i referendum sono l’espressione piu’ alta della democrazia… difendiamo la possibilita’ di dire la nostra.


Pubblicizziamo
questi argomenti, signori/e….!!!!




Ai referendum di domenica 12  e lunedì 13  giugno vota
SI per dire NO.

1 – Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

2 – Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.


3 – Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.



RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè Berlusconi
NON

farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset. Continua a leggere...

La Ue rivede la soglia per l’etichettatura sementi

seeds

da Greenplanet.net

“Una decisione grave e preoccupante – secondo Andrea Ferrante di Aiab – le sementi devono essere semplicemente OGM free. Non esiste soglia di contaminazione che tenga”. Mentre a Bali è in corso la quarta sessione dell’organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (Trattato Fao sui Semi), AIAB segue con attenzione gli sviluppi e propone, insieme a un vasto schieramento di associazioni e realtà, il libero usa dei semi per i piccoli agricoltori, la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato, a stretta maggioranza (22 voti a favore e 21 contro), una richiesta della Commissione europea di rivedere la soglia per l’etichettatura di tracce OGM nelle sementi convenzionali.”Si tratta di una decisione grave e preoccupante, che per altro segna una forte spaccatura all’interno della stessa Commissione Agricoltura – commenta Andrea Ferrante, presidente nazionale AIAB – le sementi devono essere semplicemente OGM free. Non esiste soglia di contaminazione che tenga”.

Pdl e Fli si ritrovano Ricompattati dal partito fascista…

E chi dice che Pdl e Fli non votano più assieme peggio del diavolo e dell’acquasanta? Su una cosa invece sono d’accordo: l’abolizione del divieto di rifondare il partito fascista. Ebbene sì, non fosse altro che, spiegano, la norma è transitoria da 65 anni. Loro sono Cristiano De Eccher, Fabrizio di Stefano, Francesco Bevilacqua, Achille Totaro del Pdl e Egidio Digilio di Futuro e libertà. Al Senato hanno presentato un disegno di legge che chiede l’eliminazione dalla Costituzione della dodicesima disposizione transitoria e finale che vieta la riorganizzazione del partito fascista. «Sono passati 65 anni e che “transitoria” è? – chiede Bevilacqua – Da transitoria sta diventando definitiva». Da qui, secondo i senatori, l’esigenza di cancellare la norma. Il comma di cui si chiede l’abrogazione è il primo. «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Continua a leggere...

Manlio Milani si deve dimettere

La Rete Provinciale Antifascista stigmatizza la decisione del Presidente dell’Associazione Familiari vittime di Piazza della Loggia, Manlio Milani, di partecipare al convegno organizzato da Casa Pound Italia sulla strage del 28 maggio 1974.

L’associazione Casa Pound, come si legge sul sito www.casapound.orgsi propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio”; Continua a leggere...

E’ ALLARME PLUTONIO IN GIAPPONE…dovremo attendere anche noi una catastrofe nucleare per capire che è ora di passare all’energia pulita?

da Radiondadurto La situazione a  resta “imprevedibile, e non si possono escludere tracce di plutonio” nel nordest del . E’ lo stesso premier giapponese Kan a ammetterlo, senza però fornire alcuna alternativa valida. Unica notizia che arriva da Tokyo, e pare essere scontata, il fatto che secondo il governo “i piani di ricostruzione dopo la catastrofe atomica dell’11 marzo si baseranno sull’energia pulita”. In  intanto stanno arrivando anche i tecnici del colosso francese Areva per aiutare la Tepco, gestore privato dell’impianto, a rimuovere il materiale radioattivo contenuto nell’acqua che interessa soprattutto il reattore n.2 su cui sono concentrate le maggior preoccupazioni. Continua a leggere...

Strage, Milani a Casa Pound innesca la protesta antifascista

Zoom Foto

da Bresciaoggi

IL CASO. È polemica per la scelta del presidente della Casa della memoria e dell’Associazione familiari delle vittime
«Sono qui a livello personale, perchè dobbiamo andare oltre le nostre diversità». Ma la Rete chiede le sue dimissioni

La manifestazione di protesta di ieri sera

CasaPound e la Casa della Memoria allo stesso tavolo. Fuori, a 300 metri, il presidio della Rete antifascista che grida allo scandalo e chiede le dimissioni di Manlio Milani, presidente dell’Associazione Familiari delle vittime di piazza Loggia, per aver accettato di partecipare al dibattito al President, a Roncadelle. Ma se il dispiegamento delle forze dell’ordine induceva a pensare all’agitazione, alla fine la protesta si è tradotta, verso metà serata, nell’occupazione di via Roncadelle da parte dei manifestanti con cori e striscioni. Nessuna autorizzazione, quindi, alla «Partecipazione indignata» che gli antifascisti avrebbero voluto, faccia a faccia con CasaPound. «Vogliamo le dimissioni di Milani, che si presenta a un convegno con quelli che si definiscono i fascisti del terzo millennio a nome dell’associazione che guida – tuona Giuseppe Corioni, della Rete -: è vergognoso». «Dopo la sentenza sulla strage Cpi cerca di legittimarsi politicamente attraverso squallidi momenti di rivisitazione storica» gli fa eco Walter Longhi.
Eppure, dall’altra parte, seppur a distanza, Milani e CasaPound rispediscono le accuse al mittente con decisione. «Non sono qui a nome dell’associazione che rappresento, ma solo come Milani – precisa, pregando Cpi di precisarlo nella locandina -: non parlerò del processo, o del terrorismo di sinistra. Cercherò invece di affrontare con voi un percorso, che parte da me e finisce con me. Ho accettato – ribadisce – perché in questa memoria distratta dell’Italia che preferisce rimuovere gli anni’70, è necessario andare oltre le nostre diversità e incontrarci, senza limitarci ad osservare l’orrore in quanto tale, ma nel tentativo di trovare nella memoria elaborata degli insegnamenti utili rispetto al presente e al domani». Della stessa linea anche Adriano Scianca, responsabile cultura di Cpi (affiancato dal collega regionale Pietro Falagiani e da Gabriele Adinolfi del Centro Studi Polaris): «Questo è un incontro epocale nel panorama politico nazionale – dice -: Manlio è l’esempio di quel coraggio intellettuale che ci vede qui per parlare di stragismo come una ferita aperta nel cuore del Paese e come qualcosa che non ci appartiene naturalmente».
Quello di Manlio è un racconto, il suo racconto, fatto di contesti politici e sociali: l’iscrizione al Pci, l’amore per la resistenza e la Costituzione, gli incontri con i partigiani costretti a scegliere «per l’impossibilità di poter esprimere se stessi : per l’idea di poter vivere in una società libera». Come accadde per la manifestazione sindacaledi quel 28 maggio’74: «Quegli 8 morti sono ancora lì, a raccontare i valori di democrazia, lavoro, libertà di espressione – spiega Milani – Perché chi compì quella strage voleva sovvertire le istituzioni». Poi l’accenno alla responsabilità della destra eversiva per stessa ammissione dei camerati, gli attentati del prima e dopo piazza Loggia, e «i depistaggi delle istituzioni e dei Servizi deviati. Ecco dove sta l’impunità: il disegno eversivo si basa sulle collusioni. Allora, la memoria, deve prendere atto dei fatti e chiedere verità». Una storia che non piace poi tanto ad Adinolfi, certo che «le responsabilità del Pci siano enormi e che visioni come questa contribuiscano a non fare luce sulle stragi». In prima fila anche Benedetta Tobagi, «perché credo sia molto importante che Manlio abbia accettato di parlare con questi ragazzi: per spiegare che la violenza, è sempre sbagliata». Continua a leggere...

Ecco la risposta di Haidi Giuliani alla solidarietà espressa dal c.s. 28Maggio per la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo che assolve l’Italia dalle responsabilità della morte di Carlo Giuliani…

Perdonate se vi rispondo con un messaggio cumulativo: ho ricevuto moltissime telefonate, sms, email e non riesco a rispndere ad ognuno e ognuna di voi ma desidero ringraziarvi per la solidarietà che ci avete espresso, che noi sentiamo fortemente, e che ci aiuta davvero.

In piazza Alimonda abbiamo visto molti sassi, tra presunti e reali, ma questa sentenza è un macigno che coprirà tutto definitivamente.

Per questo motivo, e per il clima generale di “guerra” in cui viviamo, temo davvero che la causa civile non servirà a niente, se non a consumare le nostre energie residue, perché tutti gli errori sono stati fatti nei primissimi giorni (e non solo dai genitori di Carlo). Continua a leggere...

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”