appuntamenti per stasera…A SARA’ DURA…

FORZA E CORAGGIO A TUTTI! SI PARTE E SI TORNA INSIEME!

stasera a Rovato volantinaggio in Stazione ore 18.30—

per la diretta http://radioblackout.org/streaming/
CALENDARIO work in progress

ALBA 11 aprile ore16.30 via Vittorio Emanuele angolo via Paruzza

AOSTA 11 aprile ore 15.30 piazza Chanoux RINVIATO PER MALTEMPO

BASSANO DEL GRAPPA 11 aprile ore 18.00 stazione dei treni

BARCELLONA ore 18.00 Consolato italiano C/Mallorca, 270 España

BERGAMO 11 aprile dalle ore 14.00 alle ore 20.00 piazzale stazione ff.ss.

BIELLA 11 aprile ore 17.30 davanti Esselunga

BRESCIA 11 aprile ore 17 presidio piazzale stazione FS

BOLOGNA 11 aprile ore 18.00 piazza Nettuno

CREMONA 11 aprile ore 17.00 piazza Roma

CUNEO 11 aprile ore 17.00 piazzale stazione ferroviaria

DESENZANO DEL GARDA 11 aprile ore 18.00 piazza Malvezzi

ERCOLANO 11 aprile ore 18.00 piazza pugliano

FANO 11 aprile ore 17.30 via Serravalle 16

FIRENZE 11 aprile ore 18.00 ponte al pino (di fronte al cantiere tav)

FORLÌ 11 aprile ore 17.00 stazione ferroviaria

GENOVA 11 aprile ore 17.30 davanti prefettura

L’AQUILA 11 aprile ore 17 piazza Regina Margherita presidio informativo

LATINA 11 aprile ore 17.30 piazza della Libertà

LA SPEZIA 11 aprile ore 17.00 stazione centrale

LUCCA 11 aprile ore 17.30 piazza S.Michele

MANTOVA 10 aprile ore 21.00 via chiesa nuova 10

MASSA CARRARA 11 aprile ore 15.00 piazza della stazione

MILANO 11 aprile ore 18.00 piazzale cadorna

MODENA 11aprile ore 18.00 stazione FS

NAPOLI BOSCOREALE 11 aprile ore 20.30 rotonda di via panoramica

NOVARA 11 aprile ore 17.00 piazza Garibaldi (davanti stazione FS)

NOVI LIGURE 11 aprile ore 17.00 piazza collegiata

NUORO 11 aprile ore 18.30 piazza Sardegna (quadrivio)

PADOVA 11 aprile ore 18.00 piazza delle Erbe 12 aprile ore 17.00 in bici da via Marzolo

PALERMO 11 aprile ore 16.30 corteo partenza ore 16.30 teatro Massimo

PARMA 11 aprile ore 17.30 via repubblica (in fronte a questura)

PESARO 11 aprile ore 18.00 davanti ipercoop

PINEROLO 11 aprile ore 18.00 piazza Facta

PISTOIA 11 aprile ore 10.00 piazza Duomo (davanti prefettura) ore 16.00 piazza Gavinana (a seguire lezione prof. Cancelli no tav velle di Susa)

PORDENONE 11 aprile ore 17.30 viale Mazzini davanti stazione ferroviaria

REGGIO EMILIA 11 aprile ore 17.30 rotonda antistante cantiere tav della stazione Mediopadana

ROMA 11 aprile ore 17.00 piazzale Tiburtino (altri appuntamenti su romanotav.info)

ROVATO (Bs) 11 aprile ore 18.30 Stazione, via Lombardia

ROVIGO 11 aprile ore 15.00 piazza matteotti

SAVONA 13 aprile ore 17.30 piazza Sisto IV

SALERNO 11 aprile ore 18.00 stazione ferroviaria

SIRACUSA 11 aprile ore 18.00 largo XXV aprile

TORINO 11 aprile ore 18.00 piazza Castello (per tutta la giornata infopoint alla tenda del presidio ascoltateli)

TORTONA 11 aprile ore 17.30 via Emilia angolo via Carducci (sotto i portici)

TRENTO 11 aprile ore 18.00 piazza Duomo

TRIESTE 11 aprile ore 17.30 via delle Torri (dietro p.s. Antonio)

UDINE 11 aprile ore 17.30 piazzale della stazione (viale europa unita)

VENEZIA 11 aprile ore 16.00 campo San Giacomo

VERCELLI 11 aprile dalle ore 10.00 alle 19.00 piazza Cavour

VILLA SAN GIOVANNI 11 aprile ore 17.30 piazza della stazione

FRANCIACORTA: IN ARRIVO IL REGOLAMENTO BLUFF SUI FITOFARMACI

da radioondadurtofranciacorta

Aprile sarà il mese in cui arriverà, nei consigli comunali dei paesi franciacortini, il nuovo regolamento sull’uso dei fitofarmaci e dei prodotti chimici sui vigneti.

Si tratta di un testo assemblato dal Consorzio Vini, visionato dalle amministrazioni e dalle commissioni ambiente comunali, che diverrà regolamento nei 19 paesi che appartertengono all’area DOCG.

La redazione  di ROdU ha ottenuto una copia del testo, che potete scaricare in fondo al post, l’ha letto e ve ne propone una critica.

Il documento parte con tre pagine introduttive nelle quali emergono, fin da subito, alcune contraddizioni: da un lato si fanno dichiarazioni altisonanti sul valore paesistico ed ambientale dei vigneti, dall’altra si cerca di spiegare i motivi per i quali si vuole regolamentare l’uso dei pesticidi che, ci dice il consorzio, non costituiscono pericolo per persone e animali visto che rispettano le normative vigenti. Questa contraddizione diviene imbarazzante a pagina 3 dove si incolonnano diverse affermazioni nelle quali i fitofarmaci e i loro residui (tutto quello che non si ferma sul “bersaglio” ma si sparge altrove) sono dichiarati “senza alcun effetto nocivo”, “efficaci”, “senza effetti inaccettabili per l’ambiente” tanto da far sorgere la domanda: allora perché regolarne l’uso?

La risposta è da ricercare nelle sempre maggiori preoccupazioni espresse dalla popolazione residente, la quale si rende conto in prima persona degli effetti nocivi sull’ecosistema dell’uso intensivo degli agrofarmaci. Una preoccupazione che non riguarda solo i cittadini più sensibili o le associazioni ambientaliste e i comitati, ma investe di responsabilità anche gli organi eletti, tanto che alcune amministrazioni (ad es Cortefranca) hanno trattato il problema anche nei loro programmi elettorali. Per questo il consorzio (e in seconda battutta le amministrazioni) tenta di mettere le mani avanti e si appresta a rendere operativo un regolamento che però, a nostro parere, di “sosanza” ne ha ben poca.

D’altro canto non poteva che essere così: ridurre un tema tanto complesso come le ricadute dell’industria dello spumante sull’ambiente al problema, pur importante, dei trattamenti è certamente un forzatura che lascia troppe questioni inevase.

Partiremo quindi dall’esplicitare quello che non c’è nel documento in modo da ribadire la nostra posizione sull’argomento e contemporaneamente, analizzare il poco che viene scritto nelle 15 pagine di regolamento.

L’argomento evitato come la peste è quello, a nostro parere, centrale: la monocultura. Non serve essere agronomi per sapere che concentrare la produzione agricola di un territorio su un’unica cultura la espone inesorabilmente all’attacco di agenti patogeni, insetti o malattie che siano. Si poteva scrivere nel regolamento che, al fine di ridurre l’esposizione delle piante, si suggerisce l’incremento della biodiversità nei campi? Si poteva suggerire o incentivare, anche in Franciacorta, la diversificazione produttiva? Nessuna frase del documento accenna minimamente a questa questione.

Altro argomento schivato, se non per alcuni accenni dovuti alla nuove norme europee in merito, è quello della conversione totale alla lotta integrata e all’uso diffuso delle tecniche biologiche. Nel regolamento si dice che il 75% del territorio vitato utilizza già la lotta integrata. Ma la velocità e la noncuranza con cui viene trattato quest’importante modernizzazione ci fa credere che la questione venga di molto sottovalutata dal Consorzio. Possibile che il territorio, nel suo complesso, non riesca a porsi degli obiettivi riguardo a questa importante innovazione agronomica lasciando la questione nelle mani di, poche e meritevoli ma pur sempre limitate, decisioni aziendali?

Non si dice, nel regolamento che abbiamo letto, che l’inerbimento può essere mantenuto anche sotto cultura senza inficiare la produzione o la qualità dell’uva e si chiede solo di diminuire i diserbi portandoli ad un massimo di tre per stagione. Questa pratica dell’uccidere con la chimica le erbe che crescono sotto la pianta è, ovviamente, molto dannosa per l’ecosistema (fino a essere causa della morte di piccoli animali) e potrebbe essere totalmente abolita attraverso l’uso di metodi meccanici di aratura. Inoltre in Franciacorta persistono ancora vigneti completamente brulli e senza erba, pur sapendo ormai tutti che, un vigneto collinare senz’erba non è solo “brutto da vedere” ma, se abbinato all’eliminazione dei terrazzamenti e delle conche, pericoloso per la tenuta idrogeologica dei versanti collinari (vedi inondazioni e crolli ad nel settembre scorso causati, a monte, proprio da vitigni non completamente inerbiti, in declivio e con filari perpendicolari alle colme).

Altra occasione mancata è quella di non vietare nessun prodotto che non sia già vietato dalla legge. Anche per i prodotti tossici e molto tossici non si trovano limitazioni sostanziali nel regolamento. Tossici e molto tossici… le parole vorranno pur dire qualcosa?

Non si pongono limitazioni nemmeno rispetto ai macchinari utilizzabili per spargere i trattamenti. A parte gli aerei (??!!??) si specifica che van tutti bene purché facciano manutenzione ogni 3 (o 5) anni.  Si citano poi dei macchinari (a piastre) che non lascerebbero residui e grazie ai quali, non ci si dovrebbe attenere al regolamento. Qui la domanda è: ma se il regolamento sostanzialmente, non impone nulla, perché le cantine dovrebbero attrezzarsi con questi nuovi macchinari?

Altra colpevole mancanza è lasciare in vigore, senza nemmeno citarlo nel documento, il metodo di intervento in capo secondo calendario. Un territorio con così ampio margine di profitto fra litro di vino prodotto e quantità di territorio coltivato dovrebbe trovare le risorse per generalizzare una più corretta gestione dei trattamenti attraverso una preventiva verifica in campo da parte di personale esperto che valuti le reali esigenze della pianta. A lungo andare questo metodo diverrebbe anche conveniente economicamente.

Cosa rimane quindi del regolamento sui fitofarmaci in via di approvazione?

Sostanzialmente tutto si riduce ad un vademecum delle buone pratiche per operai agricoli addetti all’irrorazione: vengono elencate banali attenzioni allo stoccaggio in azienda dei prodotti, viene chiesto il recupero delle acque usate per i lavaggi delle macchine (fa sorridere pensare che quelle acque contaminate non finiscano nei tombini ma vengano “riutilizzate” per i successivi trattamenti ma, ovvio, speriamo che succeda),  vengono dettagliate le distanze dalle aree di confine o sensibili (scuole, asili, abitazioni, pozzi o ruscelli) dove comunque si potrà trattare ma con l’attenzione al vento, alla direzione dello spruzzo, alle manovre del trattore con atomizzatore acceso.

Ogni agricoltore cosciente e responsabile, anche quando spruzza solo lo zolfo o il rame, presta già queste attenzioni anche se finora non c’era un regolamento a imporglielo.

Allora perché questo regolamento?

La nostra risposta è che si tratta di fumo negli occhi, condito dall’ennesima, abile, strategia pubblicitaria messa in campo dal Consorzio Vini.

Per carità, nulla di illegittimo, ma forse qualcosa di scorretto si.

Scorretto fin da quando, pur sapendo dell’interesse verso il tema, si è scelto di non aprire la discussione con le popolazioni residenti. Scorretto quando si è deciso di non accettare nessuna delle istanze presentate da diversi cittadini e associazioni all’interno delle commissioni. Scorretto in quanto ha approfittato dell’accondiscendenza degli amministratori per giocare una partita truccata fin dal principio.

Crediamo che sia innegabile che la viticultura, oggi in Franciacorta, abbia un ruolo economico centrale. Sappiamo che molte persone ci lavorano e ne ricavano un reddito. Vediamo tutti i giorni l’incidenza sul paesaggio, non sempre positiva, che quest’industria produce.

Crediamo anche però che per la Franciacorta sia arrivato il momento di discutere collettivamente in che direzione andare. Ed essere seri significa anche porre sul piatto il rischio di crisi che potrebbe colpire il settore dello spumante. Già oggi si accumulano migliaia di bottiglie invendute e siamo, per capacità produttiva, ben oltre il doppio delle possibilità di vendita.

Crediamo che il rilancio necessario passi da una nuova progettazione ampia e condivisa sul territorio da cui scaturisce (anche ma non solo) il prodotto.

Detto più semplicemente, crediamo che sia esaurito il tempo degli imbrogli nei quali era possibile vendere una cartolina patinata ma irrealistica dei luoghi collegati ad un Brand. E’ l’ora di tornare concretamente e solidamente agli investimenti sulla qualità del vivere, del paesaggio, dell’ambiente.

L’idea di Parco Agrario della Franciacorta va in questa direzione e, insieme alla lotta contro lo scandalo del “caporalato” durante la vendemmia, deve divenire centrale nelle future battaglie della popolazioni e delle associazioni per garantire il futuro degli 80.000 franciacortini.

regolamento pag pari

regolamento pag dispari

Appello per una manifestazione a Pioltello

Appello per una manifestazione a Pioltello

Sabato 24 marzo ore 15

Tutti davanti ai cancelli di Esselunga

In tanti hanno solidarizzato in questi cinque mesi con la coraggiosa lotta degli operai delle cooperative dell’Esselunga che hanno deciso di affrontare apertamente la condizione di sfruttamento e caporalato interna a quei magazzini, mettendo in discussione il loro posto di lavoro. Una lotta in cui tanti altri lavoratori delle cooperative si sono riconosciuti, in quanto il sistema Esselunga rappresenta l’insopportabile regime a cui centinaia di migliaia di persone (per lo più immigrati) sono sottoposte quotidianamente.

Dal 7 ottobre, quando tutto iniziò, tanta acqua è passata sotto i ponti; tante iniziative, assemblee, scioperi, blocchi, manifestazioni, hanno scaldato gli animi di molti compagni/e, fino ad arrivare alla prima sentenza che ha decretato il reintegro dei licenziati, alla quale Esselunga si è opposta manu militari impedendo fisicamente il loro rientro e inventandosi una Cassa integrazione che non ha ragione di esistere in un’azienda dove si fanno gli straordinari.

Lo sgombero del presidio, voluto e deciso da tutta la santa alleanza che si riconosce nel governo Monti, illustre rappresentante del capitale e della finanza europea (dai padroni di Esselunga ai caporali delle cooperative, passando per le istituzioni democratiche e i sindacati confederali) non è altro che la risposta di chi non ha altre armi che il ricatto e la repressione per difendere i propri privilegi di fronte alle evidenti ragioni degli operai e, più in generale, di tutti i lavoratori oggi sottoposti ad un duro attacco.

Lungi dal rappresentare una nostra sconfitta definitiva, lo sgombero del 20 marzo rappresenta invece un ulteriore stimolo a rilanciare la battaglia, tanto davanti ai cancelli quanto sul territorio pioltellese, mentre si vanno accumulando nuove battaglie, e nuove energie, sull’intero fronte della logistica e della grande distribuzione (dalla Bartolini di Parma alla DHL di Carpiano, passando per la GLS di Piacenza).

Lotte che segnano una congiuntura sociale e politica, in cui i padroni e i loro governi tentano di imporre una politica di lacrime e sangue, affinchè i loro debiti, i debiti accumulati da un sistema economicamente al collasso, vengano pagati dai proletari; lotte che tracciano un percorso possibile per l’insieme della classe lavoratrice

La stessa difesa dell’art.18, massacrato dal governo Monti e prima ancora dalla prassi padronale già in atto (Esselunga è esempio anche da questo punto di vista), passa oggi per la capacità di mettere in piedi e sostenere lotte di reistenza concrete, capaci allo stesso tempo di difendere le condizioni di vita dei lavoratori e di rilanciare su una prospettiva diversa da quella a cui ci vogliono obbligare, con la forza, le classi dominanti

Su queste basi facciamo appello a tutti i sostenitori della lotta contro Esselunga, e più in generale a tutti coloro che sono impegnati a costruire e sostenere le lotte di resistenza sui territori, ad una partecipazione di massa alla manifestazione di sabato, sia per respingere la manovra vigliacca del sindaco (un uomo del PD al servizio di Esselunga) che ha firmato l’ordinanza di sgombero, sia per dare forza ad un percorso di lotta sindacale e politico, che punta apertamente alla trasformazione dei rapporti di forza più complessivi a vantaggio degli operai e delle classi subalterne.

SI.Cobas – Presidio permanente Esselunga

CORTEO SABATO 24 MARZO

concentramento alle ore 15,00 davanti ai cancelli Esselunga di Pioltello

Per rispondere al gravissimo sgombero e alla militarizzazione del Presidio Permanente di Pioltello che rappresenta un segnale chiaro di potere delle classi dominanti.

Per una risposta politica e di massa alle provocazioni e all’arroganza dei poteri economici, politici, concertativi e mafiosi delle cooperative.

Per sostenere un percorso di lotte che si allarga coinvolgendo un numero sempre maggiore di lavoratori immigrati, a partire dal coraggioso segnale di resistenza e di lotta che stanno dando i lavoratori delle cooperative in appalto all’Esselunga di Pioltello.

Per dare un segnale di forza a tutti i lavoratori che guardano al presidio permanente di Pioltello come esempio di lotta da seguire e fare proprio all’insegna dell’unità della classe e dell’autorganizzazione.

Per sostenere, rinforzare e unificare le lotte di tutti i lavoratori per il diritto ad un lavoro o ad un salario, contro il sistema schiavistico delle cooperative basato sul caporalato, sul lavoro a chiamata, sulla precarietà e sullo sfruttamento di classe.

Per meglio resistere agli attacchi padronali e alle misure antipopolari del governo Monti emanazione diretta del capitale.

Per la generalizzione del conflitto e per rilanciare l”immaginario di un’altra società possibile e necessaria e farlo vivere nella quotidianità dei percorsi di lotta reali.

Denunciando il clima di militarizzazione e di provocazione delle forze dell’ordine in cui si è svolta, l’assemblea del presidio permanente runita dopo lo sgombero martedi 20 marzo promuove una manifestazione con

CORTEO SABATO 24 MARZO con concentramento alle ore 15,00 davanti ai cancelli Esselunga di Pioltello invitando tutte le strutture politiche sociali e sindacali, tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutti i compagni e le compagne che hanno attraversato o hanno seguito questa lotta ad esprimere la propria solidarietà e condivisione partecipando al corteo in massa

Centro Sociale Vittoria

milano 22.03.2012

newsletter…

antifa BG newsletter del c.s.28 maggio antifa BG

http://www.youtube.com/watch?v=ceud1y0Oy7k

Continuiamo a tenere alta l'attenzione sul movimento no tav senza 
perdere di vista quello che combinano ai piani alti della vergogna.
Ancora stragi neo-nazziste!
Dopo la Norvegia,Firenze è successo in Francia!
Ancora omicidi politico-razziali. E ancora dai media si urla al matto, 
senza ammettere il marcio
che sta contagiando la nostra società.
In Italia invece i fascisti del terzo millennio si contraddistinguo in 
questo periodo per le mazzette che si intascano i loro sostenitori in 
regione.

Vi proponiamo la cronologia della resistenza diffusa NO TAV dal 26.01 a 
qualche giorno fa...
La storia è ancora tutta da scrivere.
Cerchiamo di essere partecipi della realtà no tav perchè sono le nostre 
montagne, i nostri terreni,la nostra aria, il NOSTRO PRESENTE E FUTURO!
No Tav - Cronologia della resistenza diffusa [dal 26/1 al 14/3 2012]

Giovedì 26 gennaio
Innumerevoli attestati di solidarietà nei confronti degli arrestati in
tutta Italia. Presidi, cortei spontanei, momenti di saluto pirotecnico
sotto le mura delle carceri si svolgono a Torino, Milano, Padova,
Bologna, Trento, Asti, Cagliari. A Roma alcuni studenti salgono sui
tetti di Trenitalia in segno di protesta.

Venerdì 27 gennaio
Torino: tre sacchi di escrementi lanciati contro la redazione del
quotidiano “CronacaQui”, che ha pubblicato foto utilizzate dagli
inquirenti per l’identificazioni di alcuni degli arrestati.
Milano: in alcuni quartieri compaiono numerose scritte No Tav e di 
solidarietà.

Sabato 28 gennaio
Torino: l’iniziativa già da tempo prevista per portare le macerie
della Valle presso la sede della Regione, si trasforma in una
manifestazione contro gli arresti cui partecipano, sotto la neve,
migliaia di persone. Imbrattata di vernice la sede de “La Stampa”,
numerose scritte lasciate lungo il percorso.
Cagliari: blocco di mezz’ora dei binari della stazione e corteo
spontaneo nella città.

Domenica 29 gennaio
Rouen (Francia): scritte No Tav sui muri del Centro culturale italiano.

Lunedì 30 gennaio
Milano: nel quartiere Bovisa imbrattata una sede del PD, deciso
sostenitore del Tav in Val di Susa. Lasciate scritte No Tav.

Martedì 31 gennaio
Lugano (Svizzera): cori, striscioni e volantini interrompono una
conferenza del procuratore Caselli, invitato a parlare del tema
“Politica e giustizia. Quale rapporto?”. La scorta dei magistrati e la
polizia cantonale allontanano i contestatori a calci, pugni e spray
urticante.
Crema: una scritta No Tav sul muro, e fiamme alle porte d’ingresso
presso una sede PD.

Mercoledì 1 febbraio
Torino: occupata per mezz’ora la sala vip della stazione di Porta Nuova.

Giovedì 2 febbraio
Milano: scritte e striscioni compaiono nel quartiere Lambrate.

Venerdì 3 febbraio
Milano: presidio musicale sotto il carcere di S. Vittore.

Sabato 4 febbraio
Milano: in piazza Duomo composte diverse scritte di solidarietà con
cartelli alfabetici.

Domenica 5 febbraio
Latina: vergate scritte di solidarietà nei muri della città e di altre
località dell’Agro Pontino.

Martedì 7 febbraio
Milano: in piazza Velasca volantinaggio solidale presso la sede della
C.M.C, ditta vincitrice dell’appalto per il Tav in Val di Susa, ma
anche per Expo 2015 e altre devastazioni infrastrutturali.

Giovedì 9 febbraio
Torino: per timore di contestazioni, viene annullata la presentazione
pubblica di un libro in cui era prevista la presenza del Procuratore
Capo Caselli. Un corteo spontaneo di un centinaio di persone
attraversa le vie della città.
Genova: manifestazione e presidio.

Sabato 11 febbraio
Genova: corteo e presidio sotto il carcere di Marassi. Alcuni giornali
parlano di un principio di incendio doloso ai danni di un’auto di un
agente della Penitanziaria. Poche ore prima numerose scritte di
solidarietà e contro Caselli appaiono in centro e nei quartieri di San
Fruttuoso e Sampierdarena.
Torino: attacco telematico di Anonymous contro il sito web del carcere
delle Vallette, reso inagibile per svariate ore.
Milano: murales nel quartiere San Siro recita “Da San Siro alla Val di
Susa i territori sono di chi li vive”.
Trento: presidio solidale sotto il carcere.

Domenica 12 febbraio
Roma: un gruppo di solidali interrompe lo spettacolo di Ascanio
Celestini “Pro Patria”.
Manifestazioni e presidi presso le carceri di Torino, Alba,
Alessandria, Cuneo, Ivrea, Saluzzo, dove sono stati trasferiti alcuni
degli arrestati.

Lunedì 13 febbraio
Milano: alla stazione Milano-Certosa un gruppo di solidali No Tav
blocca per una trentina di minuti un Frecciarossa diretto a Torino. Lo
striscione steso sui binari recita: “Come la neve blocchiamo tutto”.
Nel quartiere Ticinese, nel frattempo, sono spuntati tre murales
giganti di solidarietà con gli arrestati.
Val Polcerva (Genova): un murales di 40 metri con la scritta “No Tav
Liberi Tutti – No Gronda – vie le truppe dalla Val Susa” viene vergato
in una zona interessata dal progetto del Terzo Valico.

Martedì 14 febbraio
Milano: blitz di un gruppo di studenti presso la sede centrale di
Banca Intesa-San Paolo, uno dei principali finanziatori del progetto
Tav, che viene chiusa dal personale. Lasciate scritte e volantini
incollati.
Torino: danneggiata vetrata degli uffici del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria.

Mercoledì 15 febbraio
Roma: presidio No Tav alla stazione Tiburtina.

Giovedì 16 febbraio
Milano: presidio presso la sede della C.M.C.
Bologna: in stazione centrale una ventina di solidali occupa per circa
mezz’ora la sala Club Eurostar.
Parma: presidio davanti alla stazione.
Venezia: occupato e smontato un ufficio del Frecciarossa.

Venerdì 17 febbraio
Ravenna: critical mass e presidio presso la sede della C.M.C.

Sabato 18 febbraio
Milano: corteo di 3000 persone fino a San Vittore.
Genova: insulti, scritte sui muri e bombe carta nei vicoli del centro
storico di Genova per l’arrivo di Giancarlo Caselli.

Domenica 26 febbraio
Val Susa: ad Avigliana un centinaio di No Tav hanno tenuto aperti i
caselli per circa mezz’ora per permettere agli automobilisti di
passare gratis.

Lunedì 27 febbraio
Trento: Juan, arrestato il 26 gennaio e detenuto nel carcere di Spini
di Gardolo a Trento , si è rifiutato di rientrare in cella dopo l’ora
d’aria. È stato riportato in cella di peso.
Parma: 200 persone si sono trovate davanti alla Prefettura e dopo
circa quaranta minuti di presidio hanno bloccato il traffico. Poi è
partito un corteo spontaneo che ha bloccato il traffico in varie vie
della città.
Firenze: un corteo spontaneo di circa 200 persone, partito dalla
Prefettura, è arrivato alla stazione di Santa Maria Novella e, non
riuscendo ad entrare, ha bloccato i binari del tramvia.
Pisa: circa cento persone hanno presidiato dalle 18 il Comune, per poi
sfilare per le vie del centro cittadino fino a raggiungere la
stazione. Lì hanno occupato almeno 2 binari per una quarantina di
minuti.
Milano: corteo non autorizzato a San Babila culminato con il blitz che
ha puntato sulla sede di “Libero”, a Porta Venezia. Esplosi petardi e
fumogeni e imbrattato il portone con insulti.
Roma: alle 17 un presidio a piazzale Tiburtino si è evoluto in un
corteo selvaggio, continuamente rincorso dai celerini, fino alla
stazione Termini dove sono stati occupati per circa venti minuti i
binari dall’1 all’11. Alcuni treni, tra cui un Frecciarossa, sono
stati danneggiati. Una volta che i manifestanti entrati dentro Termini
si sono ricongiunti con quelli tagliati fuori, hanno ricominciato a
bloccare le strade in un corteo selvaggio dalla Tiburtina a Scalo San
Lorenzo fino a Porta Maggiore e all’imbocco della Tangenziale Est,
paralizzando il traffico della zona.

Martedì 28 febbraio
Roma: attaccata una sede del “Messaggero” con vernice e scritta No Tav.
Lecce: una ventina di manifestanti ha occupato un binario bloccando
un treno Frecciargento per Roma, partito con 50 minuti di ritardo. I
manifestanti hanno poi liberato il binario per procedere in corteo.
Ferrara: nella notte tra il 27 e il 28 febbraio ignoti hanno dato
fuoco al portone della sede locale di Unindustria. Tracciata sul muro
la scritta “No Tav”.

Mercoledì 29 febbraio
Genova: in mattinata a Ponte Etiopia i lavoratori portuali hanno
effettuato un blocco di un paio d’ore. Intorno alle 19, una trentina
di persone ha bloccato per circa un’ora la partenza di un
Frecciabianca diretto a Roma. Prima di andare via sono state tracciate
varie scritte, tra cui: “Forza Luca”, “Stato assassino”, “No Tav”. Le
scritte erano ancora visibili il giorno dopo.
Barcellona: presidio davanti al Consolato italiano.
Lima: nella notte lasciato uno striscione che diceva “SOLIDARIDAD CON
LOS PUEBLOS QUE LUCHAN POR LA TIERRA ¡NO TAV!” e sfregiato un affresco
baroccheggiante sulla facciata con una scritta.

1 marzo
VAL SUSA. In serata è stato bloccato il tratto dell’autostrada
Torino-Bardonecchia tra Bussoleno e Susa da qualche centinaio di
manifestanti che hanno invaso la carreggiata verso l’alta Valsusa.
Anche la vicina statale 24 è stata bloccata. Altri No Tav bloccano
l’autostrada A32 all’altezza di Venaus in entrambi i sensi di marcia.
Anche a Perosa Argentina, in Val Chisone, per alcune ore c’è stato il
blocco dell’arteria di riserva usata dalle forze dell’ordine per
giungere in Valle di Susa quando le statali 24 e 25 e l’autostrada A32
sono bloccate.
NAPOLI. I manifestanti, in tre diversi momenti, sono entrati in
stazione, dirigendosi verso il binario 14. Il traffico ferroviario,
già ridotto, viene bloccato a scopo precauzionale. I manifestanti
hanno poi continuato in corteo spontaneo.
BERGAMO. Bloccata la circonvallazione. Poi il blocco si trasforma in
una manifestazione che arriva fino a Porta Nuova, dove si incontra con
il corteo partito da piazza Vittorio Veneto.
ANCONA. Neppure il tempo di cominciare il presidio di fronte alla
stazione ferroviaria che la polizia carica a freddo i manifestanti No
Tav, i quali comunque riescono a bloccare il traffico lungo la statale
ad Ancona e di conseguenza il traffico cittadino in direzione nord.
TRENTO. Corteo in centro con blocco del traffico. Alllestito un
presidio permanente nella piazza centrale della città.
BOLOGNA. Una trentina di manifestanti hanno occupato il punto
informativo della Rete Ferroviaria Italiana. Alcuni sono entrati nella
struttura prefabbricata (che da anni fornisce informazioni ai
residenti sullo stato di avanzamento dei lavori) e sul tetto. Un
corteo è partito da Piazza Maggiore e sono state occupate la
tangenziale e l’autostrada A14 sulla carreggiata Sud per oltre due
ore.
PARMA. Presidio davanti alla stazione ferroviaria con striscioni,
megafono e volantini. Polizia e carabinieri in assetto antisommossa
hanno impedito ai manifestanti di entrare, schierandosi all’ingresso
della stazione. Un corteo spontaneo ha poi bloccato il traffico di
fronte alla stazione.
TORINO. Bloccato lo svincolo di Corso Francia della tangenziale, nel
Comune di Rivoli. L’iniziativa si ripete per il terzo giorno
consecutivo. A Torino circa 300 persone si sono radunate in via Verdi
davanti alla sede della Rai torinese per poi far partire un corteo che
ha attraversato il centro del capoluogo piemontese. Un bel gruppo,
intonando cori contro Tav e polizia, ha raggiunto la stazione di Porta
Nuova e, dopo una corsa lungo le banchine, è riuscito a piazzarsi sui
binari bloccando la partenza di un treno che si era già messo in moto.
Il corteo ha continuato a muoversi in città per più di 5 ore.
ALESSANDRIA. Alle 18 almeno una cinquantina di manifestanti si sono
riuniti in un presidio sulla ex statale 10, all’altezza dell’ingresso
di Alessandria, bloccando il traffico sia in entrata che in uscita
dalla città per circa un’ora. Il corteo si è poi spostato verso il
centro cittadino.
GENOVA. Circa 150 persone hanno bloccato la circolazione in via Roma,
di fronte alla Prefettura, da cui è partito un corteo arrivato alla
stazione di Brignole che è stata chiusa per circa un’ora dopo che un
gruppo di manifestanti è riuscito a occupare un binario.
BRESCIA. Il corteo bresciano, dopo aver occupato per più di un’ora
l’autostrada A4 in entrata e uscita al casello di Rovato, si dirige
verso l’hinterland bloccando le arterie principali del traffico.
EMPOLI. Bloccato il traffico nei pressi della stazione ferroviaria.
Presidi e cortei a Bari, Brindisi, Campobasso, Casematte (L’Aquila),
Cassino, Ferrara, La Spezia, Lucca, Mantova, Messina, Modena, Novara,
Orbassano (TO), Padova, Perugia, Pistoia, Pordenone, Potenza, Reggio
Calabria, Savona, Salerno, Saronno, Sesto Calende (VA), Taranto.
VIAREGGIO. Nel tardo pomeriggio bloccato il cavalcavia di Torre
Matilde. Il presidio è stato sgomberato dopo pochi minuti. Il
traffico, però, data anche l’ora di punta, è andato letteralmente in
tilt.
MILANO. Un corteo di circa 1000 persone ha occupato la stazione
centrale, accerchiato da decine di poliziotti. I manifestanti – dopo
circa un’ora di presidio – sono partiti in un corteo verso la parte
nord della città.
TRIESTE. Bloccato per alcune ore il traffico nel centro della città.
Dopo aver manifestato in piazza Unità d’Italia, i No Tav hanno sfilato
in un breve corteo non autorizzato bloccando di tanto in tanto una
strada o una piazza, creando così grande disagio alla circolazione
stradale.
CREMONA. Bloccati alcuni binari in stazione per circa due ore.
SAVONA. Circa una trentina di persone hanno sfilato nelle vie
principali del centro storico. La protesta, seppur breve, ha comunque
creato problemi al traffico cittadino.
PALERMO. Bloccato l’ingresso dell’autostrada Palermo-Catania per circa
due ore e mezza.
CAGLIARI. Dopo un corteo spontaneo, presidio davanti alla sede Rai
della Sardegna.
ROMA. Occupata per circa un’ora la sede nazionale del PD. Il corteo
improvvisato dai No Tav in via Prenestina ha paralizzato il traffico
nella zona est della Capitale.
FIRENZE. In 200 hanno fermato la viabilità non lontano dalla stazione
ferroviaria di Campo di Marte nei pressi della zona occupata dal
cantiere Tav.
Telefonate di minacce e insulti alla sede di Ltf , la ditta incaricata
dei lavori al cantiere della Torino-Lione. «Assassini, avete le mani
sporche di sangue».
COSENZA. Un gruppo di manifestanti No Tav ha occupato i binari della
stazione ferroviaria di Paola bloccando la circolazione dei treni.
ASTI. Nel pomeriggio, all’imbocco dell’autostrada, un presidio con
volantinaggio rallenta le auto in ingresso.
Con un blitz elettronico il collettivo di hacker-attivisti denominato
Anonymous ha bloccato il sito del “Corriere della Sera” e vari siti
della regione Piemonte e della provincia di Torino.
Con un blitz elettronico il collettivo di hacker-attivisti denominato
Anonymous ha bloccato il sito del “Corriere della Sera” e vari siti
della regione Piemonte e della provincia di Torino.
Lione: durante una manifestazione di solidarietà un gruppo di persone
è salito sui binari ed ha lanciato alcuni sacchi di sabbia sui cavi
aerei che alimentano i treni, bloccandoli per un’ora e mezza.

Venerdì 2 marzo
Milano: una quarantina di studenti hanno occupato, per qualche ora,il
liceo artistico Brera. I ragazzi si sono chiusi all’interno della
scuola e per un po’ hanno impedito l’accesso a tuttI.
Chambery: bruciati i cavi elettrici alla fine della notte fra venerdì
e sabato in tre comuni (La Ravoire, Saint-Pierre-d’Albigny et
Chamousset). Sabotati oltre cento treni locali.

Sabato 3 marzo
All’estero presidi a: Londra (sotto il consolato italiano), Parigi,
Dublino, Ginevra (davanti alla sede Onu), Budapest (presidio musicale
vicino all’ambasciata), San Sebastian (Paesi Baschi), Lione (al
consolato), Kiev (davanti alla stazione ferroviaria).
In Italia presidi a: Avellino, Udine, Trieste, Asti, Catania.
Perugia: interrotto il transito dei treni per mezz’ora.
Roma: circa 50 persone, studenti e precari, hanno occupato la sede
centrale del quotidiano “La Repubblica” in via Cristoforo Colombo.
Corteo di circa 5000 persone. Quando la manifestazione stava arrivando
al termine, come concordato con la Questura, migliaia di persone hanno
invertito la rotta e invaso la tangenziale, occupando uno svincolo che
porta alla A24.
Val Susa: quasi mille persone si sono raccolte per poi suddividersi in
due gruppi. Il primo, in corteo, si è diretto a piedi verso la vicina
Chianocco, dove ha occupato l’autostrada innalzando barricate in un
presidio festoso, colorato e caloroso. I componenti del secondo
gruppo, sulle loro auto, hanno raggiunto il casello di Avigliana, dove
hanno alzato le barriere delle corsie verso Torino per permettere il
passaggio gratuito agli automobilisti. “Oggi pagano Monti e la Sitaf”
è stato lo slogan della giornata.
Parigi: un piccolo gruppo è partito in corteo bloccando il traffico a
Sébastopol e a Rue de Rivoli fino a raggiungere Place du Chatelet,
dove si teneva una manifestazione per il popolo siriano.

Domenica 4 marzo
Palermo: una cinquantina di persone ha fatto irruzione nella sede
regionale del Pd imbrattando le pareti della scala con vernice spray e
tentando di entrare negli uffici, ma senza riuscirci.
Nel pomeriggio sit-in di protesta davanti alla libreria Feltrinelli
dove era atteso il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, per
presentare il suo ultimo libro “Assalto alla giustizia”. Il traffico è
andato in tilt.

Domenica 5 marzo
Parigi: occupazione sede RAI.

GIovedì 9 marzo
Bologna: un gruppo di solidali ha fatto irruzione nel teatro Arena del
Sole, interrompendo lo spettacolo di Ascanio Celestini e srotolando
dal palco uno striscione che recitava “Giù le mani dalla Val Susa –
Forza Luca!” .

Venerdì 10 marzo
Milano: corteo studentesco. Bloccati 2 Frecciarossa.
Torino: corteo studentesco No Tav, che devia il percorso ed entra in
stazione per bloccare un Frecciarossa. Nel pomeriggio un altro gruppo
di solidali blocca un Frecciarossa diretto a Roma.
Roma: un Frecciarossa riceve la visita di alcuni No Tav che lasciano
al loro passaggio alcune fialette puzzolenti.

Sabato 11 marzo
Saint-Martin-d’Hères (Francia): dato alle fiamme un camion di una
ditta che ha lavorato ad un cantiere del TAV. Lasciata la scritta
“collabora col TAV”.
Rovereto: bloccato Frecciargento. Scritte sulla fiancata del treno.

Mercoledì 14 marzo
Roma: un gruppo di solidali ha fatto irruzione all’interno della sede
romana della CMC e ne ha occupato i locali, mentre alcuni manifestanti
esponevano davanti all’ingresso uno striscione che recitava “Fermiamo
il non-cantiere. Siamo tutti Valsusini”.

Al c.s. 28 maggio proseguono le attività:
mercoledì 21: palestra popolare
giovedì 22: seconda lezione del corso delle erbe spontanee e 
commestibili a cura del maestroLivio
venerdì 23: presentazione del libro di Barbara x, con spunti e 
riflessioni sul suo percorso personale.
"Gli AGHENSTBUCS sono la materializzazione di un'utopia. Significano 
scrivere senza essere soggetti ad alcuna legge. Gli AGHENSTBUCS sono i 
libri fuori dal mercato, i miei libri, sono letteratura veramente libera 
e antagonista, autoprodotta e autogestita, che rifugge per ovvie ragioni 
l’ignominia autoritaria dell’industria culturale. Le pagine degli 
AGHENSTBUCS sono in carta ecologica riciclata al 100% e sbiancata senza 
cloro." (Barbara X)
sabato 24: serata libera...porta un cd, un film, un libro e proponilo ai 
compagni...
domenica 25: non il consueto e abbondantissimo aperitivo in 28 ma 
un'occasione speciale per conoscere il nuovo progetto della CICLOFFICINA 
LA MONELLA...porta del materiale utile a far rinascere le 
biciclette...con un'offerta potrai sgranocchiare e bere qualcosa in 
compagnia...

**** prenota il tuo posto per il pullman diretto a milano per il 31 
marzo : manifestazione no debito “OCCUPIAMO PIAZZA AFFARI”. Chiamate il 
numero 3397464754 ****

c.s. 28 maggio

SGOMBERO PRESIDIO ESSELUNGA…

IL SINDACO DI ESSELUNGA SGOMBERA IL PRESIDIO PERMANENTE DI PIOLTELLO
GLI OPERAI IN LOTTA RILANCIANO LA BATTAGLIA
ASSEMBLEA STRAORDINARIA ALLE 21 DAVANTI AI CANCELLI
Con la solita vigliaccheria che contraddistingue i deboli, alle ore 9 di questa mattina ingenti reparti delle forze dell’ordine (in tutto un’ottantina) hanno prima circondato e poi demolito le strutture del presidio permanente, soverchiando i 5 operai in turno al presidio. La decisione è maturata ieri sera grazie a un’ordinanza firmata dal sindaco del PD, Concas, già protagonista nel recente passato di eroiche imprese contro i bambini rom della zona, nonchè di pressioni sulla prefettura affinchè venisse rimosso il presidio di Pioltello.
Le motivazioni addotte per l’ordinanza si commentano da sole: a) Intralcio al traffico (notoriamente i camion transitano sulle aiuole) b) Lamente le dei vicini per schiamazzi notturni (la casa più vicina dista 300m; e a Piotlello tutto si fa tranne che festeggiare) c) Violazione del decoro pubblico (certo “il mago di Esselunga” rappresenta una vista migliore) d) Blcocchi davanti ai cancelli (già: le merci contano più delle persone, si sa!)
Se la mattinata ha messo in mostra una certa potenza militare al servizio dei magnati della grande distribuzione, l’impalcatura politica che vi è alle spalle mostra tutta la sua debolezza. Incapaci di far funzionare il teatrino delle parti (il padrone, la politica, i sindacati) che ha sempre avuto l’obiettivo di tenere in piedi l’unica vera legge esistente, quella che garantisce il diritto al massimo profitto, sono ora costretti a rimuovere con la forza le cause degli accadimenti che impediscono sonni tranquilli a Caprotti e soci, e cioè la determinazione e l’indipendenza sindacale e politica degli operai in lotta
Per chi avesse nutrito qualche illusione sulle “istituzioni democratiche” ciò che è avvenuto stamattina può anche essere una doccia fredda, a maggior ragione dopo che la magistratura ha deciso il reintegro dei primi due operai in causa, mettendo cioè in luce la natura discriminatoria e politica dei licenziamenti degli operai in Esselunga; ma per tutti gli altri é solo la conferma della natura di classe delle istituzioni, a maggior ragione oggi che al governo c’è un esponente della finanza internazionale, sostenuto da tutte le compagini politiche italiane, di destra e di “sinistra”
Lo sgombero del presidio non è quindi altro che lo specchio della loro paura: quella di non riuscire a gestire la politica di lacrime e sangue che il capitale sta imponendo all’insieme dei proletari; la paura che il seme della rivolta dal basso possa contagiare settori di massa sempre più ampi e trovare canali di espressione politica indipendenti e con una chiara prospettiva di cambiamento radicale
Noi continueremo a lottare per giustificare questa loro paura e facciamo appello alla massima partecipazione all’assemblea di stasera, per poter decidere insieme forme di mobilitazione adeguate agli accadimenti di questa mattina. E non solo.
20 marzo 2012
S.I.Cobas – Presidio permanente Pioltello

NO MEGACENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO…basta speculazioni

No all’ampliamento del Megacentrocommerciale
Basta ricatti: bonifica immediata dei luoghi
E’ stato convocato per MARTEDI’ 20 MARZO alle ore 20 presso il Centro Anziani di CIVIDINO il
consiglio comunale di Castelli Calepio con all’ordine del giorno l’approvazione della variante per
l’ampliamento del MEGACENTROCOMMERCIALE presso le ex fonderie di Quintano.
Il comitato, fin dal 2004, si batte contro questa scelta assurda per le pesanti ricadute sulle frazioni
di Quintano, Cividino e sui quartieri confinanti di Palazzolo, che rischiano di diventare delle
periferie-dormitorio ai margini del centro commerciale, per l’inquinamento, per il traffico, per
l’impatto sulla vita delle comunità, sulle relazioni sociali, sulle forme del lavoro.
Contro la variante, che prevede ulteriori aumenti di superficie ed un maggior impatto ambientale,
il comitato ha presentato una serie di osservazioni (doc. 1, 2, 3, 4) che saranno discusse durante
il consiglio comunale.
Abbiamo chiesto all’amministrazione (senza risposte) di spiegare, chiaramente e senza reticenze, il
ruolo in questa vicenda di POLICENTRO S.p.a. società potentissima per agganci economici e politici
(Compagnia delle Opere e CL) che sul proprio sito internet si dichiara inequivocabilmente attore di
questo intervento (come di altri simili a Partinico, Afragola ed altri ancora).
Chiediamo la bonifica immediata dei luoghi: nei mesi scorsi abbiamo presentato un esposto
alla procura per accertare come sia possibile e di chi sia la responsabilità se a distanza di 20 anni
dalla chiusura delle Fonderie del Quintano di sulla mancata bonifica a distanza.
Chiediamo a tutti i consiglieri comunali di respingere, responsabilmente, col voto contrario una
scelta che condizionerà pesantemente, per decenni, la vita delle nostra comunità.
Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni e forze politiche presenti sul territorio, tutti coloro
che, nelle diverse iniziative tenute in questi anni sull’argomento, hanno manifestato in diverse
forme la propria preoccupazione ad esprimere, con la massima partecipazione alla seduta
consiliare, la protesta contro questa assurda decisione.
Il Comitato contro il Megacentrocommerciale invita tutti, prima del consiglio, a
partecipare ad un PRESIDIO DEMOCRATICO
Martedì 20 Marzo, alle ore 19,30
all’esterno del Centro Anziani di Cividino (vicino alla chiesa, dietro le scuole)
Castelli Calepio, 16 Marzo 2012
il Comitato contro il Megacentrocommerciale sulle ex
Fonderie del Quintano
Iscriviti, manda commenti al gruppo facebook:
“No al megacentrocommerciale di Quintano”
Info: Claudio – 333.8737525

newsletter 10 – 2012 del c.s. 28 maggio

Visualizza IMG_0035.jpg in una presentazione
antifa BG  newsletter 10 – 2012 del c.s. 28 maggio antifa BG
“La vogliono sfregiare, in nome del progresso,
avvelenare i boschi, seccare le sorgenti 
e fare come sempre senza chiedere il permesso 
e regalare il cancro a tutte le sue genti…
 
Danno garanzie per un miglior futuro, 
dicon che si tratta di una necessità 
ed io gli rispondo crudo a muso duro,
dove si dimostra la vera civiltà !
 
.. civiltà per voi è viver più veloci, 
violar la nostra valle, ignorar le nostre voci!!!
e dico a voi potenti, venite a trovarci, 
venite a controllare i vostri ricchi appalti, 
venite numerosi e noi saremo pronti a farvi passare le Alpi a suon di calci…
 
..risponderemo con un solo grido non cederemo mai!”
Repressione, tutela dell’ambiente e della nostra salute, interessi economici, questi i temi affrontati nell’assemblea pubblica che si è tenuta ieri al magazzino 47 di Brescia. Per coordinarci ed esprimere ognuno a suo modo e con le proprie diversità, il profondo dissenso verso questo scempio alla Natura e alla Val di Susa.
Parola d’ordine, insomma, restare uniti sul NO alla TAV.
Noi continueremo a metterci le nostre forze e a partorire idee per sostenere la lotta di tutti i valsusini.
Ad avere paura sono loro che rispondono con ruspe e denunce perchè hanno compreso la forza inarrestabile del movimento NO TAV e avvertito il cambio di rotta nel senso della rinuncia al concetto di delega che finora ci ha appartenuto forse per comodità o più per abitudine.
Ora tocca a noi, senza compromessi al ribasso e regalucci dagli infami.
NO TAV NO TAV NO TAV!
E fortunatamente la settimana è cominciata con la buona notizia del risveglio di Luca che ora è tornato a respirare autonomamente l’aria buona della sua “VALLE CHE RESISTE” .
Dal movimento NO TAV giunge la lettera di risposta al poliziotto che in precedenza scrisse ai manifestanti:
Chi scrive è un ex operaio della ThyssenKrupp di Torino, dove nel 2007 sono morti 7 ragazzi, ARSI VIVI in nome del profitto. Apprezzo il tuo tentativo di aprire una sorta di dialogo con il Mov. NO TAV ma credo che la verità di cui parli è molto diversa dalla quella che va delineandosi nella pratica. Capisco che non fa piacere lasciare casa e famiglia per andare a presidiare un posto che nemmeno conosci e per giunta per “4 soldi”, come affermi (e non stento a crederlo): per queste motivazioni, visto che vi definite difensori dell’ordine e della Costituzione, dovreste prendere posizione CONTRO la Tav, perché è espressione degli interessi di uno Stato retto dagli emissari delle banche (Monti in Italia, Papademos in Grecia, ecc. che questa crisi l’hanno creata!) che lede TUTTI, ANCHE VOI (e le Vostre famiglie).Definirvi operai mi pare fuori luogo, visto che spesso e volentieri (gli operai) li caricate brutalmente senza troppi riguardi: mi riferisco per es. agli allevatori del Mov. Pastori Sardi, caricati a freddo appena scesi dalla nave a Civitavecchia lo scorso anno per manifestare contro Equitalia, che li sta strangolando!…E dimmi che sono dei facinorosi persone che producono latte e si alzano tutte le mattine alle 4 per accudire il bestiame! O quelli dell’Alcoa di Portovesme caricati brutalmente davanti all’ambasciata americana a Roma per difendere il proprio posto di lavoro! La storiella che “prendete solo ordini” scusami ma è troppo semplicistica: dietro queste affermazioni si nascondono vecchie e nuove nefandezze (fascismo e nazismo ieri, Casapound e Forza Nuova oggi: gli odierni fascisti che spalleggiate ovunque, anche in vili aggressioni in stile squadrista.                                         
Le aggressioni per mano fascista non si fermano, soprattutto perchè “legittimate” dalle istituzioni di destra e di sinistra.
Così, accade che un ragazzo milanese esprimendo il suo sdegno per un volantino di forza nuova contro l’immigrazione, venga massacrato di botte da nove militanti destroidi..
Di contro, a Bologna, grazie alla denuncia di alcuni immigrati, vengono arrestati 4 poliziotti,
accusati di pestaggio e rapine ai danni di extracomunitari.
Noi nel nostro covo di antifascisti antitavvvisti ed antirazzisti proponiamo un weekend ricco di appuntamenti musicali:
venerdì 9: 
serata JAZZ…con i Quartez Jazz Foundation dalle 22.00
sabato 10 ore 22:
Concerto “RENÒ quattro acustica”
Quartetto acustico con l’obiettivo di stupire, incalzare e divertire!
domenica 11:
MERCATINO BIO con produttori a partire dalle 15,00
e a seguire, dalle ore 20,00
Brassatodrum : un ensamble di fiati e percussioni che ripropone in questa chiave brani famosi di ieri e di oggi.
*** Cominciate ad informarvi e tenervi liberi per la gita resistente del 20 maggio 2012, che anche quest’anno torna con una veste ancora più speciale…e dinamica…
c.s. 28 maggio

comunicato c.s. 28maggio // NoTav

Ieri sera centinaia di persone si sono radunate davanti al casello di Rovato causandone il blocco

in solidarietà al movimento NoTav, a Luca e a tutti quei movimenti che lottano per la difesa del territorio.

In seguito il blocco del traffico si è spostato davanti al centro commerciale “le Porte Franche”,

simbolo della speculazione territoriale che, anche in Franciacorta, rappresenta il maggior business

sia per i grandi costruttori privati che per i comuni, le cui risorse economiche sono ormai ridotte all’osso.

Tre ore complessive di blocco per ribadire che la Valsusa non si tocca, che le grandi opere come Tav e Brebemi

non servono al territorio, per un futuro diverso…A SARA’ DÜRA!

 

c.s. 28maggio // Rovato

SOLIDARIETA’ CON LUCA, GLI ARRESTATI E IL MOVIMENTO NO TAV!

In un paese dove ormai sono i banchieri a governare e la legge è quella del denaro si stanno perdendo perdendo completamente valori di uguaglianza e libertà che duramente sono stati conquistati. In questo scenario malato sguazzano sempre più indisturbati partiti e associazioni xenofobe e nazionaliste, sostenute da un governo che si è più volte contraddistinto per sentimenti razzisti e discriminatori. Finalmente però il conto può essere presentato… Italia condannata per  i respingimenti verso la Libia! Giudicata responsabile moralmente per le condizioni disumane alle quali i profughi rimandati in Libia andavano incontro: la maggior parte di essi è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici ove ha subito violenze e abusi di ogni genere.
C’è ancora chi si oppone allo stato di repressione in cui viviamo e di questo ne è espressione ciò che è riscito a creare il movimento No Tav in Val di Susa.
Centomila persone sabato in quella Valle, che ricordiamo, è anche la nostra, hanno  dimostrato che siamo uniti per solidarizzare con gli arrestati e ribadire ulteriormente che il movimento non si arresta! Tuttavia a fine giornata carabinieri e polizia aspettavano i manifestanti alla stazione di Torino, in un vero e proprio agguato con cariche a freddo. Tutto architettato da giorni, qualunque pretesto sarebbe calzato per colpire i compagni al rientro dalla manifestazione. 
E purtroppo quello era solo un assaggio…Stamattina alle ore 9, le ruspe hanno anticipato i tempi previsti per gli espropri e cominciato a falciare alberi e terreno. Alcuni compagni per opporsi alla strage predetta si sono arrampicati su un traliccio e Luca, rincorso da un poliziotto ha tentato di salire oltre quando colpito da una scarica elettrica, è caduto a terra da oltre 10 metri di altezza. Per nulla puntuali i soccorsi, è stato trasferito all’ospedale di Torino dove è stato operato. Sembra fuori pericolo ma la prognosi è riservata.
La seconda vittima della Talpa Tav,(ricordiamo una morte bianca nel cantiere)  oltre ai compagni arrestati perchè appartenenti al movimento che dice no alla Tav.
Vogliono il morto per incriminare oltremodo il movimento ma si sbagliano.
Non hanno capito con chi hanno a che fare. Questa volta nessuno può tacere. Non verranno consegnate silenziosamente le terre valsusine.
I compagni in trasferta aderiscono alla lotta contro la Tav e sono disposti a continuare a sostenere gli autoctoni nella loro resistenza.

Luca, uno di noi!
con tutti gli arrestati solidarietà,
fuori i compagni dalle galere,
dentro i padroni, burocrati e polizia.

I delinquenti sono loro e questa volta la pagheranno davvero cara!

Sempre nel capitolo repressione dobbiamo segnalare i primi pesanti verdetti per la manifestazione del 15 ottobre a Roma…quattro e cinque anni di reclusione per due dei giovani con l’accusa di resistenza aggravata.
E a Ghedi,  l’ennesimo episodio con protagonisti i fascisti che, esposto il loro banchetto, e supportati dai carabinieri e dal sindaco,  hanno aggredito un contestatore di Rifondazione.
Ora più che mai vogliamo gridare che la repressione non fermerà le nostre lotte… lotte per un futuro contro chi cerca di rubarcelo!
In questo clima “teso” cerchiamo di creare appuntamenti da condividere presso il c.s.28 maggio:
venerdì 2 marzo
Fenoglio – un uomo schivo e appartato, un romanziere istintivo e modernissimo, il coraggio e l’amore di uomini che scoprono se stessi col sottofondo della guerra di Liberazione e dei nuovi miti della civiltà di massa a cura di Martin Eden Experience dalle ore 21:30 con la partecipazione e presentazione di Alan Poloni
sabato 3 marzo: Serata Reggae 
domenica 4 marzo: Aperitivo con spettacolo teatrale al femminile.
NERVO IN DO MINORE di e con Tatiana Freire Larotonda; esecuzione al pianoforte Irene Aliverti.
Una nubile abbandonata si interroga sui ruoli delle donne nei nostri giorni. Un po’ melodrammatico, a volte comico passando per momenti lirici, lo spettacolo  invita ad entrare nell’universo femminile di questo personaggio metaforico della nubile, che porta in sè desideri, sogni e promesse di futuro.

Nervo in Do minore è trasformare dal patologico al mitologico, senza grandi complicazioni psicodrammatiche. È ridere del ridicolo nel soffrire d’amore. È riflettere su un mondo ancora maschile. È spaventarsi davanti alla violenza istituzionalizzata e ufficializzata. È, perfino, volere cambiare il mondo in un luogo più fresco e più femminile – perchè no?

Ore 20,00 inizio spettacolo teatrale.
                                                                                        ***********************************
Vi invitiamo a tenervi aggiornati su quanto sta accadendo in Val di Susa anche ascoltando Radio Onda d’Urto che è quotidianamente in contatto con i compagni impegnati nella lotta contro le ruspe e l’allargamento dei cantieri.
Stasera i presidi in tutta Italia hanno ribadito da che parte sta la gente.
NESSUNO VUOLE LA TAV!
c.s. 28 maggio

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”