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SOLIDARIETA’ CON LUCA, GLI ARRESTATI E IL MOVIMENTO NO TAV!

In un paese dove ormai sono i banchieri a governare e la legge è quella del denaro si stanno perdendo perdendo completamente valori di uguaglianza e libertà che duramente sono stati conquistati. In questo scenario malato sguazzano sempre più indisturbati partiti e associazioni xenofobe e nazionaliste, sostenute da un governo che si è più volte contraddistinto per sentimenti razzisti e discriminatori. Finalmente però il conto può essere presentato… Italia condannata per  i respingimenti verso la Libia! Giudicata responsabile moralmente per le condizioni disumane alle quali i profughi rimandati in Libia andavano incontro: la maggior parte di essi è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici ove ha subito violenze e abusi di ogni genere.
C’è ancora chi si oppone allo stato di repressione in cui viviamo e di questo ne è espressione ciò che è riscito a creare il movimento No Tav in Val di Susa.
Centomila persone sabato in quella Valle, che ricordiamo, è anche la nostra, hanno  dimostrato che siamo uniti per solidarizzare con gli arrestati e ribadire ulteriormente che il movimento non si arresta! Tuttavia a fine giornata carabinieri e polizia aspettavano i manifestanti alla stazione di Torino, in un vero e proprio agguato con cariche a freddo. Tutto architettato da giorni, qualunque pretesto sarebbe calzato per colpire i compagni al rientro dalla manifestazione. 
E purtroppo quello era solo un assaggio…Stamattina alle ore 9, le ruspe hanno anticipato i tempi previsti per gli espropri e cominciato a falciare alberi e terreno. Alcuni compagni per opporsi alla strage predetta si sono arrampicati su un traliccio e Luca, rincorso da un poliziotto ha tentato di salire oltre quando colpito da una scarica elettrica, è caduto a terra da oltre 10 metri di altezza. Per nulla puntuali i soccorsi, è stato trasferito all’ospedale di Torino dove è stato operato. Sembra fuori pericolo ma la prognosi è riservata.
La seconda vittima della Talpa Tav,(ricordiamo una morte bianca nel cantiere)  oltre ai compagni arrestati perchè appartenenti al movimento che dice no alla Tav.
Vogliono il morto per incriminare oltremodo il movimento ma si sbagliano.
Non hanno capito con chi hanno a che fare. Questa volta nessuno può tacere. Non verranno consegnate silenziosamente le terre valsusine.
I compagni in trasferta aderiscono alla lotta contro la Tav e sono disposti a continuare a sostenere gli autoctoni nella loro resistenza.

Luca, uno di noi!
con tutti gli arrestati solidarietà,
fuori i compagni dalle galere,
dentro i padroni, burocrati e polizia.

I delinquenti sono loro e questa volta la pagheranno davvero cara!

Sempre nel capitolo repressione dobbiamo segnalare i primi pesanti verdetti per la manifestazione del 15 ottobre a Roma…quattro e cinque anni di reclusione per due dei giovani con l’accusa di resistenza aggravata.
E a Ghedi,  l’ennesimo episodio con protagonisti i fascisti che, esposto il loro banchetto, e supportati dai carabinieri e dal sindaco,  hanno aggredito un contestatore di Rifondazione.
Ora più che mai vogliamo gridare che la repressione non fermerà le nostre lotte… lotte per un futuro contro chi cerca di rubarcelo!
In questo clima “teso” cerchiamo di creare appuntamenti da condividere presso il c.s.28 maggio:
venerdì 2 marzo: 
Fenoglio – un uomo schivo e appartato, un romanziere istintivo e modernissimo, il coraggio e l’amore di uomini che scoprono se stessi col sottofondo della guerra di Liberazione e dei nuovi miti della civiltà di massa a cura di Martin Eden Experience dalle ore 21:30 con la partecipazione e presentazione di Alan Poloni
sabato 3 marzo: Serata Reggae 
domenica 4 marzo: Aperitivo con spettacolo teatrale al femminile.
NERVO IN DO MINORE di e con Tatiana Freire Larotonda; esecuzione al pianoforte Irene Aliverti.
Una nubile abbandonata si interroga sui ruoli delle donne nei nostri giorni. Un po’ melodrammatico, a volte comico passando per momenti lirici, lo spettacolo  invita ad entrare nell’universo femminile di questo personaggio metaforico della nubile, che porta in sè desideri, sogni e promesse di futuro.

Nervo in Do minore è trasformare dal patologico al mitologico, senza grandi complicazioni psicodrammatiche. È ridere del ridicolo nel soffrire d’amore. È riflettere su un mondo ancora maschile. È spaventarsi davanti alla violenza istituzionalizzata e ufficializzata. È, perfino, volere cambiare il mondo in un luogo più fresco e più femminile – perchè no?

Ore 20,00 inizio spettacolo teatrale.
                                                                                        ***********************************
Vi invitiamo a tenervi aggiornati su quanto sta accadendo in Val di Susa anche ascoltando Radio Onda d’Urto che è quotidianamente in contatto con i compagni impegnati nella lotta contro le ruspe e l’allargamento dei cantieri.
Stasera i presidi in tutta Italia hanno ribadito da che parte sta la gente.
NESSUNO VUOLE LA TAV!
c.s. 28 maggio

STANNO SGOMBRANDO LA CLAREA!!! MIGLIAIA DI FORZE DELL’ORDINE!!!

FEBBRAIO 27, 2012   STASERA ORE 18.00 PRESIDIO IN PIAZZA LOGGIA BRESCIA…

A SARA DURA…

Immagine 1 copyHanno caricato Luca in ambulanza insieme ad un compagno. Ora è stato stabilizzato ed intubato. E’ su al piazzale della Maddalena in attesa dell’elisoccorso. Vivo ma è’ gravissimo!!!

Luca aveva raggiunto la baita, ed era salito su un pilone ad un’altezza di 10 metri, i rocciatori hanno iniziato a salire, lui ha avvisato che se fossero saliti avrebbe continuato la sua arrampicata e cosi’ è stato!
Ad un certo punto si è vista una scintilla… Luca è caduto quasi a peso morto da un’altezza di 15 l 20 metri, è rimasto a terra immobile, i compagni  non riescono ad avvicinarsi….. si è temuto il peggio e si teme ancora, perché sono passati almeno 10-15 minuti MA NON E’ STATA FATTA ARRIVARE L’AMBULANZA, nonostante all’interno del fortino ce ne siano almeno due e possano raggiungere la postazione!
Pochi minuti fa su radioblackout  un compagno avvisa che sembra che Luca abbia ripreso a muovere le gambe, ma le sue condizioni restano CRITICHE e i SOCCORSI NON ARRIVANO!

ATTENZIONE! La A32 è chiusa da Susa a Oulx, intanto arriva un’altra notizia inquietante, sembra che Luca, che si era arrampicato a 10 metri su un traliccio per fare resistenza passiva, sia stato folgorato… sappiamo che i rocciatori si stavano preparando con le corde, le sue condizioni sono ancora da verificare, non ci sono altre notizie per il momento, l’appello è sempre a RAGGIUNGERE LA BAITA DAI SENTIERI o CONCENTRARSI A GIAGLIONE SE NON SI CONOSCONO I SENTIERI! FATE GIRARE, SGOMBERO IN CORSO E CHIUSURA DELL’ACCESSO DALLA STRADA DA GIAGLIONE!!!

ORGANIZZATE LA LOTTA IN OGNI DOVE, IN OGNI PIAZZA D’ITALIA, IN OGNI STRADA!!

newsletter…

Il 25 febbraio tutt* in Val di Susa alla manifestazione convocata dal movimento No Tav a Bussoleno.
Ci saremo per forza, perchè condividiamo lo spirito che anima la resistenza ad un opera che non solo è dannosa e devastante ma che racchiude in sé le logiche perverse che accompagnano anche nei nostri territori molti progetti cui tentiamo di opporci.
Ci saremo per denunciare la repressione portata avanti dalla Procura di Torino, logiche criminalizzanti volte a far chiudere gli spazi di democrazia e dissenso popolare perchè consci della loro forza.
Ci saremo per dire che non accettiamo nella maniera più assoluta alla militarizzazione dei territori e la trasformazione dei conflitti sociali in problema di ordine pubblico.
Ci saremo per dire che uscire dalla crisi significa ripensare un modello sociale, produttivo e di relazione con l’ambiente fuori ed opposto al saccheggio dei padroni e colletti bianchi.
Ci saremo per resistere ed insieme costruire un’alternativa a partire dalla difesa dei beni comuni e dalla possibilità di scegliere il nostro presente per un altro futuro.
Ci saremo, insieme, per sostenere i compagni in carcere per la lotta della Val di Susa e per quelli che non mollano anche se spesso è difficile opporsi a freddo, ruspe e giganti.
Ci saremo perchè la Val di Susa insegna che un altro modo di riprendersi la strada c’è e che la gente non vede l’ora di riorganizzarsi e conoscersi di nuovo.
Li obbligheremo a leccare le ferite già inferte alla Montagna, inginocchiati innanzi alla Sua Forza che è quella del popolo Valsusino, che è anche la nostra speranza.
Prima di passare agli appuntamenti del centro,ricordiamo le iniziative svolte in varie città in occasione della VI settimana internazionale di solidarietà col popolo basco. Scegliete quella che più vi piace! noi ve ne suggeriamo una che si terrà presso il circolo Maite di Bergamo domenica 26 ore 18: “Lega Nord e Paese Basco, un amore impossibile
Lega Nord e Paese Basco, un amore non corrisposto”
con:
Adriano Cirulli (studioso di movimenti e conflitti etno-territoriali, Direttore del Dipartimento di Lingua e Cultura Basca, Upter Roma) e un rappresentante del Comitato per la solidarietà contro le discriminazioni di Varese
presentazione del dossier: “Lega: se la conosci la eviti…” a cura del comitato della Festa Antileghista di Varese
a seguire: Presentazione dei movimenti indipendentisti europei, confronto tra leghismo e indipendentismo basco. I motivi per cui la lega tenta di impossessarsi di questa “bandiera”e come reagiscono i baschi. La situazione attuale in EH, da Zutik Euskal Herria a oggi.
LIBERTA’ E AUTODETERMINAZIONE PER EUSKAL HERRIA !
*Mercoledì 22 sempre palestra resistente
*Giovedì 23: ore 21 iniziativa sui licenziamenti politici. Di fronte ai tagli dei diritti, al ridimensionamento dei salari, ai licenziamenti,alla precarietà, segmenti di lavoratori si organizzano e resistono: Fiat, ferrovie, cooperative, scuola ecc…Ma chi si oppone a queste politiche, sopratutto i lavoratori che sono punto di riferimento tra/dei lavoratori, è fatto oggetto della repressione: denigrazione, isolamento, licenziamenti.
Questi lavoratori non devono essere lasciati soli! nei loro confronti deve essere organizzata la più ampia solidarietà politica e materiale.
Interverranno:
Riccardo Antonini: compagno, ferroviere licenziato dalle ferrovie di Moretti per il suo lavoro contro i licenziamenti politici in ferrovia per essersi messo a disposizione e nominato consulente da parte dei familiari delle vittime, nell’incidente probatorio della strage di Viareggio,organizzatore insieme a cittadini,ferrovieri, lavoratori di Viareggio, del Assemblea 29 Giugno
Lavoratori della Cooperativa Safra: impegnati da mesi nei magazzini della logistica Esselunga di Pioltello in una lunga e difficile lotta contro i licenziamenti, per i diritti, il salario e l’agibilità sindacale.
Giulio Palermo: compagno, ricercatore universitario a Brescia, su cui pende la richiesta di sospensione dal servizio e dallo stipendio per un anno, per la sua battaglia contro lo strapotere dei baroni universitari e per aver sostenuto la lotta dei migranti sulla gru.

*Venerdì 24:
Anche per quest’anno il corso di danze folk è arrivato al termine ma possiamo dire, con un certo orgoglio, che abbiamo permesso ad un buon numero di persone di avvicinarsi a questa realtà, piuttosto ignorata nella nostra zona…
Nei prossimi mesi ci saranno altre occasioni di stare insieme ballando, perché abbiamo intenzione di proporre stages, serate danzanti, giornate “a tema” e così via…
Intanto, per chiudere questo ciclo, abbiamo deciso di fare le cose in grande e dunque, invece della classica “festina di fine corso” tra di noi, abbiamo coinvolto altre persone: i Damatrà al gran completo verranno a suonare dal vivo nella prima parte della serata che poi, a seguire, sarà animata dalla prima MAZURKA (quasi) KLANDESTINA in terra bresciana.
La caratteristica principale delle Mazurke Klandestine è il fatto che si svolgono normalmente all’aperto, ed è per questo motivo che noi l’abbiamo rinominata MAZURKA SENZA KAPPOTTO. La tradizione vuole che a questi eventi (sempre gratuiti) i partecipanti portino qualcosina da mangiare: niente di impegnativo, ma se qualcuno avesse voglia di portare dolcetti o cose simili, farebbe sicuramente cosa gradita.
Nelle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Genova, le Mazurke Klandestine richiamano sempre centinaia, a volte migliaia di persone, ma visto che noi viviamo in una realtà molto provinciale, è importante la partecipazione di tutti noi, ed è altrettanto importante che ognuno di noi si dia da fare per promuovere questa iniziativa…
Quindi, tutti presenti dalle 21,30 i Damatrà in concerto per la prima Mazurka Senza Kappotto in territorio bresciano.
*Sabato 25: l’appuntamento è alle ore 9,30 al casello di Rovato per prendere posto sul pullman proveniente da Brescia diretto in Val di Susa.
E di ritorno dalla sfacchinata militante…

Sono passati dieci anni “..dall’ultima canzone”.
Da quando Stampers e Bankali erano tra le locali voci rabbiose che si levavano sul territorio a denunciare la tristezza sociale e politica del nostro povero Paese.
In questi anni di separazione la rabbia non è mai rimastainespressa: si è incanalata verso altre forme di lotta, private o pubbliche. Perché il tempo passa ma non passano le lordure della società.
Guerre imperialiste…precariato…xenofobia…i furbetti della casta privi di dignità…Dieci anni fa suonavamo, uniti ed inkazzati, per l’assassinio di Carlo Giuliani e i compagni incarcerati.
Cosa è cambiato?
Nella sera di sabato gli Stampers e i Bankali, accompagnati dai Bottom Face, si ritrovano con gli strumenti in mano.
La Grumello Odia crew estende l’invito a chiunque voglia esserci.
Uniti e inkazzati come sempre.

*Domenica 26: torna l’ape vegan gestito dai Pollicioni Verdi dalle 19.00.
Vi ricordiamo che sta per cominciare il corso sulle erbe spontanee tenuto dal nostro Livio..giovedì 15 per altri due giovedi’ ma informatevi al bancone….Iscrivetevi.
“Le battaglie che si perdono sono quelle che non si fanno” diceva il Che
c.s. 28maggio

L’alta velocità ad ogni costo: sfratti a Rovato, espropri in Lugana

A Rovato già in programma l’abbattimento di un doppio caseggiato (abitato), in Lugana presto avviate procedure di esproprio (vedi cascina Roveglia) e danni inimmaginabili ad economia e turismo

da Bresciatoday.it, ripreso da Notav.info

La TAV che passa da Rovato, da Brescia e dalle Colline Moreniche: «Progetto da rifare»
„”Un’opera determinante per essere competitiviall’interno del sistema infrastrutturale europeo”. Il ministero taglia corto e ci mette poco a presentare la TAV, mentre passano i giorni e proseguono i lavori per la nuova Alta Velocità in territorio bresciano, con la tratta Treviglio-Brescia già cantierata e i primi scavi di prossima realizzazione, a cui manca davvero pochissimo, per la Brescia-Verona. Dopo l’analisi più generale che abbiamo proposto nelle scorse settimane ci sembra giusto entrare nel particolare, per sentire le voci di quei territori che ne già ne sono, o ne saranno, direttamente coinvolti.

“Brebemi e TAV, saccheggio ad Alta Velocità”, si legge a poche centinaia di metri dalla stazione di Romano, e poco più in là i lavori continuano senza sosta. A Rovato e dintorni i cantieri sono ben visibili, in alcuni quartieri i primi effetti già ci sono, e oltre all’impatto visivo si contano già le vie non transitabili, le deviazioni non sempre comode. Nella zona di Duomo in particolare il dissenso è visibile, e il Comitato Duomo x Duomo, pur conoscendo i propri limiti, si batte almeno per “mantenere i servizi viabilistici esistenti”. Ma l’Alta Velocità non si ferma davanti a nessun ostacolo, e sempre a Rovato sono già in programma gli abbattimenti di un paio di limitrofe cascine, ovviamente abitate. Continua la lettura di L’alta velocità ad ogni costo: sfratti a Rovato, espropri in Lugana →

NO TAV: ARRESTI E PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA PER I FATTI DEL 3 LUGLIO

via Radio Onda d’Urto

Operazione di polizia all’alba in tutta Italia per l’esecuzione di decine di ordinanze di custodia cautelare in carcere in relazione agli scontri avvenuti lo scorso 3 luglio in Val Susa durante l’assedio al non-cantiere della Maddalena.

I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere della Tav di Chiomonte (Torino) nel quale rimasero feriti oltre 200 uomini delle forze dell’ordine e decine di manifestanti. Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto Andrea Beconi, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Questura del capoluogo piemontese. La notifiche delle ordinanze è in corso in varie città italiane, da Palermo a Trento; il maggior numero di provvedimenti riguarda persone residenti in Piemonte. Continua la lettura di NO TAV: ARRESTI E PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA PER I FATTI DEL 3 LUGLIO →

Comitato Spontano Contro le Nocività: Incontro con il sindaco di Brescia

Piazza della Loggia, Brescia, 20 Gennaio 2012. Alle ore 19.30 sei agguerriti componenti del Comitato Spontaneo Contro le Nocività si presentano al Palazzo per incontrare il sindaco Adriano Paroli e l’assessore all’ambiente Paola Vilardi. A sorpresa è presente anche l’ingegnere Angelantonio Capretti (numero 12), responsabile del settore municipale Ambiente ed Ecologia di Brescia. Il primo ad arrivare è proprio quest’ultimo, mentre i due rappresentanti del consiglio comunale, pur avendo rimandato l’appuntamento di mezz’ora, tardano a raggiungere la Loggia.
Il Comitato si è preparato un programma colmo di richieste e di proposte e ne consegna due copie alle autorità.

Continua la lettura di Comitato Spontano Contro le Nocività: Incontro con il sindaco di Brescia →

Kollettivo perquisito: “Azione politica”

via quibrescia

(p.f.) Chiedono l’annullamento del decreto di perquisizione e la restituzione di computer e cellulari sequestrati, le persone, tra cui molti minorenni del Kollettivo Studenti in Lotta, che sono state perquisite lo scorso 4 gennaio dalla questura.
“I soggetti in questione sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino 47, e sono da ritenere socialmente pericolosi e quindi vi è fondato motivo di ritenere che possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica”, è quanto si legge nel decreto di perquisizione, che autorizza tra l’altro “la forzatura di porte, finestre, cassetti, casseforti e di ogni altra barriera”.
Secondo i diretti interessati, tuttavia, il provvedimento è da leggere esclusivamente in chiave politica. “Grazie all’intesa con Prefettura e amministrazione”, ha spiegato Sauro Di Giovambattista, di Sinistra Critica, uno dei perquisiti, “ad ogni manifestazione seguono ormai centinaia di denunce, anche relative a cortei che si sono svolti serenamente, come quello dell’8 ottobre all’Ubi Banca”. Continua la lettura di Kollettivo perquisito: “Azione politica” →

Costa Concordia: la ‘movida’ galleggiante

da Infoaut

concordia-spos-dispersiStrano che nessuno si sia chiesto quale bandiera batte la “Costa Concordia”. Strano che nessuno si sia chiesto chi stava sul ponte di comando della nave al momento dell’incidente. Strano che nessuno abbia ricordato che ai primi di ottobre del 2011 la nave portacontainer “Rena” della MSC è andata a sbattere contro l’Astrolabe Reef in Nuova Zelanda, uno dei più preziosi paradisi marini del globo, e che da allora (sono passati tre mesi e mezzo) sputa petrolio su quelle acque incontaminate, creando il più grave disastro ecologico in quell’emisfero. Strano che nessuno ricordi come l’Italia abbia a che fare in questi incidenti, per più motivi. Costa Crociere, nata italiana come dice il nome, è controllata dal gigante americano del settore. Ma chi la gestisce?

Le navi, è bene si sappia, sono di proprietà, di norma, di una holding la cui prima preoccupazione è di metterle al riparo dal fisco e dalle norme sulle tabelle d’armamento presso certi paradisi fiscali ( da cui le cosiddette “bandiere ombra” o flag of convenience). Ma sono gestite da Ship Management Societies specializzate che decidono le assunzioni di personale e lo fanno di solito in base al principio del minor costo. Sulla “Rena” c’erano 15 filippini su 20 uomini di equipaggio. I filippini hanno pessima fama, ma ingiustamente, da “paria” del settore sono diventati oggi tra quelli meglio preparati, perché negli anni hanno imparato che la loro vocazione era quella ed hanno investito in scuole professionali, che rilasciano i diplomi ed i certificati necessari per l’imbarco. Purtroppo oggi il mercato dei certificati falsi è fiorente, oggi i “paria” sono altri, ucraini, vietnamiti, turchi, bielorussi.

1. Sabato c’è stata una manifestazione sul Canale della Giudecca a Venezia contro il passaggio delle grandi navi da crociera. Stava uscendo in quel momento la “MSC Magnifica”. MSC sta per Mediterranean Shipping Company ed è la creatura di un geniale italiano di Sorrento, Gianluigi Aponte, che ha trasferito le sue attività in Svizzera, a Ginevra, dove sembra abbia preso moglie con tanto di banca in dote. Ha una flotta di circa 150 navi portacontainer (è la seconda al mondo) ed una flotta sempre più consistente di navi da crociera. I suoi comandanti e, spesso, anche i suoi ufficiali, sono di Sorrento o dintorni. Anche quello della “Costa Concordia” viene da Sorrento, si legge, e con il suo comportamento ha coperto di disonore una categoria di validissimi uomini di mare. MSC è famosa nel mondo per la sua mancanza di trasparenza. Non comunica informazioni relative ai suoi traffici, in particolare sui volumi di merce trasportata, non conferma né smentisce le notizie che le pubblicazioni insider sfornano ogni giorno sulle loro costosissime newsletter. MSC si è fatta largo con una politica di prezzi assai aggressiva, al limite del dumping, possibile quando si riducono i costi al massimo e magari quando si dispone di grande liquidità (gli invidiosi o i malevoli dicono di sospetta origine).

2.Ma torniamo alla nave naufragata. Chi era sul ponte di comando? Il comandante e, si suppone, qualche ufficiale erano a cena con gli ospiti che si erano messi in ghingheri apposta. Che il personale fosse addestrato all’emergenza è probabile, ma per quanto riguarda il core manpower, il 10/15% del totale quindi, le centinaia di precari a bordo, che spesso parlano un paio di parole d’inglese al massimo, certo non lo erano. Chi aveva verificato il funzionamento dei verricelli delle scialuppe di salvataggio? Nessuno. La “Rena” era una nave substandard, sottoposta ad ispezioni almeno una quarantina di volte negli ultimi anni, in genere era stata fermata e rilasciata solo dopo giorni. Troppo costoso per il signor Aponte ritirarla dal servizio. Le navi da crociera invece sono recenti, dotate delle più sofisticate apparecchiature di bordo. Se causano disastri è per cause diverse da quelle destinate al cargo. E quali sono queste cause?

3. La principale è di carattere culturale, di costume si potrebbe dire. Non è tanto problema di preparazione del personale, di controllo del funzionamento delle apparecchiature, di competenza degli ufficiali, è prima di tutto la cultura della “movida” a determinare certi comportamenti irresponsabili. Una nave da crociera è un’oscena “movida” galleggiante, che, a differenza di quella che ha devastato città come Barcellona ed altre, coinvolge vecchi e bambini, donne incinta e suore, paraplegici e malati cronici, tutti ammucchiati nella spensieratezza e nello shopping, con cabine costruite per essere scomode in modo che i passeggeri vadano in giro a comperare. Gli introiti all’armatore provengono dallo shopping in egual misura che dalla tariffa di passaggio. E poi lo spirito della “movida” è quello che fa avvicinare questi mostri pericolosamente alle coste più belle, alle acque protette dei pochi e non presidiati parchi marini. Chi abita a Camogli e dintorni è ormai abituato a vedere le navi da crociera uscire dal porto di Genova e puntare diritte sul parco marino di Punta Chiappa, passandoci sfiorando le boe fatte per barche e motoscafi. Le sente lanciare l’urlo delle sirene e allora la gente del posto spiega: “I comandanti sono di Camogli ed è usanza che vengano a salutare le mogli e le mamme. Camogli viene da Ca’ delle mogli”. All’inizio ci cascavo anch’io e magari ripetevo questa sciocchezza a dei bagnanti inquieti per l’avvicinarsi del mostro, ma oggi so che non è così. Perché le grandi navi passano per il Canale della Giudecca? Per permettere ai passeggeri di scattare una foto di piazza San Marco dal bacino. E questa “esperienza” pare che valga l’intera crociera. Altrimenti perché i tour operator minaccerebbero di boicottare Venezia se le navi non passano più per il canale della Giudecca?

4. Era troppo tardi all’Isola del Giglio per scattare le foto. La “movida” si era trasferita ai tavoli delle mense. Ma la “movida” da sola non basta a spiegare le modalità dell’accaduto. Un fattore strutturale è il cosiddetto “gigantismo” navale. Perché si costruiscono navi da 100 mila tonnellate, in grado di portare anche 6.000 persone? Per risparmiare sui costi, punto. Non è che la vacanza è più bella se a bordo si è in 6 mila invece di mille, anzi il servizio rischia di essere peggiore. Una simile nave in caso di incidente è governabile assai meno di una nave più piccola, fosse pure perfettamente esperto tutto l’equipaggio in evacuazioni d’emergenza. E’ il gigantismo in sé la pura follìa, perché innesca il circolo vizioso. Quanto più grande la nave, tanto inferiori i costi unitari per l’armatore che può offrire prezzi a portata di tutte le tasche. Tanto più basse le tariffe tanto più difficile la concorrenza da parte di navi più piccole, con costi unitari maggiori. Le barriere d’ingesso al mercato si alzano, la situazione diventa di oligopolio e magari su certi  segmenti di mercato diventa monopolio, allora le tariffe possono riprendere a crescere, ma nel frattempo è il disastro. Nelle navi portacontainer la logica è la stessa ed i danni all’ambiente sono costanti. Oggi sono in ordine ai cantieri navi da 18.000 TEU, per entrare in un porto hanno bisogno di alti fondali. Se chiedete a un Presidente di un qualunque porto italiano, che non sia Trieste, in quali attività investe le maggiori risorse, vi sentirete rispondere: scavare i fondali. Anche a Venezia è così e se non ci si ferma in tempo sarà la morte della laguna, che già è agonizzante. Con la costruzione del MOSE le bocche di porto si sono ristrette ed i conducenti dei vaporetti vi diranno che razza di velocità hanno preso le correnti in uscita ed in entrata a seconda delle maree, roba da render difficile il governo di un vaporetto.

5. La Ship Management Society della “Rena”, la portacontaienr che sta ancora devastando il reef neozelandese, è la Costamare, con sede in Grecia. Se andate sul sito, troverete che si considera la migliore del mondo nel trattamento degli equipaggi. Possiamo anche crederle ma il problema oggi è che ci si trova ormai nello shipping in una situazione, come nella finanza, sfuggita ad ogni controllo. Per disastri di proporzioni inimmaginabili le multe pagate dalle società sono ridicole, qualche problema in più lo hanno semmai le assicurazioni, la colpa comunque è sempre dell’uomo, cioè di quel disgraziato a bordo che si è fatto magari un turno di 16 ore. Si dice che il comandante della “Rena” fosse ubriaco, forse era fatto di coca o forse il suo secondo al timone, chissà. Non esiste un’Autorità Internazionale che abbia giurisdizione sulle acque, in mare ciascuno fa il cazzo che vuole, l’International Maritime Office può fare solo raccomandazioni e le sue Direttive debbono essere ratificate dagli Stati…campa cavallo. La deregulation è totale ed è iniziata con la deregulation del lavoro. Per questo sono nate le bandiere di comodo, non tanto per pagare meno tasse ma per aggirare gli standard dell’organico di bordo, cioè delle tabelle d’armamento. Le caratteristiche fisiche e tecniche di ogni nave richiedono un organico ben definito in termini di numero e di qualifiche, di ufficiali e di crew. Gli armatori registrano la nave a Panama, alle Isole Caimane, in Liberia per poter avere la mano libera sulle caratteristiche dell’equipaggio. Nel mirino si dovrebbero tenere quindi non solo gli armatori ma le Ship Management Societies. In Italia si è trovata una via di mezzo, il cosiddetto Secondo Registro Navale, la nave rimane sotto bandiera italiana e le tasse l’armatore le paga in Italia (non è il caso qui di soffermarsi sulle agevolazioni fiscali concesse all’armamento, i sacrifici si sa debbono farli solo i lavoratori, dipendenti, precari e freelance che siano). Ma l’equipaggio può essere formato secondo pratiche che non sono molto dissimili da quelle concesse alle flag of convenience.

Non esiste salvezza dunque? Non è solo per antico operaismo, ma per una considerazione fredda ed obbiettiva che ritengo l’unica possibilità di salvezza la lotta multinazionale dei lavoratori. Purché se ne tenga conto. Nessuno ci fa caso, nelle cosiddette pubblicazioni antagoniste o di sinistra ancora non opportunista non c’è traccia di quel che accade nel mondo della portualità e dello shipping. Invece ci sono fermate, scioperi e proteste ogni giorno nel mondo, soprattutto nei porti. Forse qualcuno ricorderà che un paio d’anni fa sui giornali è venuta fuori la notizia che c’era un porto nuovo in Marocco che avrebbe stracciato tutti i concorrenti, Gioia Tauro in primo luogo. Da mesi è semiparalizzato dagli scioperi. Il problema non è quello di essere informati, ma quello di esser presenti nell’opinione pubblica con ragionamenti che spostino delle rivendicazioni dal terreno della pura sopravvivenza (di questo si tratta e non di presunti “privilegi” dei portuali) al versante della lotta per la salvezza dell’ambiente e di una civiltà del lavoro degna di questo nome.

 

di Sergio Bologna

MOVIMENTO DEI FORCONI

Il movimento dei forconi ha molte potenzialità ma anche molte ambiguità; indagando tra i vari siti/associazioni/ecc… che ne parlano e che promuovono il movimento ci sono molti elementi per far pensare che ci sia dietro un organizzazione che va oltre la legittima incazzatura della gente e che miri a qualcosa d’altro…
http://www.linksicilia.it/2012/01/rivolta-siciliana-onore-alla-padania/

leggendo tra i commenti della pagina fb ufficiale si capisce che qualcosa che non va c’è…
http://www.facebook.com/pages/Movimento-dei-Forconi/254645254561355

qua un interessante articolo dell’ OfficinaRebelde Castanese
https://www.facebook.com/notes/officinarebelde-castanese/sul-movimento-dei-forconi/10150481740376601