VERSO LA MANIFESTAZIONE NO TAV del 16 novembre 2013

 

VERSO LA

MANIFESTAZIONE NO

TAV

del 16 novembre 2013

Contro la distruzione e l’occupazione militare della Valle!

Contro la repressione politica, giudiziaria e mediatica del Movimento No Tav!

Per dire NO al furto di denaro pubblico!

Per un lavoro utile e dignitoso!

Per ospedali, scuole e trasporti efficienti!

Per la cura del territorio!

Rifondazione Comunista,

C.s. 28 Maggio,

Sinistra Anticapitalista e Ross@

Organizzano i pullman a partire da Brescia per

raggiungere la Valle con ritrovo alle ore

13:00 a Susa in Piazza d’Armi!

Partenza: ore 8:30 dal C.s. 28 Maggio a Rovato

ore 9:00 dal piazzale dell’IVECO a Brescia

Il prezzo della trasferta è di 15 euro, con rientro in

serata al termine della manifestazione.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

Attilio: 345-6528718 – Eugenia: 347-2548776

In preparazione alla manifestazione

propongono una

Assemblea pubblica martedì 12 novembre ore 20:30

Presso la sede Casa della Sinistra in via Eritrea 20 (vicino al BresciaOggi) a Brescia

Ne parleremo con:

. Nicoletta Dosio (Movimento No Tav Val Susa)
. Alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia e del Coordinamento No Tav del
Basso Garda e delle Colline Moreniche
. Alcuni cittadini coinvolti direttamente da espropri per i lavori in via Roncadelle e
via Toscana a Brescia 

NOTIZIE SU EURIDICE

Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione e scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.

C’è nella formazione di un carattere rivoluzionario il lievito delle commozioni. Il loro accumulo forma una valanga. Rivoluzionario non è un ribelle, che sfoga un suo temperamento, è invece un’alleanza stretta con uguali con lo scopo di ottenere giustizia, liberare Euridice.

Innamorati di lei, accettammo l’urto frontale con i poteri costituiti. Nel parlamento italiano che allora ospitava il più forte partito comunista di occidente, nessuno di loro era con noi. Fummo liberi da ipoteche, tutori, padri adottivi. Andammo da soli, però in massa, sulle piste di Euridice. Conoscemmo le prigioni e le condanne sommarie costruite sopra reati associativi che non avevano bisogno di accertare responsabilità individuali. Ognuno era colpevole di tutto. Il nostro Orfeo collettivo e stato il più imprigionato per motivi
politici di tutta la storia d’Italia, molto di più della generazione passata nelle carceri fasciste.

Il nostro Orfeo ha scontato i sotterranei, per molti un viaggio di sola andata. La nostra variante al mito: la nostra Euridice usciva alla luce dentro qualche vittoria presa di forza all’aria aperta e pubblica, ma Orfeo finiva ostaggio.

Cos’altro ha di meglio da fare una gioventù, se non scendere a liberare dai ceppi la sua Euridice? Chi della mia generazione si astenne, disertò. Gli altri fecero corpo con i poteri forti e costituiti e oggi sono la classe dirigente politica italiana. Cambiammo allora i connotati del nostro paese, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei ranghi dell’esercito, nella aule scolastiche e delle università. Perfino allo stadio i tifosi imitavano gli slogan, i ritmi scanditi dentro le nostre manifestazioni. L’Orfeo che siamo stati fu contagioso, riempì di sé il decennio settanta. Chi lo nomina sotto la voce “sessantotto” vuole abrogare una dozzina di anni dal calendario. Si consumò una guerra civile di bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro. Quella parte di Orfeo credette di essere seguito da Euridice, ma quando si voltò nel buio delle celle dell’isolamento, lei non c’era.

Ho conosciuto questa versione di quei due e del loro rapporto, li ho incontrati all’aperto nelle strade. Povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice e non la va a cercare anche all’inferno.

Erri De Luca

BRESCIA: IN FONDO A DESTRA

BRESCIA: IN FONDO A DESTRA

Il Centro Sociale 28 maggio di Rovato

il Partito della Rifondazione Comunista

i Cittadini per la Costituzione di S. Vigilio – Concesio

denunciano

come negli ultimi anni si assista nella nostra città e nella sua provincia a una sempre più plateale e pubblica ostentazione di simboli del fascismo, di commemorazioni di personaggi legati al Ventennio e alla Repubblica Sociale di Salò di veri e propri omaggi alla figura di Mussolini, unitamente a gravissimi episodi di violenza squadrista e razzista che quasi sempre avvengono nell’indifferenza e complicità delle istituzioni con il coinvolgimento diretto di alcune figure istituzionali, marcando un vero e proprio salto di aggressività della presenza neofascista.

Per via della crisi il terreno sociale manifesta una grande sofferenza che vede l’immigrato come il classico capro espiatorio di una situazione che a breve non ha sbocchi positivi. L’accanimento delle formazioni fasciste nei confronti degli immigrati unitamente all’odio per tutti i diversi è strumentale a questa situazione di disorientamento generalizzato, si palesa dunque con aggressiva baldanza e non può esserne ignorata l’estrema gravità.

Prevedere è il primo passo per prevenire perciò il Centro Sociale 28 maggio, il Partito della Rifondazione Comunista e i Cittadini per la Costituzione di S. Vigilio – Concesio

chiedono

l’immediata chiusura“senza se e senza ma” di tutti i luoghi di aggregazione di queste organizzazioni nazifasciste fuori dalla nostra Costituzione:

in particolar modo le sedi di Forza Nuova a Brescia in via Benedetto Croce 21, Forza Nuova di Lumezzane in via Rango 40 e la sede di CasaPound a San Vigilio in via Mazzini 125 nel comune di Concesio.

Questa nostra richiesta è dettata dalle normative di legge che discendono dalla XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana del 1948 che stabilisce il divieto della “riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Non importa l’esteriorità di cui si veste la formazione politica quanto i principi che stanno alla base della sua azione politica come il corporativismo, il militarismo, la politica razziale, le discriminazioni verso le donne, gli omosessuali e in generale le minoranze, l’antisemitismo e il violento nazionalismo.

Sono quindi i valori fondanti del movimento fascista a essere in assoluto contrasto con i principi della Repubblica nata dalla Resistenza come chiarito anche dalla legge 20 giugno 1952 n. 645 (cosiddetta “legge Scelba”).

Ad integrazione della legge Scelba del 1952 si ha poi la legge n. 205 del 1993 (cosiddetta “legge Mancino”) che condanna “gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali”. La legge punisce anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. La legge Mancino è il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d’odio.

Visto e considerato che sul nostro territorio abbiamo formazioni politiche come CasaPound e Forza Nuova dichiaratamente fasciste che da anni operano nella più completa impunità attraverso condotte non circoscrivibili ad occasionali episodi di violenza, che sarebbero di loro già gravissimi, ma che esprimono una strategia ideologicamente orientata alla sovversione dei fondamenti del nostro sistema democratico, senza che gli organi preposti se ne preoccupino e prendano le dovute misure di prevenzione, noi riteniamo urgente inoltrare questa denuncia.

Dobbiamo chiederci come mai la Magistratura e il Governo non intervengono per sciogliere quelle organizzazioni che ostentano sfacciatamente tutti i principi del fascismo: dal corporativismo, all’antisemitismo, all’esaltazione della violenza squadrista fino ad insultare i Partigiani, infangare gli Ebrei, denigrare i migranti e istigare all’odio razziale proprio come puntualmente descritto nell’art. 1 della legge Scelba e nell’art. 1 della legge Mancino.

Brescia, mortalmente colpita dalla strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 chiede ancora che ai suoi morti venga data verità e giustizia, pertanto non possiamo tollerare che formazioni di chiara ispirazione fascista siano presenti sul nostro territorio possano agire impunemente infangando la memoria delle 8 vittime della strage di Piazza della Loggia.

Ricordiamo il monito del poeta tedesco Bertold Brecht agli indifferenti:

E voi, imparate che occorre vedere

e non guardare in aria; occorre agire

e non parlare. Questo mostro stava

una volta per governare il mondo!

I popoli lo spensero, ma ora non

cantiam vittoria troppo presto

il grembo da cui nacque è ancora fecondo

Giudicate voi stessi…

http://www.militant-blog.org/?p=9799

Il Pdci e l’antifascismo ai tempi della rete

ottobre 29th, 2013 | Category: antifascismoantimperialismo

Se non li conoscete guardateli un minuto, li riconoscerete dal tipo di saluto, inizia così una delle più celebri canzoni antifasciste di Fausto Amodei, un suggerimento tutt’ora valido e che oggi, ai tempi della rete, potrebbe essere tranquillamente aggiornato con un più comodo cercateli su google. Scriviamo questo perchè gironzolando sul web ci è capitato di imbatterci in una “curiosa” inizativa a sostegno della Siria che si dovrebbe tenere il prossimo 16 novembre a Terni e che sarà promossa dal Pdci e dall’Associazione “I primi della strada” insieme a… Stato e Potenza. Ora va bene (si fa per dire) la “distrazione” degli organizzatori, va bene pure (si fa sempre per dire) la non approfondita conoscenza del microcosmo fascista, ma quando si invita qualcuno in casa propria, in questo caso nei locali della propria federazione, sarebbe cosa buona e giusta almeno informarsi su chi è, su che cosa fa e da dove viene. Almeno per evitare colossali figure di merda come questa. Non sappiamo se la federazione ternana del Pdci abbia accesso alla rete, immaginiamo di si visto che possiedono un profilo facebook (qui), in tal caso ci sentiamo di poter dire che sarebbe bastato digitare nomi e sigle su un qualsiasi motore di ricerca per rendersi conto con chi si aveva a che fare. Su “Stato e Potenza” non ci dilunghiamo troppo, in rete si trova di tutto e di più (qui per esempio) ed anche noi alcuni mesi fa abbiamo provato ad analizzare il fenomeno del “rossobrunismo” (qui) e i rinnovati tentativi di infiltrazione nel campo dell’estrema sinistra. Quello che forse più ci lascia perplessi sono però i relatori, in questi casi infatti i curricula personali valgono più di mille grafiche o slogan “realsocialisti” piazzati sul proprio sito per confondere qualche visitatore distratto o nostalgico. Il primo che balza agli occhi e senza dubbio il signor Ramadan, che gli organizzatori descrivono come un “comunista italo-siriano”. Ouday Ramadan  è impegnato da mesi insieme con quella compagnia di giro che risponde al nome di Fronte Europeo per la Siria in un tour che l’ha portato a visitare numerose sedi fasciste, non ultima casapound. Per chi non lo riconoscesse qui è quello con il microfono

Qui è invece insieme a Feola ($empre domani) sul palco di Area 19

e qui invece è a Damasco insieme con Di Stefano (Ca$apound) e la delegazione del FeS

Non siamo certo noi a dire che i comunisti non debbano entrare nelle sedi fasciste, anzi, crediamo però che quando lo fanno lo debbano fare con una tanica di benzina in mano e non certo con un microfono tra baci e abbracci.

Di Stefano Bonilauri poi che dire se non che fa parte di quel (minuscolo) cosmo di “euroasiatici” che fa riferimento a Claudio Mutti (leggi) per conto del quale dirige la collana “Gladio e martello” (vedi) della casa editrice “Edizioni all’insegna del veltro” capace di pubblicare indistintamente testi su Ceaușescu e Codreanu e di cui mostriamo sotto un “interessantissima” pubblicazione

Sappiamo bene che la lotta contro l’aggressione imperialista alla Siria è una battaglia sacrosanta e fondamentale. Sappiamo pure che il deficit di internazionalismo di una certa sinistra, sempre più irretita dalla campagne dirittoumaniste dell’informazione mainstream, sta lasciando un vuoto enorme. E sappiamo che la politica, come la natura, aborrisce il vuoto. Se tu arretri, gli altri avanzano. Proprio per questo oggi più che mai  occorre essere particolarmente attenti, e vigili. Ma si può essere, anzi si deve essere, antimperialisti senza diventare caricature di noi stessi. Per tirare fuori queste quattro infomazioni non serviva chissà quale inchiesta antifascista ma sarebbero bastati un computer e qualche minuto di pazienza, sempre che se ne avesse la voglia o se ne sentisse la necessità, in caso contrario ci tornano in mente le parole di Goethe: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi saprò che cosa puoi diventare.

 

Da Monza a Malnate la Lombardia nera tra raduni e nostalgie, Il fenomeno aggressioni e attentati

«Le formazioni di estrema destra devono essere messe al bando. Nell’ultimo anno, in Lombardia, c’è stata un’intensificazione delle loro iniziative. E, parallelamente, di aggressioni, attentati e danneggiamenti: Legnano è l’ultimo di una lunga serie». Non ha dubbi Antonio Pizzinato, presidente onorario di Anpi Lombardia, sui passi da compiere. Lui, che a ottant’anni continua a girare in lungo e in largo per le scuole, perché «bisogna raccontare cosa sono stati nazismo e fascismo», punta il dito contro chi non vieta raduni e manifestazioni di matrice nera: «Basta applicare la legge, cosa che non avviene per una malintesa libertà di espressione o, peggio, perché i neofascisti trovano sponda nelle istituzioni». 
Il concerto in occasione del compleanno di Hitler, a Malnate. Il raduno naziskin a Rogoredo, periferia di Milano. Il festival Boreal di Cantù. Tra un evento e l’altro, decine e decine di commemorazioni, convegni, parate. L’Osservatorio democratico sta cercando di tenere il conto. Negli ultimi mesi ha pubblicato due dossier, uno sulla Lombardia e l’altro, più specifico, sulla Brianza e sul «caso Monza». Il capoluogo brianzolo, dove questa mattina l’Anpi presenta la «mobilitazione per Monza antifascista», è un concentrato di partiti e movimenti di estrema destra: su tutti «Lealtà azione», che ha sede in un negozio del centro e conta adepti anche a Milano, Lodi, Magenta. Tra Desio, Limbiate, Verano Brianza, Cesano Maderno e Seregno svetta invece Forza Nuova, ogni mese un banchetto. Nel Milanese è Bollate ad ospitare la skinhouse. Avanguardia studentesca fa proselitismi tra i giovani nel Varesotto.
I dossier sono un lungo elenco di date, luoghi, eventi autorizzati. Ma anche aggressioni, atti vandalici, scritte sui muri, corone incendiate. Un connubio rigettato dal Fronte nazionale, tirato in causa per le svastiche comparse sul circolo Arci a Sesto San Giovanni, pochi giorni dopo il rifiuto di uno spazio pubblico da parte del sindaco. «Gli atti di vandalismo non ci appartengono: sono ormai lontani i tempi in cui si evocavano tali simboli, c’è un evoluzione di pensiero volto alle problematiche della gente e ai problemi reali del nostro paese», ha detto Stella Pileci, responsabile comunicazione.
«Il problema sono i danni a livello sociale, l’istigazione all’odio razziale e le forme di intolleranze diffuse che sfociano nella violenza — rimarca Saverio Ferrari, dell’Osservatorio — Certo non siamo in Grecia, non c’è Alba dorata. Ma questi fenomeni sono da tenere d’occhio e combattere, a livello culturale innanzitutto. Le istituzioni dovrebbero avere un ruolo trainante, qui in Lombardia invece spesso fanno sponda con collaborazioni inspiegabili: lo scorso aprile, alla cerimonia per i reduci della Repubblica di Salò, c’era la corona della giunta regionale che sfilava insieme ai simboli delle SS».

Patrizia Longo  –  Il Giorno   –  19/10/2013

All’armi son fascisti, I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia

I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia

Pubblicato il  · in Controinformazione ·

di Valerio Evangelisti

FascistiAssassini.jpg[Questo breve articolo di tono divulgativo, apparso sul numero di giugno della rivista Su la testa, legata al PRC, non doveva apparire su Carmilla. Esistono in rete inchieste sullo stesso tema molto più accurate, di cui fornirò i riferimenti. Se mi risolvo a pubblicarlo qui è perché, a scoppio ritardato, ha causato nei diretti interessati reazioni scomposte, ai limiti dell’isteria. In particolare, ciò è avvenuto per le tre righe piuttosto neutre consacrate a Costanzo Preve, elencato tra i marxisti sedotti dall’ipotesi rosso-bruna. In appendice, fornirò qualche indicazione bio-bibliografica sui curiosi difensori che, per l’occasione, l’illustre “filosofo marxista” ha trovato. Naturalmente, a tutti è lecito cambiare idea, ma se la schiera dei “versipelle” è troppo folta dà adito a sospetti.]

L’ultimo, sconcertante prodotto della strana famiglia che sto per descrivere ha per nome “autonomi nazionalisti”. Si tratta in effetti di giovani neonazisti che fanno propri alcuni simboli esteriori non tanto dell’autonomia, quanto dell’anarchismo più radicale.

Vestono le tutine nere dei “Black Bloc”, si fregiano della A cerchiata. Di recente hanno occupato una casa rurale abbandonata nei pressi di Pavia, con l’intento di farne un centro sociale. Inalberano l’insegna del movimento internazionale “Antifa Aktion”, rappresentata da una bandiera rossa giustapposta a una nera, se i militanti sono in prevalenza marxisti, o una nera su una rossa, se prevalgono gli anarchici. L’emblema vuole comunque indicare l’unità di anarchici e marxisti contro il fascismo.
Non è così per gli “autonomi nazionalisti”. Nella loro versione, la bandiera nera copre la rossa, ma la scritta attorno è “Anti-Antifa Aktion”. Il nemico è dunque l’antifascismo militante.
Si tratta, in Italia, di un pugno di giovanotti, per di più invisi a Casa Pound, che li ha trattati a male parole. In realtà il piccolo movimento è nato in Germania, dove, visto il successo degli “Antifa”, alcuni militanti di estrema destra hanno pensato che fosse solo questione di look; poi il nucleo iniziale si è ramificato, raggiungendo persino l’Australia. Prassi di questi gruppi? Infiltrarsi nelle manifestazioni degli Antifa e causare il maggior numero possibile di danni insensati, con obiettivi certamente diversi da quelli dei Black Bloc propriamente detti.
Restano comunque un’esigua minoranza, come gli “anarchici nazionalisti” che li avevano preceduti. Ben diverso — anche se numericamente ancora marginale — il peso esercitato dalla tendenza fascista detta “rosso-nera”, o “comunitarista”, o “nazional-bolscevica”, o “socialista nazionale”. In Italia è una lunatic fringe, eppure può contare su un quotidiano, qualche rivista, diverse case editrici e molti siti web, che alcuni, in buona fede, credono di estrema sinistra. Il fatto è che questo filone ha una sua storia e, qui e là per l’Europa, persino un suo radicamento.
Un recente numero del Bollettino Aurora di Alex Lattanzio — pubblicazione “rosso-bruna” in rete molto ben dissimulata, tanto che prende nome dal famoso incrociatore che appoggiò gli insorti della Rivoluzione d’Ottobre — rievocava i “padri nobili” in quei comunisti nazionalisti che negli anni ’20, in Germania, ebbero un qualche seguito, fino a venire cancellati dai nazisti hitleriani. In realtà, l’origine della corrente è più recente. Il fondatore autentico è il belga Jean-François Thiriart (1922-1992), ex combattente delle SS valloni, collaborazionista in nome di gruppuscoli provenienti dall’estrema sinistra approdati al sostegno al Terzo Reich. Nel dopoguerra, Thiriart pagò le sue scelte con alcuni anni di carcere. Tornato in libertà, fondò alla fine degli anni ’50 il movimento Jeune Europe (avente per simbolo la croce celtica, poi divenuta di uso comune a destra), che si opponeva alla decolonizzazione del Congo belga, dell’Algeria e degli altri possedimenti europei in Africa. In Italia, Jeune Europe ebbe quale primo referente Ordine Nuovo, mentre all’interno dell’OAS (Organisation Armée Sécrète) franco-algerina, trovò un discepolo brillante e intelligente in Jacques Susini, l’ideologo del gruppo terroristico.
Lentamente, tuttavia, le idee di Thiriart, inizialmente tanto antiamericane quanto antisovietiche e centrate sulla nozione di Europa quale culla della civiltà, mutarono. Cominciò a leggere l’URSS quale baluardo nazionalista, specialmente nella figura di Stalin, e a considerare con simpatia la Cina. Formulò la nozione di “Eurasia”, entità politica e culturale in fieri capace di dare scacco all’imperialismo americano, ormai quasi il solo nemico (con la sua appendice ebraica, Israele). Accantonò il filocolonialismo per appoggiare i movimenti di resistenza dell’America Latina e del Medio Oriente.
In Italia i referenti cambiarono. Per i dettagli rimando a un saggio di Claudia Cernigoi,La strategia dei camaleonti: comunitarismo e nazimaoismo, apparso nel 2003 sulla rivista triestina La Nuova Alabarda e facilmente reperibile sul web. Vi si trova anche un dizionario con i nomi più significativi, sempre ricorrenti. Riassumendo almeno tre decenni, chi traspose in Italia le nuove idee di Thiriart fu in primo luogo “Lotta di popolo”, il più noto gruppo detto nazi-maoista. Seguirono “Lotta Studentesca”, in parte “Terza Posizione”, la rivista “Orion” di Milano (facente capo alle edizioni Barbarossa e alla Libreria del Fantastico di viale Plinio), fino all’ala estrema e armata, i NAR di Giusva Fioravanti. Più raggruppamenti minori, misticheggianti o aventi radicamento locale, in forma di circoli e associazioni culturali.
Più interessante vedere gli sviluppi attuali. Non senza avere notato che quella componente, sicuramente minoritaria, del fascismo “di sinistra”, ha comunque contagiato l’intero arco della destra extraparlamentare, o parzialmente extraparlamentare in quanto associata elettoralmente ai partiti del centrodestra. Se ne trovano tracce in Fiamma Tricolore, in Forza Nuova, in Casa Pound-Blocco Studentesco (l’espressione più “moderna” e originale) e in molte formazioni assenti dalla scena nazionale.
Una rassegna dei gruppi e dei siti che sto per citare è compresa in un saggio,L’arcipelago della destra radicale, presente nel sito web L’Avamposto degli Incompatibili (ora qui). Quello che tento ora è un rapido aggiornamento.
Anzitutto è d’obbligo il rimando a una delle maggiori formazioni che agiscono a livello europeo, a dimostrazione che siamo di fronte a una piccola Internazionale. Si tratta del Partito Comunitario Nazional-Europeo, i più diretti eredi di Jean-François Thiriart. Quando si accede in rete al loro sito, si è accolti dall’inno sovietico. Si passa poi a una pagina fitta di ritratti di Stalin e Che Guevara. Il partito sembra avere molte filiazioni soprattutto nell’Est europeo, e, quanto all’Europa occidentale, in Francia. Qui pubblica un periodico, Les Causes du Peuple. Fa il verso a La Cause du Peuple, il noto settimanale maoista francese diretto, negli anni successivi al ’68, da Jean-Paul Sartre. Per comprendere l’ispirazione autentica basta esaminare il dossier dedicato a Thiriart, in termini osannanti.
Il PCN non sembra avere relazioni dirette con il russo Partito Nazional-Bolscevicofondato dal poeta e scrittore Eduard Limonov (eccellente, va detto, in entrambe le sue espressioni artistiche). Questo è un partito slavofilo, aggressivo, trasgressivo, che di comunista non ha molto, a parte il solito richiamo alla grandezza di Stalin. Raccoglie giovanissimi sotto bandiere curiose: falce e martello in un cerchio rosso (o nero) che ricorda le insegne naziste, o, addirittura, l’immagine di Jean Marais con maschera verde nel film “Fantomas ’70”.
Gli italiani sono più seri e, pur condividendo in certa misura le idee dei loro confratelli dell’Europa orientale, sono più abili a camuffarsi. Prima di catalogarli, vediamone le idee di fondo (non comuni a tutti i nuclei, ma alla maggior parte):
– L’unione di Europa e Asia (“Eurasia”) è in grado di sconfiggere l’imperialismo statunitense. Chiaramente, l’attuale Unione Europea non è un passo avanti in quella direzione (e qui mi sento di concordare);
– A questo fine, va bene l’alleanza con tutti gli Stati e le forze che perseguono il medesimo obiettivo, dagli integralisti islamici, ai nazionalisti slavi, a paesi socialisti o socialisteggianti come Cuba, il Venezuela o altri dell’America Latina;
– Il capitalismo è aborrito, ma identificato in sostanza con le banche e i grandi fondi di investimento. Nella maggior parte dei casi nelle mani di ebrei;
– Il conflitto di classe è taciuto o considerato “superato”. Non rientra negli schemi interpretativi. I rapporti di forza sono diventati “geopolitici”, e la Russia di Putin, la Cina o il Vietnam che promuovono il neocapitalismo, l’Iran ecc. sono oggettivamente oppositori del sistema globale. Le classi escono dal quadro. Si parla di “nazioni”, “etnie” o “popoli” come surrogato delle classi.
– Nessun “comunitarista” si definirebbe razzista. Ogni comunità deve mantenere la sua identità culturale, e nel proprio ambiente va più che bene. Gli esodi di massa verso i paesi più ricchi sono dovuti non a miseria, ma un piano americano per piegare l’Europa — e la futura Eurasia. Ovviamente con l’appoggio della finanza internazionale e dei suoi organi di controllo, che mirano a soffocare la nostra cultura e ad averci in pugno per debolezza di fronte all’invasione.
– Israele è identificato con gli ebrei in toto, e comanda in pratica il mondo intero. La resistenza alla politica del governo israeliano è indifferenziata. Contro gli israeliani, per i rosso-bruni, va bene di tutto: i palestinesi veri e propri (in tutte le loro componenti, spesso assai diverse), i talebani, gli estremisti islamici, Ahmadinejad, fino ai naziskin di quartiere. Il nemico sono “gli ebrei” in genere. Controllano il sistema finanziario, si sono inventati l’Olocausto per tenerci sotto ricatto perenne. Ciò li coinvolge come “genus” potenzialmente pericoloso, a prescindere da età, sesso, cultura, fede religiosa o non religiosa effettiva, ecc.
Questo “corpus” di idee, condiviso in larga misura ma raramente in ogni punto, connota vari piccoli gruppi esistenti in Italia, maestri di confusione.
Il sito Aurora, già citato, è apparentato con la rivista Eurasia, che fin dal nome denuncia i suoi riferimenti nascosti. Quando Arcoiris TV trasmetteva via satellite, dedicò a Eurasia anche una rubrica settimanale, forse senza sospettare che si trattasse di “rosso-bruni”. Sia Aurora che Eurasia svolgono una cospicua attività editoriale. Sono fascisti almeno quanto a estrazione, ma lo nascondono con notevole abilità.
Ancora meglio lo nasconde il sito Comedonchisciotte. Chi lo seguì dalla nascita, ricorda che in principio offriva da scaricare I protocolli dei Savi di Sion. Adesso pare un sito di estrema sinistra, che colleziona articoli di ogni tendenza. Fulvio Grimaldi, la cui collocazione a sinistra non è in discussione, lo linka sul suo blog, quasi fosse affidabile. In effetti converge su molte valutazioni. Ma questo è un suo problema. In equivoci analoghi cade abbastanza spesso Giulietto Chiesa, che con i rosso-bruni condivide l’interpretazione — fondata o meno che sia — degli attentati dell’11 settembre 2001 come complotto maturato all’interno degli Stati Uniti. Antiamericanismo viscerale e antisionismo (da leggersi come detto sopra) sono i punti di forza di Comedonchisciotte, un sito che gode di una certa popolarità.
Qui va detto, per inciso, che non riconoscere il conflitto di classe come centrale priva la destra “nazional-bolscevica” della filosofia della storia propria della sinistra. A ciò sopperisce cercando il motore degli eventi in cospirazioni raffinate (a volte credibili in parte, altre volte no), e in gruppi di potere che nascostamente guidano le scelte palesi di Stati e coalizioni tra nazioni (Gruppo Bildeberg, Club di Roma, ecc.). Se l’11 settembre è il cavallo di battaglia, attraverso “personalità” come il saggista americano di estrema destra Webster Griffin Tarpley (autore tra l’altro di un libro contro Toni Negri, visto, tanto per cambiare, come manovratore delle BR), in siti che costeggiano l’area senza appartenervi integralmente, come Luogo Comune, ciò si estende anche a eventi come la spedizione dell’Apollo 11 sulla luna, frutto di manipolazione cine-televisiva. L’importante è che ci sia qualcuno che complotta nell’ombra, dai banchieri ai Savi di Sion attualizzati.
Malgrado simili bizzarrie, alcuni transfughi della sinistra sono finiti per approdare alle sponde rosso-brune, con maggiore o minore consapevolezza. E’ il caso dell’economista Gianfranco La Grassa, allievo di Antonio Pesenti (firmò con lui un cospicuo Manuale marxista di economia politica), sempre citato dai “nazional-bolscevichi”; di un altro economista radicale, Vittorangelo Orati, che a suo tempo collaborava alla Monthly Review (1); ma soprattutto è il caso del “filosofo marxista” Costanzo Preve, divenuto un autentico teorico del “comunitarismo”. Ha un suo sito, Comunismo e Libertà (prima si chiamava Comunitarismo.it), da cui divulga il nuovo verbo, sempre richiamandosi a Marx.
Tornando all’ala “militante” dei rosso-bruni, ecco Socialismo Nazionale e Gerarchia, vincolati a Militia, gruppuscolo (un tempo denominato Movimento Politico Occidentale) che di recente ha avuto guai giudiziari, anche per le sue connessioni con alcune curve calcistiche di tifosi; ed ecco Rinascita — Quotidiano di Sinistra Nazionale (da non confondere, è chiaro, con La Rinascita del PdCI). Il giornale ha una versione cartacea, non facile da reperire in edicola. Accanto al titolo riporta una citazione di Nietzsche; i contenuti sembrano di estrema sinistra. In realtà i fondatori hanno vecchi percorsi che ben poco hanno a che fare con la storia del movimento operaio. Rimandano invece al terribile vecchietto ex SS, Jean Thiriart, e alla sua Jeune Europe.
Potrei continuare pagine e pagine con l’elencazione. Mi limito invece a fare un breve riferimento a un’altra corrente rosso-bruna, di origini differenti. Si tratta dei seguaci, che si potrebbero definire “fascisti ecologisti”, del filosofo francese di destra Alain de Benoist. Costoro hanno circoli, siti e riviste, nonché una casa editrice di dimensioni non piccole, con sede a Bologna: Arianna Editrice (appoggiata a una catena distributiva, Macrolibrarsi). Arianna pubblica testi di medicina alternativa, libri su cospirazioni varie, saggi sulla decrescita e su forme di illuminazione interna, pamphlet contro il “signoraggio bancario”. Diffonde quotidianamente un bollettino in rete, in cui hanno ampio spazio il negazionismo dell’Olocausto, le tesi sul superamento delle distinzioni tra destra e sinistra, la geopolitica di impostazione “eurasiatica”.
Cosa pensare di tutto ciò? Ho inteso limitarmi a una semplice, sommaria rassegna. La mia idea è che la “crisi delle ideologie” non si sia abbattuta solo sulle forze del movimento di classe, ma abbia lasciato orfana anche parte della destra più aggressiva, desiderosa di scendere sul terreno del sociale a occupare le piazze lasciate vuote da una sinistra sfiancata. Lo fa ripescando teorie ambigue e tutt’altro che nuove, come si è visto. Vi riuscirà? Non ci si faccia illusioni sui numeri, i “rosso-bruni” sono pochi ma non mancano di potenziale di crescita. L’unico modo per impedirlo è che quelle piazze tornino a riempirsi di bandiere rosse.

Antifa.jpgNOTE:

(1) Può però darsi che talune collaborazioni di Orati, che è finissimo economista, al quotidiano rosso-bruno Rinascita siano state dovute a un equivoco — purtroppo frequente — sulla natura del giornale. In altri articoli ho avuto modo di lodare la perspicacia di Orati.

APPENDICE: “OPERAZIONE BAYGON”

Alle rassegne citate nel corpo dell’articolo, di Claudia Cernigoi e dell’Avamposto degli Incompatibili, ne va aggiunta una più recente, riedita in occasione del 2° Festival Sociale delle Culture Antifasciste di Bologna. Ha curato la riedizione il Nodo Sociale Antifascista bolognese.

Il mio pezzo sarebbe probabilmente passato sotto silenzio se alcuni dei “comunitaristi” chiamati in causa non si fossero messi a strillare, riempiendo la rete e Facebook di proteste, soprattutto in difesa della purezza del marxismo di Costanzo Preve (da me citato solo di sfuggita). Ecco i principali contestatori:

EUGENIO ORSO, fino al 2008 nel comitato di redazione della rivista Opposta Direzione, edita da All’Insegna del Veltro, casa editrice di estrema destra creata da Claudio Mutti. Per sapere chi sia Claudio Mutti, basta cercare su Wikipedia.

MAURO NERI, in realtà Maurizio Neri: ex militante del gruppo nazi Costruiamo l’azione, indagato (ma poi prosciolto) per la strage di Bologna del 2 agosto 1980, appartenuto al Movimento Sociale Fiamma Tricolore e al Fronte Nazionale di Adriano Tilgher.

RODOLFO MONACELLI, ex responsabile romano del Fronte Nazionale e webmaster del sito del gruppuscolo.

STEFANO MORACCHI, amico, ammiratore e seguace di Maurizio / Mauro Neri.

ALEX / ALESSANDRO LATTANZIO, ex pupillo di Pino Rauti, diventato d’improvviso “comunista”. Costui, in un articolo che rasenta la follia, avanza addirittura il sospetto che io sia agente di una “cospirazione sionista” (vecchio vizio) e, non sapendo nulla di me, mi chiama “bertinottiano meneghino” (???).

Personaggi del genere possono dare lezioni di marxismo? Se fossi nei panni di Costanzo Preve, sarei seriamente imbarazzato.

Perché “Operazione Baygon”? Pensateci un attimo… 😉

CONCERTO ROOTICAL FOUNDATION Live! @ CS 28 MAGGIO


Sabato 16 novembre 2013  h. 22.00  C.S. 28 Maggio – Via Europa, 59 – Rovato – Bs

Grande appuntamento con il reggae dei Rootical Foundation per la prima volta al nostro centro sociale. Facciamogli sentire tutte le positive vibration del C.s. 28 maggio.

A seguire sound system session con ONDEROOTZ FAMILY SOUND SYSTEM

Ingresso €4.

ROOTICAL FOUNDATION – Roots Reggae Family
Una reggae big band proveniente dalla provincia di Milano, attiva dal 2004, dedita al new roots. Nel 2006 pubblica il primo album “Ri-uscire”, con brani in italiano e inglese. Nel 2012 pubblica “HUMAN RIGHTS” un concept album dedicato al tema dei diritti umani, (di cui parte del ricavato viene devoluto a STAND UP FOR JAMAICA, associazione che si occupa di progetti in difesa dei diritti umani sull’isola del reggae, dal 1999) con importanti collaborazioni e ospiti come Raphael (Eazy Skankers), Sun Sooley (from Senegal) e PieroDread (Franziska Family), Dread Lion Hi Fi, Nico Roccamo e molti altri.
Nel corso degli anni la band ha collezionato una lunga serie di live e la partecipazione a importanti reggae festival quali Ragga coi Cinghiali – Liguria (2010), Reggae Radio Station Summer Festival – Milano (2010), Filagosto Festival e Fara Rock – Bergamo (2011/2013) Bababoom Festival – Marche (2012) POsitive River Festival – Emilia (2012) e reggae festival internazionali come OverJam Festival di Tolmin in SLOVENIA (2013).
Negli anni ha avuto il piacere di condividere lo stage e aprire a band italiane conosciute a livello europeo come Franziska, Eazy Skankers, Mellow Mood, Krikka Reggae, e artisti reggae internazionali come Ky-Mani Marley (JAM), Romain Virgo (JAM), Raymond Wright (JAM), Sun Sooley (SENEGAL), Gappy Ranks (UK). In questi anni cantante e coriste della band si sono esibiti come “Rootical Small Crew” in decine di showcase in vari locali e centri sociali, accompagnati da diversi selecta e sound system.
Official web site www.rooticalfoundation.com
Reverbnation http://www.reverbnation.com/rooticalfoundation/songs
fb official page
https://www.facebook.com/pages/Rootical-Foundation-Roots-Reggae-Family/110882442278166
Twitter account https://twitter.com/RooticalFamily

YouTube Channel http://www.youtube.com/user/rooticalfoundation1
Mail info@rooticalfoundation.com / teorootical@libero.it
Phone +39 334 3794397

PRESIDIO SABATO 9 NOVEMBRE PREFETTURA DI BRESCIA

Avviso importante

A denuncia delle gravi aggressioni fasciste al c.s. 28 maggio e in altre sedi (ultima la sede di rifondazione comunista a Lonato), il centro sociale 28 maggio organizza un presidio sotto la prefettura di Brescia in data sabato 9 novembre dalle ore 14.30 e invita tutte le compagne e i compagni antifascisti a partecipare.

Il mercato di sabato 9 novembre presso il c.s. 28 maggio si svolgerà dalle 18.00 alle 20.00.

Solo per questa data l’orario cambierà, per permettere la partecipazione di tutti/e al presidio! Produttori e fruitori del mercato partecipiamo numerosi!!! Difendiamo gli spazi comuni, difendiamo gli spazi liberi!  E a seguire (dopo il presidio), mercato per le libere merci e gli acquisti consapevoli, pasta popolare e musica.

Per chi volesse ci sarà un puntello alle ore 13.30  direttamente al c.s. 28 maggio, che poi partirà alla volta di Brescia.

 

SABATO 9 NOVEMBRE

PREFETTURA DI BRESCIA

Il Centro Sociale 28 maggio ha deciso di fare un presidio

sotto la Prefettura di Brescia sabato 9 Novembre. alle ore 14,30 per denunciare il grave clima che si è creato a Brescia e in provincia dopo gli attentati di Lonato e Rovato.

Verrà chiesto un incontro con il prefetto per consegnarle un esposto di chiusura di tutte le sedi fasciste presenti sul territorio bresciano, comprese Forza nuova di Brescia e Lumezzane e  Casa Pound di S. Vigilio.

Avviso importante

Anticipazione per il mercato di Sabato 9 Novembre : a denuncia delle gravi aggressioni fasciste al c.s. 28 maggio e in altre sedi (ultima la sede di rifondazione comunista a Lonato), il centro sociale 28 maggio organizza un presidio sotto la prefettura di Brescia in data sabato 9 novembre dalle ore 14.30 e invita tutte le compagne e i compagni antifascisti a partecipare.

Il mercato di sabato 9 novembre presso il c.s. 28 maggio si svolgerà dalle 18.00 alle 20.00.

Solo per questa data l’orario cambierà, per permettere la partecipazione di tutti/e al presidio!
Produttori e fruitori del mercato partecipiamo numerosi!!!
Difendiamo gli spazi comuni, difendiamo gli spazi liberi! E a seguire (dopo il presidio), mercato per le libere merci e gli acquisti consapevoli, pasta popolare e musica. In allegato il comunicato del c.s 28 maggio!

Solidarieta agli ATTACCHI FASCISTI NEL BRESCIANO (A LONATO E ROVATO)

Ringraziamo tutti coloro che hanno espresso il loro interessamento e la loro solidarietà

Centro Sociale 28 maggio 

Mi associo a quanto scritto da Claudia ed esprimo la mia solidarietà a Rifondazione e a tutti quelli del circolo 28 Maggio.

So che avete lo spirito per dire: NO PASARAN!

Il momento è molto difficile, ma questa è la nostra Resistenza: più prosaica, meno epica, ma altrettanto importante di quella di settant’anni fa.

Un caloroso abbraccio.

Alessandra Kersevan

Udine

Il giorno 08/ott/13, alle ore 21:28, Claudia Cernigoi ha scritto:

 cari compagni, esprimo la mia solidarietà sia a Rifondazione, sia al 28 maggio, al quale oltretutto mi sento particolarmente vicina, per la bella serata in cui sono stata ospite nel febbraio dell’anno scorso. in questi tempi si usa sottovalutare la presenza ed il pericolo fascisti, sempre vivi, la cui violenza si rivolge verso coloro che ancora lottano in una sinistra non addomesticata e cerca di costruire un’opposizione al potere sempre meno democratico, che ritiene pericoloso per l’ordine pubblico solo il movimento Notav, mentre assistiamo a prese di posizione di una malintesa democrazia come il sindaco di Cantù che ha dato all’estrema destra neonazista europea la possibilità di fare il proprio raduno, dopo che altre amministrazioni li avevano respinti.

ora e sempre Resistenza!

Claudia Cernigoi

Trieste

 

Ciao

la mia più totale solidarietà ai compagni di Rovato e Lonato
Sandi Volk

 

Care Compagne e Compagni del Centro Sociale 28 maggio di Rovato, apprendo solo ora dell’attentato fascista al Centro. La Valle di Susa antifascista, antirazzista e NO TAV è al vostro fianco con solidarietà e determinazione. Il potere invidioso e vendicativo teme lo spirito libero, l’intelligenza, la generosità di una realtà come la vostra, vera oasi di lotta collettiva e di speranza nel deserto del tempo che ci è dato vivere. Ma nelle profondità segrete dell’inverno già mette radici la rossa primavera. Un abbraccio grande e resistente.

Nicoletta Dosio

 

Beppe ciao,

ho letto adesso dell’ennesimo attacco a Voi che con passione e dignità cercate come tante/i  compagne/i  antifascisti  di opporvi alla deriva di questi sistemi  marci e corrotti.

E’ proprio questo, guastargli la festa nel mostrare i loro veri animi che li fa andare in bestia e quindi vi attaccano, ci attaccano, perchè quando toccano uno di noi toccano tutti.

Vi sono fermamente vicino e Vi abbraccio tutte/ti.

Rosa (mamma di Dax)

 

Caro Beppe, care compagne e cari compagni,

un pensiero solidale da me e da Sensibili alle foglie. Anche grazie a voi abbiamo avuto modo di conoscere meglio la cultura e le iniziative razziste che si riproducono sul territorio della Franciacorta. Ci auguriamo che maturino presto nuove occasioni per approfondire il cammino iniziato,

Renato Curcio

 

Caro Beppe, ho letto della bomba carta lanciata dai fascisti contro il centro sociale. Esprimo a te e ai tutte/i compagne/i del centro sociale “28 maggio” la mia più viva e fraterna solidarietà. Massima vigilanza No Pasaran!!!
Un abbraccio. Italo Di Sabato

 

Di fronte alle vigliacche aggressioni fasciste degli ultimi giorni solidarietà militante al CS 28 Maggio di Rovato e al circolo di Rifondazione Comunista di Lonato,

dalle compagne e dai compagni dello Spazio Popolare La Forgia di Bagnolo Cremasco

 

Carissimi compagni del 28 maggio,
carissimo Beppe,
vogliamo esprimervi tutta la nostra vicinanza e solidarietà per il vile
e codardo attentato ad opera dei fascisti contro il vostro Centro Sociale.
Purtroppo questo “VIZIETTO” è il risultato di anni di stragi fasciste rimaste impunite,
mentre i “rossi” da sempre hanno pagato per tutto quello che hanno fatto….E NON FATTO.
Sarà nostro dovere e piacere esservi vicini se organizzerete iniziative atte
a rivendicare ciò che chiedete nel vostro volantino.
Un grande abbraccio a tutti.
Tavola della Pace Vallebrembana-circolo don Andrea Gallo e Peppino Impastato.

 

Ciao Beppe, ho pubblicato sul nostro sito “Rete28Aprile” il vostro documento,

con la nostra più totale solidarietà!
resistete!

Un abbraccio Eliana Como

 

 

 

A: “ANPI BS” anpi@bresciaol.com

Cc:

Data: Thu, 10 Oct 2013 11:33:57 +0200

Oggetto: I: comunicato attentatoCS28maggio.odt
ben detto e ben fatto. Ciao

 

 

Vigliacchi e bastardi. Un grande abbraccio a tutti voi

Barbara Balzerani

 

Ciao,

esprimere solidarietà al vostro comunicato è cosa ovvia quanto superflua se non ci  ” attrezziamo ” per denunciare e combattere questi rigurgiti fascisti. La cosa più preoccupante è l’indifferenza, la sottovalutazione o, peggio, l’accondiscendenza da parte di ” pubblici ” amministratori o” difensori ” dell’ordine pubblico.

L’escalation  a livello europeo, vedi Grecia , Ungheria, e Austria, di forze marcatamente inneggianti al nazismo  non è tanto preoccupante per  la loro ramificazione a livello giovanile ma, piuttosto, per la mancata condanna e presa di posizione del Parlamento Europeo.

 

La Sezione ANPI di Salò si farà  carico di diffondere il vostro comunicato e di intraprendere iniziative al riguardo

 

Il  Presidente  ANPI    di  Salò

Paolo  Canipari

 

 

Nell’esprimerti la massima solidarietà contro l’ennesimo attacco fascista alla vostra sede, vorrei conoscere qualche particolare in più sul recente attentato, allo scopo di informare i compagni della Valtrompia.

Ciao e grazie.

Isaia Mensi

 

 

Dall’altra parte dell’ oceano ci sentiamo in dovere (dopo il vile attentato) di abbracciare le compagne e i compagni del centro sociale 28 maggio.
Quello che accade nella provincia bresciana ormai da vari anni e’ il prodotto di omerta’,indifferenza,e a volte di complicita’ dei governi che si sono succeduti. Esiste la drammatica volonta’ di lasciare che questi vili gruppi nazi-fascisti scorazzino liberi nelle nostre citta’, mettendo panico e bloccando le varie attivita’ sociale in difesa degli impoveriti e di tutti gli esclusi dalle nostre citta’.

Qui da noi esiste la drammatica realta’ di una destra reazionaria che usa ogni mezzo disponibile compresa la violenza per screditare il governo Bolivariano.

Ci e’ sempre piu’ chiaro che questo vile progetto e’ sostenuto da governi come gli Stati Uniti , l’Europa, compreso il nostro governo Italiano

La lotta antifascista ora piu´’ che mai si deve globalizzare fino alla definitiva vittoria degli onesti e dei solidali.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

Un abbraccio Barbara e Giuseppe

 

 

Rifondazione Comunista di Villa Carcina è con il centro sociale 28 Maggio, contro il ritorno della putrefazione della specie umana.

E’ inconcepibile, inaccettabile e incostituzionale, che le persone che gestiscono le istituzioni pubbliche non attuino i principi costituzionali nel loro operato pubblico, ma assecondino i più deleteri e demenziali organizzazioni sociali e politiche contro la costituzione, permettendo il dilagare della demenza umana e sociale.

Marsilio Gatti Segretario del Circolo diel PRC di Villa Carcina.

 

 

Ciao Beppe,

purtroppo sono per la seconda volta in poco tempo a esprimere attraverso la tua figura solidarietà al 28 maggio per il vile attacco dell’altro giorno.

Resistete!

 

A nome del PD di Rovato

Angelo Bergomi

Criptofascismo e Cinque stelle: il lusso di essere disumani

“Ieri è passato l’emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice “La clandestinità non è più un reato”. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”

Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

 Scriveva Wu Ming sulla rivista Letteraria del novembre 2011 “Il grillismo non è solo un caso di studio: è un’urgenza, un problema da affrontare quanto prima. 

In uno spazio “né di destra né di sinistra” retoriche e pratiche in apparenza vicine a quelle dei movimenti euroamericani vengono “risemantizzate” e messe al servizio di discorsi in cui sono rinvenibili discorsi di criptofascismo”
dire l’avevamo detto non dà nessuna soddisfazione

Il razzismo grillino e gli equivoci sull’abolizione del reato di clandestinità. Due cattive notizie e una buona [testo e disegni di Alessio Spataro]


di Alessio Spataro

Oggi una notizia buona e due cattive.

Partiamo da quelle cattive:

1. L’emendamento del M5s in commissione giustizia non ha abolito affatto il reato di clandestinità come titolano tutti i giornali. Innanzitutto perché non è legge; per diventarlo non basta un voto in una commissione, ma serve una modifica da approvare a maggioranza nei due rami del parlamento. Ma anche perché se dovesse diventare legge per miracolo, si tratterebbe comunque di una modifica della Bossi-Fini che non cambierebbe di una virgola la situazione reale degli immigrati extracomunitari: ovvero non sarebbero più incriminati formalmente per un reato, ma verrebbero comunque fisicamente deportati nei luoghi di tortura e guerra da cui scappano, anche più celermente.

2. L’unico modo, comunque insufficiente, per eliminare gli effetti più criminali della Bossi-Fini rimane eliminare la Bossi-Fini. Ma con questo parlamento è impossibile perché l’unica maggioranza politica che potrebbe realisticamente farlo, è composta da tre partiti che vogliono eliminare la legge razzista solo a parole: Sel, Pd e M5s.

Sel è il gruppo più attivo in questo senso (ma non è proprio convintissimo visto che si alleerebbe volentieri, in futuro come in passato, con un partito come il Pd che non cancellerà mai questa legge criminale ispirata dalle sue ex componenti, Ds e Margherita, che votarono nel ’97/’98 la Turco-Napolitano, la legge che istituì i lager di stato e che fu votata anche da un deputato pugliese, un certo Vendola Nicola).

Il Pd è composto da dirigenti, ministri ed ex-ministri che dopo l’ultima strage dicono di voler stravolgere la Bossi-Fini (ma Epifani, Kyenge e Turco non lo faranno mai per non far cadere il governo con i loro degni compari del Pdl).

Il M5s, essendo un partito-azienda, un contenitore vuoto da riempire con consensi sia razzisti che finto-progressisti, non vorrà mai eliminare la Bossi-Fini.

Infatti, mentre Travaglio (guardacaso oggi) scrive in prima pagina sul Fatto che bisogna rispedire in patria i detenuti clandestini (come previsto da una delle poche norme sagge della Bossi-Fini) si moltiplicano ultimamente gli inutili interventi in aula dei grillini in tema immigrazione che valgono quanto un post su facebook dell’inutile Di Battista che sogna un mondo “lennoniano” (termine suo) mentre i suoi colleghi senatori accelerano in commissione giustizia le deportazioni di immigrati. Questi razzisti del partito Cinque Stelle, infatti, ci tengono a chiarire l’intenzione di rispedire a casa gli immigrati. E lo fanno, in un italiano discutibile, addirittura citando i fascisti del sindacato di polizia che applaudì l’anno scorso gli assassini di Federico Aldrovandi:

(fonte: beppegrillo.it / parlamento)

La legge Bossi-Fini con l’introduzione del “reato di clandestinità” in questi anni ha aumentato il numero di immigrati irregolari, ha distolto le forze dell’ordine dalla sicurezza del territorio ed aumentato i costi per la Giustizia con cifre spropositate. Non lo afferma solo il Movimento 5 Stelle. Nel 2008, il Sap-Sindacato Autonomo di Polizia prese una dura posizione contro questo aspetto della legge Bossi-Fini. Scriveva il 25 settembre 2008 il segretario del SAP Riccardo Tanzi dopo un’audizione alla Commissione Giustiza del Senato: “prevedendo l’arresto obbligatorio in flagranza ed il processo per direttissima, implica che gli stranieri vadano presi e accompagnati non in carcere ma presso le strutture di polizia e tenuti in custodia fino al giorno dopo quando ci sarà il processo. Ciò – ha evidenziato – comporta che le pattuglie dovranno abbandonare il territorio per sorvegliare i fermati: ci sara’ quindi meno sicurezza”. Proseguiva il SAP: “La norma aggravera’ il sovraffollamento delle carceri e determinera’ un aumento esponenziale dei processi”. Fatti che si sono regolarmente avverati”.

Ancora più grave – proseguiva il segretario del Sap – l’articolo che allunga i tempi di detenzione nei Cie. In queste strutture – ha ricordato – ci sono già tanti problemi, con frequenti rivolte e danneggiamenti: portare a 18 mesi la permanenza significa dover destinare ancora più uomini e mezzi per la sorveglianza; personale che viene ancora una volta sottratto al territorio”. Ecco perchè alla prova dei fatti il “reato di clandestinità” non ha risolto nulla aggravando solo i costi per la Giustizia, con meno sicurezza per le strade, senza combattere il fenomeno e lo sfruttamento legato a quest’ultimo, addirittura aggravandolo. Il duro giudizio delle forze di Polizia era stato riconfermato lo scorso maggio in una intervista dove spiegava nuovamente che il reato di clandestinità fermava le espulsioni degli irregolari. Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini irregolari potranno procedere per via civile, senza inghippi, senza inutili spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini italiani), chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle senza incorrere in nessun tipo di reato. Non lasceremo più morire nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità e più umanità.

E qui viene il lieto fine. L’unica, piccola notizia buona di oggi: guardando sui loro siti e profili, i razzisti del M5s, nel cercare di guadagnare voti a destra e sinistra in modo schizofrenico, perdono proprio i consensi di quei preziosissimi razzisti che li hanno votati per il loro giustizialismo e si sentono oggi traditi dalla mancanza di cinismo dei grillini in commissione giustizia. I quali, in modo scomposto e con un faticosissimo copia-incolla, si sono affrettati a chiarire che gli immigrati potranno essere deportati più celermente e più a basso costo proprio grazie al loro emendamento, proprio come volevano i poliziotti del Sap: senza più lasciar morire nessuno “in maniera inumana”.

A me, di umano, piacciono le parole della mamma di Federico Aldrovandi riferite al Sap: “gli agenti condannati e coloro che dimostrano loro solidarietà non perdono occasione per dimostrarsti disumani”.

fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=88211&typeb=0&Cinque-stelle-il-lusso-di-essere-disumani

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”