appuntamenti per stasera…A SARA’ DURA…
FORZA E CORAGGIO A TUTTI! SI PARTE E SI TORNA INSIEME!
stasera a Rovato volantinaggio in Stazione ore 18.30—
per la diretta http://radioblackout.org/streaming/
CALENDARIO work in progress
ALBA 11 aprile ore16.30 via Vittorio Emanuele angolo via Paruzza
AOSTA 11 aprile ore 15.30 piazza Chanoux RINVIATO PER MALTEMPO
BASSANO DEL GRAPPA 11 aprile ore 18.00 stazione dei treni
BARCELLONA ore 18.00 Consolato italiano C/Mallorca, 270 España
BERGAMO 11 aprile dalle ore 14.00 alle ore 20.00 piazzale stazione ff.ss.
BIELLA 11 aprile ore 17.30 davanti Esselunga
BRESCIA 11 aprile ore 17 presidio piazzale stazione FS
BOLOGNA 11 aprile ore 18.00 piazza Nettuno
CREMONA 11 aprile ore 17.00 piazza Roma
CUNEO 11 aprile ore 17.00 piazzale stazione ferroviaria
DESENZANO DEL GARDA 11 aprile ore 18.00 piazza Malvezzi
ERCOLANO 11 aprile ore 18.00 piazza pugliano
FANO 11 aprile ore 17.30 via Serravalle 16
FIRENZE 11 aprile ore 18.00 ponte al pino (di fronte al cantiere tav)
FORLÌ 11 aprile ore 17.00 stazione ferroviaria
GENOVA 11 aprile ore 17.30 davanti prefettura
L’AQUILA 11 aprile ore 17 piazza Regina Margherita presidio informativo
LATINA 11 aprile ore 17.30 piazza della Libertà
LA SPEZIA 11 aprile ore 17.00 stazione centrale
LUCCA 11 aprile ore 17.30 piazza S.Michele
MANTOVA 10 aprile ore 21.00 via chiesa nuova 10
MASSA CARRARA 11 aprile ore 15.00 piazza della stazione
MILANO 11 aprile ore 18.00 piazzale cadorna
MODENA 11aprile ore 18.00 stazione FS
NAPOLI BOSCOREALE 11 aprile ore 20.30 rotonda di via panoramica
NOVARA 11 aprile ore 17.00 piazza Garibaldi (davanti stazione FS)
NOVI LIGURE 11 aprile ore 17.00 piazza collegiata
NUORO 11 aprile ore 18.30 piazza Sardegna (quadrivio)
PADOVA 11 aprile ore 18.00 piazza delle Erbe 12 aprile ore 17.00 in bici da via Marzolo
PALERMO 11 aprile ore 16.30 corteo partenza ore 16.30 teatro Massimo
PARMA 11 aprile ore 17.30 via repubblica (in fronte a questura)
PESARO 11 aprile ore 18.00 davanti ipercoop
PINEROLO 11 aprile ore 18.00 piazza Facta
PISTOIA 11 aprile ore 10.00 piazza Duomo (davanti prefettura) ore 16.00 piazza Gavinana (a seguire lezione prof. Cancelli no tav velle di Susa)
PORDENONE 11 aprile ore 17.30 viale Mazzini davanti stazione ferroviaria
REGGIO EMILIA 11 aprile ore 17.30 rotonda antistante cantiere tav della stazione Mediopadana
ROMA 11 aprile ore 17.00 piazzale Tiburtino (altri appuntamenti su romanotav.info)
ROVATO (Bs) 11 aprile ore 18.30 Stazione, via Lombardia
ROVIGO 11 aprile ore 15.00 piazza matteotti
SAVONA 13 aprile ore 17.30 piazza Sisto IV
SALERNO 11 aprile ore 18.00 stazione ferroviaria
SIRACUSA 11 aprile ore 18.00 largo XXV aprile
TORINO 11 aprile ore 18.00 piazza Castello (per tutta la giornata infopoint alla tenda del presidio ascoltateli)
TORTONA 11 aprile ore 17.30 via Emilia angolo via Carducci (sotto i portici)
TRENTO 11 aprile ore 18.00 piazza Duomo
TRIESTE 11 aprile ore 17.30 via delle Torri (dietro p.s. Antonio)
UDINE 11 aprile ore 17.30 piazzale della stazione (viale europa unita)
VENEZIA 11 aprile ore 16.00 campo San Giacomo
VERCELLI 11 aprile dalle ore 10.00 alle 19.00 piazza Cavour
VILLA SAN GIOVANNI 11 aprile ore 17.30 piazza della stazione
FRANCIACORTA: IN ARRIVO IL REGOLAMENTO BLUFF SUI FITOFARMACI
Aprile sarà il mese in cui arriverà, nei consigli comunali dei paesi franciacortini, il nuovo regolamento sull’uso dei fitofarmaci e dei prodotti chimici sui vigneti.
Si tratta di un testo assemblato dal Consorzio Vini, visionato dalle amministrazioni e dalle commissioni ambiente comunali, che diverrà regolamento nei 19 paesi che appartertengono all’area DOCG.
La redazione Franciacorta di ROdU ha ottenuto una copia del testo, che potete scaricare in fondo al post, l’ha letto e ve ne propone una critica.
Il documento parte con tre pagine introduttive nelle quali emergono, fin da subito, alcune contraddizioni: da un lato si fanno dichiarazioni altisonanti sul valore paesistico ed ambientale dei vigneti, dall’altra si cerca di spiegare i motivi per i quali si vuole regolamentare l’uso dei pesticidi che, ci dice il consorzio, non costituiscono pericolo per persone e animali visto che rispettano le normative vigenti. Questa contraddizione diviene imbarazzante a pagina 3 dove si incolonnano diverse affermazioni nelle quali i fitofarmaci e i loro residui (tutto quello che non si ferma sul “bersaglio” ma si sparge altrove) sono dichiarati “senza alcun effetto nocivo”, “efficaci”, “senza effetti inaccettabili per l’ambiente” tanto da far sorgere la domanda: allora perché regolarne l’uso?
La risposta è da ricercare nelle sempre maggiori preoccupazioni espresse dalla popolazione residente, la quale si rende conto in prima persona degli effetti nocivi sull’ecosistema dell’uso intensivo degli agrofarmaci. Una preoccupazione che non riguarda solo i cittadini più sensibili o le associazioni ambientaliste e i comitati, ma investe di responsabilità anche gli organi eletti, tanto che alcune amministrazioni (ad es Cortefranca) hanno trattato il problema anche nei loro programmi elettorali. Per questo il consorzio (e in seconda battutta le amministrazioni) tenta di mettere le mani avanti e si appresta a rendere operativo un regolamento che però, a nostro parere, di “sosanza” ne ha ben poca.
D’altro canto non poteva che essere così: ridurre un tema tanto complesso come le ricadute dell’industria dello spumante sull’ambiente al problema, pur importante, dei trattamenti è certamente un forzatura che lascia troppe questioni inevase.
Partiremo quindi dall’esplicitare quello che non c’è nel documento in modo da ribadire la nostra posizione sull’argomento e contemporaneamente, analizzare il poco che viene scritto nelle 15 pagine di regolamento.
L’argomento evitato come la peste è quello, a nostro parere, centrale: la monocultura. Non serve essere agronomi per sapere che concentrare la produzione agricola di un territorio su un’unica cultura la espone inesorabilmente all’attacco di agenti patogeni, insetti o malattie che siano. Si poteva scrivere nel regolamento che, al fine di ridurre l’esposizione delle piante, si suggerisce l’incremento della biodiversità nei campi? Si poteva suggerire o incentivare, anche in Franciacorta, la diversificazione produttiva? Nessuna frase del documento accenna minimamente a questa questione.
Altro argomento schivato, se non per alcuni accenni dovuti alla nuove norme europee in merito, è quello della conversione totale alla lotta integrata e all’uso diffuso delle tecniche biologiche. Nel regolamento si dice che il 75% del territorio vitato utilizza già la lotta integrata. Ma la velocità e la noncuranza con cui viene trattato quest’importante modernizzazione ci fa credere che la questione venga di molto sottovalutata dal Consorzio. Possibile che il territorio, nel suo complesso, non riesca a porsi degli obiettivi riguardo a questa importante innovazione agronomica lasciando la questione nelle mani di, poche e meritevoli ma pur sempre limitate, decisioni aziendali?
Non si dice, nel regolamento che abbiamo letto, che l’inerbimento può essere mantenuto anche sotto cultura senza inficiare la produzione o la qualità dell’uva e si chiede solo di diminuire i diserbi portandoli ad un massimo di tre per stagione. Questa pratica dell’uccidere con la chimica le erbe che crescono sotto la pianta è, ovviamente, molto dannosa per l’ecosistema (fino a essere causa della morte di piccoli animali) e potrebbe essere totalmente abolita attraverso l’uso di metodi meccanici di aratura. Inoltre in Franciacorta persistono ancora vigneti completamente brulli e senza erba, pur sapendo ormai tutti che, un vigneto collinare senz’erba non è solo “brutto da vedere” ma, se abbinato all’eliminazione dei terrazzamenti e delle conche, pericoloso per la tenuta idrogeologica dei versanti collinari (vedi inondazioni e crolli adErbusco nel settembre scorso causati, a monte, proprio da vitigni non completamente inerbiti, in declivio e con filari perpendicolari alle colme).
Altra occasione mancata è quella di non vietare nessun prodotto che non sia già vietato dalla legge. Anche per i prodotti tossici e molto tossici non si trovano limitazioni sostanziali nel regolamento. Tossici e molto tossici… le parole vorranno pur dire qualcosa?
Non si pongono limitazioni nemmeno rispetto ai macchinari utilizzabili per spargere i trattamenti. A parte gli aerei (??!!??) si specifica che van tutti bene purché facciano manutenzione ogni 3 (o 5) anni. Si citano poi dei macchinari (a piastre) che non lascerebbero residui e grazie ai quali, non ci si dovrebbe attenere al regolamento. Qui la domanda è: ma se il regolamento sostanzialmente, non impone nulla, perché le cantine dovrebbero attrezzarsi con questi nuovi macchinari?
Altra colpevole mancanza è lasciare in vigore, senza nemmeno citarlo nel documento, il metodo di intervento in capo secondo calendario. Un territorio con così ampio margine di profitto fra litro di vino prodotto e quantità di territorio coltivato dovrebbe trovare le risorse per generalizzare una più corretta gestione dei trattamenti attraverso una preventiva verifica in campo da parte di personale esperto che valuti le reali esigenze della pianta. A lungo andare questo metodo diverrebbe anche conveniente economicamente.
Cosa rimane quindi del regolamento sui fitofarmaci in via di approvazione?
Sostanzialmente tutto si riduce ad un vademecum delle buone pratiche per operai agricoli addetti all’irrorazione: vengono elencate banali attenzioni allo stoccaggio in azienda dei prodotti, viene chiesto il recupero delle acque usate per i lavaggi delle macchine (fa sorridere pensare che quelle acque contaminate non finiscano nei tombini ma vengano “riutilizzate” per i successivi trattamenti ma, ovvio, speriamo che succeda), vengono dettagliate le distanze dalle aree di confine o sensibili (scuole, asili, abitazioni, pozzi o ruscelli) dove comunque si potrà trattare ma con l’attenzione al vento, alla direzione dello spruzzo, alle manovre del trattore con atomizzatore acceso.
Ogni agricoltore cosciente e responsabile, anche quando spruzza solo lo zolfo o il rame, presta già queste attenzioni anche se finora non c’era un regolamento a imporglielo.
Allora perché questo regolamento?
La nostra risposta è che si tratta di fumo negli occhi, condito dall’ennesima, abile, strategia pubblicitaria messa in campo dal Consorzio Vini.
Per carità, nulla di illegittimo, ma forse qualcosa di scorretto si.
Scorretto fin da quando, pur sapendo dell’interesse verso il tema, si è scelto di non aprire la discussione con le popolazioni residenti. Scorretto quando si è deciso di non accettare nessuna delle istanze presentate da diversi cittadini e associazioni all’interno delle commissioni. Scorretto in quanto ha approfittato dell’accondiscendenza degli amministratori per giocare una partita truccata fin dal principio.
Crediamo che sia innegabile che la viticultura, oggi in Franciacorta, abbia un ruolo economico centrale. Sappiamo che molte persone ci lavorano e ne ricavano un reddito. Vediamo tutti i giorni l’incidenza sul paesaggio, non sempre positiva, che quest’industria produce.
Crediamo anche però che per la Franciacorta sia arrivato il momento di discutere collettivamente in che direzione andare. Ed essere seri significa anche porre sul piatto il rischio di crisi che potrebbe colpire il settore dello spumante. Già oggi si accumulano migliaia di bottiglie invendute e siamo, per capacità produttiva, ben oltre il doppio delle possibilità di vendita.
Crediamo che il rilancio necessario passi da una nuova progettazione ampia e condivisa sul territorio da cui scaturisce (anche ma non solo) il prodotto.
Detto più semplicemente, crediamo che sia esaurito il tempo degli imbrogli nei quali era possibile vendere una cartolina patinata ma irrealistica dei luoghi collegati ad un Brand. E’ l’ora di tornare concretamente e solidamente agli investimenti sulla qualità del vivere, del paesaggio, dell’ambiente.
L’idea di Parco Agrario della Franciacorta va in questa direzione e, insieme alla lotta contro lo scandalo del “caporalato” durante la vendemmia, deve divenire centrale nelle future battaglie della popolazioni e delle associazioni per garantire il futuro degli 80.000 franciacortini.
Appello per una manifestazione a Pioltello
Appello per una manifestazione a Pioltello
Sabato 24 marzo ore 15
Tutti davanti ai cancelli di Esselunga
In tanti hanno solidarizzato in questi cinque mesi con la coraggiosa lotta degli operai delle cooperative dell’Esselunga che hanno deciso di affrontare apertamente la condizione di sfruttamento e caporalato interna a quei magazzini, mettendo in discussione il loro posto di lavoro. Una lotta in cui tanti altri lavoratori delle cooperative si sono riconosciuti, in quanto il sistema Esselunga rappresenta l’insopportabile regime a cui centinaia di migliaia di persone (per lo più immigrati) sono sottoposte quotidianamente.
Dal 7 ottobre, quando tutto iniziò, tanta acqua è passata sotto i ponti; tante iniziative, assemblee, scioperi, blocchi, manifestazioni, hanno scaldato gli animi di molti compagni/e, fino ad arrivare alla prima sentenza che ha decretato il reintegro dei licenziati, alla quale Esselunga si è opposta manu militari impedendo fisicamente il loro rientro e inventandosi una Cassa integrazione che non ha ragione di esistere in un’azienda dove si fanno gli straordinari.
Lo sgombero del presidio, voluto e deciso da tutta la santa alleanza che si riconosce nel governo Monti, illustre rappresentante del capitale e della finanza europea (dai padroni di Esselunga ai caporali delle cooperative, passando per le istituzioni democratiche e i sindacati confederali) non è altro che la risposta di chi non ha altre armi che il ricatto e la repressione per difendere i propri privilegi di fronte alle evidenti ragioni degli operai e, più in generale, di tutti i lavoratori oggi sottoposti ad un duro attacco.
Lungi dal rappresentare una nostra sconfitta definitiva, lo sgombero del 20 marzo rappresenta invece un ulteriore stimolo a rilanciare la battaglia, tanto davanti ai cancelli quanto sul territorio pioltellese, mentre si vanno accumulando nuove battaglie, e nuove energie, sull’intero fronte della logistica e della grande distribuzione (dalla Bartolini di Parma alla DHL di Carpiano, passando per la GLS di Piacenza).
Lotte che segnano una congiuntura sociale e politica, in cui i padroni e i loro governi tentano di imporre una politica di lacrime e sangue, affinchè i loro debiti, i debiti accumulati da un sistema economicamente al collasso, vengano pagati dai proletari; lotte che tracciano un percorso possibile per l’insieme della classe lavoratrice
La stessa difesa dell’art.18, massacrato dal governo Monti e prima ancora dalla prassi padronale già in atto (Esselunga è esempio anche da questo punto di vista), passa oggi per la capacità di mettere in piedi e sostenere lotte di reistenza concrete, capaci allo stesso tempo di difendere le condizioni di vita dei lavoratori e di rilanciare su una prospettiva diversa da quella a cui ci vogliono obbligare, con la forza, le classi dominanti
Su queste basi facciamo appello a tutti i sostenitori della lotta contro Esselunga, e più in generale a tutti coloro che sono impegnati a costruire e sostenere le lotte di resistenza sui territori, ad una partecipazione di massa alla manifestazione di sabato, sia per respingere la manovra vigliacca del sindaco (un uomo del PD al servizio di Esselunga) che ha firmato l’ordinanza di sgombero, sia per dare forza ad un percorso di lotta sindacale e politico, che punta apertamente alla trasformazione dei rapporti di forza più complessivi a vantaggio degli operai e delle classi subalterne.
SI.Cobas – Presidio permanente Esselunga
CORTEO SABATO 24 MARZO
concentramento alle ore 15,00 davanti ai cancelli Esselunga di Pioltello
Per rispondere al gravissimo sgombero e alla militarizzazione del Presidio Permanente di Pioltello che rappresenta un segnale chiaro di potere delle classi dominanti.
Per una risposta politica e di massa alle provocazioni e all’arroganza dei poteri economici, politici, concertativi e mafiosi delle cooperative.
Per sostenere un percorso di lotte che si allarga coinvolgendo un numero sempre maggiore di lavoratori immigrati, a partire dal coraggioso segnale di resistenza e di lotta che stanno dando i lavoratori delle cooperative in appalto all’Esselunga di Pioltello.
Per dare un segnale di forza a tutti i lavoratori che guardano al presidio permanente di Pioltello come esempio di lotta da seguire e fare proprio all’insegna dell’unità della classe e dell’autorganizzazione.
Per sostenere, rinforzare e unificare le lotte di tutti i lavoratori per il diritto ad un lavoro o ad un salario, contro il sistema schiavistico delle cooperative basato sul caporalato, sul lavoro a chiamata, sulla precarietà e sullo sfruttamento di classe.
Per meglio resistere agli attacchi padronali e alle misure antipopolari del governo Monti emanazione diretta del capitale.
Per la generalizzione del conflitto e per rilanciare l”immaginario di un’altra società possibile e necessaria e farlo vivere nella quotidianità dei percorsi di lotta reali.
Denunciando il clima di militarizzazione e di provocazione delle forze dell’ordine in cui si è svolta, l’assemblea del presidio permanente runita dopo lo sgombero martedi 20 marzo promuove una manifestazione con
CORTEO SABATO 24 MARZO con concentramento alle ore 15,00 davanti ai cancelli Esselunga di Pioltello invitando tutte le strutture politiche sociali e sindacali, tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutti i compagni e le compagne che hanno attraversato o hanno seguito questa lotta ad esprimere la propria solidarietà e condivisione partecipando al corteo in massa
Centro Sociale Vittoria
milano 22.03.2012
newsletter…
antifa BG newsletter del c.s.28 maggio antifa BG http://www.youtube.com/watch?v=ceud1y0Oy7k Continuiamo a tenere alta l'attenzione sul movimento no tav senza perdere di vista quello che combinano ai piani alti della vergogna. Ancora stragi neo-nazziste! Dopo la Norvegia,Firenze è successo in Francia! Ancora omicidi politico-razziali. E ancora dai media si urla al matto, senza ammettere il marcio che sta contagiando la nostra società. In Italia invece i fascisti del terzo millennio si contraddistinguo in questo periodo per le mazzette che si intascano i loro sostenitori in regione. Vi proponiamo la cronologia della resistenza diffusa NO TAV dal 26.01 a qualche giorno fa... La storia è ancora tutta da scrivere. Cerchiamo di essere partecipi della realtà no tav perchè sono le nostre montagne, i nostri terreni,la nostra aria, il NOSTRO PRESENTE E FUTURO! No Tav - Cronologia della resistenza diffusa [dal 26/1 al 14/3 2012] Giovedì 26 gennaio Innumerevoli attestati di solidarietà nei confronti degli arrestati in tutta Italia. Presidi, cortei spontanei, momenti di saluto pirotecnico sotto le mura delle carceri si svolgono a Torino, Milano, Padova, Bologna, Trento, Asti, Cagliari. A Roma alcuni studenti salgono sui tetti di Trenitalia in segno di protesta. Venerdì 27 gennaio Torino: tre sacchi di escrementi lanciati contro la redazione del quotidiano “CronacaQui”, che ha pubblicato foto utilizzate dagli inquirenti per l’identificazioni di alcuni degli arrestati. Milano: in alcuni quartieri compaiono numerose scritte No Tav e di solidarietà. Sabato 28 gennaio Torino: l’iniziativa già da tempo prevista per portare le macerie della Valle presso la sede della Regione, si trasforma in una manifestazione contro gli arresti cui partecipano, sotto la neve, migliaia di persone. Imbrattata di vernice la sede de “La Stampa”, numerose scritte lasciate lungo il percorso. Cagliari: blocco di mezz’ora dei binari della stazione e corteo spontaneo nella città. Domenica 29 gennaio Rouen (Francia): scritte No Tav sui muri del Centro culturale italiano. Lunedì 30 gennaio Milano: nel quartiere Bovisa imbrattata una sede del PD, deciso sostenitore del Tav in Val di Susa. Lasciate scritte No Tav. Martedì 31 gennaio Lugano (Svizzera): cori, striscioni e volantini interrompono una conferenza del procuratore Caselli, invitato a parlare del tema “Politica e giustizia. Quale rapporto?”. La scorta dei magistrati e la polizia cantonale allontanano i contestatori a calci, pugni e spray urticante. Crema: una scritta No Tav sul muro, e fiamme alle porte d’ingresso presso una sede PD. Mercoledì 1 febbraio Torino: occupata per mezz’ora la sala vip della stazione di Porta Nuova. Giovedì 2 febbraio Milano: scritte e striscioni compaiono nel quartiere Lambrate. Venerdì 3 febbraio Milano: presidio musicale sotto il carcere di S. Vittore. Sabato 4 febbraio Milano: in piazza Duomo composte diverse scritte di solidarietà con cartelli alfabetici. Domenica 5 febbraio Latina: vergate scritte di solidarietà nei muri della città e di altre località dell’Agro Pontino. Martedì 7 febbraio Milano: in piazza Velasca volantinaggio solidale presso la sede della C.M.C, ditta vincitrice dell’appalto per il Tav in Val di Susa, ma anche per Expo 2015 e altre devastazioni infrastrutturali. Giovedì 9 febbraio Torino: per timore di contestazioni, viene annullata la presentazione pubblica di un libro in cui era prevista la presenza del Procuratore Capo Caselli. Un corteo spontaneo di un centinaio di persone attraversa le vie della città. Genova: manifestazione e presidio. Sabato 11 febbraio Genova: corteo e presidio sotto il carcere di Marassi. Alcuni giornali parlano di un principio di incendio doloso ai danni di un’auto di un agente della Penitanziaria. Poche ore prima numerose scritte di solidarietà e contro Caselli appaiono in centro e nei quartieri di San Fruttuoso e Sampierdarena. Torino: attacco telematico di Anonymous contro il sito web del carcere delle Vallette, reso inagibile per svariate ore. Milano: murales nel quartiere San Siro recita “Da San Siro alla Val di Susa i territori sono di chi li vive”. Trento: presidio solidale sotto il carcere. Domenica 12 febbraio Roma: un gruppo di solidali interrompe lo spettacolo di Ascanio Celestini “Pro Patria”. Manifestazioni e presidi presso le carceri di Torino, Alba, Alessandria, Cuneo, Ivrea, Saluzzo, dove sono stati trasferiti alcuni degli arrestati. Lunedì 13 febbraio Milano: alla stazione Milano-Certosa un gruppo di solidali No Tav blocca per una trentina di minuti un Frecciarossa diretto a Torino. Lo striscione steso sui binari recita: “Come la neve blocchiamo tutto”. Nel quartiere Ticinese, nel frattempo, sono spuntati tre murales giganti di solidarietà con gli arrestati. Val Polcerva (Genova): un murales di 40 metri con la scritta “No Tav Liberi Tutti – No Gronda – vie le truppe dalla Val Susa” viene vergato in una zona interessata dal progetto del Terzo Valico. Martedì 14 febbraio Milano: blitz di un gruppo di studenti presso la sede centrale di Banca Intesa-San Paolo, uno dei principali finanziatori del progetto Tav, che viene chiusa dal personale. Lasciate scritte e volantini incollati. Torino: danneggiata vetrata degli uffici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Mercoledì 15 febbraio Roma: presidio No Tav alla stazione Tiburtina. Giovedì 16 febbraio Milano: presidio presso la sede della C.M.C. Bologna: in stazione centrale una ventina di solidali occupa per circa mezz’ora la sala Club Eurostar. Parma: presidio davanti alla stazione. Venezia: occupato e smontato un ufficio del Frecciarossa. Venerdì 17 febbraio Ravenna: critical mass e presidio presso la sede della C.M.C. Sabato 18 febbraio Milano: corteo di 3000 persone fino a San Vittore. Genova: insulti, scritte sui muri e bombe carta nei vicoli del centro storico di Genova per l’arrivo di Giancarlo Caselli. Domenica 26 febbraio Val Susa: ad Avigliana un centinaio di No Tav hanno tenuto aperti i caselli per circa mezz’ora per permettere agli automobilisti di passare gratis. Lunedì 27 febbraio Trento: Juan, arrestato il 26 gennaio e detenuto nel carcere di Spini di Gardolo a Trento , si è rifiutato di rientrare in cella dopo l’ora d’aria. È stato riportato in cella di peso. Parma: 200 persone si sono trovate davanti alla Prefettura e dopo circa quaranta minuti di presidio hanno bloccato il traffico. Poi è partito un corteo spontaneo che ha bloccato il traffico in varie vie della città. Firenze: un corteo spontaneo di circa 200 persone, partito dalla Prefettura, è arrivato alla stazione di Santa Maria Novella e, non riuscendo ad entrare, ha bloccato i binari del tramvia. Pisa: circa cento persone hanno presidiato dalle 18 il Comune, per poi sfilare per le vie del centro cittadino fino a raggiungere la stazione. Lì hanno occupato almeno 2 binari per una quarantina di minuti. Milano: corteo non autorizzato a San Babila culminato con il blitz che ha puntato sulla sede di “Libero”, a Porta Venezia. Esplosi petardi e fumogeni e imbrattato il portone con insulti. Roma: alle 17 un presidio a piazzale Tiburtino si è evoluto in un corteo selvaggio, continuamente rincorso dai celerini, fino alla stazione Termini dove sono stati occupati per circa venti minuti i binari dall’1 all’11. Alcuni treni, tra cui un Frecciarossa, sono stati danneggiati. Una volta che i manifestanti entrati dentro Termini si sono ricongiunti con quelli tagliati fuori, hanno ricominciato a bloccare le strade in un corteo selvaggio dalla Tiburtina a Scalo San Lorenzo fino a Porta Maggiore e all’imbocco della Tangenziale Est, paralizzando il traffico della zona. Martedì 28 febbraio Roma: attaccata una sede del “Messaggero” con vernice e scritta No Tav. Lecce: una ventina di manifestanti ha occupato un binario bloccando un treno Frecciargento per Roma, partito con 50 minuti di ritardo. I manifestanti hanno poi liberato il binario per procedere in corteo. Ferrara: nella notte tra il 27 e il 28 febbraio ignoti hanno dato fuoco al portone della sede locale di Unindustria. Tracciata sul muro la scritta “No Tav”. Mercoledì 29 febbraio Genova: in mattinata a Ponte Etiopia i lavoratori portuali hanno effettuato un blocco di un paio d’ore. Intorno alle 19, una trentina di persone ha bloccato per circa un’ora la partenza di un Frecciabianca diretto a Roma. Prima di andare via sono state tracciate varie scritte, tra cui: “Forza Luca”, “Stato assassino”, “No Tav”. Le scritte erano ancora visibili il giorno dopo. Barcellona: presidio davanti al Consolato italiano. Lima: nella notte lasciato uno striscione che diceva “SOLIDARIDAD CON LOS PUEBLOS QUE LUCHAN POR LA TIERRA ¡NO TAV!” e sfregiato un affresco baroccheggiante sulla facciata con una scritta. 1 marzo VAL SUSA. In serata è stato bloccato il tratto dell’autostrada Torino-Bardonecchia tra Bussoleno e Susa da qualche centinaio di manifestanti che hanno invaso la carreggiata verso l’alta Valsusa. Anche la vicina statale 24 è stata bloccata. Altri No Tav bloccano l’autostrada A32 all’altezza di Venaus in entrambi i sensi di marcia. Anche a Perosa Argentina, in Val Chisone, per alcune ore c’è stato il blocco dell’arteria di riserva usata dalle forze dell’ordine per giungere in Valle di Susa quando le statali 24 e 25 e l’autostrada A32 sono bloccate. NAPOLI. I manifestanti, in tre diversi momenti, sono entrati in stazione, dirigendosi verso il binario 14. Il traffico ferroviario, già ridotto, viene bloccato a scopo precauzionale. I manifestanti hanno poi continuato in corteo spontaneo. BERGAMO. Bloccata la circonvallazione. Poi il blocco si trasforma in una manifestazione che arriva fino a Porta Nuova, dove si incontra con il corteo partito da piazza Vittorio Veneto. ANCONA. Neppure il tempo di cominciare il presidio di fronte alla stazione ferroviaria che la polizia carica a freddo i manifestanti No Tav, i quali comunque riescono a bloccare il traffico lungo la statale ad Ancona e di conseguenza il traffico cittadino in direzione nord. TRENTO. Corteo in centro con blocco del traffico. Alllestito un presidio permanente nella piazza centrale della città. BOLOGNA. Una trentina di manifestanti hanno occupato il punto informativo della Rete Ferroviaria Italiana. Alcuni sono entrati nella struttura prefabbricata (che da anni fornisce informazioni ai residenti sullo stato di avanzamento dei lavori) e sul tetto. Un corteo è partito da Piazza Maggiore e sono state occupate la tangenziale e l’autostrada A14 sulla carreggiata Sud per oltre due ore. PARMA. Presidio davanti alla stazione ferroviaria con striscioni, megafono e volantini. Polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno impedito ai manifestanti di entrare, schierandosi all’ingresso della stazione. Un corteo spontaneo ha poi bloccato il traffico di fronte alla stazione. TORINO. Bloccato lo svincolo di Corso Francia della tangenziale, nel Comune di Rivoli. L’iniziativa si ripete per il terzo giorno consecutivo. A Torino circa 300 persone si sono radunate in via Verdi davanti alla sede della Rai torinese per poi far partire un corteo che ha attraversato il centro del capoluogo piemontese. Un bel gruppo, intonando cori contro Tav e polizia, ha raggiunto la stazione di Porta Nuova e, dopo una corsa lungo le banchine, è riuscito a piazzarsi sui binari bloccando la partenza di un treno che si era già messo in moto. Il corteo ha continuato a muoversi in città per più di 5 ore. ALESSANDRIA. Alle 18 almeno una cinquantina di manifestanti si sono riuniti in un presidio sulla ex statale 10, all’altezza dell’ingresso di Alessandria, bloccando il traffico sia in entrata che in uscita dalla città per circa un’ora. Il corteo si è poi spostato verso il centro cittadino. GENOVA. Circa 150 persone hanno bloccato la circolazione in via Roma, di fronte alla Prefettura, da cui è partito un corteo arrivato alla stazione di Brignole che è stata chiusa per circa un’ora dopo che un gruppo di manifestanti è riuscito a occupare un binario. BRESCIA. Il corteo bresciano, dopo aver occupato per più di un’ora l’autostrada A4 in entrata e uscita al casello di Rovato, si dirige verso l’hinterland bloccando le arterie principali del traffico. EMPOLI. Bloccato il traffico nei pressi della stazione ferroviaria. Presidi e cortei a Bari, Brindisi, Campobasso, Casematte (L’Aquila), Cassino, Ferrara, La Spezia, Lucca, Mantova, Messina, Modena, Novara, Orbassano (TO), Padova, Perugia, Pistoia, Pordenone, Potenza, Reggio Calabria, Savona, Salerno, Saronno, Sesto Calende (VA), Taranto. VIAREGGIO. Nel tardo pomeriggio bloccato il cavalcavia di Torre Matilde. Il presidio è stato sgomberato dopo pochi minuti. Il traffico, però, data anche l’ora di punta, è andato letteralmente in tilt. MILANO. Un corteo di circa 1000 persone ha occupato la stazione centrale, accerchiato da decine di poliziotti. I manifestanti – dopo circa un’ora di presidio – sono partiti in un corteo verso la parte nord della città. TRIESTE. Bloccato per alcune ore il traffico nel centro della città. Dopo aver manifestato in piazza Unità d’Italia, i No Tav hanno sfilato in un breve corteo non autorizzato bloccando di tanto in tanto una strada o una piazza, creando così grande disagio alla circolazione stradale. CREMONA. Bloccati alcuni binari in stazione per circa due ore. SAVONA. Circa una trentina di persone hanno sfilato nelle vie principali del centro storico. La protesta, seppur breve, ha comunque creato problemi al traffico cittadino. PALERMO. Bloccato l’ingresso dell’autostrada Palermo-Catania per circa due ore e mezza. CAGLIARI. Dopo un corteo spontaneo, presidio davanti alla sede Rai della Sardegna. ROMA. Occupata per circa un’ora la sede nazionale del PD. Il corteo improvvisato dai No Tav in via Prenestina ha paralizzato il traffico nella zona est della Capitale. FIRENZE. In 200 hanno fermato la viabilità non lontano dalla stazione ferroviaria di Campo di Marte nei pressi della zona occupata dal cantiere Tav. Telefonate di minacce e insulti alla sede di Ltf , la ditta incaricata dei lavori al cantiere della Torino-Lione. «Assassini, avete le mani sporche di sangue». COSENZA. Un gruppo di manifestanti No Tav ha occupato i binari della stazione ferroviaria di Paola bloccando la circolazione dei treni. ASTI. Nel pomeriggio, all’imbocco dell’autostrada, un presidio con volantinaggio rallenta le auto in ingresso. Con un blitz elettronico il collettivo di hacker-attivisti denominato Anonymous ha bloccato il sito del “Corriere della Sera” e vari siti della regione Piemonte e della provincia di Torino. Con un blitz elettronico il collettivo di hacker-attivisti denominato Anonymous ha bloccato il sito del “Corriere della Sera” e vari siti della regione Piemonte e della provincia di Torino. Lione: durante una manifestazione di solidarietà un gruppo di persone è salito sui binari ed ha lanciato alcuni sacchi di sabbia sui cavi aerei che alimentano i treni, bloccandoli per un’ora e mezza. Venerdì 2 marzo Milano: una quarantina di studenti hanno occupato, per qualche ora,il liceo artistico Brera. I ragazzi si sono chiusi all’interno della scuola e per un po’ hanno impedito l’accesso a tuttI. Chambery: bruciati i cavi elettrici alla fine della notte fra venerdì e sabato in tre comuni (La Ravoire, Saint-Pierre-d’Albigny et Chamousset). Sabotati oltre cento treni locali. Sabato 3 marzo All’estero presidi a: Londra (sotto il consolato italiano), Parigi, Dublino, Ginevra (davanti alla sede Onu), Budapest (presidio musicale vicino all’ambasciata), San Sebastian (Paesi Baschi), Lione (al consolato), Kiev (davanti alla stazione ferroviaria). In Italia presidi a: Avellino, Udine, Trieste, Asti, Catania. Perugia: interrotto il transito dei treni per mezz’ora. Roma: circa 50 persone, studenti e precari, hanno occupato la sede centrale del quotidiano “La Repubblica” in via Cristoforo Colombo. Corteo di circa 5000 persone. Quando la manifestazione stava arrivando al termine, come concordato con la Questura, migliaia di persone hanno invertito la rotta e invaso la tangenziale, occupando uno svincolo che porta alla A24. Val Susa: quasi mille persone si sono raccolte per poi suddividersi in due gruppi. Il primo, in corteo, si è diretto a piedi verso la vicina Chianocco, dove ha occupato l’autostrada innalzando barricate in un presidio festoso, colorato e caloroso. I componenti del secondo gruppo, sulle loro auto, hanno raggiunto il casello di Avigliana, dove hanno alzato le barriere delle corsie verso Torino per permettere il passaggio gratuito agli automobilisti. “Oggi pagano Monti e la Sitaf” è stato lo slogan della giornata. Parigi: un piccolo gruppo è partito in corteo bloccando il traffico a Sébastopol e a Rue de Rivoli fino a raggiungere Place du Chatelet, dove si teneva una manifestazione per il popolo siriano. Domenica 4 marzo Palermo: una cinquantina di persone ha fatto irruzione nella sede regionale del Pd imbrattando le pareti della scala con vernice spray e tentando di entrare negli uffici, ma senza riuscirci. Nel pomeriggio sit-in di protesta davanti alla libreria Feltrinelli dove era atteso il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, per presentare il suo ultimo libro “Assalto alla giustizia”. Il traffico è andato in tilt. Domenica 5 marzo Parigi: occupazione sede RAI. GIovedì 9 marzo Bologna: un gruppo di solidali ha fatto irruzione nel teatro Arena del Sole, interrompendo lo spettacolo di Ascanio Celestini e srotolando dal palco uno striscione che recitava “Giù le mani dalla Val Susa – Forza Luca!” . Venerdì 10 marzo Milano: corteo studentesco. Bloccati 2 Frecciarossa. Torino: corteo studentesco No Tav, che devia il percorso ed entra in stazione per bloccare un Frecciarossa. Nel pomeriggio un altro gruppo di solidali blocca un Frecciarossa diretto a Roma. Roma: un Frecciarossa riceve la visita di alcuni No Tav che lasciano al loro passaggio alcune fialette puzzolenti. Sabato 11 marzo Saint-Martin-d’Hères (Francia): dato alle fiamme un camion di una ditta che ha lavorato ad un cantiere del TAV. Lasciata la scritta “collabora col TAV”. Rovereto: bloccato Frecciargento. Scritte sulla fiancata del treno. Mercoledì 14 marzo Roma: un gruppo di solidali ha fatto irruzione all’interno della sede romana della CMC e ne ha occupato i locali, mentre alcuni manifestanti esponevano davanti all’ingresso uno striscione che recitava “Fermiamo il non-cantiere. Siamo tutti Valsusini”. Al c.s. 28 maggio proseguono le attività: mercoledì 21: palestra popolare giovedì 22: seconda lezione del corso delle erbe spontanee e commestibili a cura del maestroLivio venerdì 23: presentazione del libro di Barbara x, con spunti e riflessioni sul suo percorso personale. "Gli AGHENSTBUCS sono la materializzazione di un'utopia. Significano scrivere senza essere soggetti ad alcuna legge. Gli AGHENSTBUCS sono i libri fuori dal mercato, i miei libri, sono letteratura veramente libera e antagonista, autoprodotta e autogestita, che rifugge per ovvie ragioni l’ignominia autoritaria dell’industria culturale. Le pagine degli AGHENSTBUCS sono in carta ecologica riciclata al 100% e sbiancata senza cloro." (Barbara X) sabato 24: serata libera...porta un cd, un film, un libro e proponilo ai compagni... domenica 25: non il consueto e abbondantissimo aperitivo in 28 ma un'occasione speciale per conoscere il nuovo progetto della CICLOFFICINA LA MONELLA...porta del materiale utile a far rinascere le biciclette...con un'offerta potrai sgranocchiare e bere qualcosa in compagnia... **** prenota il tuo posto per il pullman diretto a milano per il 31 marzo : manifestazione no debito “OCCUPIAMO PIAZZA AFFARI”. Chiamate il numero 3397464754 **** c.s. 28 maggio
SGOMBERO PRESIDIO ESSELUNGA…
NO MEGACENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO…basta speculazioni
No all’ampliamento del Megacentrocommerciale
Basta ricatti: bonifica immediata dei luoghi
E’ stato convocato per MARTEDI’ 20 MARZO alle ore 20 presso il Centro Anziani di CIVIDINO il
consiglio comunale di Castelli Calepio con all’ordine del giorno l’approvazione della variante per
l’ampliamento del MEGACENTROCOMMERCIALE presso le ex fonderie di Quintano.
Il comitato, fin dal 2004, si batte contro questa scelta assurda per le pesanti ricadute sulle frazioni
di Quintano, Cividino e sui quartieri confinanti di Palazzolo, che rischiano di diventare delle
periferie-dormitorio ai margini del centro commerciale, per l’inquinamento, per il traffico, per
l’impatto sulla vita delle comunità, sulle relazioni sociali, sulle forme del lavoro.
Contro la variante, che prevede ulteriori aumenti di superficie ed un maggior impatto ambientale,
il comitato ha presentato una serie di osservazioni (doc. 1, 2, 3, 4) che saranno discusse durante
il consiglio comunale.
Abbiamo chiesto all’amministrazione (senza risposte) di spiegare, chiaramente e senza reticenze, il
ruolo in questa vicenda di POLICENTRO S.p.a. società potentissima per agganci economici e politici
(Compagnia delle Opere e CL) che sul proprio sito internet si dichiara inequivocabilmente attore di
questo intervento (come di altri simili a Partinico, Afragola ed altri ancora).
Chiediamo la bonifica immediata dei luoghi: nei mesi scorsi abbiamo presentato un esposto
alla procura per accertare come sia possibile e di chi sia la responsabilità se a distanza di 20 anni
dalla chiusura delle Fonderie del Quintano di sulla mancata bonifica a distanza.
Chiediamo a tutti i consiglieri comunali di respingere, responsabilmente, col voto contrario una
scelta che condizionerà pesantemente, per decenni, la vita delle nostra comunità.
Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni e forze politiche presenti sul territorio, tutti coloro
che, nelle diverse iniziative tenute in questi anni sull’argomento, hanno manifestato in diverse
forme la propria preoccupazione ad esprimere, con la massima partecipazione alla seduta
consiliare, la protesta contro questa assurda decisione.
Il Comitato contro il Megacentrocommerciale invita tutti, prima del consiglio, a
partecipare ad un PRESIDIO DEMOCRATICO
Martedì 20 Marzo, alle ore 19,30
all’esterno del Centro Anziani di Cividino (vicino alla chiesa, dietro le scuole)
Castelli Calepio, 16 Marzo 2012
il Comitato contro il Megacentrocommerciale sulle ex
Fonderie del Quintano
Iscriviti, manda commenti al gruppo facebook:
“No al megacentrocommerciale di Quintano”
Info: Claudio – 333.8737525
newsletter 10 – 2012 del c.s. 28 maggio
newsletter 10 – 2012 del c.s. 28 maggio 
comunicato c.s. 28maggio // NoTav
Ieri sera centinaia di persone si sono radunate davanti al casello di Rovato causandone il blocco
in solidarietà al movimento NoTav, a Luca e a tutti quei movimenti che lottano per la difesa del territorio.
In seguito il blocco del traffico si è spostato davanti al centro commerciale “le Porte Franche”,
simbolo della speculazione territoriale che, anche in Franciacorta, rappresenta il maggior business
sia per i grandi costruttori privati che per i comuni, le cui risorse economiche sono ormai ridotte all’osso.
Tre ore complessive di blocco per ribadire che la Valsusa non si tocca, che le grandi opere come Tav e Brebemi
non servono al territorio, per un futuro diverso…A SARA’ DÜRA!
c.s. 28maggio // Rovato
SOLIDARIETA’ CON LUCA, GLI ARRESTATI E IL MOVIMENTO NO TAV!
Nervo in Do minore è trasformare dal patologico al mitologico, senza grandi complicazioni psicodrammatiche. È ridere del ridicolo nel soffrire d’amore. È riflettere su un mondo ancora maschile. È spaventarsi davanti alla violenza istituzionalizzata e ufficializzata. È, perfino, volere cambiare il mondo in un luogo più fresco e più femminile – perchè no?
