Archivi categoria: Media

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Vogliamo Gigi!

Letizia Moratti cade sempre più in basso…i fans chiedono di Gigi e invocano Pisapia per dispetto alla Moratti…interviene quindi il ministro La Russa promettendo a Gigi un concerto premio in caso di vittoria della Moratti insieme a Davide Van de Sfroos…finale con sorpresa quando poi Gigi si decide a cantare un suo pezzo al cellulare in collegamento diretto con Red Ronnie…

http://video.it.msn.com/watch/video/telefonata-di-dalessio-dopo-forfait-a-concerto-moratti-videodoc/4q4m857o?cpkey=0ae49d97-81e0-43a6-a1a8-3f8924d1ad2e|||

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Torturato per le informazioni a WikiLeaks‏


L’informatore di WikiLeaks Bradley Manning è vittima di torture brutali in una prigione militare degli Stati Uniti, come parte di uno sforzo complessivo per silenziare e intimidire future gole profonde. Il governo è diviso sugli abusi a Manning. Il Presidente Obama ha a cuore la reputazione globale degli Stati Uniti, e un appello globale enorme potrebbe indurlo a mettere fine alla tortura:

In questo momento, l’informatore di WikiLeaks Bradley Manning è vittima di torture in una prigione militare americana. Manning è tenuto in totale isolamento, intervallato ogni giorno da momenti in cui viene spogliato, abusato e deriso dagli altri detenuti.

Manning è in attesa di giudizio per aver rivelato documenti contenenti segreti militari a WikiLeaks, incluso un video di soldati americani che massacrano civili iracheni. E iltrattamento brutale a lui riservato sembra far parte di una campagna intimidatoria per silenziare eventuali informatori e reprimere WikiLeaks. Il governo americano sull’argomento è diviso, con alcuni esponenti che hanno criticato pubblicamente i militari per il trattamento riservato a Manning, ma finora il Presidente Obama non si è espresso.

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MEDIA CONTAGIOSI

da Molleindustria.org

MEDIA CONTAGIOSI

Un breve saggio sul fenomeno ormai esplosivo dei contenuti diffusi viralmente in rete.


E’ nata una stella

Gary è un diciannovenne del New Jersey che nell’estate del 2004 decide di pubblicare un breve filmato su internet. Niente di sconvolgente: davanti ad una webcam e sulle note di un tormentone pop, il corpulento ragazzo si esibisce in un balletto con tanto di cantato in playback. Inizialmente destinato ad una ristretta cerchia di amici, Numa numa dance inizia a diffondersi come un’epidemia: è linkato da migliaia di blog, ripubblicato su innumerevoli siti, diffuso capillarmente dal tam-tam via e-mail. Presto anche il mondo offline si accorge del fenomeno. In pochi mesi la pixellosa faccia di Gary rimbalza sulle pagine di tutti i quotidiani ed è ritrasmessa sui maggiori canali televisivi.
Quando vidi prima volta Numa numa dance avvertii un misto di irritazione e stupore. Non riuscivo spiegarmi un successo così sconvolgente. Non c’è dubbio che il videoclip sia simpatico, che la performance sia ben riuscita e che la nota canzone degli O-zone abbia costituito un fattore di traino determinante. C’è forse il pizzico di gusto cinico nell’assistere ad un’autoumiliazione. Stempiato, grasso e con gli occhiali, Gary è il prototipo dello sfigato. Eppure è dotato di una certa capacità attoriale e simpatia che non lo fanno sprofondare completamente nel patetico. Sono convinto che qualcos’altro in quel videoclip deve aver colpito nel profondo l’immaginario del navigatore medio.
Quell’immagine a bassa fedeltà siamo ormai abituati a riconoscerla come proveniente da una webcam e il riflesso del monitor sulle lenti degli occhiali non lascia adito a dubbi: Gary è di fronte ad un computer. Esattamente come i suo innumerevoli spettatori. Gary balla e si dimena ma stando sempre seduto nella postazione come se la sua performance fosse estemporanea e del tutto fuori luogo. Ho il sospetto che le migliaia di lavoratori, studenti, blogger che hanno dato la prima spinta propulsiva al fenomeno si siano in qualche modo identificati in Gary. Un popolo di internauti che ha immediatamente solidarizzato con un atto di liberazione dalla schiavitù del monitor.
Il personal computer a metà degli anni Novanta perde l’aura di seriosità che gli era stata precedentemente attribuita, diventa una piattaforma multimediale per lavoro, studio ed intrattenimento. L’avvento di internet rende possibile il lavoro da casa mentre quello in ufficio è sempre meno irregimentato vista la possibilità di perdersi nel grande ipertesto e di comunicare con persone che non appartengono necessariamente all’ambiente di lavoro.
E’ inevitabile ed ormai quasi comunemente accettato che in presenza di un computer collegato in rete i tempi di lavoro/studio e i tempi di riposo/svago si confondano. Numa numa dance sembra tematizzare questo passaggio epocale ed al contempo costituire l’oggetto mediale perfetto per spezzare il ritmo del lavoro eterodiretto. Un breve, leggero e scandalosamente inutile spot prima di tornare al foglio di calcolo o alla ricerca di scienze.

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info dal Chiapas

Abbandonati dai media ufficiali e non solo, un breve video informativo
sulla repressione a Bachajoin, in Chiapas.
Breve video co-realizzato con il Grupo de Trabajo “No Estamos Todxs”
sulla situazione a San Sebastian Bachajon,
registrato l’11 febbraio, dopo l’arresto di 117 compagni, 10 dei
quali ancora in carcere.
http://www.archive.org/details/InformeBachajon
durata: 6’40”
lingua: spagnolo
¡LIBERTAD PARA LOS PRESXS POLITICXS!
¡VIVA LA OTRA CAMPAÑA!

PUNTATA SUL CARCERE DI PRESA DIRETTA

PUNTATA SUL CARCERE DI PRESA DIRETTA

Perché le carceri italiane sono così sovraffollate? Come mai il problema non è mai stato risolto? Cosa si potrebbe fare per evitare i troppi suicidi tra i carcerati? E’ veramente necessario costruire decine di nuove carceri?

L’inchiesta di “Presadiretta” entra nel cuore e nel nodo dei problemi del nostro sistema penitenziario.

Riccardo Iacona è andato a Poggioreale, il carcere di Napoli, che è simbolo dei molti  mali che affliggono gli istituti penitenziari e dà la misura di quanto grave sia la situazione. I detenuti sono ammassati in celle anguste, condannati all’inattività per la totale mancanza di progetti di riabilitazione e rieducazione e sono condannati a guardare il soffitto gran parte della giornata. Tra gli altri ha incontrato Gaetano Di Vaio, un ex detenuto che ha realizzato un documentario che dimostra l’inferno dietro le sbarre.

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