nei secoli fedele (2013)

AIUTIAMO LUCIA UVA
il 31 dicembre scadono i termini per le indagini del caso Uva, vorremmo
contribuire ad alzare l’attenzione in merito per cui chiediamo a chiunque di
voi ne avesse modo di organizzare sul proprio territorio una proiezione del
documentario di Giuseppe Uva, il documentario lo trovate in rete
http://www.youtube.com/watch?v=qM5r-Z0JwK0, Lucia ha chiesto una mano a
diffonderlo il più possibile.
L’idea che avevamo era quella di concentrare tutte le proiezioni in un’unica
giornata o nei giorni adiacenti e di fare poi un volantino unico da far
girare via web segnalando tutte le proiezioni con luoghi e orari.
La giornata in questione potrebbe essere il 10 dicembre che è la giornata
mondiale dei diritti umani.
Chi pensa di potercela fare ad organizzare una cosa simile ci contatti
dandoci tutti i riferimenti della proiezione (data, ora e luogo)

PAGINA FACEBOOK
come potete notare dalla pagina di acad www.facebook.com/AcadOnlus non c’è
un giorno che non venga segnalato un abuso…
che ci saremmo trovati in una situazione di questo tipo l’avevamo già
preventivato, tante volte delle singole persone ci segnalano casi di abuso
che non ottengono più di un trafiletto sui giornale locali e alle quali
invece vorremmo riuscire a dare un risalto nazionale, per questo vi
chiediamo di tener guardata la pagina di Acad e di condividere le notizie
che postiamo in modo che possano essere diffuse sempre di più.

CERCHIAMO COLLABORATORI
stiamo cercando ancora 7 persone che rispondano al numero verde che sarà
attivo da metà gennaio, cerchiamo anche persone con varie competenze che
possano dedicare del tempo all’associazione, chi fosse interessato ci scriva
una mail privata qui infoacad@inventati.org oppure via messaggio tramite la
pagina di facebook.

grazie, a presto

Chi è Kimyongür, l’attivista arrestato in Italia

Bahar Kimyongür, giornalista turco impegnato a denunciare il coinvolgimento del governo Erdogan nella guerra siriana, è stato arrestato ieri al suo arrivo in Italia.
Redazione
venerdì 22 novembre 2013 15:54
di Giorgia Pietropaoli

Ieri mattina -21 novembre-, è atterrato all’areoporto di Milano Bahar Kimyongur. È stato immediatamente prelevato dalla Digos e condotto in carcere a Bergamo. L’attivista, che collabora da tempo con il gruppo di giornalisti del sito belga di Michel Collon, era arrivato in Italia per una serie di conferenze sulle vicende siriane. La persecuzione politica da parte del regime turco contro Kimyongur (ci sono state anche ripetute richieste di estradizione) va avanti ormai da anni. Arrestato prima in Belgio, poi in Spagna, Bahar era stato portato in giudizio sulla base della legislazione anti-terrorismo del Belgio con l’accusa di far parte di un gruppo terrorista. Era stato condannato in primo grado di giudizio nel febbraio 2006 e in appello nel novembre 2006, per poi essere assolto nel 2007 e nel 2009 in seguito alle sentenze di Cassazione.

Per capire chi è Bahar Kimyongür, vi proponiamo un estratto di un suo discorso tenuto in occasione di una manifestazione organizzata davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Bruxelles, il 25 settembre 2012.

«Numerosi sono gli amici che ci hanno chiesto perché abbiamo scelto di riunirci davanti all’ambasciata degli Stati Uniti per difendere la pace in Siria. Per fornire loro una risposta, cominciamo con la constatazione schiacciante, anzi con un rimprovero all’indirizzo di tutti noi, per la nostra sorprendente amnesia e la nostra cecità complice di fronte all’onnipresenza multiforme e al bellicismo degli Stati Uniti in Siria. Davvero, siamo così condizionati dalla propaganda delle nostre élites che ci dimentichiamo chi in realtà incarni il male principale del genere umano, e del popolo siriano in particolare. Perciò, non mancheremo di sottolineare a questi nostri amici le precedenti guerre d’aggressione che l’Impero statunitense ha scatenato, come iperpotenza colpevole pluri-recidivante di genocidi. Con le sue 761 installazioni militari distribuite sui cinque continenti, questo Impero esercita una dittatura globale, senza la quale il mondo starebbe tanto meglio!

Non mancheremo di passare in rassegna l’inventario dei crimini commessi dagli Stati Uniti, a Hiroshima, a Mai Lai durante la guerra del Vietnam, a Falloujah in Iraq, a Gaza in Palestina, nella Sirte in Libia. Denunciamo il loro uso del napalm, dell'”Agente Orange”, dei loro droni Predator, i loro tappeti di bombe riversati dai loro B-52 su intere città, l’avere finanziato e armato i “contras” e “contractors” in Afghanistan, in Guatemala, in Nicaragua, i loro golpe militari, le loro minacce, le loro sanzioni, i loro ricatti, la loro politica di corruzione degli oppositori ai regimi giudicati ostili. Attualmente, a forza di ingozzarci di immagini tutte orientate a dimostrare a tutti i costi la barbarie dell’esercito siriano, i nostri media sono abilmente pervenuti a renderci assuefatti ai crimini degli Stati Uniti, eternamente impuniti, la cui barbarie è proporzionale ai mezzi impiegati.

Ogni giorno siamo allo stesso tempo complici e vittime, fisiche e morali, di un Impero che nel 2010 ha impiegato da solo il 43% dei bilanci militari mondiali, vale a dire quattro volte più della Cina e della Russia messe insieme. Noi siamo a tal punto condizionati dalle immagini che ci pervengono dalla Siria, che ci mostrano le atrocità in modo assolutamente unilaterale, e dai discorsi contro la Russia, contro la Cina e contro l’Iran, che non teniamo più presenti tutte la basi navali e aeree statunitensi, i sistemi radar degli Stati Uniti, gli agenti della CIA, che operano per la distruzione programmata della Siria. Se siete ancora scettici sulla questione del ruolo centrale degli Stati Uniti nel caos siriano, vi invitiamo a gettare uno sguardo più attento sulle operazioni in corso sul fronte nord-occidentale della Siria. Nella provincia turca di Hatay, cioè ai piedi della roccaforte siriana, gli jihadisti di Al Qaida o dell’Esercito siriano di Liberazione ASL, operano a stretto contatto con i soldati dell’esercito turco di Erdogan e con le truppe statunitensi. A qualche chilometro dalla frontiera siriana, esiste una base radar della NATO, quella di Kisecik, situata sulla sommità della catena montuosa dell’Amanus. Gli abitanti del paese di Antiochia denominano questo sito come “il radar”.

Al punto 0 della frontiera siriana, sulla cima del Djebel El Aqra’ (il monte Cassius), la NATO è impegnata a costruire una nuova base osservatorio . Situato sopra il villaggio siriano di Kassab, sui 1700 m. di altitudine, questo sito, da cui ad occhio nudo si possono percepire le coste cipriote, è altamente strategico. Questa installazione militare dominerà la provincia siriana di Lattaia, il che consentirà il controllo di tutta la Siria, per cielo, terra e mare. Situata a meno di 150 km dalla frontiera siriana in linea d’aria, la base militare d’Incirlik, da cui transitano gli armamenti provenienti dalla Libia con destinazione gli insorti siriani, è una delle più grandi basi aeree e di sorveglianza statunitensi di tutto il mondo. Nel Golfo di Alessandretta, a meno di un miglio marino dalle coste siriane, naviglio da guerra della NATO fornisce agli insorgenti siriani informazioni e rilevamenti di natura militare. Nella medesima provincia di Hatay e nella provincia vicina di Adana, la CIA dispone di centri di formazione militare riservate agli insorgenti siriani. Se dubitate di tutto questo, vi invitiamo ad andare a leggere l’intervista concessa alla BBC da Thwaiba Kanafani, una spia che lavora per conto dell’Esercito siriano di Liberazione ASL. […]

Al posto di raffreddare i conflitti, di impedire questo terrorismo che agisce a cavallo dei confini, l’esercito turco punta i cannoni dei suoi blindati e i suoi lancia-missili contro l’esercito della Siria. Alcuni potrebbero obiettare che gli insorti ricevono ben scarsi armamenti dall’Occidente. Tuttavia, su decine di fotogrammi che ci arrivano dal fronte siriano, è possibile riconoscere, branditi dai ribelli, fucili di precisione M24 statunitensi, lancia-razzi RPG russi in dotazione all’ex esercito libico introdotti via mare dalla NATO, fucili AUG Steyr austriaci, MANPADS statunitensi (MANPADS è l’acronimo di Man-portable air-defense systems ed indica un sistema missilistico antiaereo a corto raggio trasportabile a spalla) inviati dal Qatar e dall’Arabia Saudita e consegnati proditoriamente dall’esercito turco.

La stampa svizzera informa che migliaia di granate svizzere vendute agli Emirati Arabi Uniti sono pervenute nelle mani dei ribelli siriani dopo essere state offerte ai militari della Giordania. Non occorre essere grandi esperti per capire come gli Stati Uniti siano presenti in tutto questo, ma in modo molto discreto, così come si sono comportati durante la guerra di Libia. […]

Il risultato di questo attivismo statunitense, occidentale e dei paesi del Golfo sta nel fatto che i bambini della Siria vengono esposti ad un conflitto mortale, da cui nessuno potrà uscirne vincitore. Il gigante del Nord America, che sognava di vedere un mondo arabo soggetto e diviso, mai avrebbe sperato in uno scenario migliore ad un costo così basso. Grazie all’Esercito siriano di Liberazione ASL e ad Al Qaida, gli Stati Uniti non devono proprio impegnare le loro truppe sul fronte siriano. […]

Passiamo ora al nostro obiettivo determinante, vale a dire quello di contribuire alla lotta per la pace e la riconciliazione in Siria. Noi crediamo che sia impossibile fermare lo spargimento di sangue e salvare la vita di Siriani innocenti che si trovano in entrambi i campi del conflitto fin tanto che l’Occidente non ostenterà una posizione neutra nei confronti del conflitto. […]

Allora, che fare? Ammazzare i milioni di partigiani del regime per consentire che i suoi oppositori conquistino il potere, oppure raccomandare la riconciliazione? Alimentare il conflitto in nome di una rivoluzione da tanto tempo confiscata dai suoi finanziatori corrotti, o patrocinare la pace dei coraggiosi?

Distruggere la Siria o aiutare questo paese a rimarginare le sue ferite e a dissipare l’incubo? È bello e coraggioso difendere la democrazia in Siria. Ancora, è necessario potersi assegnare mezzi e modi che siano moralmente e materialmente all’altezza di questo obiettivo lodevole. Se potessimo cominciare a fermare il massacro, sarebbe già un buon passo in avanti. Nell’attesa di giorni migliori, in Siria e in altre parti del mondo, “all we are saying is give peace a chance”, tutto quello che vogliamo affermare è dare una possibilità alla pace.”»

[Fonte: http://perunconflittononviolento.blogspot.it/2012/09/discorso-di-bahar-kimyongur-del.html]

A voi sembra un terrorista?

BRESCIA, INDAGINE SHOCK: PIÙ 30% DI TUMORI NEL SUD-EST. IN AUMENTO

La nuova inchiesta shock firmata da Il Manifesto sulla questione dei rifiuti nel bresciano: nel sud-est della città l’ex discarica Ecoservizi, dove in 30 anni sono stati riversati 130mila mc di rifiuti tossici e pericolosi. Tumori in aumento

Una discarica ad oggi cementata, composta ai tempi di una doppia vasca, e in cui sarebbero stati riversati ben 130mila metri cubi di rifiuti tossici, scorie industriali, acidi e terre contaminate, scarti della chimica industriale. Sita nella zona già inquinata del sud-est bresciano, dove ora al di sopra ‘giace’ una cooperativa sociale che “poco o niente sa di quello che si nasconde sotto il piano di calpestio”.

La nuova e shoccante denuncia arriva ancora una volta dalla penna tagliente di Andrea Tornago, dalle pagine de Il Manifesto: l’ennesima ‘bomba ecologica’, ancora una volta a due passi dalla città. Proprio lì, scrive Tornago, “nel 2011 l’ASL ha registrato un aumento anomalo di tumori del 30%”: è il caso, continua, “dell’ex discarica della società Ecoservizi di Brescia, un colosso industriale del trattamento dei rifiuti speciali pericolosi” che, fino al 2004, “smaltiva da sola un quarto dei rifiuti industriali d’Italia”.

Di proprietà di un ex dirigente della Compagnia delle Opere, attualmente è ‘sotto controllo’ della Systema Ambiente; la “discarica esaurita” invece è “finita in gestione ad una società con sede a Roma, la Ve-Part”. E ad oggi giace in “uno stato d’abbandono inquietante” tanto che, sostiene Tornago, “non è più impermeabilizzata e le piogge infiltrano i rifiuti, creando volumi enormi di percolato che rischia di tracimare e invadere il piazzale, inquinando i campi e la falda acquifera”.

Se mai dovesse accadere, riferiscono i Comitati cittadini, “sarebbe male, anzi malissimo”. E non manca nemmeno l’allarme ARPA che nel 2009 ha trovato tracce di Cesio 137 nel percolato prodotto dalla discarica, un ‘frutto radioattivo’ che, si legge ancora su Il Manifesto, sarebbe “misteriosamente sparito nei successivi controlli”.
I lavori di messa in sicurezza annunciati si sono poi interrotti, lasciando tutto in sospeso, nelle mani dei “vecchi e nuovi signori dei rifiuti in Lombardia”.

20 NOVEMBRE 2013  http://www.bresciapoint.it/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=8672&Itemid=265

il manifesto 2013.11.16 – 06 SOCIETÀ
BRESCIA/TUMORI AUMENTATI DEL 30%
I veleni industriali sotto la Ecoservizi
TAGLIO MEDIO – ANDREA TORNAGO 
BRESCIA 
Ha l’aspetto innocuo di un piazzale di periferia, uno dei più inquietanti invasi di rifiuti tossici e nocivi d’Italia. Nelle terre avvelenate del nord non ci sono roghi né emergenze rifiuti, le minacce sono silenziose e si confondono con l’architettura senza soluzione di continuità dei distretti industriali. È il caso dell’ex discarica della società Ecoservizi di Brescia, nella zona a sud-est della città. Lì nel 2011 l’Asl ha registrato un aumento anomalo di tumori del 30%. In quelle vasche, dal 1980 al 2000, sono finiti 130 mila metri cubi di rifiuti tossici e scorie della produzione industriale italiana. Fango galvanico e di acidi, morchie di verniciatura, polveri di abbattimento fumi, terre di bonifica. E i residui del trattamento chimico fisico dei rifiuti industriali: le scorie delle scorie.
Oggi le due vasche sono cementate e sopra ci parcheggia i suoi mezzi una cooperativa sociale che poco o niente sa di quello che si nasconde sotto il piano di calpestìo.
Ecoservizi è un colosso industriale del trattamento dei rifiuti speciali pericolosi, tra i primi in Italia a gestire un impianto e una discarica autorizzati fin dai primi anni ’80, quando ancora non esisteva il ministero dell’Ambiente. Per capire le proporzioni della struttura basta soffermarsi su un dato, contenuto in una sentenza del Tar della Lombardia: fino al 2004 la società bresciana smaltiva da sola un quarto dei rifiuti industriali d’Italia, tanto da essere riconosciuta dall’autorità giudiziaria come attività strategica «di pubblica utilità».
Ora la Ecoservizi è di proprietà della Systema Ambiente dell’avvocato romano Manlio Cerroni, che nel 2005 ha acquisito l’azienda da Andrea Calubini, dirigente della Compagnia delle opere. Ma l’avvocato Cerroni si è guardato bene dall’acquistare, insieme all’impianto di inertizzazione e trattamento, anche quella discarica esaurita. Che invece è finita in gestione a una società con sede a Roma, la Ve-part dei fratelli Colucci, il cui oggetto sociale è la post-gestione delle discariche cessate. In pratica si occupa solo della gestione della ex discarica Ecoservizi di Brescia. E con risultati inquietanti: lo stato di abbandono della discarica nel 2010 ha portato la Provincia di Brescia a diffidare più volte la Ve-part e a chiedere la riscossione della garanzia finanziaria depositata a suo tempo dalla società per provvedere al suo posto alla messa in sicurezza del sito. La discarica infatti non è più impermeabilizzata e le piogge infiltrano i rifiuti, creando volumi enormi di percolato che rischia di tracimare e invadere il piazzale inquinando i campi e la falda acquifera. Nel 2009 l’Agenzia regionale per l’ambiente ha trovato tracce di Cesio 137 nel percolato prodotto dalla discarica. Radioattività poi misteriosamente sparita nei successivi controlli, anche se l’Arpa ha specificato che l’indagine radiometrica «risente dell’incertezza, non trascurabile, dovuta alla presenza della copertura in cemento».
Una minaccia che preoccupa i comitati ambientalisti cittadini, che nel marzo del 2012 hanno interessato la Commissione parlamentare sui rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. I lavori di messa in sicurezza sarebbero dovuti finire entro il 2012, ma sono interrotti da mesi e la situazione non sembra affatto migliorata. Proprietaria dell’area è la Intergreen Spa, società della Compagnia delle opere legata al vecchio gestore dell’Ecoservizi, Andrea Calubini. Che attribuisce ogni responsabilità alla Ve-part. Vecchi e nuovi signori dei rifiuti in Lombardia.

Comunicato stampa del Centro Sociale 28 maggio di Rovato, del Partito della Rifondazione Comunista e dei Cittadini per la Costituzione di San Vigilio – Concesio

COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 9 novembre 2013 si è svolto il presidio sotto la Prefettura organizzato dal Centro Sociale 28 maggio di Rovato, dal Partito della Rifondazione Comunista e dai Cittadini per la Costituzione di San Vigilio – Concesio.

Abbiamo presentato un esposto al Prefetto per chiedere la chiusura di tutti i covi fascisti sul nostro territorio dopo: il “Sabato Fascista” organizzato da Casa Pound a San Vigilio, il presidio di Forza Nuova per “festeggiare” a suo modo le 363 vittime della strage di Lampedusa al crocevia di Sarezzo, i gravi attentati alla sede di Rifondazione Comunista di Lonato e al Centro Sociale 28 maggio di Rovato, le ripetute provocazioni al quartiere Carmine di Brescia.

Il clima di tensione latente si è accentuato quando abbiamo pubblicizzato il presidio su facebook; sui social network sono infatti comparse ripetute minacce, insulti e inviti ai camerati alla partecipazione al nostro presidio con i sampietrini.

Nella notte antecedente il presidio sono comparsi nel quartiere Carmine e nei pressi del luogo del presidio volantini oltraggiosi sempre riconducibili ai fascisti, tutto questo a dimostrazione che l’allerta che abbiamo voluto lanciare con il nostro esposto al Prefetto è legittima e oltremodo urgente.

Questo clima di tensione evidente avrebbe dovuto allertare le forze dell’ordine, che invece non sono state in grado di gestire le ripetute provocazioni dei nazifascisti presenti da ore nelle vicinanze del luogo del presidio e durante il suo svolgimento.

La questura non ha pensato che fosse utile isolare questi soggetti per renderli inoffensivi, creando i presupposti di una provocazione che ha generato un contatto che poteva essere evitato.

L’intervento tardivo e inefficiente della Celere ancora una volta si è scatenato contro i compagni e le compagne del presidio che tentavano di evitare un inasprimento della situazione.

Una nostra compagna è stata brutalmente manganellata sulla fronte, riportando un grosso ematoma e la rottura degli occhiali che fortunatamente non le ha lesionato gli occhi.

L’impressione che abbiamo è che lo scontro, chiaramente prevedibile, era auspicato per mettere in ombra e ridurre mediaticamente la nostra azione politica antifascista, azione che con l’esposto al Prefetto chiede un’urgente presa di posizione della massima autorità di Governo del territorio sul tema del rispetto della nostra Costituzione “senza se e senza ma”, come scritto nella copertina dell’esposto stesso:

Brescia, mortalmente colpita con la strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974, chiede ancora che ai suoi morti venga data verità e giustizia. Pertanto non possiamo tollerare che formazioni di chiara ispirazione fascista siano presenti sul nostro territorio promuovendo come da sempre POLITICHE DELL’ODIO NEI PERIODI DI CRISI!

A BRESCIA : IN FONDO A DESTRA dobbiamo avere solo serrande chiuse!!!

Brescia, 10 novembre 2013

                                                                                  Centro Sociale 28 maggio

                                                                                  Rifondazione Comunista

                                               Cittadini per la Costituzione di S.Vigilio-Concesio

VERSO LA MANIFESTAZIONE NO TAV del 16 novembre 2013

 

VERSO LA

MANIFESTAZIONE NO

TAV

del 16 novembre 2013

Contro la distruzione e l’occupazione militare della Valle!

Contro la repressione politica, giudiziaria e mediatica del Movimento No Tav!

Per dire NO al furto di denaro pubblico!

Per un lavoro utile e dignitoso!

Per ospedali, scuole e trasporti efficienti!

Per la cura del territorio!

Rifondazione Comunista,

C.s. 28 Maggio,

Sinistra Anticapitalista e Ross@

Organizzano i pullman a partire da Brescia per

raggiungere la Valle con ritrovo alle ore

13:00 a Susa in Piazza d’Armi!

Partenza: ore 8:30 dal C.s. 28 Maggio a Rovato

ore 9:00 dal piazzale dell’IVECO a Brescia

Il prezzo della trasferta è di 15 euro, con rientro in

serata al termine della manifestazione.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

Attilio: 345-6528718 – Eugenia: 347-2548776

In preparazione alla manifestazione

propongono una

Assemblea pubblica martedì 12 novembre ore 20:30

Presso la sede Casa della Sinistra in via Eritrea 20 (vicino al BresciaOggi) a Brescia

Ne parleremo con:

. Nicoletta Dosio (Movimento No Tav Val Susa)
. Alcuni esponenti del gruppo No Tav Brescia e del Coordinamento No Tav del
Basso Garda e delle Colline Moreniche
. Alcuni cittadini coinvolti direttamente da espropri per i lavori in via Roncadelle e
via Toscana a Brescia 

NOTIZIE SU EURIDICE

Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione e scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.

C’è nella formazione di un carattere rivoluzionario il lievito delle commozioni. Il loro accumulo forma una valanga. Rivoluzionario non è un ribelle, che sfoga un suo temperamento, è invece un’alleanza stretta con uguali con lo scopo di ottenere giustizia, liberare Euridice.

Innamorati di lei, accettammo l’urto frontale con i poteri costituiti. Nel parlamento italiano che allora ospitava il più forte partito comunista di occidente, nessuno di loro era con noi. Fummo liberi da ipoteche, tutori, padri adottivi. Andammo da soli, però in massa, sulle piste di Euridice. Conoscemmo le prigioni e le condanne sommarie costruite sopra reati associativi che non avevano bisogno di accertare responsabilità individuali. Ognuno era colpevole di tutto. Il nostro Orfeo collettivo e stato il più imprigionato per motivi
politici di tutta la storia d’Italia, molto di più della generazione passata nelle carceri fasciste.

Il nostro Orfeo ha scontato i sotterranei, per molti un viaggio di sola andata. La nostra variante al mito: la nostra Euridice usciva alla luce dentro qualche vittoria presa di forza all’aria aperta e pubblica, ma Orfeo finiva ostaggio.

Cos’altro ha di meglio da fare una gioventù, se non scendere a liberare dai ceppi la sua Euridice? Chi della mia generazione si astenne, disertò. Gli altri fecero corpo con i poteri forti e costituiti e oggi sono la classe dirigente politica italiana. Cambiammo allora i connotati del nostro paese, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei ranghi dell’esercito, nella aule scolastiche e delle università. Perfino allo stadio i tifosi imitavano gli slogan, i ritmi scanditi dentro le nostre manifestazioni. L’Orfeo che siamo stati fu contagioso, riempì di sé il decennio settanta. Chi lo nomina sotto la voce “sessantotto” vuole abrogare una dozzina di anni dal calendario. Si consumò una guerra civile di bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro. Quella parte di Orfeo credette di essere seguito da Euridice, ma quando si voltò nel buio delle celle dell’isolamento, lei non c’era.

Ho conosciuto questa versione di quei due e del loro rapporto, li ho incontrati all’aperto nelle strade. Povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice e non la va a cercare anche all’inferno.

Erri De Luca

BRESCIA: IN FONDO A DESTRA

BRESCIA: IN FONDO A DESTRA

Il Centro Sociale 28 maggio di Rovato

il Partito della Rifondazione Comunista

i Cittadini per la Costituzione di S. Vigilio – Concesio

denunciano

come negli ultimi anni si assista nella nostra città e nella sua provincia a una sempre più plateale e pubblica ostentazione di simboli del fascismo, di commemorazioni di personaggi legati al Ventennio e alla Repubblica Sociale di Salò di veri e propri omaggi alla figura di Mussolini, unitamente a gravissimi episodi di violenza squadrista e razzista che quasi sempre avvengono nell’indifferenza e complicità delle istituzioni con il coinvolgimento diretto di alcune figure istituzionali, marcando un vero e proprio salto di aggressività della presenza neofascista.

Per via della crisi il terreno sociale manifesta una grande sofferenza che vede l’immigrato come il classico capro espiatorio di una situazione che a breve non ha sbocchi positivi. L’accanimento delle formazioni fasciste nei confronti degli immigrati unitamente all’odio per tutti i diversi è strumentale a questa situazione di disorientamento generalizzato, si palesa dunque con aggressiva baldanza e non può esserne ignorata l’estrema gravità.

Prevedere è il primo passo per prevenire perciò il Centro Sociale 28 maggio, il Partito della Rifondazione Comunista e i Cittadini per la Costituzione di S. Vigilio – Concesio

chiedono

l’immediata chiusura“senza se e senza ma” di tutti i luoghi di aggregazione di queste organizzazioni nazifasciste fuori dalla nostra Costituzione:

in particolar modo le sedi di Forza Nuova a Brescia in via Benedetto Croce 21, Forza Nuova di Lumezzane in via Rango 40 e la sede di CasaPound a San Vigilio in via Mazzini 125 nel comune di Concesio.

Questa nostra richiesta è dettata dalle normative di legge che discendono dalla XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana del 1948 che stabilisce il divieto della “riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Non importa l’esteriorità di cui si veste la formazione politica quanto i principi che stanno alla base della sua azione politica come il corporativismo, il militarismo, la politica razziale, le discriminazioni verso le donne, gli omosessuali e in generale le minoranze, l’antisemitismo e il violento nazionalismo.

Sono quindi i valori fondanti del movimento fascista a essere in assoluto contrasto con i principi della Repubblica nata dalla Resistenza come chiarito anche dalla legge 20 giugno 1952 n. 645 (cosiddetta “legge Scelba”).

Ad integrazione della legge Scelba del 1952 si ha poi la legge n. 205 del 1993 (cosiddetta “legge Mancino”) che condanna “gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali”. La legge punisce anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. La legge Mancino è il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d’odio.

Visto e considerato che sul nostro territorio abbiamo formazioni politiche come CasaPound e Forza Nuova dichiaratamente fasciste che da anni operano nella più completa impunità attraverso condotte non circoscrivibili ad occasionali episodi di violenza, che sarebbero di loro già gravissimi, ma che esprimono una strategia ideologicamente orientata alla sovversione dei fondamenti del nostro sistema democratico, senza che gli organi preposti se ne preoccupino e prendano le dovute misure di prevenzione, noi riteniamo urgente inoltrare questa denuncia.

Dobbiamo chiederci come mai la Magistratura e il Governo non intervengono per sciogliere quelle organizzazioni che ostentano sfacciatamente tutti i principi del fascismo: dal corporativismo, all’antisemitismo, all’esaltazione della violenza squadrista fino ad insultare i Partigiani, infangare gli Ebrei, denigrare i migranti e istigare all’odio razziale proprio come puntualmente descritto nell’art. 1 della legge Scelba e nell’art. 1 della legge Mancino.

Brescia, mortalmente colpita dalla strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 chiede ancora che ai suoi morti venga data verità e giustizia, pertanto non possiamo tollerare che formazioni di chiara ispirazione fascista siano presenti sul nostro territorio possano agire impunemente infangando la memoria delle 8 vittime della strage di Piazza della Loggia.

Ricordiamo il monito del poeta tedesco Bertold Brecht agli indifferenti:

E voi, imparate che occorre vedere

e non guardare in aria; occorre agire

e non parlare. Questo mostro stava

una volta per governare il mondo!

I popoli lo spensero, ma ora non

cantiam vittoria troppo presto

il grembo da cui nacque è ancora fecondo

Giudicate voi stessi…

http://www.militant-blog.org/?p=9799

Il Pdci e l’antifascismo ai tempi della rete

ottobre 29th, 2013 | Category: antifascismo, antimperialismo

Se non li conoscete guardateli un minuto, li riconoscerete dal tipo di saluto, inizia così una delle più celebri canzoni antifasciste di Fausto Amodei, un suggerimento tutt’ora valido e che oggi, ai tempi della rete, potrebbe essere tranquillamente aggiornato con un più comodo cercateli su google. Scriviamo questo perchè gironzolando sul web ci è capitato di imbatterci in una “curiosa” inizativa a sostegno della Siria che si dovrebbe tenere il prossimo 16 novembre a Terni e che sarà promossa dal Pdci e dall’Associazione “I primi della strada” insieme a… Stato e Potenza. Ora va bene (si fa per dire) la “distrazione” degli organizzatori, va bene pure (si fa sempre per dire) la non approfondita conoscenza del microcosmo fascista, ma quando si invita qualcuno in casa propria, in questo caso nei locali della propria federazione, sarebbe cosa buona e giusta almeno informarsi su chi è, su che cosa fa e da dove viene. Almeno per evitare colossali figure di merda come questa. Non sappiamo se la federazione ternana del Pdci abbia accesso alla rete, immaginiamo di si visto che possiedono un profilo facebook (qui), in tal caso ci sentiamo di poter dire che sarebbe bastato digitare nomi e sigle su un qualsiasi motore di ricerca per rendersi conto con chi si aveva a che fare. Su “Stato e Potenza” non ci dilunghiamo troppo, in rete si trova di tutto e di più (qui per esempio) ed anche noi alcuni mesi fa abbiamo provato ad analizzare il fenomeno del “rossobrunismo” (qui) e i rinnovati tentativi di infiltrazione nel campo dell’estrema sinistra. Quello che forse più ci lascia perplessi sono però i relatori, in questi casi infatti i curricula personali valgono più di mille grafiche o slogan “realsocialisti” piazzati sul proprio sito per confondere qualche visitatore distratto o nostalgico. Il primo che balza agli occhi e senza dubbio il signor Ramadan, che gli organizzatori descrivono come un “comunista italo-siriano”. Ouday Ramadan  è impegnato da mesi insieme con quella compagnia di giro che risponde al nome di Fronte Europeo per la Siria in un tour che l’ha portato a visitare numerose sedi fasciste, non ultima casapound. Per chi non lo riconoscesse qui è quello con il microfono

Qui è invece insieme a Feola ($empre domani) sul palco di Area 19

e qui invece è a Damasco insieme con Di Stefano (Ca$apound) e la delegazione del FeS

Non siamo certo noi a dire che i comunisti non debbano entrare nelle sedi fasciste, anzi, crediamo però che quando lo fanno lo debbano fare con una tanica di benzina in mano e non certo con un microfono tra baci e abbracci.

Di Stefano Bonilauri poi che dire se non che fa parte di quel (minuscolo) cosmo di “euroasiatici” che fa riferimento a Claudio Mutti (leggi) per conto del quale dirige la collana “Gladio e martello” (vedi) della casa editrice “Edizioni all’insegna del veltro” capace di pubblicare indistintamente testi su Ceaușescu e Codreanu e di cui mostriamo sotto un “interessantissima” pubblicazione

Sappiamo bene che la lotta contro l’aggressione imperialista alla Siria è una battaglia sacrosanta e fondamentale. Sappiamo pure che il deficit di internazionalismo di una certa sinistra, sempre più irretita dalla campagne dirittoumaniste dell’informazione mainstream, sta lasciando un vuoto enorme. E sappiamo che la politica, come la natura, aborrisce il vuoto. Se tu arretri, gli altri avanzano. Proprio per questo oggi più che mai  occorre essere particolarmente attenti, e vigili. Ma si può essere, anzi si deve essere, antimperialisti senza diventare caricature di noi stessi. Per tirare fuori queste quattro infomazioni non serviva chissà quale inchiesta antifascista ma sarebbero bastati un computer e qualche minuto di pazienza, sempre che se ne avesse la voglia o se ne sentisse la necessità, in caso contrario ci tornano in mente le parole di Goethe: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi saprò che cosa puoi diventare.