Archivi categoria: Comunicati 28 Maggio

LA GUERRA TRA POVERI LA VINCONO SEMPRE I RICCHI

“Il virus è stato usato come pretesto in molti Paesi per reprimere il dissenso, criminalizzare le libertà e mettere a tacere le notizie”. Si è verificata una vera e propria “pandemia di violazioni dei diritti umani” durante l’emergenza coronavirus.” Leggendo questa affermazione uno può pensare a un terribile NoVax  che scandisce slogan a sproposito, invece questa dichiarazione è stata fatta in sede ONU dal segretario generale Antonio Guterres pubblicata  sul Gardian e riportata dal HuffPost il 22/02/2021. A questo aggiungiamo le dichiarazioni del capo del Dipartimento della protezione Civile Fabrizio Curcio, nominato da Mario Draghi, che dice : “Siamo in guerra e ci vogliono norme di guerra”. La collocazione dei vari personaggi,  sempre designati da Mario Draghi nei luoghi strategici, serve per capire  la prospettiva di questo governo e di quello che ci attende: quando Cingolani, un ex dirigente di Leonardo S.P.A (azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aereospazio e della sicurezza) diventa ministro alla Transizione  Ecologica, un ex ministro degli interni come Minniti direttore di MedOr (nuovo centro studi di Leonardo sul Medio Oriente), un generale  dell’Esercito come Figliuolo diventa Commissario Straordinario all’Emergenza Covid e l’ex Capo della Polizia Gabrielli ottiene la delega ai Servizi Segreti, può anche  risultare evidente l’intreccio profondo tra apparato poliziesco-militare e il settore dell’industria  bellica, che serve in prospettiva alla gestione statale delle potenziali tensioni sociali in epoca di Covid. Continua a leggere...

25 APRILE: nessuna liberazione se non usciamo dalla NATO

IL SONNO DELLA RAGIONE 

GENERA MOSTRI, SVEGLIAMOCI!

25 aprile: nessuna Liberazione se non usciamo dalla NATO

A 76 anni dalla fine del Secondo conflitto mondiale e ad oltre 30 dalla caduta del muro di Berlino, che scopo può avere la NATO se non quello di continuare ad alimentare il “complesso militare industriale” aumentando pericolosamente le tensioni a livello mondiale ? Non possiamo festeggiare il 25 aprile se non comprendiamo l’urgenza di liberarci di tutte le basi americane e di morte che ci sono sul nostro territorio. Per rivendicare questa scelta di autonomia e libertà serve coraggio! Gli Stati Uniti, dopo aver contribuito a liberarci dal fascismo, hanno reso il nostro Paese una “colonia” del loro immenso impero. Ci fu un “passaggio di chiavi da un carceriere all’altro, Piano Marshall oblige!” e ci siamo ritrovati in casa dei nuovi padroni. La retorica della libertà e della democrazia ci ha fatto accettare persino l’inaccettabilità della bombe atomiche sganciate dagli ameriKani sulle popolazioni di Hiroshima e Nagasaki. Un impero che controlla, oltre all’economia e alla finanza mondiale, le principali rotte marittime, con le sue 800 basi (numero ufficiale) presenti in tutto il mondo tiene l’intero pianeta in una permanente condizione di belligeranza. Questa rete immensa ai quattro angoli del pianeta, impone sugli Stati il progetto di potere globale made in USA. Sottrarre terreni alla sovranità di altri paesi, stanziare militari in paesi stranieri, controllare proprietà o averle nella propria disponibilità, mette a nudo lo squilibrio dei rapporti di forza tra gli USA e il resto del mondo.  Siamo moralmente implicati, perciò dobbiamo analizzare e denunciare la condizione della realtà presente. E la realtà sono anche le basi nucleari che abbiamo in Italia, a Ghedi e ad Aviano, qui  gli Usa hanno parcheggiato le loro bombe atomiche. Complici degli ameriKani anche noi siamo dispensatori di morte e di rapina, non possiamo chiudere gli occhi davanti all’imperialismo italiano, non possiamo credere ancora alla favoletta degli italiani “brava gente”. Partecipiamo a ben 41 missioni internazionali, con un impiego di circa 8.600militari. Nel 2019 il costo complessivo di queste occupazioni militari in paesi altrui sono costate 1.100 milioni di euro, ed appena un centinaio di milioni per la cooperazione allo sviluppo, in un rapporto spesa militare/cooperazione di 10 a 1. Ma perché tutti purtroppo i partiti o sedicenti movimenti appoggiano la nostra presenza militare, non raramente sanguinaria all’estero? Sicuramente per sostenere quella struttura imperiale al cui vertice ci sono gli Stati Uniti, ma anche e non secondariamente per supportare i capitalisti italiani nello sfruttamento disumano di lavoratori africani e asiatici e per assicurare loro di continuare a rapinare le risorse minerali e naturali dei territori in cui sono insediati. (vedi come esempi ENI e Salini Impregilio). Continua a leggere...

NEGAZIONISTA SARA’ LEI

NEGAZIONISTA SARÀ LEI!

Un tempo ti davano dello “stalinista” e la questione era risolta.  Si è poi passati all’insulto di “rossobrunismo”, ma questo è troppo interno ad una risicata minoranza di militanti, la maggior parte della gente non capirebbe; invece “sovranista”, “complottista” e, magnifico nella sua granitica indeterminatezza,  “negazionista” sono insulti comprensibili a tutti!

Per noi  Compagne e Compagni del Centro Sociale “28maggio”non è più procrastinabile una presa di posizione pubblica in merito a questa fetida situazione, pertanto ci rivolgiamo a chi all’interno del movimento non intende aiutarci a portare il fardello, ben pesante, della critica al pensiero unico! Continua a leggere...

TRUMP STA A BIDEN COME SALVINI A MINNITI

TRUMP STA A BIDEN COME SALVINI A MINNITI

“Non ballerò di gioia per la vittoria di Biden, ma non nasconderò un sorriso mentre il mondo perde questo sgradevole biondo”   Bassam Saleh

Nessuno si sogna di difendere un reazionario come Trump nemico giurato di ogni istanza socialista o anche solo timidamente antimperialista.

Trump se ne va lasciando dietro di sé l’enorme carico di indignazione e rabbia che la sua presidenza ha suscitato. Ora per molti non rimane  altro che recuperare un equilibrio umano e legale dentro e fuori gli USA. Trump ha disdettato il trattato INF firmato da Reagan e Gorbachev che impegnava USA e URSS a distruggere i loro missili a testata nucleare, ha disdettato l’accordo nucleare con l’Iran, è uscito dall’accordo sul clima,  ha tentato un golpe in Venezuela e in Bolivia, ha sostenuto la guerra in Yemen, continuato tutte le guerre che aveva ereditato, rimesso il blocco a Cuba, portato l’ambasciata statunitense a Gerusalemme riconoscendola come capitale dello stato di Israele e infine iniziato la guerre fredda alla Cina. Continua a leggere...

BRESCIA, nuove condanne per il “reato di solidarietà”

Brescia, nuove condanne per il “Reato di Solidarietà”

Le Compagne e i Compagni del CentroSociale28maggio esprimono piena solidarietà ai Compagn* condannati il 21 luglio 2020 dal Tribunale di Brescia: per due di loro la condanna è di 9 mesi, e di 5 mesi per gli altri dodici, con l’aggiunta di una sanzione pecuniaria di 7.000 euro.
Tutto questo accanimento per aver cercato l’11 dicembre 2014 un incontro con il sindaco di Capriolo per risolvere il problema di una famiglia sottoposta a sfratto per morosità incolpevole.
All’emergenza abitativa “ i giudici del sistema” rispondono con processi e condanne contro “i diffusori di solidarietà”.
Al disagio sociale, creato dalla crisi economica e dalla pandemia del Covid-19, loro reagiscono con il dispiegamento di strumenti repressivi anticostituzionali come la chiusura di tutti i centri di aggregazione, il DASPO urbano, e misure per prevenire l’occupazione di immobili.
Questa sentenza, che porta con sé un chiaro significato intimidatorio contro i protagonisti di questo “reato di solidarietà”, sembra avere un acido sapore discriminante all’interno del campo stesso di chi sta lottando per la difesa delle condizioni di vita dei più deboli, in particolare dei minori e di chi si trova in condizione di non poter provvedere a se stesso e alla propria famiglia.
La vergogna di chi entra in questa spirale per i debiti accumulati è insopportabile: le prime richieste di aiuto alla Caritas, la disperazione di non trovare vie d’uscita, l’umiliazione per essere entrati a far parte della categoria dei “miserabili”; questa la situazione vista con gli occhi delle vittime!
Si parla di povertà e non si vede la miseria dietro l’angolo: questo è il dramma di una società che perde le sue fondamenta e vive sfaldandosi giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.
La situazione si sta sempre più aggravando, il vuoto istituzionale è sempre più evidente, la crisi mette in luce l’importanza di ammortizzatori sociali, sempre più in fase di smantellamento, capaci di frenare la disperazione di migliaia di famiglie
Il dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale è uno dei cardini su cui poggia l’impianto stesso della Costituzione della Repubblica italiana.
Per queste ragioni noi Compagne e Compagni del CentroSociale28maggio siamo vicini ai Compagn* condannati, e in qualche modo ci sentiamo complici del “Reato di.Solidarietà”! Continua a leggere...

25 aprile 2020 -SEMPRE UNITI NELLA RESISTENZA-

“Non dimenticarlo mai:
ora non è il momento adatto per vincere,
ma per combattere le sconfitte”
Bertolt Brecht
Quest’anno il nostro 25 aprile sarà da dimenticare!
Il periodo che stiamo vivendo, anche prima della pandemia da Covid-19, è terribile per la nostra terra e per noi, umani e animali, che la abitiamo.
Sappiamo bene chi ne è responsabile, questo mostro che a qualcuno dà mentre a molti toglie: il capitalismo, la “normalità” che ha distrutto il pianeta!

Ma ciò che sta sconvolgendo ora le nostre vite ha a che fare con un virus che solo in Lombardia ad oggi ha provocato 13.000 morti “ufficiali”, morti che gridano vendetta per un sistema sanitario regionale alla mercé della vampiresca sanità privata. La lotta al coronavirus, in assenza di politiche intelligenti e generose di sanità pubblica, si affida a scelte che di fatto stanno minando le fondamenta stesse della nostra democrazia.
Da un lato abbiamo le forze di polizia, l’esercito, i vigili urbani che sorvegliano e puniscono la popolazione che a torto o a ragione non si confà alle ordinanze nazionali e regionali sulla quarantena (perfino la delazione si insinua come un “buon costume”), e gli interventi repressivi sono sempre più insensati e squallidi soprattutto perché si esercitano contro i più deboli, anziani e bambini, e chi se ne prende cura. Continua a leggere...

LA STORIA SIAMO NOI!

La storia si è fatta lunga,la polvere del tempo cade, ma basta una scrollatina che tutto torna crudo e violento come se fosse successo ieri.

(Franco Fortini)

La notizia: Giovedì 19 Settembre 2019 il Parlamento Europeo ha approvato con 535 voti a favore, 66 contrari e 52 astenuti la risoluzione di condanna dell’uso dei simboli del comunismo chiedendo la rimozione dei monumenti che in molti paesi europei celebrano la liberazione avvenuta ad opera dell’Armata Rossa, ed equiparando il comunismo al nazifascismo. Continua a leggere...

SOLIDARIETA’ AI COMPAGN* NO TAV

A Lonato, durante l’incontro di giovedì 17 gennaio 2018, organizzato in municipio sull’agricoltura per l’inizio della Fiera Regionale, i Compagni e le Compagne NOTAV hanno protestato per i danni e gli espropri del possibile passaggio dell’Alta Velocità Brescia-Verona. Dopo le tensioni di una normale dialettica politica, l’aggressione certificata da un video è stata fatta ai danni di chi denuncia come le grandi imprese e la destra al governo del territorio tacciano sulla presenza di 40 siti inquinati certificati nel Bresciano lungo il passaggio del Tav. Velocissima è stata la risposta del Sindaco di Lonato che ha emesso un Daspo comunale a carico di 13 attivisti NOTAV presenti all’incontro. Il provvedimento impone ai militanti di star lontano dal centro storico per 48 ore, il tempo di svolgimento della Fiera.
Potremmo trovare la questione quasi aneddotica se non fosse che con questo strumento si realizza a pieno il progetto di sterilizzazione di ogni opposizione sociale. L’orientamento ideologico, la protesta sacrosanta, la rivendicazione dei propri diritti ormai può costare un foglio di via. Questa punizione, dobbiamo ricordarlo, coglie il potere in flagranza di reato, contro tra gli altri, gli articoli 13 -16 -17- 25 della Costituzione repubblicana.
Già la Costituzione! Il loro progetto per ora è fallito, ma su di noi ricade la loro vendetta e dunque ecco il controllo del territorio per la “sicurezza” della città, del borgo, del paesello, del centro storico, che permette ai sindaci sceriffi di emettere ordinanze che non possono a rigor di diritto essere prese da una autorità politica, se non buttando a mare la separazione dei poteri dello stato. L’urgenza della situazione antidemocratica che ci tocca vivere impone una risposta collettiva! Massima solidarietà ai Compagni e alle Compagne NOTAV!!!

-le compagne ed i compagni del CS 28 maggio-

SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DI BERGAMO

UNA VERGOGNA!
Ancora intimidazioni di stampo fascista ai danni di chi non si arrende al clima di odio e al razzismo sdoganato anche dal governo penta-legato. Un manifesto, affisso sul muro d’ingresso della CGIL a Bergamo, mette alla gogna presunti sostenitori di Cesare Battisti e di non precisati “stupratori clandestini”. È l’ennesima dimostrazione di quanto in questo paese si stia pianificando un attacco alla democrazia mai visto dal 1945 ad oggi. Il nostro pensiero più affettuoso a tutte le compagne e i compagni presi di mira da questa vergognosa azione squadrista, in attesa che gli autori del vile gesto vengano esemplarmente condannati!

-le compagne ed i compagni del centro sociale 28maggio-

PER RICORDARE I 20 ANNI DEL CENTRO SOCIALE 28 MAGGIO

alcune brevi note :

Perché 28 maggio?
Per non dimenticare una strage Fascista e di Stato avvenuta in piazza Loggia il 28 maggio del 1974 alle ore 10,12.

Chi siamo?
Siamo Comunisti, apparteniamo alla classe degli sfruttati, degli emarginati, dei diseredati, dei precari,dei disoccupati.

La nostra storia come centro sociale inizia nel 1998 in una struttura di novanta metri quadrati, un ex negozio in affitto, in via XX settembre a Rovato, un comune guidato allora da uno dei sindaci più razzisti della provincia, Roberto Manenti. noto per le sue ordinanze contro gli immigrati e per aver inaugurato una via ai caduti della repubblica sociale di Salò. Infatti il giorno dell’inaugurazione si presentavano due pattuglie dei carabinieri a darci il benvenuto. Quella sede, nonostante i limiti di spazio ci permise di sviluppare iniziative innovative, incontri, dibattiti, corsi vari, rappresentazioni teatrali, concerti in acustica, proiezione di filmati, cene di autofinanziamento diventando un punto di riferimento politico importante per il nostro territorio.
Dopo i sei anni di convenzione, l’affitto non venne più rinnovato, a causa delle pressioni politiche sulla proprietà. Scegliemmo comunque di continuare.
Alcuni compagni, dopo mesi di ricerca, trovarono una struttura adeguata nei pressi della stazione di Rovato in via Europa n. 54. Si trattava di una vecchia fabbrica dismessa che veniva venduta a lotti di trecento metri quadrati.
I compagni presentarono un progetto che inizialmente sembrava folle: acquistarla per poi ristrutturarla e renderla agibile attraverso una forma di partecipazione militante senza dover passare dalle banche che sono per noi la massima espressione negativa di questa società capitalistica.
Presa la decisione ci fu una grande mobilitazione di tutti i compagni/e nel reperire risorse e nel lavoro di sistemazione dello spazio e dell’ambiente:
dai muri che non c’erano, ai bagni, alle porte, alle finestre, al pavimento, agli impianti, si doveva costruire tutto perché il posto era una grande “scatola” vuota che doveva essere riempita.
Il risultato è stato qualcosa di straordinario, nei 300 metri quadrati abbiamo ritagliato tutto quello che può servire per svolgere ogni tipo di attività:
ampio salone per concerti e dibattiti, sale riunioni e ufficio, cucina e magazzino, tutto costruito dai compagni/e utilizzando molto spesso oggetti recuperati che la gente buttava e che noi abbiamo fatto rivivere.
Da quel momento sono iniziate le sfide nella gestione, nei turni, nella manutenzione, nell’organizzazione di centinaia di attività che si svolgevano e si svolgono all’interno del Centro Sociale 28 maggio, il tutto supportato della caparbia volontà di dimostrare che un sogno lo si può realizzare se insieme viene sognato.

In questi 20 anni di attività politica e culturale ci siamo impegnati sui fronti dell’Antifascismo, dell’Antirazzismo, dell’Ambiente, del Femminismo, del mondo del lavoro, del sindacato di classe, contro la repressione, la guerra, la vendita di armi, per i diritti sociali e civili, contro le condizioni disumane dei detenuti, e contro la tortura, per la liberalizzazione delle droghe leggere, contro il razzismo istituzionale, contro la crisi economica con i gruppi di acquisto solidale e con la solidarietà attiva contro gli sfratti, per l’internazionalismo e la solidarietà alla Palestina, al Chiapas, ai Paesi Baschi, per la difesa dei popoli Mapuche, dei Curdi, contro le aggressioni imperialistiche al Venezuela, a Cuba , all’Ucraina, e al Nicaragua. Ci siamo opposti al Tav, in difesa della Costituzione per il NO alla controriforma Renziana, contro l’Europa dell’Euro e delle Banche.

Vogliamo ricordare solo alcune delle manifestazioni organizzate contro le giunte razziste dei sindaci di Rovato, Adro, Coccaglio e Chiari e le innumerevoli iniziative e convegni contro la guerra e per ambiente, che hanno visto la presenza di studiosi di ogni parte d’Italia.

Non possiamo dimenticare che per l’azione Antifascista sul territorio siamo stati bersaglio di numerosi atti vandalici da parte dei fascisti.

Il Centro Sociale “28 maggio”è diventato un punto di riferimento per le comunità di immigrati che risiedono nella nostra zona che utilizzano permanentemente lo spazio per i loro incontri.

Tra le centinaia di iniziative, di presentazioni di libri, di filmati, dibattiti, attività ludiche e serate musicali, ricordiamo alcune presenze significative che hanno arricchito la storia del nostro Centro Sociale, sperando di non far torto a nessuno: personaggi come Giovanni Pesce, Alberto Granado, Don Gallo, Silvia Baraldini, Haidi Giuliani, Giovanni e Rita Cucchi genitori di Stefano, Alex Zanotelli, Giorgio Cremaschi, Renato Curcio, Geraldina Colotti, Angelo D’Orsi e la nostra amatissima Nicoletta Dosio.

Infine vogliamo ricordare i compagni che hanno dato un grosso contributo alla vita del centro e che oggi non sono più tra noi: Maria Lupatini, staffetta partigiana che con Haidi Giuliani ha inaugurato il nostro Centro Sociale, Eugenio, Nando, Mariuccia, Giovanni, Luisa e Attilio Zinelli presidente dell’Associazione 28 maggio e punto di riferimento politico e intellettuale del centro, che sono sempre nei nostri cuori e presenti nelle nostre lotte.
Inoltre vogliamo ricordare tutti i Compagni e le Compagne che in questi venti anni hanno contribuito alla crescita e alla gestione del Centro Sociale 28 maggio.

Concludiamo con una frase di Tomas Borge che campeggia all’interno del Centro Sociale 28 maggio:

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”. Continua a leggere...