Archivi categoria: antifascismo

RINGHERA


RINGHERA – (1974)

“El dieciocho día de julio
en el patio de un convento,
el dieciocho día de julio
en el patio de un convento
el Partido Comunista
fundó el Quinto Regimiento,
el Partido Comunista
fundó el Quinto Regimiento.

El desdott del mes de luj
int el chioster del convent,
el desdott del mes de luj
int el chioster del convent
i compagn de la ringhera
han faa su el so regiment,
i compagn de la ringhera
han faa su el so regiment.

E tira su la bandera,
la nostra Spagna è già rossa
l’è ‘rivada la ringhera,
fazolett giò ne la fossa,
E tira su la bandera,
la nostra Spagna è già rossa
l’è ‘rivada la ringhera,
fazolett giò ne la fossa. Continua a leggere...

Testimonianze – la strage di Marzabotto

Francesco Pirini è uno dei superstiti della strage di Marzabotto. Questo video racconta la sua vita e la sua memoria attraverso i luoghi che in questo modo hanno la possibilità di rivivere, dalle case che l’hanno ospitato, alla chiesa nella quale migliaia di persone hanno perso la vita. L’ importanza della testimonianza e dei luoghi della memoria è grandissima, i testimoni delle stragi cominciano a lasciarci ed è essenziale, e nostro dovere, recuperare la loro memoria affinchè essa non vada persa e quegli stessi luoghi tra molti anni non muoiano insieme alle persone ma continuino ad essere testimonianza viva di quello che successe.Grazie alla collaborazione con Arcoiris TV è stato possibile realizzare questo filmato ricco di ricordi, di vita passata e di memoria.
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E’ Stato morto un ragazzo – il docufilm su Federico Aldrovandi

La tragica storia di Federico Aldrovandi, morto e ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 da quattro poliziotti. Il film ricostruisce la vicenda giudiziaria e la ricerca coraggiosa dei genitori del ragazzo verso la verità. I responsabili della morte sono stati condannati in via definitiva dalla corte di cassazione a 3 anni e sei mesi di carcere.
Il documentario ha vinto il Bari Bifest 2010 come miglior documentario e il David di Donatello 201. E’ stato presentato in anteprima a Venezia 67, Mostra del cinema di Venezia Giornate degli Autori.
La regia è di Filippo Vendemmiati, fotografia di Marino Cancellari, montaggio di Simone Marchi, musiche di Valentino Corvino, consulenza testi Massimiliano Briarava Cossati e Donata Zanotti Continua a leggere...

No Tav: intimidazione contro Vattimo, indagato

Nuova grottesca iniziativa repressiva della procura di Torino – quella guidata da Caselli, per intenderci – contro il movimento No Tav e chi anche solo ne sostiene le ragioni.

notav

A ferragosto l’europarlamentare Gianni Vattimo aveva visitato nel carcere delle Vallette, a Torino, alcuni detenuti, tra i quali anche un militante del movimento contro la Torino-Lione, Davide Giacobbe detto “Giobbe”, oggetto di un provvedimento restrittivo della libertà personale. Per l’occasione si era fatto accompagnare da due esponenti riconosciuti del movimento, Luca Abbà e Nicoletta Dosio, che lo avevano seguito nell’ispezione in qualità di ‘consulenti’. Ora, a distanza di mesi, e nonostante Vattimo sia appunto parlamentare europeo e quindi in pieno diritto di entrare nelle carceri – tant’è che all’epoca la visita non gli fu rifiutata – risulta indagato insieme ai due suoi accompagnatori per ‘falso ideologico’.
A scatenare la canea contro il filosofo era stati, neanche a dirlo, due esponenti del partito ‘Si tav a tutti i costi’ in quota Partito Democratico: il parlamentare Stefano Esposito e il dirigente locale torinese Raffaele Bianco. Lo scorso 29 agosto i pm torinesi Andrea Padalino e Antonio Rinaudo avevano aperto un fascicolo nei confronti dei tre che ora risultano ufficialmente indagati. La loro colpa? Aver ‘spacciato’ per consulenti due militanti del movimento, come se la qualifica di consulenti debba rispondere a non meglio precisate caratteristiche tecniche o di curriculum, se non addirittura contrattuali, che però la legge in materia non prevede affatto. E’ evidente che l’inchiesta e il rinvio a giudizio nei confronti dei tre non sta in piedi e non porterà a nulla di concreto, e che rappresenta una spudorata intimidazione nei confronti della solidarietà espressa attraverso la visita in carcere. Continua a leggere...

SGOMBERO LAMBRETTA 23 ottobre 2012

h 10.15 la polizia presidia l’ingresso delle palazzine ed è sotto ai compagni sul tetto. Davanti al Lambrett apresidio con musica  contro lo sgombero!

h 9.48 la polizia è entrata nelle palazzine e sta cercando di raggiungere il tetto.

h 9.20 la polizia è riuscita a schierarsi di fronte al Lambretta, ma sul tetto compaiono tre compagni con torce e striscione “de chi se pasa no”.

h 9.15 continuano i momenti di tensione ma la difesa dello spazio continua

h 9.12 la polizia in assetto anti sommossa si avvicina all’ingresso e inizia a spingere Continua a leggere...

SUI FATTI DI GENOVA:

Rabbia e indignazione verso le sentenza che hanno condannato 5 persone a 10 anni di reclusione e 5 rinviate a giudizio. Rabbia e indignazione verso una giustizia che crede ancora che colpirne uno per educarne cento possa fermare l’onda di rivolta che sta crescendo da quel luglio 2001. Rabbia e indignazione perchè ancora una volta lo stato ci ha dimostrato che non esiste nessuna giustizia; oggi come ieri si fa forte la necessità di porre definitivamente fine al cancro capitalista. Per Carlo, per tutti i Compagni condannati, per chi ancora crede che UN NUOVO MONDO E’ POSSIBILE! Continua a leggere...

28 MAGGIO 1974: 38 ANNI DOPO NESSUNA GIUSTIZIA, NESSUNA PACE.CARICHE AL CORTEO DEGLI STUDENTI. LA DIRETTA DELLA GIORNATA.

Ore 14: 28 maggio 1974-28 maggio 2012. Nessuna giustizia nessuna pace. Con queste parole d’ordine il movimento bresciano è sceso oggi in piazza in occasione dell’anniversario della strage fascista, di stato e della nato di Piazza Loggia. In mattinata manifestazione del Kollettivo Studenti in Lotta e Centro Sociale Magazzino 47, per ribadire le responsabilità dello Stato nella strage del 28 maggio, oltre che per contestare le politiche neo liberiste del governo Monti, rappresentato in questa occasione dal ministro dell’interno Cancellieri, presente in città per le commemorazioni istituzionali. Gli studenti, partiti da piazza Garibaldi, si sono inizialmente diretti verso il palazzo di giustizia dove era prevista l’udienza per lo sfratto del magazzino 47, rinviata per il prossimo 25 giugno. Il corteo è successivamente ripartito alla volta di piazza della Loggia lungo il percorso autorizzato dalla questura: in via Vittorio Emanuele  sono cominciate le provocazioni poliziesche per impedire alla manifestazione di proseguire normalmente. Continua a leggere...

sull’ attentato a Brindisi e sul clima di tensione che si sta preparando‏

Brindisi, Italia, 19 maggio 2012. Una bomba scoppia davanti ad una scuola, muoiono due ragazze, tantissimi i feriti. Bombe alle scuole. Come non ricordare che a Trieste la scuola elementare slovena di San Giovanni fu due volte oggetto di attentati, nel 1969 e nel 1974, nel 1969 avrebbe dovuto esplodere all’ora di uscita ed avrebbe fatto una strage, ma il dispositivo era difettoso e non accadde nulla. Nel 1974 la bomba esplose, ma di sera, quando la scuola era vuota. nessuna tragedia, solo paura. oggi a Brindisi invece l’incubo, la tragedia, la morte di giovani vite innocenti stroncate, uccidere i bambini, i giovani, significa uccidere il futuro. Perché questa bomba, perché in una scuola, perché in una scuola intitolata ai magistrati Morvillo e Falcone, assassinati dalla mafia? Circa un mese fa abbiamo denunciato, il compagno Marco Barone ed io, la possibilità di una nuova strategia della tensione, in base ad una lettera di minacce recapitata alla Rai di Genova. (si veda qui http://baronemarco.blogspot.it/2012/04/minacce-di-attentati-ai-politici-ecco.html e qui http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-i_nove_italiani_nove..php). Marco ha poi lanciato altri segnali d’allarme dal suo blog, visto che in maggio (mese identificato come a rischio, e la cosa si è purtroppo avverata) c’è stato quello strano incidente che ha coinvolto un pullman di carabinieri in congedo, l’attentato ad Adinolfi (guarda caso a Genova), e tutta l’escalation relativamente agli “anarchici insurrezionalisti”, la criminalizzazione dei movimenti (il notav in primo luogo), la devastazione di un centro sociale in Calabria e via dicendo. Una nuova strategia della tensione si sta preparando, abbiamo pensato, ne abbiamo parlato, siamo stati tacciati di visionari e numerologisti. Segnali d’allarme, abbiamo detto, qui c’entra la mafia, c’entrano i poteri occulti, viviamo un momento in cui c’è necessità di riorganizzare certi equilibri, il capitalismo è in crisi, se dovessero sorgere dei movimenti di ribellione non si sa come potrebbe reagire il potere. L’abbiamo visto, un modo di reagire. Un mese fa ero preoccupata, ora piango non solo per quelle giovani vite cui è stato tolto il futuro, per la disperazione delle loro famiglie e dei loro amici, ma anche perché sono ancora convinta che si sarebbe potuto fare qualcosa. Strategia della tensione, come nel 1969, come nel 1974, come nel 1992. Mafia, fascisti, logge occulte, servizi deviati, chissà. Due ragazze sono morte oggi: quali tragedie dovremo ancora subire? Non voltate la testa, per piacere. Abbiamo bisogno di una nuova resistenza, abbiamo bisogno di parlare e di capire, di denunciare e di muoverci, di ragionare e di opporci ad un progetto che vuole la morte civile di questo Paese. Con dolore, da Trieste Claudia Cernigoi

Bossi contestato a Crema

«Lega predona a casa nostra»,
da corriere.it

Durante un comizio, la protesta di una ventina di persone
Il Senatur: «Avvicinatevi che vi faccio sentire la carezza del destro»

Lo astriscione

MILANO- Una ventina di persone dietro a uno striscione con scritto «Lega predona a casa nostra» si è presentata al comizio di Umberto Bossi a Crema iniziando a urlare frasi come «fuori la Lega dalle città. Nel frattempo viene sventolata anche una bandiera dei No Tav. Chi protesta è tenuto a distanza dalle forze dell’ordine mentre dal palco il candidato sindaco del Carroccio Roberto Torazzi ha esortato ad «andare avanti». «Non abbiamo paura, noi – ha detto -. C’è gente che lavora. Andate in fabbrica che vi fa bene».  Continua a leggere...

BRESCIA: ANNULLATE LE PERQUISIZIONI DEL 4 GENNAIO AI 5 COMPAGNI/E

via radio onda d’urto

Annullate dal tribunale del riesame le perquisizioni e i sequestri effettuati nei confronti di cinque attivisti e attiviste lo scorso 4 gennaio a Brescia. Quel giorno la digos si presentò in casa dei 5, attivi nelle lotte sul territorio e militanti di diverse organizzazioni locali, su ordine della procura. Nel provvedimento di faceva riferimento ad una azione tesa alla ricerca di prove a suffragio di un teorema che li vede accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggrave e tentata occupazione di edificio pubblico. Continua a leggere...