Archivi categoria: locali

NO MEGACENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO…basta speculazioni

No all’ampliamento del Megacentrocommerciale
Basta ricatti: bonifica immediata dei luoghi
E’ stato convocato per MARTEDI’ 20 MARZO alle ore 20 presso il Centro Anziani di CIVIDINO il
consiglio comunale di Castelli Calepio con all’ordine del giorno l’approvazione della variante per
l’ampliamento del MEGACENTROCOMMERCIALE presso le ex fonderie di Quintano.
Il comitato, fin dal 2004, si batte contro questa scelta assurda per le pesanti ricadute sulle frazioni
di Quintano, Cividino e sui quartieri confinanti di Palazzolo, che rischiano di diventare delle
periferie-dormitorio ai margini del centro commerciale, per l’inquinamento, per il traffico, per
l’impatto sulla vita delle comunità, sulle relazioni sociali, sulle forme del lavoro.
Contro la variante, che prevede ulteriori aumenti di superficie ed un maggior impatto ambientale,
il comitato ha presentato una serie di osservazioni (doc. 1, 2, 3, 4) che saranno discusse durante
il consiglio comunale.
Abbiamo chiesto all’amministrazione (senza risposte) di spiegare, chiaramente e senza reticenze, il
ruolo in questa vicenda di POLICENTRO S.p.a. società potentissima per agganci economici e politici
(Compagnia delle Opere e CL) che sul proprio sito internet si dichiara inequivocabilmente attore di
questo intervento (come di altri simili a Partinico, Afragola ed altri ancora).
Chiediamo la bonifica immediata dei luoghi: nei mesi scorsi abbiamo presentato un esposto
alla procura per accertare come sia possibile e di chi sia la responsabilità se a distanza di 20 anni
dalla chiusura delle Fonderie del Quintano di sulla mancata bonifica a distanza.
Chiediamo a tutti i consiglieri comunali di respingere, responsabilmente, col voto contrario una
scelta che condizionerà pesantemente, per decenni, la vita delle nostra comunità.
Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni e forze politiche presenti sul territorio, tutti coloro
che, nelle diverse iniziative tenute in questi anni sull’argomento, hanno manifestato in diverse
forme la propria preoccupazione ad esprimere, con la massima partecipazione alla seduta
consiliare, la protesta contro questa assurda decisione.
Il Comitato contro il Megacentrocommerciale invita tutti, prima del consiglio, a
partecipare ad un PRESIDIO DEMOCRATICO
Martedì 20 Marzo, alle ore 19,30
all’esterno del Centro Anziani di Cividino (vicino alla chiesa, dietro le scuole)
Castelli Calepio, 16 Marzo 2012
il Comitato contro il Megacentrocommerciale sulle ex
Fonderie del Quintano
Iscriviti, manda commenti al gruppo facebook:
“No al megacentrocommerciale di Quintano”
Info: Claudio – 333.8737525

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L’alta velocità ad ogni costo: sfratti a Rovato, espropri in Lugana

A Rovato già in programma l’abbattimento di un doppio caseggiato (abitato), in Lugana presto avviate procedure di esproprio (vedi cascina Roveglia) e danni inimmaginabili ad economia e turismo

da Bresciatoday.it, ripreso da Notav.info

La TAV che passa da Rovato, da Brescia e dalle Colline Moreniche: «Progetto da rifare»
„”Un’opera determinante per essere competitiviall’interno del sistema infrastrutturale europeo”. Il ministero taglia corto e ci mette poco a presentare la TAV, mentre passano i giorni e proseguono i lavori per la nuova Alta Velocità in territorio bresciano, con la tratta Treviglio-Brescia già cantierata e i primi scavi di prossima realizzazione, a cui manca davvero pochissimo, per la Brescia-Verona. Dopo l’analisi più generale che abbiamo proposto nelle scorse settimane ci sembra giusto entrare nel particolare, per sentire le voci di quei territori che ne già ne sono, o ne saranno, direttamente coinvolti.

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BRESCIA: ANNULLATE LE PERQUISIZIONI DEL 4 GENNAIO AI 5 COMPAGNI/E

via radio onda d’urto

Annullate dal tribunale del riesame le perquisizioni e i sequestri effettuati nei confronti di cinque attivisti e attiviste lo scorso 4 gennaio a Brescia. Quel giorno la digos si presentò in casa dei 5, attivi nelle lotte sul territorio e militanti di diverse organizzazioni locali, su ordine della procura. Nel provvedimento di faceva riferimento ad una azione tesa alla ricerca di prove a suffragio di un teorema che li vede accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggrave e tentata occupazione di edificio pubblico.

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Comitato Spontano Contro le Nocività: Incontro con il sindaco di Brescia

Piazza della Loggia, Brescia, 20 Gennaio 2012. Alle ore 19.30 sei agguerriti componenti del Comitato Spontaneo Contro le Nocività si presentano al Palazzo per incontrare il sindaco Adriano Paroli e l’assessore all’ambiente Paola Vilardi. A sorpresa è presente anche l’ingegnere Angelantonio Capretti (numero 12), responsabile del settore municipale Ambiente ed Ecologia di Brescia. Il primo ad arrivare è proprio quest’ultimo, mentre i due rappresentanti del consiglio comunale, pur avendo rimandato l’appuntamento di mezz’ora, tardano a raggiungere la Loggia.
Il Comitato si è preparato un programma colmo di richieste e di proposte e ne consegna due copie alle autorità.

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CHIARI // Senza casa e senza lavoro «vivono» nell’automobile

da BresciaOggi

CHIARI. Un emblematico e toccante spaccato sulle nuove povertà: in pochi mesi la coppia ha perso praticamente tutto. La loro vecchia Mercedes è parcheggiata vicino a un parco: «Ringraziamo chi al mattino ci porta qualcosa di caldo» 06/12/2011 E-MAILPRINT A La coppia clarense e l’automobile diventata la loro casa Chiari. Un’ordinaria storia di neo-povertà che scuote le coscienze, e non solo solo perchè siamo sotto Natale. Quello che sta accadendo a una coppia di Chiari dovrebbe far riflettere istituzioni e comunità su quanto sia diventato sottile il confine fra una vita normale e un’esistenza di indigenza. E la vicenda di Michele e Vincenza appare ancora più emblematica e inquietante in queste ore in cui il Governo sta prendendo decisioni da più parti bollate – non senza fondamento – «macelleria sociale». Vincenza Pistillo di 55 anni e suo marito Michele Di Chio, di un anno più giovane, sono sposati da 26 anni. Dal 1992 si sono trasferiti da Andria a Chiari. Lui carpentiere, aveva trovato subito un lavoro sicuro e ben retribuito. Oggi quel lavoro non c’è più, e non c’è nemmeno una casa. La «sistemazione provvisoria» – se così si può definire – è l’automobile. «Dobbiamo ringraziare la signora che abita davanti al parcheggio se al mattino possiamo bere qualcosa di caldo – è l’amaro sfogo di Michele -. Anche molti immigrati rumeni, albanesi e marocchini ci hanno aiutato in questi mesi. Il Comune prima ci ha offerto una sistemazione provvisoria, poi ce l’ha negata perchè mia moglie è proprietaria di un quarto della casa dove abita sua madre, a Andria». LA COPPIA la scorsa estate è rimasta senza casa, per l’impossibilità di far fronte ad un affitto a un canone di 600 euro. Esauriti i risparmi, marito e moglie non hanno voluto mancare di parola al proprietario e, dopo aver pagato l’ultimo canone e le bollette, hanno lasciato l’abitazione. Hanno venduto pure la cucina, per assicurarsi un’entrata; poi hanno spostato la poca mobilia rimasta in un garage, messo a disposizione da un amico straniero. Da allora vivono in una vecchia Mercedes parcheggiata vicino a un parco di Chiari, spesso frequentato da tossicodipendenti e spacciatori. Michele e Vincenza hanno anche cercato lavoro, ma la crisi e l’età si sono rivelate ostacoli insormontabili; le uniche entrate su cui possono contare provengono da collaborazioni saltuarie, che bastano appena per pagarsi da mangiare. «Sono andato a cercare lavoro ovunque – racconta Michele Di Chio – ma non se ne trova, anche se sono disposto a qualsiasi tipo di offerta. Solo mia moglie, per poche ore la settimana, fa la collaboratrice domestica, ma questa per ora è la sola nostra entrata». E se dormire in auto d’estate non è un problema, in inverno la situazione è assai pesante. Un amico li ha quindi consigliati di rivolgersi ai servizi sociali, chiedendo anche una sola stanza per dormire. «L’assistente sociale – racconta Michele – ci ha proposto una sistemazione: per me c’era la possibilità di dormire in un alloggio assistito e per mia moglie in un centro per le donne vittime di violenza. Ma siamo insieme da 26 anni, e la proposta di separarci ci è sembrata inaccettabile. Ci è stato detto che quella era l’unica possibilità e allora, pensando al freddo delle notti d’inverno, abbiamo accettato. Ma quando ci siamo presentati ci hanno detto che quella sistemazione non c’era più, che non era più possibile… Alle nostre proteste hanno risposto che mia moglie è proprietaria del 25 per cento della casa dove vive sua madre, a Andria. Ma noi vogliamo restare qui, dove abbiamo vissuto per 19 anni. Qui a Chiari c’era la nostra casa, il nostro lavoro. Non riusciamo a capire perchè nessuno ci aiuti, almeno a trovare un lavoro». NO COMMENT da parte del dirigente responsabile dei servizi sociali di Chiari. «Non siamo autorizzati a parlare con i giornalisti – spiega -. Non si rilasciano commenti o dichiarazioni sulle persone per la privacy». Giancarlo Chiari

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Brebemi, due cantieri sequestrati Dieci arresti, in carcere Locatelli

Siamo stanchi di Voi, speculatori affaristi.

Siamo stanchi di parlare di Voi senza avere i vostri nomi: ora alcuni ne abbiamo, ne mancano ancora tanti.

Siamo stanchi di ripetere che opere imponenti come La BreBeMi o la Tav sono solo delle opere di speculazione e siamo stanchi di chi si lascia convincere della loro utilità.

Siamo stanchi di Voi che ci prendete continuamente per il culo, o forse siamo tutti complici, perché, con il ricatto che date posto di lavoro, stiamo tutti zitti!

Siamo stanchi di respirare lo schifo che ci fate respirare, mangiare quello che viene raccolto dai campi dove Voi sversate i vostri liquami, bere l’acqua inquinata dai vostri interessi piccolo-borghesi.

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EcoParade – Reclaim your life!


SABATO 7 MAGGIO ECOPARADE – RECLAMA LA TUA VITA!
Concentramento: parcheggio Alfa Acciai (Brescia, Via San Polo) alle ore 14:30 e partenza alle ore 15.00, conclusione pzza Loggia ore 20.00.

Il parcheggio è RAGGIUNGIBILE con gli AUTOBUS delle linee urbane 1-9-16

Percorso della parata: Alfa Acciai, via S.Polo, cavalcavia Kolbe, via Mantova, piazza Arnaldo, corso Magenta, corso Zanardelli, via X Giornate, piazza della Loggia.

Manlio Milani si deve dimettere

La Rete Provinciale Antifascista stigmatizza la decisione del Presidente dell’Associazione Familiari vittime di Piazza della Loggia, Manlio Milani, di partecipare al convegno organizzato da Casa Pound Italia sulla strage del 28 maggio 1974.

L’associazione Casa Pound, come si legge sul sito www.casapound.orgsi propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio”;

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Strage, Milani a Casa Pound innesca la protesta antifascista

Zoom Foto

da Bresciaoggi

IL CASO. È polemica per la scelta del presidente della Casa della memoria e dell’Associazione familiari delle vittime
«Sono qui a livello personale, perchè dobbiamo andare oltre le nostre diversità». Ma la Rete chiede le sue dimissioni

La manifestazione di protesta di ieri sera

CasaPound e la Casa della Memoria allo stesso tavolo. Fuori, a 300 metri, il presidio della Rete antifascista che grida allo scandalo e chiede le dimissioni di Manlio Milani, presidente dell’Associazione Familiari delle vittime di piazza Loggia, per aver accettato di partecipare al dibattito al President, a Roncadelle. Ma se il dispiegamento delle forze dell’ordine induceva a pensare all’agitazione, alla fine la protesta si è tradotta, verso metà serata, nell’occupazione di via Roncadelle da parte dei manifestanti con cori e striscioni. Nessuna autorizzazione, quindi, alla «Partecipazione indignata» che gli antifascisti avrebbero voluto, faccia a faccia con CasaPound. «Vogliamo le dimissioni di Milani, che si presenta a un convegno con quelli che si definiscono i fascisti del terzo millennio a nome dell’associazione che guida – tuona Giuseppe Corioni, della Rete -: è vergognoso». «Dopo la sentenza sulla strage Cpi cerca di legittimarsi politicamente attraverso squallidi momenti di rivisitazione storica» gli fa eco Walter Longhi.
Eppure, dall’altra parte, seppur a distanza, Milani e CasaPound rispediscono le accuse al mittente con decisione. «Non sono qui a nome dell’associazione che rappresento, ma solo come Milani – precisa, pregando Cpi di precisarlo nella locandina -: non parlerò del processo, o del terrorismo di sinistra. Cercherò invece di affrontare con voi un percorso, che parte da me e finisce con me. Ho accettato – ribadisce – perché in questa memoria distratta dell’Italia che preferisce rimuovere gli anni’70, è necessario andare oltre le nostre diversità e incontrarci, senza limitarci ad osservare l’orrore in quanto tale, ma nel tentativo di trovare nella memoria elaborata degli insegnamenti utili rispetto al presente e al domani». Della stessa linea anche Adriano Scianca, responsabile cultura di Cpi (affiancato dal collega regionale Pietro Falagiani e da Gabriele Adinolfi del Centro Studi Polaris): «Questo è un incontro epocale nel panorama politico nazionale – dice -: Manlio è l’esempio di quel coraggio intellettuale che ci vede qui per parlare di stragismo come una ferita aperta nel cuore del Paese e come qualcosa che non ci appartiene naturalmente».
Quello di Manlio è un racconto, il suo racconto, fatto di contesti politici e sociali: l’iscrizione al Pci, l’amore per la resistenza e la Costituzione, gli incontri con i partigiani costretti a scegliere «per l’impossibilità di poter esprimere se stessi : per l’idea di poter vivere in una società libera». Come accadde per la manifestazione sindacaledi quel 28 maggio’74: «Quegli 8 morti sono ancora lì, a raccontare i valori di democrazia, lavoro, libertà di espressione – spiega Milani – Perché chi compì quella strage voleva sovvertire le istituzioni». Poi l’accenno alla responsabilità della destra eversiva per stessa ammissione dei camerati, gli attentati del prima e dopo piazza Loggia, e «i depistaggi delle istituzioni e dei Servizi deviati. Ecco dove sta l’impunità: il disegno eversivo si basa sulle collusioni. Allora, la memoria, deve prendere atto dei fatti e chiedere verità». Una storia che non piace poi tanto ad Adinolfi, certo che «le responsabilità del Pci siano enormi e che visioni come questa contribuiscano a non fare luce sulle stragi». In prima fila anche Benedetta Tobagi, «perché credo sia molto importante che Manlio abbia accettato di parlare con questi ragazzi: per spiegare che la violenza, è sempre sbagliata».

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BRESCIA: PRESIDIO STASERA CONTRO CHI STRUMENTALIZZA LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA

Questa sera Brescia vivrà un nuovo, triste, primato: sarà la prima città in Italia ad ospitare un incontro sullo stragismo, nel caso specifico si parlerà della  fascista e di stato di Piazza della Loggia, con la presenza di un  neofascista di spicco degli anni’70 , Gabriele Adinolfi, e un Presidente  di un’associazione familiari delle vittime, in questo caso  Manlio Milani in qualità di Presidente di quella per la  di. Ad organizzare la serata Casapound Italia, che rimasta senza una sede a Brescia, ha deciso di tenere questo strumentale convegno all’hotel President di Roncadelle, in provincia di Brescia.

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