Archivi categoria: diritti

E’ Stato morto un ragazzo – il docufilm su Federico Aldrovandi

La tragica storia di Federico Aldrovandi, morto e ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 da quattro poliziotti. Il film ricostruisce la vicenda giudiziaria e la ricerca coraggiosa dei genitori del ragazzo verso la verità. I responsabili della morte sono stati condannati in via definitiva dalla corte di cassazione a 3 anni e sei mesi di carcere.
Il documentario ha vinto il Bari Bifest 2010 come miglior documentario e il David di Donatello 201. E’ stato presentato in anteprima a Venezia 67, Mostra del cinema di Venezia Giornate degli Autori.
La regia è di Filippo Vendemmiati, fotografia di Marino Cancellari, montaggio di Simone Marchi, musiche di Valentino Corvino, consulenza testi Massimiliano Briarava Cossati e Donata Zanotti

Continua a leggere...

SGOMBERO LAMBRETTA 23 ottobre 2012

h 10.15 la polizia presidia l’ingresso delle palazzine ed è sotto ai compagni sul tetto. Davanti al Lambrett apresidio con musica  contro lo sgombero!

h 9.48 la polizia è entrata nelle palazzine e sta cercando di raggiungere il tetto.

h 9.20 la polizia è riuscita a schierarsi di fronte al Lambretta, ma sul tetto compaiono tre compagni con torce e striscione “de chi se pasa no”.

h 9.15 continuano i momenti di tensione ma la difesa dello spazio continua

h 9.12 la polizia in assetto anti sommossa si avvicina all’ingresso e inizia a spingere

Continua a leggere...

Solidarietà a Fulvio… Grave atto intimidatorio nei confronti

da Sicobas.org

Travolti dal dilagare delle lotte nelle cooperative della logistica, qualcuno che ha visto compromessi i propri interessi, ha pensato bene di provare ad intimidire il nostro compagno Fulvio Di Giorgio, tagliando le gomme della sua auto sotto casa.
L’attività politica e sindacale di Fulvio è nota a tutti per la sua generosità e la sua determinazione. E’ nota alle centinaia e centinaia di lavoratori che hanno trovato in lui un fermo punto di riferimento nella organizzazione delle lotte per la conquista dei loro diritti.
E’ nota anche ai vari capi, capetti, caporali, tirapiedi di varia risma, che ruotano nella galassia delle cooperative.
Dove cercare i responsabili di questo atto mafioso è fin troppo evidente, confidiamo per questo nell’azione delle forze dell’ordine, così attente a quanto succede intorno a queste lotte.
Da parte nostra, al di là della scontata solidarietà nei confronti del nostro compagno, preme sottolineare la nostra determinazione nel continuare l’azione politica e sindacale a fianco degli operai delle cooperative. Non saranno le quattro gomme tagliate a fermarci, nè a fermare il movimento di lotta che sta investendo centinaia di luoghi di lavoro e coinvolgendo migliaia di lavoratori.

Continua a leggere...

Sabato 16 giugno manifestazione con corteo

NO AI LICENZIAMENTI! BASTA SFRUTTAMENTO E CAPORALATO!

UNITI CONTRO LA REPRESSIONE DELLO STATO E DEI PADRONI

LA LOTTA DEGLI OPERAI DI BASIANO E’ LA NOSTRA LOTTA

Le immagini delle cariche e della mattanza davanti ai magazzini del “Gigante” di Basiano, da parte dei carabinieri di Monza, hanno fatto il giro di tutta Italia. E con esse sono emerse tutte le ragioni degli operai e della loro resistenza.

L’accanimento contro gli operai prima licenziati, poi pestati e infine arrestati in ospedali mostra il vero volto della “crisi”: una guerra aperta ai lavoratori (ben simboleggiato dall’attacco all’art.18, e quindi a ogni garanzia sui posti di lavoro), per far strada ad una nuova forma di schiavitù necessaria a salvaguardare i profitti.

Continua a leggere...

Basiano (MI). La polizia carica e spara lacrimogeni sugli operai licenziati. 14 operai feriti, 16 fermati e rappresaglie in ospedale.

Si è trasformato in una guerriglia lo sciopero dei lavoratori della Gartico, società che gestisce il settore logistico per la catena di supermercati Il Gigante, a Basiano, nel milanese. I lavoratori sono in agitazione da settimane, dopo che la Gartico – nel sistema di scatole cinesi in cui è inserita – aveva deciso di non servirsi più della Alma Group, una cooperativa di Peschiera Borromeo (Mi), annunciando il licenziamento di 89 dipendenti. Ma secondo la versione dei lavoratori, la società li avrebbe lasciati a casa perché colpevoli di aver denunciato le “ingiuste condizioni di lavoro” a cui erano sottoposti. La mobilitazione non si era fatta attendere, e gli operai avevano occupato un capannone della società; venerdì la polizia è intervenuta e, dopo violenti scontri, il capannone è stato sgomberato. Da ieri i dipendenti erano tornati alla carica con un presidio permanente, e picchettando la fabbrica nella notte, durante la quale era atteso un pullman di operai che avrebbero dovuto sostituire, con salari inferiori, quelli licenziati. Il pullman è arrivato questa mattina alle 6.45, scortato da polizia e Digos: dopo mezzora i manifestanti che circondavano la fabbrica erano già diventati bersaglio di cariche e lanci di lacrimogeni; gli operai più vicini ai cancelli vengono schiacciati durante le prime cariche, e in 5 vengono subito trasportati, in elicottero e in ambulanze, negli ospedali della zona per le ferite riportate. Secondo chi era presente sul posto, la polizia avrebbe in un primo momento arretrato perché numericamente inferiore rispetto ai lavoratori in presidio, per poi esplodere numerosi lacrimogeni dai tetti dei cellulari e dei blindati. Alla fine i feriti, fra i lavoratori, risultano 14 – tra questi, risultano gravi 2 operai con le gambe spezzate e uno ferito all’addome -, e 16 sono i fermati. La maggior parte sarebbero di origini pachistane ed egiziane. Nelle ore successive operai e rappresentanti sindacali denunciano rappresaglie da parte delle forze dell’ordine, che si sarebbero recate negli ospedali per dichiarare in stato di fermo gli operai soccorsi e ricoverati dopo le cariche. Gli operai intanto si sono dati appuntamento per questa sera alle 21.00, in luogo ancora da definire, per riprendere la lotta.

Continua a leggere...

Appello per una manifestazione a Pioltello

Appello per una manifestazione a Pioltello

Sabato 24 marzo ore 15

Tutti davanti ai cancelli di Esselunga

In tanti hanno solidarizzato in questi cinque mesi con la coraggiosa lotta degli operai delle cooperative dell’Esselunga che hanno deciso di affrontare apertamente la condizione di sfruttamento e caporalato interna a quei magazzini, mettendo in discussione il loro posto di lavoro. Una lotta in cui tanti altri lavoratori delle cooperative si sono riconosciuti, in quanto il sistema Esselunga rappresenta l’insopportabile regime a cui centinaia di migliaia di persone (per lo più immigrati) sono sottoposte quotidianamente.

Continua a leggere...

SGOMBERO PRESIDIO ESSELUNGA…

IL SINDACO DI ESSELUNGA SGOMBERA IL PRESIDIO PERMANENTE DI PIOLTELLO GLI OPERAI IN LOTTA RILANCIANO LA BATTAGLIA ASSEMBLEA STRAORDINARIA ALLE 21 DAVANTI AI CANCELLI Con la solita vigliaccheria che contraddistingue i deboli, alle ore 9 di questa mattina ingenti reparti delle forze dell’ordine (in tutto un’ottantina) hanno prima circondato e poi demolito le strutture del presidio permanente, soverchiando i 5 operai in turno al presidio. La decisione è maturata ieri sera grazie a un’ordinanza firmata dal sindaco del PD, Concas, già protagonista nel recente passato di eroiche imprese contro i bambini rom della zona, nonchè di pressioni sulla prefettura affinchè venisse rimosso il presidio di Pioltello. Le motivazioni addotte per l’ordinanza si commentano da sole: a) Intralcio al traffico (notoriamente i camion transitano sulle aiuole) b) Lamente le dei vicini per schiamazzi notturni (la casa più vicina dista 300m; e a Piotlello tutto si fa tranne che festeggiare) c) Violazione del decoro pubblico (certo “il mago di Esselunga” rappresenta una vista migliore) d) Blcocchi davanti ai cancelli (già: le merci contano più delle persone, si sa!) Se la mattinata ha messo in mostra una certa potenza militare al servizio dei magnati della grande distribuzione, l’impalcatura politica che vi è alle spalle mostra tutta la sua debolezza. Incapaci di far funzionare il teatrino delle parti (il padrone, la politica, i sindacati) che ha sempre avuto l’obiettivo di tenere in piedi l’unica vera legge esistente, quella che garantisce il diritto al massimo profitto, sono ora costretti a rimuovere con la forza le cause degli accadimenti che impediscono sonni tranquilli a Caprotti e soci, e cioè la determinazione e l’indipendenza sindacale e politica degli operai in lotta Per chi avesse nutrito qualche illusione sulle “istituzioni democratiche” ciò che è avvenuto stamattina può anche essere una doccia fredda, a maggior ragione dopo che la magistratura ha deciso il reintegro dei primi due operai in causa, mettendo cioè in luce la natura discriminatoria e politica dei licenziamenti degli operai in Esselunga; ma per tutti gli altri é solo la conferma della natura di classe delle istituzioni, a maggior ragione oggi che al governo c’è un esponente della finanza internazionale, sostenuto da tutte le compagini politiche italiane, di destra e di “sinistra” Lo sgombero del presidio non è quindi altro che lo specchio della loro paura: quella di non riuscire a gestire la politica di lacrime e sangue che il capitale sta imponendo all’insieme dei proletari; la paura che il seme della rivolta dal basso possa contagiare settori di massa sempre più ampi e trovare canali di espressione politica indipendenti e con una chiara prospettiva di cambiamento radicale Noi continueremo a lottare per giustificare questa loro paura e facciamo appello alla massima partecipazione all’assemblea di stasera, per poter decidere insieme forme di mobilitazione adeguate agli accadimenti di questa mattina. E non solo. 20 marzo 2012 S.I.Cobas – Presidio permanente Pioltello

Comunicato annullamento delle perquisizioni

via Magazzino47

Il Tribunale del riesame di Brescia ha giudicato immotivate le perquisizioni effettuate dalla questura nelle case, posti di lavoro, autovetture, di 5 attivisti del Kollettivo studenti in lotta, Magazzino47 e Sinistra critica.

Immotivato anche il sequestro di computer, macchine fotografiche, videocamere, chiavette usb, volantini, adesivi e pompe per biciclette, di cui è stata quindi disposta la restituzione immediata.
Sono state accolte le tesi degli attivisti, che hanno denunciato l’assurdità del fantasioso collegamento tra manifestazioni pubbliche, occupazioni dimostrative di edifici abbandonati, esposizione di striscioni su edifici pubblici con la preparazione di iniziative armate contro il governo.
La questura di Brescia, con l’avallo di qualche sostituto procuratore, sta conducendo una campagna persecutoria e di intimidazione pesante contro l’area politica e sociale che rappresenta la vera opposizione al potere economico-finanziario e politico che domina Brescia e l’Italia.
Lo stesso meschino intento che ha portato questa mattina a decine di fermi e perquisizioni in tutta Italia contro attivisti del movimento No Tav.

Continua a leggere...

Comitato Spontano Contro le Nocività: Incontro con il sindaco di Brescia

Piazza della Loggia, Brescia, 20 Gennaio 2012. Alle ore 19.30 sei agguerriti componenti del Comitato Spontaneo Contro le Nocività si presentano al Palazzo per incontrare il sindaco Adriano Paroli e l’assessore all’ambiente Paola Vilardi. A sorpresa è presente anche l’ingegnere Angelantonio Capretti (numero 12), responsabile del settore municipale Ambiente ed Ecologia di Brescia. Il primo ad arrivare è proprio quest’ultimo, mentre i due rappresentanti del consiglio comunale, pur avendo rimandato l’appuntamento di mezz’ora, tardano a raggiungere la Loggia.
Il Comitato si è preparato un programma colmo di richieste e di proposte e ne consegna due copie alle autorità.

Continua a leggere...