Archivi categoria: Comunicati 28 Maggio

LA STORIA SIAMO NOI!

La storia si è fatta lunga,la polvere del tempo cade, ma basta una scrollatina che tutto torna crudo e violento come se fosse successo ieri.

(Franco Fortini)

La notizia: Giovedì 19 Settembre 2019 il Parlamento Europeo ha approvato con 535 voti a favore, 66 contrari e 52 astenuti la risoluzione di condanna dell’uso dei simboli del comunismo chiedendo la rimozione dei monumenti che in molti paesi europei celebrano la liberazione avvenuta ad opera dell’Armata Rossa, ed equiparando il comunismo al nazifascismo. Continua a leggere...

SOLIDARIETA’ AI COMPAGN* NO TAV

A Lonato, durante l’incontro di giovedì 17 gennaio 2018, organizzato in municipio sull’agricoltura per l’inizio della Fiera Regionale, i Compagni e le Compagne NOTAV hanno protestato per i danni e gli espropri del possibile passaggio dell’Alta Velocità Brescia-Verona. Dopo le tensioni di una normale dialettica politica, l’aggressione certificata da un video è stata fatta ai danni di chi denuncia come le grandi imprese e la destra al governo del territorio tacciano sulla presenza di 40 siti inquinati certificati nel Bresciano lungo il passaggio del Tav. Velocissima è stata la risposta del Sindaco di Lonato che ha emesso un Daspo comunale a carico di 13 attivisti NOTAV presenti all’incontro. Il provvedimento impone ai militanti di star lontano dal centro storico per 48 ore, il tempo di svolgimento della Fiera.
Potremmo trovare la questione quasi aneddotica se non fosse che con questo strumento si realizza a pieno il progetto di sterilizzazione di ogni opposizione sociale. L’orientamento ideologico, la protesta sacrosanta, la rivendicazione dei propri diritti ormai può costare un foglio di via. Questa punizione, dobbiamo ricordarlo, coglie il potere in flagranza di reato, contro tra gli altri, gli articoli 13 -16 -17- 25 della Costituzione repubblicana.
Già la Costituzione! Il loro progetto per ora è fallito, ma su di noi ricade la loro vendetta e dunque ecco il controllo del territorio per la “sicurezza” della città, del borgo, del paesello, del centro storico, che permette ai sindaci sceriffi di emettere ordinanze che non possono a rigor di diritto essere prese da una autorità politica, se non buttando a mare la separazione dei poteri dello stato. L’urgenza della situazione antidemocratica che ci tocca vivere impone una risposta collettiva! Massima solidarietà ai Compagni e alle Compagne NOTAV!!!

-le compagne ed i compagni del CS 28 maggio-

SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DI BERGAMO

UNA VERGOGNA!
Ancora intimidazioni di stampo fascista ai danni di chi non si arrende al clima di odio e al razzismo sdoganato anche dal governo penta-legato. Un manifesto, affisso sul muro d’ingresso della CGIL a Bergamo, mette alla gogna presunti sostenitori di Cesare Battisti e di non precisati “stupratori clandestini”. È l’ennesima dimostrazione di quanto in questo paese si stia pianificando un attacco alla democrazia mai visto dal 1945 ad oggi. Il nostro pensiero più affettuoso a tutte le compagne e i compagni presi di mira da questa vergognosa azione squadrista, in attesa che gli autori del vile gesto vengano esemplarmente condannati!

-le compagne ed i compagni del centro sociale 28maggio-

PER RICORDARE I 20 ANNI DEL CENTRO SOCIALE 28 MAGGIO

alcune brevi note :

Perché 28 maggio?
Per non dimenticare una strage Fascista e di Stato avvenuta in piazza Loggia il 28 maggio del 1974 alle ore 10,12.

Chi siamo?
Siamo Comunisti, apparteniamo alla classe degli sfruttati, degli emarginati, dei diseredati, dei precari,dei disoccupati.

La nostra storia come centro sociale inizia nel 1998 in una struttura di novanta metri quadrati, un ex negozio in affitto, in via XX settembre a Rovato, un comune guidato allora da uno dei sindaci più razzisti della provincia, Roberto Manenti. noto per le sue ordinanze contro gli immigrati e per aver inaugurato una via ai caduti della repubblica sociale di Salò. Infatti il giorno dell’inaugurazione si presentavano due pattuglie dei carabinieri a darci il benvenuto. Quella sede, nonostante i limiti di spazio ci permise di sviluppare iniziative innovative, incontri, dibattiti, corsi vari, rappresentazioni teatrali, concerti in acustica, proiezione di filmati, cene di autofinanziamento diventando un punto di riferimento politico importante per il nostro territorio.
Dopo i sei anni di convenzione, l’affitto non venne più rinnovato, a causa delle pressioni politiche sulla proprietà. Scegliemmo comunque di continuare.
Alcuni compagni, dopo mesi di ricerca, trovarono una struttura adeguata nei pressi della stazione di Rovato in via Europa n. 54. Si trattava di una vecchia fabbrica dismessa che veniva venduta a lotti di trecento metri quadrati.
I compagni presentarono un progetto che inizialmente sembrava folle: acquistarla per poi ristrutturarla e renderla agibile attraverso una forma di partecipazione militante senza dover passare dalle banche che sono per noi la massima espressione negativa di questa società capitalistica.
Presa la decisione ci fu una grande mobilitazione di tutti i compagni/e nel reperire risorse e nel lavoro di sistemazione dello spazio e dell’ambiente:
dai muri che non c’erano, ai bagni, alle porte, alle finestre, al pavimento, agli impianti, si doveva costruire tutto perché il posto era una grande “scatola” vuota che doveva essere riempita.
Il risultato è stato qualcosa di straordinario, nei 300 metri quadrati abbiamo ritagliato tutto quello che può servire per svolgere ogni tipo di attività:
ampio salone per concerti e dibattiti, sale riunioni e ufficio, cucina e magazzino, tutto costruito dai compagni/e utilizzando molto spesso oggetti recuperati che la gente buttava e che noi abbiamo fatto rivivere.
Da quel momento sono iniziate le sfide nella gestione, nei turni, nella manutenzione, nell’organizzazione di centinaia di attività che si svolgevano e si svolgono all’interno del Centro Sociale 28 maggio, il tutto supportato della caparbia volontà di dimostrare che un sogno lo si può realizzare se insieme viene sognato.

In questi 20 anni di attività politica e culturale ci siamo impegnati sui fronti dell’Antifascismo, dell’Antirazzismo, dell’Ambiente, del Femminismo, del mondo del lavoro, del sindacato di classe, contro la repressione, la guerra, la vendita di armi, per i diritti sociali e civili, contro le condizioni disumane dei detenuti, e contro la tortura, per la liberalizzazione delle droghe leggere, contro il razzismo istituzionale, contro la crisi economica con i gruppi di acquisto solidale e con la solidarietà attiva contro gli sfratti, per l’internazionalismo e la solidarietà alla Palestina, al Chiapas, ai Paesi Baschi, per la difesa dei popoli Mapuche, dei Curdi, contro le aggressioni imperialistiche al Venezuela, a Cuba , all’Ucraina, e al Nicaragua. Ci siamo opposti al Tav, in difesa della Costituzione per il NO alla controriforma Renziana, contro l’Europa dell’Euro e delle Banche.

Vogliamo ricordare solo alcune delle manifestazioni organizzate contro le giunte razziste dei sindaci di Rovato, Adro, Coccaglio e Chiari e le innumerevoli iniziative e convegni contro la guerra e per ambiente, che hanno visto la presenza di studiosi di ogni parte d’Italia.

Non possiamo dimenticare che per l’azione Antifascista sul territorio siamo stati bersaglio di numerosi atti vandalici da parte dei fascisti.

Il Centro Sociale “28 maggio”è diventato un punto di riferimento per le comunità di immigrati che risiedono nella nostra zona che utilizzano permanentemente lo spazio per i loro incontri.

Tra le centinaia di iniziative, di presentazioni di libri, di filmati, dibattiti, attività ludiche e serate musicali, ricordiamo alcune presenze significative che hanno arricchito la storia del nostro Centro Sociale, sperando di non far torto a nessuno: personaggi come Giovanni Pesce, Alberto Granado, Don Gallo, Silvia Baraldini, Haidi Giuliani, Giovanni e Rita Cucchi genitori di Stefano, Alex Zanotelli, Giorgio Cremaschi, Renato Curcio, Geraldina Colotti, Angelo D’Orsi e la nostra amatissima Nicoletta Dosio.

Infine vogliamo ricordare i compagni che hanno dato un grosso contributo alla vita del centro e che oggi non sono più tra noi: Maria Lupatini, staffetta partigiana che con Haidi Giuliani ha inaugurato il nostro Centro Sociale, Eugenio, Nando, Mariuccia, Giovanni, Luisa e Attilio Zinelli presidente dell’Associazione 28 maggio e punto di riferimento politico e intellettuale del centro, che sono sempre nei nostri cuori e presenti nelle nostre lotte.
Inoltre vogliamo ricordare tutti i Compagni e le Compagne che in questi venti anni hanno contribuito alla crescita e alla gestione del Centro Sociale 28 maggio.

Concludiamo con una frase di Tomas Borge che campeggia all’interno del Centro Sociale 28 maggio:

“ Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopistici, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa, siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi bene aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici”. Continua a leggere...

LA STRADA DEL REGIME

Sono anni che in Italia si è inserito il “reato di solidarietà” assente nel codice penale ma presente nel “codice politico e sociale”, reato di chi intende mettere in discussione non tanto il diritto all’accoglienza , ma quello all’Uguaglianza. L’arresto di Mimmo Lucano è l’esempio più lampante dell’uso di questo reato.
Il sindaco di Riace è fra i 50 uomini più influenti al mondo secondo la rivista Fortune, al quale Papa Francesco ha rivolto parole di ammirazione e gratitudine. Le battaglie personali di Mimmo e i riconoscimenti internazionali per il suo modello di integrazione hanno fatto scuola in Europa, da Bruxelles a Cambridge.
Evidentemente però c’è chi ha avuto interesse a smontare e a denigrare un sistema che dà invece valore non solo a Riace, ma a tutta la Calabria, perché manda in corto circuito la logica della guerra tra poveri, rompendo la narrazione per cui “bianchi” e “neri” avrebbero interessi contrapposti.
Il reato di “immigrazione clandestina” è un’invenzione di Bossi e Fini, ed è il classico reato che produce “crimine” là dove non c’è. Il sindaco di Riace è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, cioè per aver organizzato la solidarietà, per aver rotto questo schema, suggerendo così possibilità di integrazione – oltretutto a costo quasi zero!
L’esperienza positiva di Riace, della sua amministrazione, ha avuto contro sin dall’inizio i fascisti i razzisti e la ndrangheta e poi anche settori degli apparati dello stato, in assoluta continuità tra la gestione Minniti e quella di Salvini, che hanno fatto di tutto per impedire che questa esperienza potesse essere un punto di riferimento per altre amministrazioni. Per questo da due anni a Riace erano stati tagliati e sospesi i fondi che in giro vengono distribuiti a pioggia e anche in pessime mani. L’arresto suona, politicamente, come una vendetta per aver dimostrato che nel nostro Paese si può essere accoglienti e si può combattere la deriva razzista e xenofoba insegnando e praticando solidarietà.
L’arresto del sindaco dell’accoglienza è un atto gravissimo, un segno di quel degrado autoritario e pericoloso che minaccia i principi stessi della nostra Costituzione. Contro quest’arresto bisogna alzare più alta possibile la voce dell’indignazione.
Siamo tutti in pericolo, NON SI ARRESTA UNA SPERANZA!
A questo governo e a tutte le istituzione noi diciamo: se arrestate Mimmo allora dovrete arrestare tutti noi compagne e compagni che pratichiamo da tempo il vostro “reato di solidarietà”!!! Continua a leggere...

IL NUOVO O IL VECCHIO???

Quello che è successo dai primi di gennaio in poi, dal momento in cui si sono messe in piedi le liste elettorali per le politiche del 4 marzo, non è nient’altro che lo specchio della realtà politica con cui abbiamo sempre avuto a che fare.
Si potrebbe dire : niente di nuovo sotto il sole!
Per quest’ottima ragione se noi intendiamo costruire qualcosa di nuovo dobbiamo cambiare il nostro modo di agire e di rapportarci al nostro interno, partendo dalla denuncia diretta nei confronti di chi agisce attraverso le vecchie modalità che hanno sempre adottato alcune componenti che interpretano la politica come gestione del potere per il potere.

Pertanto dobbiamo avere il coraggio di affrontare l’esistente facendo conoscere a tutti quello che NON si dovrebbe mai fare.
Per rendere chiaro il concetto prendiamo ad esempio il “pizzino” reso pubblico da Salvatore Prinzi dell’Ex-Opg-Potere al Popolo!, che abbiamo contribuito a diffondere; questo “pizzino” è l’esempio più lampante della concezione nefasta della vecchia politica che per essere debellata deve essere conosciuta e denunciata.
I sotterfugi, gli accordi sottobanco, gli inciuci interni ed esterni, i salvataggi, i cammellaggi e tutte quelle pratiche che hanno portato all’allontanamento delle compagne e dei compagni NON devono più esistere all’interno del nostro nuovo soggetto politico. Potere al Popolo! nasce da una rottura netta con questa vecchia concezione!!!

Per queste ragioni il soggetto politico che stiamo costruendo non deve essere un’aggregazione di “bande”che hanno come obiettivo l’ambizione del comando. Potere al Popolo! deve valorizzare tutti i soggetti che aderiscono al suo progetto, al suo programma, al suo statuto, questi soggetti saranno portatori dei principi politici che ci caratterizzano.
Proprio perché l’organizzazione per noi non è un fine, ma solo uno strumento, al nostro interno non ci dovrà essere un gruppo di comando, una segreteria o un “capo”, dovremo saper eliminare il principio dell’AUTORITA’, ma allo stesso tempo combattere ogni forma di SPONTANEISMO. Dovremo saper costruire una sorta di COORDINAMENTO dei TERRITORI che sarà il nostro “COMITATO CENTRALE” al quale dovrà subordinarsi l’intero organismo.

I territori dovranno essere le assise democratiche dove tutti potranno discutere la linea politica di PaP.
PaP deve diventare un’organizzazione di massa, non una setta che esclude, ma un grande corpo che include attraverso una ferrea critica del sistema capitalista. Le scadenze elettorali non dovranno più scandire la nostra azione politica, noi dovremo essere il punto di riferimento dei bisogni delle masse degli sfruttati, è a loro che dovremo rendere conto del nostro operato.

Quindi per concludere: nessuna mediazione interna con coloro che intendono lottare per ritagliarsi qualche seggiola o ruoli di potere dentro Potere al Popolo!. Non possiamo permetterci di contaminarci con finti alleati.

-ICOMPAGNI E LE COMPAGNE DEL CS 28MAGGIO-

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL POPOLO VENEZUELANO PER IL VILE ATTENTATO AL PRESIDENTE MADURO

“Divisi siamo gocce, uniti siamo tempesta”
Il Centro Sociale “28 maggio” e Potere al Popolo della Franciacorta esprimono sdegno per l’attentato al Presidente del Venezuela Maduro e solidarietà attiva nei confronti del popolo venezuelano.
Noi stiamo con Maduro perché Maduro sta col popolo del suo paese contro l’ingiustizia, lo sfruttamento, l’imperialismo!
Il popolo … sono le donne, prime beneficiarie delle politiche chaviste; il popolo … sono i 40 popoli nativi i cui diritti sono ora tutelati dalla Costituzione; il popolo … sono i bambini che vanno a scuola, il Venezuela ha sconfitto l’analfabetismo e si sono aperte le porte all’istruzione superiore gratuita e a quella universitaria per tutti; il popolo … beneficia ora delle misiones educative, sanitarie, culturali e dei consigli comunali che pianificano le politiche sociali attraverso le cooperative comunali; il popolo … è il protagonista dell’informazione che attraverso la Costituzione viene garantita plurale e alternativa, visto che il 70% dei programmi soprattutto radiofonici deve provenire dagli abitanti della zona coperta dalla frequenza radiofonica; il popolo … sono le persone con disabilità che vengono inserite per legge in tutti gli ambiti socio-produttivi; il popolo … sono i lavoratori a cui è garantito un salario minimo vitale che viene ritoccato ogni anno e il Venezuela è il paese dell’America Latina in cui la distribuzione del reddito è meno diseguale, dove è prioritario il controllo sulla sicurezza del lavoro attraverso una legge organica del lavoro; il popolo … sono i piccoli agricoltori che vengono sostenuti contro il latifondismo, che è contrario all’interesse sociale, e i pescatori dopo l’eliminazione della pesca industriale a strascico; il popolo … ora per il 90% ha accesso all’acqua potabile sicura, acqua che è un bene pubblico.
Il Venezuela, cioè il suo popolo, possiede giacimenti di gas e grandi riserve d’oro, diamanti, minerali di ferro, bauxite e carbon fossile, costituisce la prima riserva mondiale di greggio, ma è anche ricchissimo di acqua, il petrolio del secolo a venire. Se prima del 2004 il 53% dei profitti andava alle imprese multinazionali e il 47% allo Stato, ora va allo Stato il 94% e solo il 6% viene intascato dalle imprese miste. E tutto questo per il bene del popolo!
Il Venezuela partecipa all’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA). Questo blocco regionale, che vede Cuba al suo interno, mira a consolidare l’integrazione del Sudamerica e dei Caraibi in base a principi di solidarietà, complementarietà, giustizia e cooperazione. Questo sodalizio promuove l’indipendenza, l’autodeterminazione e l’identità dei popoli che la compongono. ALBA è anche uno spazio finanziario indipendente, un argine allo strapotere del dollaro.
Il Venezuela bolivariano vuole incamminarsi verso il socialismo senza aver compiuto una classica rivoluzione, si può criticare da sinistra perché sul piano economico è ancora un ibrido attraversato da spinte contraddittorie, ma non si può non essere meravigliati da questo tentativo di risparmiare al paese un bagno di sangue. Distruggere un paese è facile, ma per ricostruirlo ci vuole tempo e i chavisti amano il loro paese ed è per questo che ne preservano il futuro anche ecologico. Il bagno di sangue lo auspicano invece una borghesia criminale che vede la fine dei suoi privilegi, asservita e sponsorizzata dagli USA che ancora considerano l’America Latina il giardino di casa del loro impero.
La costruzione del Socialismo del XXI secolo è un processo, per questo è sempre in pericolo. Gli USA non possono permettersi di veder crescere questo modello alternativo che antepone gli interessi dell’essere umano a quelli del profitto, per questo fiumi di dollari finanziano l’opposizione sia quella aperta che quella illegale che il 6 agosto 2018 ha tentato di eliminare fisicamente il Presidente Maduro.
Noi compagne e compagni rendiamo omaggio a questo popolo che ha invertito il segno dei rapporti secolari tra aristocrazie locali e masse popolari e indigene, tranciando ogni legame di sudditanza con i gringos del nord e i loro tirapiedi europei.
Noi compagne e compagni ricordando sempre la frase di Tomás Borge che campeggia sul muro del nostro centro sociale “siamo sognatori che conoscono gli amici e conoscono i nemici” sappiamo che i nostri nemici possono anche vestirsi con gli abiti della rivoluzione, ma se sono contro il Presidente Maduro, sono contro il Popolo del Venezuela!
Hasta La Victoria Siempre!

le compagne e i compagni del C.S. “28 maggio” e di Potere al Popolo della Franciacorta

SOS SALVIAMO L’UMANITA’

Stiamo vivendo il trionfo del razzismo e della xenofobia, non solo in Italia, ma anche in Polonia, Ungheria, Croazia e Austria
Sono riusciti a farci credere che la povertà e la diversità sono i nostri veri nemici dai quali dobbiamo difenderci, ci stanno facendo credere che salvare vite umane sia un reato e che questo reato verrà perseguito.
Il portavoce del nostro governo, il ministro degli Interni Salvini, urla: “Basta ONG nel Mediterraneo per salvare i naufraghi”, nessuno scafista deve attraccare nei porti italiani”. E si prefigge di espellere dall’Italia 500.000 immigrati irregolari
Il nostro Paese non è più centro responsabile di soccorsi e salvataggio nel Mediterraneo, la nuova circolare trasmessa sul canale della Capitanerie di porto parla chiaro.
Il governo italiano ha dato disposizione alla Guardia Costiera di ignorare gli SOS provenienti dalle navi delle Ong nel Mediterraneo.
Salvini ribadisce la volontà di mantenere i porti chiusi alle navi umanitarie violando i trattati internazionali e andando contro ogni principio di umanità e solidarietà: ancora una volta la politica degli stati europei si pone al di sopra delle vite delle persone
In realtà l’accordo stipulato da Salvini con la Libia prosegue per filo e per segno quanto già avviato dai governi Renzi e Gentiloni, si torna dunque al piano Minniti: soldi alla Libia, piano di sviluppo per l’Africa, campi in Niger, Ciad e Mali, corridoi umanitari per chi ne ha diritto.
Muoiono cosi, donne, uomini e bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorso o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà.
Mentre l’attenzione mediatica è tutta focalizzata sul Mediterraneo, che è diventato simbolo di traversate pericolose su barconi strapieni e di migranti annegati, ci si dimentica di un luogo in cui si stima che più persone muoiano, il più delle volte senza lasciare traccia nel silenzio più assoluto: il deserto del Sahara. Da più di un anno l’Algeria ha abbandonato nel deserto del Sahara oltre 13.000 persone, tra cui donne incinte e bambini, intercettandole al confine ed espellendole, senza acqua né cibo, spesso sotto la minaccia di armi. È quanto ha riportato il quotidiano Al-Jazeera English, basandosi su un report dell’agenzia di stampa The Associated Press, pubblicato lunedì 25 giugno. Anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) tempo fa avevano informato su questa situazione. Il direttore dell’Africa occidentale e centrale, Richard Danziger, ad una conferenza a Ginevra mesi fa aveva detto: “Non abbiamo ancora una stima del numero di persone uccise nel deserto del Sahara affermando che dal 2014 potrebbero essere morti nel deserto, persi, assetati, esausti con una temperatura di oltre 40 gradi, da soli, con bambini, in piccoli gruppi, circa 30.000 esseri umani.

Ma la questione dell’immigrazione che è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica nasconde la vera causa di questo fenomeno che è la strategia colonialista e imperialista di guerra di USA/NATO che ha provocato «l’arco di instabilità» con le due guerre contro l’Iraq e le altre guerre che hanno demolito la Jugoslavia, la Libia e la Siria. Mentre l’attenzione dell’opinione pubblica indirizzata dai mass media è concentrata sull’immigrazione, passa sotto silenzio la notizia che il 10 giugno la flotta Usa con a bordo oltre 8000 uomini, armata di 90 caccia e oltre 1000 missili, veniva schierata nel Mediterraneo orientale, pronta a colpire in Siria e Iraq.
La vera guerra che stanno preparando passa indisturbata tra le persone.
L’Istituto SIPRI di Stoccolma ha rivelato che nel 2017, a livello mondiale, abbiamo investito in armi ben 1.739 miliardi di dollari , pari a 4,5 miliardi al giorno. Il nostro paese, l’anno scorso ha speso in armi 26 miliardi di euro, pari a 70 milioni di euro al giorno. E nel 2017 l’Italia ha esportato armi pesanti per oltre 10 miliardi di euro.
Si alimentano così le guerre che, unite ai meccanismi neocoloniali di sfruttamento, provocano impoverimento e sradicamento di popolazioni. Aumentano di conseguenza i flussi migratori in condizioni drammatiche, che provocano vittime e nuove forme di schiavitù.

In Italia oltre 250mila italiani emigrano all’estero, quasi quanti nel dopoguerra a partire dalla crisi del 2008 e specialmente nell’ultimo triennio, le partenze hanno ripreso vigore e hanno raggiunto gli elevati livelli postbellici, quando erano poco meno di 300.000 l’anno gli italiani in uscita.
Il problema dei tanti italiani che abbandonano l’Italia è stato segnalato qualche giorno fa anche dall’Ocse. Nell’ultimo report sui migranti l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici ha fatto presente che l’Italia è tornata a essere ai primi posti mondiali come Paese d’origine degli immigrati. Secondo l’Ocse, la Penisola è ottava nella graduatoria mondiale dei Paesi di provenienza di nuovi immigrati. Al primo posto c’è la Cina, davanti a Siria, Romania, Polonia e India. L’Italia è subito dopo il Messico e davanti a Vietnam e Afghanistan, con un aumento degli emigrati dalla media di 87mila nel decennio 2005-14 a 154mila nel 2014 e a 171mila nel 2015, pari al 2,5% degli afflussi nell’Ocse. In 10 anni l’Italia è “salita” di 5 posti nel ranking di quanti lasciano il proprio Paese per cercare migliori fortune altrove.

Le statistiche dicono che non c’è alcuna emergenza numerica di arrivi di migranti, non c’è alcun aumento della criminalità, non c’è alcuna prova contro i soccorritori del Mediterraneo.

Ci sono invece i trattamenti disumani che avvengono in Libia e in altri paesi.
Avere stranieri integrati non solo è civilmente sacrosanto ma anche economicamente conveniente, non possiamo cadere nella trappola della paura alimentata ad arte della difesa dei nostri confini, dobbiamo contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura.

NON CI SONO CONFINI, NON CI SONO NAZIONI, SIAMO TUTTI CITTADINI DEL MONDO. Continua a leggere...

BISOGNA SAPER SCEGLIERE IN TEMPO…NON ARRIVARCI PER CONTRARIETA’

Oggi 28 maggio Piazza Loggia è gremita, i rintocchi della campana in ricordo delle vittime consapevoli della strage fascista di Stato sono gli stessi che segnano il de profundis della nostra Costituzione.
La logica terrorista dello spread e dei mercati finanziari, utilizzata dal presidente Mattarella, sancisce ufficialmente l’inizio alla nuova fase di regime espressione del fascismo tecno-finanziario europeista.
Il voto “democratico”, per quanto le ultime leggi elettorali siano incostituzionali, non rappresenta più da anni l’espressione della volontà politica del popolo italiano.
Comunque si voti, e la vittoria del NO al referendum sulla controriforma renziana della Costituzione del 4 dicembre 2016 lo dimostra, la funzione delle forze politiche, qualsiasi sia il loro progetto, viene ridotta a semplice amministrazione delle linee imposte dal sistema blindato della Commissione Europea, che non è nient’altro che l’organo decisionale dell’Unione Europea, i cui componenti, non eletti dal popolo, devono garantire la loro indipendenza dagli Stati di appartenenza. Questo spiega come l’attentato alla democrazia sia un progetto neoliberista pensato da tempo e attuato a livello europeo come espressione diretta dei poteri forti dell’economia e della finanza.
Tra Banca Centrale Europea e Parlamento italiano il “nostro” presidente sceglie di servire i suoi padroni europei. Chi ancora non ha capito che siamo entrati in una fase di regime di dittatura imposta attraverso gli accordi di Maastricht e di Lisbona confonde la democrazia con l’autoritarismo della finanza e dei mercati.
Mattarella ha dato inizio ad un golpe bianco i cui sbocchi saranno comunque drammatici. La sua mancanza di lungimiranza politica è del tutto evidente perché dà ulteriore spazio alle componenti reazionarie che sono uscite vittoriose da queste elezioni.
Chiamiamo a raccolta tutti i PARTIGIANI difensori della libertà e della democrazia per costruire un’opposizione ferma e determinata contro ogni regime cripto fascista nazionale e tecno-finanziario europeista.

-LE COMPAGNE ED I COMPAGNI DEL CENTRO SOCIALE 28 MAGGIO-  

   

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL CSA MAGAZZINO 47

COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ
del Centro Sociale “28 maggio”
al CSA Magazzino 47

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2018, un gravissimo attentato incendiario fascista ha bruciato la libreria del Magazzino, la matrice di questo atto infame è chiaro! Si potrebbe dire che non c’è due senza tre! Prima il lancio di bombe carta all’esterno e all’interno delle casette di via Gatti, poi l’incendio delle auto al campo Sinti di via Orzinuovi, per arrivare ora all’incendio del CSA Magazzino 47.
I fascisti e i razzisti intendono provocare danni irreparabili alla convivenza civile in questa città, per restaurare la funzionale distinzione degli “opposti estremismi” di infausta memoria in spregio all’impianto stesso della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Nessun opposto estremismo! Noi siamo i rappresentanti di quei Partigiani, per la maggior parte giovani, che andarono in montagna per dare una speranza al nostro paese, quella di uscire dall’incubo di un regime liberticida, sanguinario e guerrafondaio: il fascismo!
Lo Stato con il suo potere coercitivo, in questo momento rappresentato dal ministro degli Interni Minniti, sta tradendo i fondamenti stessi della Repubblica Italiana. Questo potere sa solo distruggere attraverso la precarietà, lo smantellamento dello stato sociale, l’espropriazione dei diritti e la desertificazione culturale. Ecco come una libreria diventa un luogo simbolo di tutto ciò che fa paura al regime vigente. In questo momento di fine campagna elettorale questi pagliacci, che hanno svenduto tutto, hanno trovato una via d’uscita, un salvagente, quella teoria degli opposti estremismi, arnese vecchio e logoro degli anni Settanta!
Massima solidarietà alle compagne e ai compagni del CSA Magazzino 47 che hanno trasformato un luogo degradato in una realtà ricca di senso!
Chiediamo a tutte le componenti Antagoniste, Antifasciste e Comuniste di rimanere unite di fronte a questi attacchi che preludono ad una stagione che dobbiamo affrontare con grande coraggio e determinazione.

le Compagne e i Compagni del Centro Sociale “28 maggio”