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#TrattatiRoma, 60 anni di Ue bastano. Riprendiamoci l’Europa

#TrattatiRoma. Verso le manifestazioni del 25 -26 marzo. In piazza due diverse proposte politiche, riformiste e insidiose. Manca una alternativa internazionalista alla crisi dell’Europa [Franco Turigliatto]

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Vi racconto la vita sotto la rivolta di Maidan

Da quando è iniziata la protesta di Maidan i pestaggi per le strade di Kiev sono diventata cosa ordinaria. Non sono cessati nemmeno con la vittoria dei rivoltosi.

Vi racconto la vita sotto la rivolta di Maidan

L’insensatezza della rivolta. La distruzione dei monumenti. Gli omicidi. I pestaggi. Le rapine. Uno straordinario reportage di una Kiev che non vi hanno mai raccontato [Elena Saftenku] Redazione venerdì 2 maggio 2014 15:04 Commenta Da quando è iniziata la protesta di Maidan i pestaggi per le strade di Kiev sono diventata cosa ordinaria. Non sono cessati nemmeno con la vittoria dei rivoltosi.

di Elena Saftenku

Kiev. Avevo una collaboratrice. Si chiamava Shevko Alla Nikolaevna. Era un’anziana scienziata dell’istituto di Fisiologia A.A. Bogomolez di Kiev. È stata uccisa lo scorso 5 di marzo, nel suo appartamento. Non era un’eroina e non aderiva ad alcun partito. Alla Nikolaevna è stata vittima del colpo di Stato. Una vittima come molti altri, di cui nessuno scriverà.

Alla Nikolaevna da quasi venti anni dirigeva il dipartimento di informazione scientifica. Aveva il compito di preparare le conferenze del nostro istituto, prendeva la parte nella creazione dei film scientifici, si occupava dalla biblioteca e dei servizi scientifici internazionali.

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Orrore a Odessa! Nazi bruciano vive 43 persone

Uno dei sopravvissuti al pogrom portato via dai vigili del fuoco.

Orrore a Odessa! Nazi bruciano vive 43 persone

Bande di Settore destro assaltano e danno fuoco alla sede del sindacato occupata da giorni da separatisti russofoni. Chi è morto bruciato, chi si è lanciato nel vuoto. [Franco Fracassi] Redazione sabato 3 maggio 2014 11:27 Commenta Uno dei sopravvissuti al pogrom portato via dai vigili del fuoco.


Il rogo dell’edificio sede dei sindacati


Due delle vittime morte nell’incendio all’interno dell’edificio.


Un miliziano nazista di Settore destro lancia una molotov nel palazzo in fiamme.


Le vittime della strage erano ritenute colpevoli dagli assalitori di non essere nazionaliste ucraine.

di Franco Fracassi

L’orrore va di scena a Odessa. I nazisti del Settore destro hanno preso d’assalto la sede dei sindacati, occupata da giorni dai separatisti russofoni. L’hanno presa d’assalto con spranghe, molotov, coltelli e pistole. Protetti dalla polizia. Pochi minuti ed è scoppiato l’inferno. Almeno dieci persone sono morte sotto i proiettili, le coltellate e le sprangate degli assalitori. Altre, la maggior parte, sono arse vivi, in un rogo che si è sviluppato in tutto l’edificio, oppure si sono lanciate nel vuoto. Un’ecatombe. Quarantatré morti. Centosettantaquattro i feriti, di cui tanti gravissimi. Ma è solo un bilancio provvisorio.

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Fermiamo il trattato di liberalizzazione commerciale USA-UE

ARTICOLI CORRELATI

da asud.net

La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto.

Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati.

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Elezioni europee, attenti al Trattato di libero scambio Usa-Ue

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di Ignacio Ramonet, da democraziakmzero.org

Tra due mesi, dal 22 al 25 maggio, gli elettori di tutta l’Unione europea andranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo. E’ importante che questa volta, al momento di deporre la loro scheda, essi sappiano chiaramente quali sono le poste in gioco. Per motivi legati sia alla storia che alla psicologia, in alcuni paesi (Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.), molti cittadini – troppo felici di essere finalmente considerati “europei” – si sono raramente presi la pena di leggere i programmi. Hanno letteralmente votato alla cieca. Questa volta però la brutalità della crisi e le crudeli politiche di austerità attuate dall’Unione europea (Ue) hanno loro aperto gli occhi. Ormai sanno che è soprattutto a Bruxelles che si decide il loro destino.

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TTIP: il Pianeta al servizio delle multinazionali

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di Marco Bersani, da italia.attac.org

La crisi sovverte e modifica il quadro geopolitico internazionale, mutando i rapporti di forza a livello internazionale e rimettendo in discussione egemonie storiche, sinora date per indiscutibili. Da una parte le nuove potenze emergenti del Sud del mondo, quali Brasile, India, Sudafrica e Messico continuano a crescere e sviluppare il proprio mercato interno, rivelandosi difficilmente controllabili attraverso gli strumenti vecchi dei Forum internazionali, come il G20, e, in alcuni casi, rafforzando la costruzione di nuove aree commerciali regionali sottratte all’influenza statunitense, come l’area Mercosur in America Latina; dall’altra, sul versante pacifico, l’asse economico e geo-politico tra il gigante cinese e la Russia si va prepotentemente affermando come epicentro degli equilibri mediorientali ed asiatici, in una graduale scalata al ruolo di leadership globale. Recenti statistiche affermano come la produzione economica combinata di Brasile, Cina e India supererà entro il 2020 quella di Canada, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, e come, entro il 2030, più dell’ 80% della classe media del mondo vivrà a sud.

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Una Nato nel commercio

 

Dal 10 al 14 marzo i negoziatori delle sue sponde dell’Oceano Atlantico si incontreranno per spingere sulla svendita nei nostri diritti. In Italia è partita da qualche mese una mobilitazione  contro il Trattato di liberalizzazione degli scambi e degli investimenti tra Europa e Stati uniti (T-Tio). Pubblichiamo un articolo di Alex Zanotelli sulle conseguenze della “più grande ‘Statua Imperiale’ mai eretta”.


di Alex Zanotelli* 

In questa campagna elettorale per il Parlamento europeo, riteniamo estremamente importante un serio dibattito, non solo in Italia, ma in tutti i ventotto paesi dell’Ue, sul Trattato di libero scambio fra gli Stati uniti e l’Unione europea, noto come Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti(T-Tip).

Le trattative iniziate in tutta segretezza lo scorso luglio, a Washington, sono condotte da un pugno di esperti della Commissione europea e dal ministero del vommercio Usa. In dicembre, sempre a Washington, c’è stato il terzo ‘round’ di negoziati. Nonostante la maretta dopo lo scandalo Datagate, i negoziati sembrano procedere a gran velocità: a marzo si terrà a Bruxelles il quarto round di negoziati.

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