Archivi categoria: Angolo di riflessione

Spunti al dibatitto e alla critica

COMPAGNO, PERCHÉ DOMANDI REDDITO? Giulio Palermo

COMPAGNO, PERCHÉ DOMANDI REDDITO?

Giulio Palermo

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Mangi forse soldi?

Quando hai freddo

Ti copri con una coperta o con la cartamoneta?

E quando ti ammali

Ingoi una compressa di paracetamolo o una moneta da un euro?

I tuoi bisogni culturali

Li soddisfi leggendo un libro o contando i numeri di serie impressi sulle banconote?

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Compagno

Non provocare!

Lo sai benissimo che in questo sistema di merda

Che si chiama capitalismo

È con il denaro

Che si ottengono pane, coperte, medicine, libri e tutto il resto

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NOTIZIE SU EURIDICE

Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione e scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.

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CIAO GIULIA UNA DI NOI, SEMPRE CON NOI!

CIAO GIULIA UNA DI NOI, SEMPRE CON NOI!

MERCOLEDì 22 AGOSTO – L’ultimo saluto a Giulia è fissato alle ore 8.30 (puntuali) di venerdì 24 agosto,  al centro sociale Magazzino 47 di via Industriale, 10 a Brescia. In seguito, alle ore 10, ci sarà il trasferimento presso il tempio crematorio di Sant’Eufemia.

A Giulia.

Le compagne e i compagni della Festa di Radio Onda d’Urto e del movimento antagonista bresciano.

Clicca qui.

MARTEDì 21 AGOSTO – Giulia, compagna del magazzino 47 e volontaria nello stand della salamaia alla festa di Radio Onda d’Urto, ci ha lasciati improvvisamente.

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SUI FATTI DI GENOVA:

Rabbia e indignazione verso le sentenza che hanno condannato 5 persone a 10 anni di reclusione e 5 rinviate a giudizio. Rabbia e indignazione verso una giustizia che crede ancora che colpirne uno per educarne cento possa fermare l’onda di rivolta che sta crescendo da quel luglio 2001. Rabbia e indignazione perchè ancora una volta lo stato ci ha dimostrato che non esiste nessuna giustizia; oggi come ieri si fa forte la necessità di porre definitivamente fine al cancro capitalista. Per Carlo, per tutti i Compagni condannati, per chi ancora crede che UN NUOVO MONDO E’ POSSIBILE!

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DA GENOVA A BRINDISI È RICOMINCIATA LA STRATEGIA DELLA TENSIONE

DA GENOVA A BRINDISI È RICOMINCIATA LA STRATEGIA DELLA TENSIONE

Siamo in piena crisi di sistema, crisi che coinvolge tutto il mondo. Il capitalismo è alla ricerca spasmodica di vie di uscita, che finora hanno provocato una serie di guerre giustificate con le più svariate motivazioni.

In Italia ci sono due problemi aggiuntivi:

1) La grande finanza e gli industriali si sono convinti della totale inadeguatezza di Berlusconi come garante dei loro interessi, e lo hanno liquidato senza tanti complimenti: ne è seguito il dissolvimento elettorale del PDL e della sua stampella Lega Nord

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sull’ attentato a Brindisi e sul clima di tensione che si sta preparando‏

Brindisi, Italia, 19 maggio 2012. Una bomba scoppia davanti ad una scuola, muoiono due ragazze, tantissimi i feriti. Bombe alle scuole. Come non ricordare che a Trieste la scuola elementare slovena di San Giovanni fu due volte oggetto di attentati, nel 1969 e nel 1974, nel 1969 avrebbe dovuto esplodere all’ora di uscita ed avrebbe fatto una strage, ma il dispositivo era difettoso e non accadde nulla. Nel 1974 la bomba esplose, ma di sera, quando la scuola era vuota. nessuna tragedia, solo paura. oggi a Brindisi invece l’incubo, la tragedia, la morte di giovani vite innocenti stroncate, uccidere i bambini, i giovani, significa uccidere il futuro. Perché questa bomba, perché in una scuola, perché in una scuola intitolata ai magistrati Morvillo e Falcone, assassinati dalla mafia? Circa un mese fa abbiamo denunciato, il compagno Marco Barone ed io, la possibilità di una nuova strategia della tensione, in base ad una lettera di minacce recapitata alla Rai di Genova. (si veda qui http://baronemarco.blogspot.it/2012/04/minacce-di-attentati-ai-politici-ecco.html e qui http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-i_nove_italiani_nove..php). Marco ha poi lanciato altri segnali d’allarme dal suo blog, visto che in maggio (mese identificato come a rischio, e la cosa si è purtroppo avverata) c’è stato quello strano incidente che ha coinvolto un pullman di carabinieri in congedo, l’attentato ad Adinolfi (guarda caso a Genova), e tutta l’escalation relativamente agli “anarchici insurrezionalisti”, la criminalizzazione dei movimenti (il notav in primo luogo), la devastazione di un centro sociale in Calabria e via dicendo. Una nuova strategia della tensione si sta preparando, abbiamo pensato, ne abbiamo parlato, siamo stati tacciati di visionari e numerologisti. Segnali d’allarme, abbiamo detto, qui c’entra la mafia, c’entrano i poteri occulti, viviamo un momento in cui c’è necessità di riorganizzare certi equilibri, il capitalismo è in crisi, se dovessero sorgere dei movimenti di ribellione non si sa come potrebbe reagire il potere. L’abbiamo visto, un modo di reagire. Un mese fa ero preoccupata, ora piango non solo per quelle giovani vite cui è stato tolto il futuro, per la disperazione delle loro famiglie e dei loro amici, ma anche perché sono ancora convinta che si sarebbe potuto fare qualcosa. Strategia della tensione, come nel 1969, come nel 1974, come nel 1992. Mafia, fascisti, logge occulte, servizi deviati, chissà. Due ragazze sono morte oggi: quali tragedie dovremo ancora subire? Non voltate la testa, per piacere. Abbiamo bisogno di una nuova resistenza, abbiamo bisogno di parlare e di capire, di denunciare e di muoverci, di ragionare e di opporci ad un progetto che vuole la morte civile di questo Paese. Con dolore, da Trieste Claudia Cernigoi

A sun mac asu sensa cultura?

da Infoaut.org

Sicuramente ha ragione Diego Novelli (*): questi ragazzi che protestano in piazza non hanno avuto il tempo e forse neanche la voglia di leggere Gramsci, non indossano l’abbigliamento che si confà al primo maggio, forse hanno bevuto, “vanta mandeie tuti da Scarsella” se non fosse che adesso chiudono il Valdese, e a fine giornata, dopo che hanno fatto tutte queste “bravate” sono pure sporchi chi di terra, chi di sangue.

A Torino, in questa città che inspiegabilmente anticipa sovente quanto poi dilaga in tutto il paese, i giovani sbagliano sempre divisa, nel ‘62 sotto la UIL avevano le magliette a strisce, nel ’69 in corso Traiano avevano le camicie a fiori da meridionali, ora si vestono di nero e qualcuno parla anche iraniano. Per fortuna che c’è sempre un Minucci, un Pecchioli, un Caselli a spiegarci che non si tratta di lotta di classe, ma si tratta di pochi violenti, infiltrati, prezzolati.

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Ridateci la maglia!

da Infoaut

Verso il Primo Maggio… ripensando al gesto dei tifosi genoani.

Tanto scalpore ha fatto l’interruzione della partita tra Genoa e Siena causata dagli ultras rossoblu dopo l’ennesima figuraccia della propria squadra. Ancor più scalpore, ha fatto il gesto dei giocatori del Genoa che si sono tolti la maglia da gioco e l’hanno consegnata alla curva. Dignità, delinquenza, teppismo si sono sprecate le categorie del perbenismo diffuso del sistema calcio e dell’informazione, tutti pronti in coro a condannare il gesto mentre tutto il “sistema” e le sue “istituzioni” sono travolte da scandali, corruzione e devastazione del gioco del calcio in nome del business. Un mondo quello del pallone che fa veramente schifo, che tratta gli ultras come soggetti a cui sono sospesi anche i più gli elementari diritti costituzionali, ma appena c’è l’occasione ecco lì lì tutti a puntare il dito e a tentare di risollevarsi.

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