tra i più alti 
del pianeta. E’ il profondo nord, la Pianura Padana: chilometri e 
chilometri di coltivazioni intensive e capannoni industriali. Ma è anche 
un territorio che conta alcune centinaia di migliaia di abitanti e che 
per tanto pone alcune legittime preoccupazioni circa la sostenibilità 
delle trasformazioni urbanistiche e produttive che lo investiranno.

La questione non si limita infatti all’impatto del serpente di cemento 
in sé e per sé. Il grosso interrogativo concerne invece gli effetti 
secondari delle nuove infrastrutture: l’espansione del settore logistico 
e le sue ricadute in termini di mobilità pesante e consumo di suolo, ma 
anche per il temuto proliferare di nuovi capannoni lungo il tracciato 
dell’autostrada e in prossimità dei comuni in posizione strategica. Vi è 
poi una questione specifica relativa alla città di Treviglio. Entrambe 
le opere garantiranno una nuova centralità al comune in questione, 
riducendone in maniera decisiva la distanza da Milano e accrescendo così 
appetibilità e appetiti immobiliari.

Quale sarà l’impatto territoriale dell’inevitabile processo d’ulteriore 
espansione urbana? Come saranno governate queste trasformazioni? Non vi 
è dubbio sull’opportunità di crescita economica che i due progetti 
rappresentano, ma quali ricadute avrà questa opportunità sulle 
condizioni di vita delle persone che abitano il territorio? Le 
amministrazioni leghiste dei comuni interessati sbandierano gli effetti 
positivi che le opere secondarie dovrebbero produrre sulla mobilità; 
latita però un dibattito sul futuro del territorio, in grado di 
restituire centralità al tema dell’abitare, a cui i processi economici e 
le esigenze produttive dovrebbero sempre essere subordinati.

Il grande assente in questa partita è la popolazione, che, fino ad ora, 
non sembra avere avuto alcuna voce in capitolo. Quanto è compatibile 
questo modello di governo del territorio con le regole della democrazia? 
Nel ricostruire la complicata mappatura degli attori pubblici e privati 
coinvolti nella realizzazione di BreBeMi e alta velocità emerge 
chiaramente lo spostamento dei luoghi decisionali. Come se le 
istituzioni deputate all’assunzione di decisioni di interesse pubblico 
avessero perso centralità, in favore di un modello di governance “opaca” 
in cui il bene comune appare subordinato alle esigenze del mercato e 
alla capacità d’iniziativa dei suoi attori privati.

Rimandando ad un prossimo futuro l’analisi delle implicazioni che 
queste due grandi opere produrranno sul tessuto sociale ed economico del 
territorio, l’inchiesta che prende avvio da questo primo contributo si 
pone due iniziali obiettivi. Il primo obiettivo è quello di ricostruire 
la mappatura degli interessi in gioco, con particolare attenzione alle 
convergenze di interessi politici ed economici che si addensano attorno 
ai progetti della BreBemi e dell’alta velocità. Il secondo, invece, 
riguarda i meccanismi attraverso cui questo modello di governance 
“opaca” si configura, ovvero che tipo di gestione della cosa pubblica (e 
soprattutto del denaro pubblico) esso esprime.

Chi sono gli attori economici coinvolti nella realizzazione di TAV e 
BreBeMi? Quali forze politiche sostengono le due opere? A chi conviene 
la loro realizzazione? Fornire una risposta a queste domande significa 
fare un’operazione di trasparenza, ovvero di democrazia. Ecco 
l’obiettivo dell’inchiesta. La tratta ad alta velocità tra Treviglio e 
Brescia è collocata sull’asse tra Lisbona e Kiev, lo stesso che dovrebbe 
attraversare la Val di Susa. Le comunità della valle parlano oggi al 
paese di una volontà insopprimibile di auto-determinazione; questa 
inchiesta cammina lungo lo stesso percorso. E’ un invito a farsi carico 
del proprio territorio e, in se, un atto costituente. Ne va del futuro 
di tutti e tutte.

Appello per la manifestazione del 12 novembre 2011 a Novara

NO AGLI F-35

L’acquisto e l’assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all’interno dell’aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l’ennesimo spreco di soldi pubblici.

La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l’appalto per la costruzione  dei capannoni dall’inizio del 2011 ha cominciato i lavori.

Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall’Italia).

Scarse saranno le ricadute occupazionali  sul territorio; al contrario queste risorse saranno  sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.).

Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita  di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.

Per questo continuiamo un percorso di decisa critica pubblica al progetto e proponiamo una Manifestazione di carattere nazionale da tenersi a Novara nella giornata di sabato 12 novembre 2011.

Chiediamo l’apporto plurale di diverse realtà che concordino  nel contrastare  la costruzione e l’acquisto dei cacciabombardieri F-35 (ed il relativo spreco di almeno venti miliardi dei nostri soldi) e rivolgiamo un appello a tutte/i ad aderire e partecipare.

MANIFESTAZIONE A NOVARA
SABATO 12 NOVEMBRE 2011

Concentramento ore 14.00 – Piazza Garibaldi (stazione F.S.)

11.11.11 : OCCUPY BRESCIA


18.00 – 22.00

PIAZZA DELLA LOGGIA (BS)

Siamo il 99%, quel 99% che sta riprendendosi le strade e le piazze di tutto il mondo: da New York a Roma, da Madrid ad Atene.

L’11.11.11 questo movimento globale sara’ ancora protagonista contro ogni ingiustizia, sfruttamento e devastazione prodotte da questo sistema economico giunto al fallimento: dalla distruzione dell’ambiente alla violenza sulle donne.
Lavoratori, precari, studenti, migranti e nativi nelle strade di tutto il pianeta per un assalto alla conquista del proprio futuro, dei propri diritti, delle proprie vite.
Riprendiamoci le strade e le piazze contro la casta, le banche ed il LORO debito!


Anche a Brescia l’11.11.11 : TAKE THE STREET! TOMA LA CALLE! RIPRENDIAMOCI LE STRADE E LE PIAZZE!

dalle 18:00 alle 22:00
dibattiti ed interventi, intrattenimento. proiezioni, etc.
musica reggae ed elettronica con:
(reggae) – Enjo (electro-funky) – Krodha (reggatekno) e…altre sorprese!

Ci sarà tè caldo per tutti…porta cibo, bevande, palloni, fresbee e tutto quello che ti viene in mente…

Sei un musicista? Un artista? Un giocoliere? Un attore? Qualsiasi sia la tua passione, portala con te…

 

PORTA ANCHE UNA TENDA PER PRENDERTI IL TUO SPAZIO!
OCCUPY BRESCIA!


PORTATE ANCHE I VOSTRI BAMBINI!

COSI’ E’ MORTO EL HADJI SENZA ALCUN AIUTO! GUARDA IL VIDEO INTEGRALE. SABATO 12 CORTEO A BRESCIA.

 

 

 

 

 

fonte “radio onda d’urto”

Radio onda d’urto, CTV, l’Associazione Diritti per tutti, il sito senegalese di informazione xelmi.org hanno deciso, con il consenso dei familiari, di pubblicare integralmente il video contenente le immagini dell’agonia e degli ultimi minuti di vita di Saidou Gadiaga, detto El Hadji.

Questa scelta, consapevoli della drammaticità e della sofferenza che questa visione provoca, è stata fatta auspicando che, come accaduto nei casi di Federico Aldrovrandi e Stefano Cucchi, questo doloroso passaggio possa contribuire a ricostruire la verità sulla morte del nostro fratello senegalese e ad ottenere giustizia.

Sabato 12 novembre corteo a Brescia per chiedere verità e giustizia per El Hadji, oltre che per ribadire – a un anno dalla lotta sopra e sotto la gru di San Fasutino – il nostro no al razzismo istituzionale e la necessità di sbloccare quanto prima i permessi di soggiorno per tutti e tutte!

CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO INTEGRALE

Sacconi invita i terroristi a salvare il governo

da Domani.it

Che la minestra Sacconi non fosse una cima, lo si sapeva già. Ex socialista (si capisce ex post che socialista fosse!), poi forzista servo, quindi schiavo a pieno regime, per distogliere l’attenzione dal suo operato di minestra fallita e senza sale, ha messo le mani avanti e ha invitato qualche residuale terrorista a venire in soccorso del governo. Così, se qualcuno lo prende in parola, lui potrà dire: avete visto, io l’avevo detto. Io sono un profeta. Invece di criticare il governo che uccideva l’Italia bisognava prevenire il terrore. Poveretto! Mi dicono che si sia convertito e che dialoghi con qualche cardinale all’uopo; ma se invece di convertirsi si ritirasse a vita privata a coltivare cavoli, non invidierei né i cavoli, né la povera moglie, se ne ha una. Con uno così, non può che essere aspirante al suicidio. La signora deve stare attenta perché con un terrorista per casa non si sa mai. Sacconi, come qualsiasi ignorante in fatto di economia, quando parla pontifica e vuole dare l’impressione di avere studiato a Oxford. Noi però sappiamo che ha fatto l’asilo con Craxi e poi dalle elementari fino diploma di saccente ha frequentato la rinomata scuola privata di Arcore. Rien ne va plus!

[BSA NAZIONALE] la Liguria ha bisogno di noi; le Bsa mobilitate per l’emergenza alluvione

Memori delle passate esperienze a fianco dei terremotati abruzzesi nel 2009 e degli alluvionati del Veneto nel 2010, le Brigate di soliderietà attiva decidono di intervenire in soccorso della popolazione ligure colpita dalla grave calamità naturale di questi giorni. Occorrono volontari disposti a restare qualche giorno per aiutare, divisi magari in più turni. In attesa di maggiori e più dettagliate informazioni su come raggiungere i paesi isolati e su come intervenire, chiediamo a chiunque abbia la voglia e la possibilità di aiutarci di dare la propria disponibilità.

Contatti:
La Spezia
Jacopo 349.0060217

Lombardia:
Luca 3280394099
Giuseppe 3357284479

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“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”