JAMAICAN MOOD IN CONCERTO

I Jamaican Mood, gruppo dalle tipiche sonorità rocksteady nato nel 2016 da un’idea del trombettista Giano, Giacomo Gianola. Dalla voglia di creare un nuovo progetto musicale mettendo insieme alcuni amici, infatti, presto si struttura una formazione ska a tutti gli effetti, al completo gli elementi richiesti dalla musica in levare: chitarra, basso, batteria, tromba, trombone, sax, voce e tastiera. Nel giro di pochi mesi la band si fa diffusamente conoscere e apprezzare in giro per la Lombardia fino ad arrivare alle terre dell’Emilia Romagna. Col passare del tempo, rispetto al gruppo di partenza, c’è qualche cambiamento nei musicisti, ma lo spirito e la bravura restano invariati.

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STAGE DI TAMMURIATA E APERICENA COI I POETICANTI

Dalle 19:00 Aperitivo per tutti i gusti, vegan, vegetariani e onnivori

Dalle 20:00 concerto di musica folk, poesie, tammurriate e canti del sud Italia con i PoetiCanti, trio di musicisti eclettici espressione della tradizione Campana

Vi ricordiamo che dalle 15:30 alle 18:00 si terrà lo stage di Tammuriata!!! Per info e iscrizioni
https://www.facebook.com/events/1081818728616487/

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL CSA MAGAZZINO 47

COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ
del Centro Sociale “28 maggio”
al CSA Magazzino 47

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2018, un gravissimo attentato incendiario fascista ha bruciato la libreria del Magazzino, la matrice di questo atto infame è chiaro! Si potrebbe dire che non c’è due senza tre! Prima il lancio di bombe carta all’esterno e all’interno delle casette di via Gatti, poi l’incendio delle auto al campo Sinti di via Orzinuovi, per arrivare ora all’incendio del CSA Magazzino 47.
I fascisti e i razzisti intendono provocare danni irreparabili alla convivenza civile in questa città, per restaurare la funzionale distinzione degli “opposti estremismi” di infausta memoria in spregio all’impianto stesso della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Nessun opposto estremismo! Noi siamo i rappresentanti di quei Partigiani, per la maggior parte giovani, che andarono in montagna per dare una speranza al nostro paese, quella di uscire dall’incubo di un regime liberticida, sanguinario e guerrafondaio: il fascismo!
Lo Stato con il suo potere coercitivo, in questo momento rappresentato dal ministro degli Interni Minniti, sta tradendo i fondamenti stessi della Repubblica Italiana. Questo potere sa solo distruggere attraverso la precarietà, lo smantellamento dello stato sociale, l’espropriazione dei diritti e la desertificazione culturale. Ecco come una libreria diventa un luogo simbolo di tutto ciò che fa paura al regime vigente. In questo momento di fine campagna elettorale questi pagliacci, che hanno svenduto tutto, hanno trovato una via d’uscita, un salvagente, quella teoria degli opposti estremismi, arnese vecchio e logoro degli anni Settanta!
Massima solidarietà alle compagne e ai compagni del CSA Magazzino 47 che hanno trasformato un luogo degradato in una realtà ricca di senso!
Chiediamo a tutte le componenti Antagoniste, Antifasciste e Comuniste di rimanere unite di fronte a questi attacchi che preludono ad una stagione che dobbiamo affrontare con grande coraggio e determinazione.

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A TAVOLA PER “POTERE AL POPOLO”

CENA DI SOTTOSCRIZIONE PER “POTERE AL POPOLO”

SABATO 10 FEBBRAIO DALLE ORE 20.00

MENU’ :

ANTIPASTO DEL POPOLO (Chèl chè ghè)

STROZZAPRETI ALL’ARRABBIATA

COPPA ai FUNGHI

ARROTOLATO alla TRENTINA

PATATE AL FORNO e VERDURA DI STAGIONE

VINO, ACQUA e CAFFE’

(Per prenotare telefonare ai numeri 3394166753 – 3283689637 specificare se vegani o vegetariani)

Seguirà musica degli anni 70-80-90 con canti e balli

Il tutto per 15 euro

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ per le vittime del fascio-leghismo di Macerata

Comunicato di solidarietà per le vittime del fascio-leghismo di Macerata
Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune. (Alessandro Manzoni)
Innanzitutto il nostro pensiero solidale è per le sei vittime di questo vile attentato di matrice fascio-leghista, avvenuto a Macerata il 3 febbraio 2018 ad opera di Luca Traini, candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord, che ha terrorizzato le vie del centro esplodendo colpi da un’auto in corsa contro persone di origine africana.
A Jennifer Odion, Nigeria, 25 anni; Mahamadou Toure, Mali, 28 anni; Wilson Kofi, Ghana, 20 anni; Festus Omagbon, Nigeria, 32 anni; Gideon Azeke, Nigeria, 25 anni; Omar Fadera, Gambia, 23 anni vanno i nostri pensieri più cari e il nostro sdegno totale per ciò che stanno patendo dal punto di vista fisico e morale.
Speriamo che le autorità di questo paese dalle passioni tristi, mostrino fattivamente la solidarietà degli italiani, con un risarcimento di tipo morale ed economico, per lenire in qualche modo, se mai ciò fosse possibile, l’orrore che hanno vissuto e vivranno dopo questa tentata strage.
Le narrazioni tossiche dei media che stanno ignorando le vittime e il comunicato di Forza Nuova, partito neofascista che solidarizza con l’assassino ed è pronto a pagargli le spese legali, non depongono a favore di una presa di coscienza collettiva di quanto grave sia il senso di irresponsabilità di chi dovrebbe garantire un minimo di coesione sociale. La questione morale in Italia è una ferita aperta che sanguina!
L’attentato di Macerata è la dimostrazione che quando un pensiero diventa pensabile ci vuole poco perché diventi anche praticabile, e i media unitamente ad una classe politica immorale questi pensieri li hanno sdoganati e dunque ne sono responsabili!
La tentata strage di Macerata è frutto del razzismo istituzionale e mediatico che attraverso la dittatura dell’ignoranza di berlusconiana memoria ha ucciso l’intelligenza e la cultura del nostro paese. L’Italia nel secondo dopoguerra, sulla spinta della Resistenza al nazifascismo, è stata un laboratorio di idee e creatività, ma il potere economico attraverso le macchine del linguaggio, ha distrutto le condizioni cognitive, psichiche, etiche e immaginative della nostra popolazione. Per rendere sopportabile questo sistema ansiogeno e senza futuro in cui lo spazio sociale è privatizzato, l’illegalità diffusa ovunque, il lavoro sottopagato, precario e in nero, si fa leva sull’aggressività nazionalista, il razzismo e il fanatismo dell’appartenenza.
Tutto questo è già stato scritto dopo l’uccisione a Fermo di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano, nel luglio 2016 da parte di Amedeo Mancini, ultrà della Fermana, legato ai giri dell’estrema destra, e dopo la Strage di Firenze del dicembre 2011 durante la quale due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, furono uccisi da Gianluca Casseri, un estremista di destra sostenitore e attivista del gruppo politico neofascista CasaPound, suicidatosi mentre le forze dell’ordine gli davano la caccia.
Nello stesso giorno della tentata strage di Macerata girava su facebook uno squallido video in cui un ex calciatore Stefano Tacconi si esprime in modo sommamente volgare contro gli immigrati invitandoli a prendere “il cammello e tornare a casa!” e rivendicando di essere fascista ma, attenzione, non razzista! Queste esternazioni filmate durante una chiacchierata in auto del Tacconi con altri personaggi del mondo del calcio, sono l’espressione del “senso ormai comune” razzista che senza vergogna si esprime a tutti i livelli nella nostra società, infettando anche la sinistra istituzionale e il mondo cattolico più tradizionalista che danno forma al fenomeno del “razzismo democratico” ormai moneta corrente; ma noi antifascisti, antirazzisti e comunisti, memori della citazione di Alessandro Manzoni, lottiamo perché il “buon senso” chiamato in causa, non se ne stia più nascosto ma decida di urlare forte e chiaro che non c’è posto nella nostra vita e nella nostra società per questa “gentaglia”!
Ma da dove nasce questo senso comune razzista? Nasce dal dilagare di una sottocultura piccolo borghese di matrice fascio-leghista che trova nei poteri forti e, soprattutto nei media una connivenza criminale. Quando Forza Nuova termina il suo scellerato comunicato prendendo a testimone “un’Italia che vuole reagire e non morire d’immigrazione.” copre con un sudicio velo la realtà, quella cioè di un fascio-leghismo come espressione del modo di produzione fatto di fabbrichette, lavoratori dell’edilizia di esportazione, padroncini strangolati dai padroni e dalle banche, sfruttamento intensivo della manodopera immigrata in tutti i settori economici, rendite da immobili fatiscenti, desiderio di potenza e illegalità diffusa. È perché ci sono gli immigrati che l’Italia sopravvive alla morsa della concorrenza economica mondiale! Ma devono star zitti, piegare la testa alle minacce e allo sfruttamento, senza diritti non solo economici e sociali, ma anche umani!
I mandanti morali di questa tentata strage di Macerata sono i servi dell’Unione Europea, quelli che applicano al nostro paese una politica economica punitiva che colpisce chi non riempie le condizioni stabilite, che ignora lo sviluppo di una politica produttiva dell’Europa preferendole quella distruttiva di politiche economiche concorrenziali in cui le questioni sociali ignorate sono considerate il prezzo da pagare per la santificazione dell’Euro.
I mandanti reali del “razzismo di strada” invece sono le leggi Minniti-Orlando, Bossi-Fini, Turco-Napolitano (chissà perché le porcate le firmano sempre in coppia), sono loro che fanno del razzismo lo strumento per la sopravvivenza di un paese in crisi economica profonda, senza i “nostri” schiavi noi saremmo ancor più schiavi di questo sistema economico ultraliberalista, per queste ragioni non basta lo sdegno, che ci ha spinto a scrivere questo comunicato, ma ci vuole la lotta antifascista e antirazzista che resta la cifra del nostro agire quotidiano sul territorio.
le Compagne e i Compagni del Centro Sociale 28maggio

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VENEZUELA: LA FABBRICA DEL FALSO

Quali sono le strategie della menzogna dei nemici della Repubblica Bolivariana? Quali le complicità di una certa sinistra radicale nella costruzione delle narrazioni tossiche delle classi dominanti? Come si organizza in Venezuela la resistenza alla più pericolosa delle menzogne contemporanee e cioè l’ineluttabilità dello stato di cose presente? Perché non si riescono ad esprimere posizioni chiare in base a quello che nel grande Novecento si chiamava internazionalismo proletario e che fa parte del dna dei comunisti? Perché si fa fatica a capire da che parte schierarsi e ci si involve in sempiterni distinguo? Non si dovrebbe invece ritrovarsi almeno su un punto, quello che ogni popolo ha diritto di decidere in modo sovrano? Qui da noi si muore di lavoro, di insicurezza e di razzismo, ma tutti i governi sembrano preoccupati della situazione in Venezuela: dall’Italia, all’Europa, all’America latina, e – prima di tutto – da quel glorioso stato filantropico che sono gli Stati uniti. Qualche dubbio non viene?

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Presidio // Guerra a chi insegna la guerra
Sabato 27 gennaio – ore 15.00
Via G. Medici – Vicenza
PRESIDIO: guerra a chi INSEGNA la guerra

Dal 2005 la caserma dei carabinieri “Chinotto”, a Vicenza, ospita il Centro di eccellenza delle unità di polizia di stabilità (Coespu). Una scuola che forgia le polizie più feroci del mondo.
La guardia costiera libica, responsabile del massacro di migranti in atto nel Mediterraneo, è stata formata anche qui.
Vorrebbero farci credere che il Coespu sia un luogo dove apprendere tecniche di peace-keeping/peace-building per portare ordine laddove regna instabilità.
È dai peggiori scenari di guerra che i maestri del Coespu traggono ispirazione per “insegnare la pace”: dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Somalia fino ai Balcani.
Vorrebbero farci credere che al Coespu si addestrano le polizie per contrastare la tratta dei migranti.
Il traffico di esseri umani è sempre più un pretesto per difendere gli interessi economici di multinazionali che fanno profitti sulla pelle dei popoli. E’ la scusante per giustificare missioni militari come il prossimo intervento in Niger, dietro al quale si cela il controllo francese dell’uranio.
Dal 22 al 26 gennaio il Coespu sarà sede di un corso Osce sul tema della sicurezza lungo le rotte migratorie. A questa esercitazione parteciperanno polizie internazionali che sotto la bandiera “dell’emergenza umanitaria” si riuniranno per studiare pratiche di repressione necessarie a mantenere inalterati gli equilibri tra sfruttati e sfruttatori.

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“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”