Voi non siete gli indiani d’america…

Voi non siete gli indiani d’america, scacciati dai vostri pascoli dallo sterminio dei bisonti e dalla posa di una via ferrata. Voi siete i legittimi eredi di una terra aggredita da interessi estranei, che vogliono asservirla. Voi non siete i nemici del progresso ma l’avamposto di una nuova speranza di progredire insime al proprio suolo.

Si succedono governi e governatori indifferenti alle vostre ragioni. Non amministrano una comunità, la trattano invece da provincia conquistata da un impero.

La vostra lotta è necessaria, non soltanto giusta. E’ necessaria e urgente la lotta di una vallata contro la riduzione in servitù del proprio suolo. L’empietà contro la vostra terra d’essere sconfitta e lo sarà.

Erri De Luca

Il Magazzino 47 occupa il cinema Astra

da corriere.it

«Cinema Astra occupato». Sembra un titolo d’altri tempi, ma è successo alle 15 di sabato 10 dicembre 2011. L’azione plateale è stata messa a segno da un gruppo di militanti del centro sociale Magazzino 47, che in vista della Notte Bianca di questa sera con la relativa chiusura del centro storico e l’apertura dei negozi, intendono accendere i riflettori sulla questione del centro sociale di via Industriale 10, (di proprietà comunale) che l’amministrazione vorrebbe sgomberare. «Se il Magazzino 47 è senza casa il Magazzino sarà ovunque» lo slogan ripetuto ieri dai militanti, che alle 17 sfileranno in corteo lungo via X Giornate (hanno comunque fatto sapere che il cinema verrà liberato in nottata). Nel cinema si terranno proiezioni gratuite (si inizia con «Inside the job»), musica e alle 17 è organizzato un corteo in centro.

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10 Dicembre: Manifestazione all’Esselunga contro Precarietà e Licenziamenti Politici

Ieri volantinaggio davanti a diversi punti vendita di Milano (e non solo) con la conferma di interesse e solidarietà da parte di molti clienti Esselunga nei confronti degli operai in lotta. Oggi c’è stato un nuovo appuntamento propagandistico, in occasione del consueto pranzo pre-natalizio organizzato dal comune di Pioltello, e patrocinato da Esselunga, proprio nella mensa all’interno dei magazzini di via Gianbologna. Anche in questa occasione la vicenda degli operai di Safra ha destato molto interesse e riscosso molti consensi; anche in questa occasione la presenza delle forze dell’ordine ha oscillato tra l’asfissiante e il ridicolo (5 camionette con uomini pronti all’antisommossa, per 20 persone che consegnano un volantino a 150 anziani del paese è una notizia che si commenta da sè).

Intanto il presidio continua a strutturarsi per reggere il più a lungo possibile e da ieri è disponibile un camper per affrontare le intemperie e le rigidità invernali.
Contemporaneamente si stanno presentando lavoratori di altre cooperative per affiancarsi nella lotta e produrre ulteriori vertenze sul territorio. Un segnale chiaro a chi, vista la rigidità di Safra e di Esselunga (confermata da alcune battute in tribunale il 30 novembre), ritenesse che ormai la lotta si affida solo alla sentenza del tribunale (che comunque aspettiamo con ansia, in quanto possibile ulteriore dimostrazione delle nostre ragioni e strumento di rafforzamento della battaglia in atto)
Ma soprattutto un segnale a tutte le forze soldali che da oltre un mese sostengono il presidio permanente e che sono caldamente invitate a persistere sulla strada intrapresa al fine di aumentare la pressione su Esselunga e, più in generale, sulle istituzioni chiamate a governare i processi economici e politici connessi alla crisi.

Riceviamo da Marco del Vittoria e volentieri pubblichiamo:

Domenica 27 novembre, dopo due giorni di sciopero che hanno bloccato il reparto salumeria, il consorzio Safra ha messo in atto un’azione squadrista, attaccando gli scioperanti in presidio con una cinquantina di crumiri, anche esterni al reparto.

L’azione non aveva solo l’obiettivo di garantire lo svolgimento della produzione nei reparti della merce fresca (dove cioè il danno economico di uno sciopero è più alto e immediato), ma soprattutto quello di far scontrare i lavoratori fra loro, per poter poi criminalizzare lo sciopero, isolarne i protagonisti principali e tentare di alzare il livello repressivo.

Non è un caso che l’attacco si è dato nella più totale assenza delle forze dell’ordine, (di solito presenti in gran numero quando è in corso un picchetto),

La vittoria in questa vertenza, infatti, non sarebbe decisiva solo per le sorti di 15 licenziati e delle loro famiglie, ma darebbe coraggio a tutti i lavoratori che si trovano in una condizione estrema di precarietà e di ricatto, e che possono confidare solo sulle proprie forze, sulla propria mobilitazione.

A maggior ragione dopo la grave provocazione di domenica è quindi importante un segnale di solidarietà e di resistenza, lavorando per costruire una campagna permanente di opposizione ai piani di sfruttamento padronali e ai licenziamenti politici che stanno attraversando tutta l’Italia. Una campagna che sappia unire gli operai delle cooperative, emblema del moderno sfruttamento, con quelli delle fabbriche della cintura milanese espulsi dal ciclo produttivo tramite licenziamenti di massa, affiancati da tutti i soggetti che subiscono la precarietà diffusa a partire dai giovani e daglistudenti. La lotta dei precari Esselunga è un’esperienza importante che deve favorire lo schieramento di tutte quelle realtà che si oppongono alle politiche di ipersfruttamento e austerità. Per questo è stato convocato:

Sabato 10 dicembre ore 14,30
Sciopero con manifestazione ai cancelli Esselunga di Pioltello

Per aderire all’appello del Presidio permenente scrivere a info@sicobas.org

Martedì 6 dicembre ore 21
Assemblea pubblica davanti ai cancelli dei magazzini Esselunga di Pioltello in preparazione della manifestazione del 10 dicembre

Partecipa alla cassa di resistenza per sostenere la lotta dei lavoratori delle cooperative dell’Esselunga di Pioltello. I versamenti possono essere effettuati, indicando la causale: “Presidio operaio esselunga”:
• con bollettini postali sul ccp nr. 3046206
• con bonifici sul c/c IBAN IT13N0760101600000003046206
• con vaglia postale
Intestati a: Sindacato Intercategoriale Cobas, Via Marco Aurelio 31, 20127 Milano

Perché 18 miliardi per i caccia bombardieri?

da Ilfattoquotidiano

Non servivano alcuni dei migliori cervelli d’Italia per varare una manovra come quella del governo Monti. Bastava un ragioniere. Ma l’Italia dei Valori è un partito concreto, non fa chiacchiere, né demagogia. Agisce e propone. Queste,
dunque, le nostre prime tre proposte per una manovra più equa e ispirata ai principi di solidarietà. Cominciamo da un primo pacchetto di proposte. Tre punti chiari e semplici, da applicare subito.

1. Dove togliere. Cancellare, subito, il previsto acquisto di 131 caccia bombardieri F35 che costeranno allo Stato 18 miliardi di euro. Cosa se ne dovrebbe fare il nostro Paese di 131 aerei da guerra, inutilizzabili nelle missioni di pace dove siamo ancora impegnati, in un momento in cui rischiamo il fallimento e tenuto conto che siamo l’ottava potenza militare al mondo? Cui prodest l’acquisto di questi 131 caccia bombardieri quando, secondo uno studio di Ania-consumatori in collaborazione con l’Università di Milano, le condizioni di vita dei bambini e dei minori sono notevolmente peggiorate e pagano il prezzo più alto della crisi?
Dove mettere. Con questi soldi, rendiamo più graduale l’innalzamento dell’età pensionistica prevista dal decreto, tutelando adeguatamente i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni e hanno diritto ad andare in pensione subito; chi è vicino ai 40 anni di contributi ed ha perso il lavoro a causa della crisi e non può vivere altri due o tre anni senza alcun reddito; tutti i lavori usuranti per i quali è impensabile allungare gli anni
dell’attività lavorativa.

2. Dove togliere. Dimezzare per decreto i tre miliardi di euro che le pubbliche amministrazioni spendono ogni anno per consulenze e che il più delle volte rispondono a logiche clientelari, quando addirittura corruttive, con un
risparmio di un miliardo e mezzo di euro. In Italia abbiamo una pubblica amministrazione pletorica, con al suo interno eccellenti professionalità. Non si capisce la ragione per cui, dunque, si debbano buttare soldi invece che valorizzare le strutture e i dipendenti dell’amministrazione pubblica.
Dimezzare, con decreto, il numero delle auto blu presenti in Italia che costano 4 miliardo di euro, con un risparmio netto di 2 miliardi di euro.
Dove mettere. Con questi soldi, cancelliamo completamente il blocco delle indicizzazioni delle pensioni.

3. Dove togliere. Abbassare a 500 euro l’uso del contante ma soprattutto consentire alle Agenzie delle entrate di incrociare i dati delle spese di ogni singolo cittadino o società con i dati dei redditi dichiarati. In questo modo
evadere diventerà praticamente impossibile.  Il recupero non è quantificabile ora, ma parliamo sicuramente di decine di miliardi di euro soltanto nei prossimi anni.
Dove mettere. Aboliamo l’Ici sulla prima casa e avanzeranno anche un bel po’ di quattrini per aumentare e di molto gli assegni familiari in busta paga per le famiglie numerose, che sono state le più colpite in termini di riduzione del
potere d’acquisto.

Massimo Donadi

 

 

 

 

 

CHIARI // Senza casa e senza lavoro «vivono» nell’automobile

da BresciaOggi

CHIARI. Un emblematico e toccante spaccato sulle nuove povertà: in pochi mesi la coppia ha perso praticamente tutto. La loro vecchia Mercedes è parcheggiata vicino a un parco: «Ringraziamo chi al mattino ci porta qualcosa di caldo» 06/12/2011 E-MAILPRINT A La coppia clarense e l’automobile diventata la loro casa Chiari. Un’ordinaria storia di neo-povertà che scuote le coscienze, e non solo solo perchè siamo sotto Natale. Quello che sta accadendo a una coppia di Chiari dovrebbe far riflettere istituzioni e comunità su quanto sia diventato sottile il confine fra una vita normale e un’esistenza di indigenza. E la vicenda di Michele e Vincenza appare ancora più emblematica e inquietante in queste ore in cui il Governo sta prendendo decisioni da più parti bollate – non senza fondamento – «macelleria sociale». Vincenza Pistillo di 55 anni e suo marito Michele Di Chio, di un anno più giovane, sono sposati da 26 anni. Dal 1992 si sono trasferiti da Andria a Chiari. Lui carpentiere, aveva trovato subito un lavoro sicuro e ben retribuito. Oggi quel lavoro non c’è più, e non c’è nemmeno una casa. La «sistemazione provvisoria» – se così si può definire – è l’automobile. «Dobbiamo ringraziare la signora che abita davanti al parcheggio se al mattino possiamo bere qualcosa di caldo – è l’amaro sfogo di Michele -. Anche molti immigrati rumeni, albanesi e marocchini ci hanno aiutato in questi mesi. Il Comune prima ci ha offerto una sistemazione provvisoria, poi ce l’ha negata perchè mia moglie è proprietaria di un quarto della casa dove abita sua madre, a Andria». LA COPPIA la scorsa estate è rimasta senza casa, per l’impossibilità di far fronte ad un affitto a un canone di 600 euro. Esauriti i risparmi, marito e moglie non hanno voluto mancare di parola al proprietario e, dopo aver pagato l’ultimo canone e le bollette, hanno lasciato l’abitazione. Hanno venduto pure la cucina, per assicurarsi un’entrata; poi hanno spostato la poca mobilia rimasta in un garage, messo a disposizione da un amico straniero. Da allora vivono in una vecchia Mercedes parcheggiata vicino a un parco di Chiari, spesso frequentato da tossicodipendenti e spacciatori. Michele e Vincenza hanno anche cercato lavoro, ma la crisi e l’età si sono rivelate ostacoli insormontabili; le uniche entrate su cui possono contare provengono da collaborazioni saltuarie, che bastano appena per pagarsi da mangiare. «Sono andato a cercare lavoro ovunque – racconta Michele Di Chio – ma non se ne trova, anche se sono disposto a qualsiasi tipo di offerta. Solo mia moglie, per poche ore la settimana, fa la collaboratrice domestica, ma questa per ora è la sola nostra entrata». E se dormire in auto d’estate non è un problema, in inverno la situazione è assai pesante. Un amico li ha quindi consigliati di rivolgersi ai servizi sociali, chiedendo anche una sola stanza per dormire. «L’assistente sociale – racconta Michele – ci ha proposto una sistemazione: per me c’era la possibilità di dormire in un alloggio assistito e per mia moglie in un centro per le donne vittime di violenza. Ma siamo insieme da 26 anni, e la proposta di separarci ci è sembrata inaccettabile. Ci è stato detto che quella era l’unica possibilità e allora, pensando al freddo delle notti d’inverno, abbiamo accettato. Ma quando ci siamo presentati ci hanno detto che quella sistemazione non c’era più, che non era più possibile… Alle nostre proteste hanno risposto che mia moglie è proprietaria del 25 per cento della casa dove vive sua madre, a Andria. Ma noi vogliamo restare qui, dove abbiamo vissuto per 19 anni. Qui a Chiari c’era la nostra casa, il nostro lavoro. Non riusciamo a capire perchè nessuno ci aiuti, almeno a trovare un lavoro». NO COMMENT da parte del dirigente responsabile dei servizi sociali di Chiari. «Non siamo autorizzati a parlare con i giornalisti – spiega -. Non si rilasciano commenti o dichiarazioni sulle persone per la privacy». Giancarlo Chiari

Magazzino 47, blitz in Giunta di quartiere

da quibrescia.it

Giunta di quartiere movimentata quella di questa mattina a Brescia Antica.
A pochi minuti dall’inizio, mentre era ancora in corso il discorso di apertura del sindaco Paroli, una ventina di ragazzi del Centro Sociale Magazzino 47 hanno fatto irruzione nella sala Luzzago di Santa Maria in Calchera. Armati di striscione e megafono, hanno esposto le loro ragioni. “Questa giunta si preoccupa delle luci di Natale”, hanno esordito, “e non pensa ai problemi seri della città. La sacralità dello shopping e il decoro urbano vengono prima del diritto ad opporsi alla crisi. Per chi non arriva alla fine del mese, ha perso il posto di lavoro, vive nella precarietà, non ha il permesso di soggiorno, le necessità sono ben altre rispetto alle esigenze del commercio cittadino”. Continua la lettura di Magazzino 47, blitz in Giunta di quartiere

CARO RISPETTABILISSIMO, ONORATISSIMO, PULITISSIMO LOCATELLI

Inchiesta Locatelli: ecco le intercettazioni telefoniche

da Bergamosera.com

Le intercettazioni telefoniche

BERGAMO — Ecco alcuni dei passaggi più importanti contenuti nelle intercettazioni telefoniche e ambientali che gli inquirenti hanno raccolto circa gli illeciti contestati nell’ambito dell’inchiesta su tangenti e smaltimento di rifiuti che ha visto finora coinvolte 10 persone fra cui l’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani e l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il 14 ottobre Nicoli Cristiani accompagnato dall’imprenditore Mauro Papa (imprenditore attivo nello smaltimento dei rifiuti, amministratore della Ecoeternit di Montichiari, non risulta coinvolto negli arresti) si incontra con Pierluca Locatelli e il suo amico Bracci al ristorante “Il Lorenzaccio” di Brescia. Incontro organizzato in vista di un ipotetico accordo commerciale. Alla fine dell’incontro Locatelli tesse all’amico le lodi di Nicoli:

LOCATELLI: Nicoli è un grandissimo uomo
BRACCI: a differenza di altri politici sì…
LOCATELLI: Nicoli è quello che ma, ma, a Marzo….
BRACCI: mi sembra molto concreto, molto….
LOCATELLI: è quello che a marzo mi ha detto: “A te, l’AIA arriva a settembre” … gli ho detto no Dio mi serve per maggio altrimenti le banche eh… Impossibile, proverò a vedere di farti fare qualcosa ma … non posso …
BRACCI: I miei contatti diretti con…
LOCATELLI: Lui non è più assessore eh…. lì ha tutti sotto li ha fatti crescere tutti lui ….
BRACCI: sì, ma questo .. allora parte tra poco diciamo (riferito alla discarica di PAPA)
LOCATELLI: sì, partirà ad inizio anno vedrai
BRACCI: A me ha detto che è già pronto … salvo che chiuda i contratti con qualcuno
LOCATELLI: a inizio anno, inizia

La collusione di Arpa. Il dirigente Arpa Rotondaro rassicura “l’amico” imprenditore (Locatelli) sulla pratica della discarica di Cappella Cantone. E gli dice di stare tranquillo. E’ l’8 giugno 2011, il giorno precedente alla conferenza dei servizi LOCATELLI: Pronto.
ROTONDARO: Buongiorno, come stai?
LOCATELLI: Eh non lo so, ti farò sapere domani.
ROTONDARO: Eh…dai…vedrai che domani starai meglio.
LOCATELLI: Dici?
ROTONDARO: Si, si, si. Dove sei?
LOCATELLI: A Grumello.
ROTONDARO: Ah. Niente, io…penso che sia tutto a posto. Ho fatto anche delle verifiche…
LOCATELLI: Hai fatto un po’ di verifiche?
ROTONDARO: Si, son stato giù anche l’altro giorno lì…dalle tue parti, non te l’han detto?
LOCATELLI: Dopo ci dobbiam vedere poi noi, eh?
ROTONDARO: Sì, sì. Io, guarda, tranne la settimana…
LOCATELLI: Ci sono sempre.
ROTONDARO: Ma figurati, ci mancherebbe altro, gli amici non si dimenticano mai.

Si parla di scorie sporche. L’addetto al coordinamento dei materiali del gruppo Locatelli Egidio Grechi parla con tale Piero, che gli riferiva che la scoria da Verona era sporca “…perché mi diventa marrone anche la benna”, maleodorante e addirittura ancora calda, fumante.
GRECHI: Dimmi Piero
PIERO: quella scoria che viene da Verona
GRECHI: sì
PIERO: che avevi chiamato … tu ieri … guarda che a me sembra che c’è dentro del fumo a me
GRECHI: “Ostrega” … non dirmi così
PIERO: eh … perché te lo dico perché … si sente l’odore e poi vedi anche il colore perché mi diventa marrone anche la benna GRECHI: fai una … lascia lì una cosa in parte che la faccio analizzare
PIERO: Ostia … se arriva domani si!
GRECHI: eh
PIERO: perché ho visto che c’è dentro comunque Egidio…. perché è tutta la scoria sporca
GRECHI: è una impressione … sicuramente … però facciamo lo stesso l’analisi
PIERO: si, non hai capito cosa intendo … può capitare su un viaggio ma su tutti no eh!!
GRECHI: No, lo vedi tu quello che ti sembra…
PIERO: perché vedi, si sente anche l’odore … proprio del… del… dei fumi come erano quelli della STEFANA
GRECHI: ancora…
PIERO: Non ci sono dentro le palline ma vedi che la scoria è tutta…
GRECHI: Io sto’ in ufficio, non posso allungarmi troppo PIERO: si, si, dai te lo preparo io, ho capito
GRECHI: okay, dai ciao
PIERO: Okay, ciao

Il tecnico di Brebemi si accorge che qualcosa non va. Il 31 maggio 2011 Bartolomeo Gregori(responsabile trasporti di Locatelli) riceve lamentele da Roberto Collavo (tecnico di cantiere della BBM) che gli fa presente come la scoria che stavano portando Brebemi fosse fuori dei parametri previsti:
GREGORI: Si pronto….
COLLAVO: ciao Mimmo
GREGORI: ciao dimmi
COLLAVO : scusa eh … ho notato qui sulla scoria che c’è parecchio ferro … come mai?…
GREGORI: Provo a sentire l’impianto se hanno avuto problematiche, ma mi sembra strano … perché più ne recuperiamo più che … guadagniamo noi
COLLAVO: Uhm … però c’è parecchio, parecchi pezzi di ferro, normalmente se ne vedono rari adesso qui se ne vedono … sono abbastanza
GREGORI: Hai fatto bene ad avvisarmi, perché adesso chiamo subito in cava e faccio dare una controllata alla calamita COLLAVO: eh … anche … c’è molta più parte … bianca …
GREGORI: ah si….
COLLAVO: sai che ogni tanto ci sono quelle palline bianche, quelle che ti ho mostrato l’altra volta

Ecco le conversazioni ambientali registrate il 26 settembre 2011 in macchina tra Locatelli e la sua compagna Orietta Rocca prima che vedano Rotondaro (dirigente Arpa) al quale daranno la mazzetta per Nicoli.
LOCATELLI: E’ un po’ presto neh….
DONNA: Dove gli hai messi?, gli metti dentro gli altri venti?
LOCATELLI: Eh!
DONNA: Gli metti dentro gli altri venti …
LOCATELLI: Allora … dove lì metti!
DONNA: Qua! … Tu, mi avevi detto alle dieci e mezza, sono dieci minuti prima.
LOCATELLI: Si, l’unico problema che se arriviamo là… a star la fermi cosi … qualcuno ci dice apra la cassetta….
DONNA: … Andremo a fare un giro. … omissis…
LOCATELLI: Cos’hai te, che ansia
DONNA: Boh
LOCATELLI: Ansiolitica
DONNA: Come fai a saperlo?
LOCATELLI: Si vede, ti conosco ormai eh….
DONNA: Ma da cosa?
LOCATELLI: Perché ti conosco, tra l’altro ne ho pure centodieci da dargli

Brebemi, due cantieri sequestrati Dieci arresti, in carcere Locatelli

Siamo stanchi di Voi, speculatori affaristi.

Siamo stanchi di parlare di Voi senza avere i vostri nomi: ora alcuni ne abbiamo, ne mancano ancora tanti.

Siamo stanchi di ripetere che opere imponenti come La BreBeMi o la Tav sono solo delle opere di speculazione e siamo stanchi di chi si lascia convincere della loro utilità.

Siamo stanchi di Voi che ci prendete continuamente per il culo, o forse siamo tutti complici, perché, con il ricatto che date posto di lavoro, stiamo tutti zitti!

Siamo stanchi di respirare lo schifo che ci fate respirare, mangiare quello che viene raccolto dai campi dove Voi sversate i vostri liquami, bere l’acqua inquinata dai vostri interessi piccolo-borghesi.

Siamo stanchi della Mafia, che non ha distinzioni ne al Sud ne al Nord.

Siamo stanchi dei partiti (Lega, Pdl, Pd, ecc…) che sono complici di queste trame mafiose.

Siamo stanchi di DAVID OLDRATI, tra gli arrestati, fondatore e responsabile tecnico di Terraverde Srl, società che si sta occupando, come consulente, della bonifica dell’area ex Fonderie del Quintano in previsione del nuovo centro commerciale.

Siamo stanchi della Lega, che a parole parla della difesa del territorio e nei fatti è la prima che versa colate di cemento, villette e capannoni sulla terra anziché coltivarla. Bastardi.

Siamo stanchi di questo sistema che se vuoi è cosi, sennò è cosi lo stesso.

Siamo stanchi di essere stanchi, ora siamo incazzati.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/546219/

L’intervento integrale di Mario Monti che spiega la crisi

“Nei momenti di crisi più acuta, i progressi più sensibili. Rientro dell’emergenza della crisi, affievolimento della volontà di cooperare. E qui naturalmente io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva che riguarda l’Europa. Anche l’Europa, NON DOBBIAMO SORPRENDERCI CHE L’EUROPA ABBIA BISOGNO DI CRISI, DI GRAVI CRISI PER FARE PASSI AVANTI. I PASSI AVANTI DELL’EUROPA SONO PER DEFINIZIONE CESSIONI DI PARTI DELLA SOVRANITA’ NAZIONALI a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale POSSONO ESSER PRONTI A QUESTE CESSIONI SOLO QUANDO IL COSTO POLITICO E PSICOLOGICO DEL NON FARLE DIVENTA SUPERIORE AL COSTO DEL FARLE PERCHE’ C’è UNA CRISI IN ATTO VISIBILE E CONCLAMATA”.

il video integrale qui:  photo.php?v=2051710347482

 

cumuli e sacrifici

A QUALCUNO IL “CUMULO” (DI REDDITI E PENSIONI), AGLI ALTRI I “SACRIFICI”
L’elenco informativo che presentiamo può essere utile ai cittadini italiani: da qualche
anno, infatti, e per chissà quanti altri, si sentono e si sentiranno ripetere che “bisogna
fare sacrifici”.
Quegli stessi cittadini, che:
pensionati (non d’oro),
lavoratori fissi o precari (attivi, oppure in Cassa Integrazione od in Mobilità, o ancora
quelli cui non verrà rinnovato il contratto a tempo determinato o a progetto, quelli che
lavorano in nero…),
disoccupati (quelli in cerca di occupazione e quelli che hanno smesso di cercarla, per
disperazione),
studenti ed infanti,
hanno diritto di chiedere:
CHI deve fare sacrifici? Per CHI?
CHI ci ha portato nella situazione che richiede i sacrifici (forse i pensionati, i lavoratori, i
disoccupati e gli studenti? Eppure sono decenni che “Lavoriamo in pace, rapinati e
contenti” [1]!)?
Ed hanno il diritto di pretendere le risposte, a tutte e tre le domande.
Un aggiornamento del 9 Novembre 2011:
Mario Monti, nominato Senatore a vita, al mese, costa allo Stato italiano, quindi ai suoi
cittadini, altri 25.000 euri (12.005 euri lordi per l’indennità come Parlamentare più
12.680 euri netti di rimborsi [2]).
Ecco i titoli delle tabelle presenti in questo iniziale, e, quindi, incompleto elenco di dati:
- “Baby pensionati”;
- Le 10 pensioni più ricche;
- In pensione per x giorni di lavoro;
- 3 pensioni senza limiti di cumulo;
- 2 pensioni senza limiti di cumulo;
- 2 pensioni ed 1 stipendio senza limiti di cumulo;
- 1 pensione ed 1 stipendio senza limiti di cumulo.
vecchiatalpa
17 Novembre 2011
[1] http://www.valeriobruschini.info/?p=101.
[2] Il Giornale, 12/11/2011.
Da notare come l’autore dell’articolo, dopo aver ricordato che:
“La Costituzione prevede che il presidente della Repubblica possa nominare senatori a
vita cinque personalità che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo
sociale, scientifico, artistico e letterario”
riprenda le considerazioni di Piergiorgio Odifreddi il quale, sul suo blog all’interno del
sito de La Repubblica, scrive che Mario Monti ha l’ «altissimo merito … di essere stato
Commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al ’99 per nomina del primo
governo Berlusconi, e dal ’99 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che
di essere stato presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di
massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David
Rockefeller e Henry Kissinger».
“Baby pensionati”
Attività svolta In pensione ad
anni
Pensione lorda
mensile
Ente
Manuela
MARRONE in
BOSSI
Insegnante 39 766,37 Inpdap
Giuseppe
GAMBALE Parlamentare 42 8.455,00 Camera
Antonio DI
PIETRO Magistrato 44 2.644,57 Inpdap
Rainer Stefano
MASERA Banchiere 44 18.413,00 Inps
Pier Domenico
GALLO Banchiere 45 18.000,00 Inps
Rino PISCITELLI
Parlamentare 47 7.959,00 Camera
Pier Carmelo
RUSSO
Assessore
Sicilia 47 10.980,00 Regione Sicilia
Mario
SARCINELLI Banchiere 48 15.000,00 Inps
Alfonso
PECORARO
SCANIO
Parlamentare 49 8.836,00 Camera
Vittorio SGARBI Parlamentare 54 8.455,00 Camera
Le 10 pensioni più ricche
Classe Ramo Pensione lorda
Mese - Giorno
Ente
Mauro
SANTINELLI 1947 Telefonia 90.246,55 - 3.258,90 Inps
Mauro
GAMBARO 1944 Finanza 51.160,28 - 1.847,45 Inps
Alberto DE
PETRIS 1943 Telefonia 50.274,40 - 1.815,46 Inpdai
Germano
FANELLI 1948 Elettronica 46.211,36 - 1.668,74 Inps
Vito
GAMBERALE 1944 Telefonia 44.161,71 - 1.594,72 Inps
Alberto
GIORDANO 1941 Finanza 42.245,67 - 1.525,53 Inps
Federico
IMBERT 1951 Finanza 41.521,20 - 1.499,37 Inps
Giovanni
CONSORTE 1948 Finanza 28.593,00 - 1.033,33 Inps
Ivano
SACCHETTI 1944 Finanza 28.560,00 - 1.030,55 Inps
Ernesto
PAOLILLO 1946 Finanza 26.327,00 - 950,00 Inps
In pensione per x giorni di lavoro
Attività Svolta per Pensione lorda
mensile
Ente
Luca BONESCHI
Parlamentare 1 giorno 3.108,00
Camera
Piero CRAVERI Parlamentare 8 giorni 3.108,00 Senato
Angelo
PEZZANA Parlamentare 8 giorni 3.108,00 Camera
Toni NEGRI Parlamentare 64 giorni 3.108,00 Camera
Paolo PRODI Parlamentare 126 giorni 3.108,00 Camera
Clemente
MASTELLA Giornalista 397 giorni ? Inpgi
3 pensioni senza limiti di cumulo
Pensioni mensili lorde Ente
Romano Prodi
4.246,00 Inpdap
4.725,00 Parlamento
5.283,00 Unione Europea
2 pensioni senza limiti di cumulo
Pensioni mensili lorde Ente
Luciano VIOLANTE
7.317,00 Inpdap
9.363,00 Camera
Publio FIORI
16.000,00 Inpdap
10.631,00 Camera
2 pensioni ed 1 stipendio senza limiti di cumulo
Pensioni mensili lorde +
Stipendio lordo
Ente
Giuliano AMATO
22.048,00 Inpdap
9.363,00 Parlamento
? Deutsche Bank
Lamberto DINI
18.000,00 Bankitalia
7.000,00 Inps
19.053,75 Parlamentare
Carlo Azelio CIAMPI
30.000,00 Bankitalia
4.000,00 Inps
19.053,75 Parlamentare
Giulio ANDREOTTI
5.823,00 Inpdap
5.086,00 Inpgi
19.053,75 Parlamentare
1 pensione ed 1 stipendio senza limiti di cumulo
Pensioni mensili lorde Ente
Renato BRUNETTA
4.352,00 Inpdap
19.053,75 Parlamentare
Giuseppe FIORONI
2.008,00 Inpdap
19.053,75 Parlamentare
Rocco BUTTIGLIONE
5.498,00 Inpdap
19.053,00 Parlamentare
Achille SERRA
22.451,00 Inpdap
19.053,75 Parlamentare
Mario DRAGHI
14.843,00 Inpdap
37.500,00 Bankitalia
Cesare GERONZI
22.037,00 Inps
417.500,00 Ass. Generali

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”