BRESCIA: PRESIDIO STASERA CONTRO CHI STRUMENTALIZZA LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA

Questa sera Brescia vivrà un nuovo, triste, primato: sarà la prima città in Italia ad ospitare un incontro sullo stragismo, nel caso specifico si parlerà della  fascista e di stato di Piazza della Loggia, con la presenza di un  neofascista di spicco degli anni’70 , Gabriele Adinolfi, e un Presidente  di un’associazione familiari delle vittime, in questo caso  Manlio Milani in qualità di Presidente di quella per la  di. Ad organizzare la serata Casapound Italia, che rimasta senza una sede a Brescia, ha deciso di tenere questo strumentale convegno all’hotel President di Roncadelle, in provincia di Brescia.

Anche se Milani afferma ai nostri microfoni che parteciperà all’iniziativa a titolo personale e non come presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime, ruolo che però viene sottolineato nelle note stampa e sui manifesti diffusi sul web da CPI (a dimostrazione della strumentalità che sottende questa operazione dei fascisti), l’appuntamento trova la completa disapprovazione da parte di diverse realtà politiche, sociali e sindacali bresciane, nonchè di moltii dei famigliari delle vittime e i feriti stessi di quella strage,.

Prima di tutto vi proponiamo l’intervista realizzata a Manlio Milani, al quale abbiamo chiesto innanzitutto di spiegare come mai ha accettato di partecipare a questa strumentale  iniziativa.Ascolta

Altra intervista che abbiamo realizzato è quella con Enzo Romani, ferito in piazza il 28 maggio 1974 e dell’associazione famigliari vittime della strage di Piazza della Loggia.

Vi proponiamo infine le considerazioni critiche di Marco Fenaroli , Presidente dell’Anpi di Brescia e Damiano Galletti, segretario generale della Cgil di Brescia.

 

Di fronte a questo becero uso politico e strumentale della storia, questa sera la rete antifascista di Brescia e provincia promuove un PARTECIPAZIONE INDIGNATA all’iniziativa. Appuntamento alle ore 20 all’esterno del President hotel di Brescia. Questo l’appello:

Casa Pound, nota organizzazione neofascista ha organizzato un convegno sulla strage FASCISTA
e di STATO di Piazza della Loggia.

Proprio all’indomani dell’epilogo dell’ennesimo processo sulla strage del 28 maggio 1974 che non
ha individuato ne autori ne mandanti i fascisti di Casa Pound Italia cercano di legittimarsi
politicamente attraverso squallidi momenti di rivisitazione storica.

PER IMPEDIRE LA MANIPOLAZIONE DELLA STORIA

INVITIAMO TUTTI GLI  ALLA

“PARTECIPAZIONE INDIGNATA”

SABATO 26 marzo – ore 20.00

President Hotel di Roncadelle BS

ReteAntifaBs

 

Carlo Giuliani e Stefano Cucchi: verità ancora negata

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da Infoaut

Giornata pesante, quella di ieri, per la “giustizia” italiana ed europea.
Nella mattinata arriva la sconvolgente notizia che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha definitivamente assolto l’Italia riguardo le accuse di responsabilità nell’omicidio di Carlo Giuliani, durante le manifestazioni contro il G8 del 2001 a Genova.
Il ricorso era stato presentato dai genitori di Carlo nel 2002, invocando in particolar modo l’articolo 2 della Convenzione sui Diritti dell’uomo, in quanto la morte di Carlo è dovuta ad un uso eccessivo della forza: con una sentenza choc che ribalta quella data in primo grado, la corte di Strasburgo ha assolto completamente Mario Placanica, il carabiniere che saprò in Piazza Alimonda, e anche l’Italia, accusata dai Giuliani di non aver organizzato e pianificato in modo adeguato le operazioni di polizia durante il summit del 2001.
Sempre nella giornata di ieri è anche iniziato il processo nell’aula bunker del carcere di rebibbia per la morte di Stefano Cucchi, morto nel 2009 a seguito di un fermo di polizia. Dodici gli imputati alla sbarra, agenti di polizia penitenziaria accusati di lesioni e abuso di autorità e personale dell’ospedale Pertini, accusati di abbandono di persona incapace, favoreggiamento, omissione di referto e abuso d’ufficio.
Stefano, che dopo l’arresto per possesso di stupefacenti venne picchiato dagli agenti, era poi stato trasferito all’ospedale Pertini dove gli erano state negate le minime cure.
Il processo è stato rinviato al 28 aprile, giorno in cui verranno ascoltati i carabinieri che arrestarono Stefano Cucchi.

Toccanti le parole della sorella della vittima, che legittimamente sconfortata e poco fiduciosa ha dichiarato: “L’impressione è che sarà un processo scandito dal dolore e teso a difendere l’operato dei pubblici ministeri e della consulenza tecnica a scapito della verità. L’auspicio è che chi deve giudicare si renda conto di ciò che è capitato a Stefano“.